martedì, Ottobre 6, 2026
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PARMA TALK, IL WEB SHOW DI SPORTPARMATV

PARMA TALK, IL WEBSHOW DI SPORTPARMATV

(Video da Diretta Streaming) 

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16 pensieri riguardo “PARMA TALK, IL WEB SHOW DI SPORTPARMATV”

  • Vi invito a guardare attentamente gli ultimi 30 minuti del video, in cui si commenta la conferenza di Cherubini, le frasi sullo stadio e le famose parole sulla proprietà “da non lasciarsi scappare”. Ascoltate i commenti di Zurlini, di Gabelli di SportParma e del Pres. Parma club Fidenza. Sono d’accordissimo con loro ( quindi non sono l’unico pazzo a dire quelle cose), tranne che per il fatto che sono meno ottimista riguardo un addio o meglio di essere liberati. Chiedo anche un commento di Majo, grazie.

    • Non ho seguito perché ero contestualmente impegnato con gli Expat, dove penso di aver detto cose altrettanto importanti. Cmq me lo riguarderò in replica

      • Sì, ho visto il Suo intervento e prendo atto che anche Lei mette in dubbio un’uscita dell’americano, considerando la recente riorganizzazione, che non ha senso se vuoi lasciare. L’unico elemento di analisi che mi manca è la motivazione del turnover del personale. Se ciò che accade nella capogruppo c’entra poco con eventuali decisioni sul futuro delle partecipate, le nuove figure interne al Parma sono scelte “forzate”, ossia sono i dipendenti ad aver deciso di andare e quindi andavano inevitabilmente introdotte nuove figure per non avere posizioni scoperte o sono scelte dall’alto ? Nel primo caso, sono scelte alla stregua dell’assunzione di Carli al posto di Faggiano, quando quest’ultimo decise di andare e bisognava trovare un sostituto, nonostante ci fossero trattative di cessione. Nel secondo caso, credo siano chiare le intenzioni di continuità.

        • La riorganizzazione ha riguardato, appunto il Krause Group, e non direttamente il Parma Calcio (o meglio: anche nel Parma Calcio ci sono state uscite, alcune anche sanguinolente ed inaspettate. tra queste, prima di tutte, quella del non sostituito Lacome e qualche rimpiazzo). Però non so se è da questi “dettagli” che si possano trarre indicazioni o meno circa un passaggio di mano. Però, tolto lo scarso entusiasmo per il Parma (oggettivo perché non si vede mai e ha smesso di parlarne), non mi sembra una proprietà in disarmo. Anzi, per dirla tutta, mi attendo ulteriori variazioni.

          • Quindi è d’accordo con quanto detto da me ieri, quando ho ribadito che non vedo segnali di uscita e si andrà per le lunghe, se non finché campa ma sicuro ancora per qualche anno .

          • Ok, non saranno biblici ma non la vedo neanche una cosa fattibile entro 2 –
            3 anni, soprattutto se il giocattolino continuerà a generare utili.

  • Una lettura strutturale del progetto Krause, ragionare per “mattoni” e non per “nuvole frastagliate” in orizzonti futuri consente di valutare il progetto Krause con maggiore lucidità.
    Al netto delle oscillazioni emotive tipiche dell’ambiente calcistico, il percorso intrapreso dalla proprietà americana mostra oggi una coerenza operativa che merita di essere analizzata con metodo.
    Performance sportiva e stabilità tecnica. La squadra sta consolidando i propri obiettivi attraverso una classifica coerente con le ambizioni dichiarate. La scelta dell’allenatore, inizialmente percepita come una scommessa, si è rivelata efficace. Il profilo individuato ha garantito identità di gioco, continuità di rendimento e valorizzazione del capitale umano. In un contesto dove la panchina è spesso il primo bersaglio delle tensioni, la stabilità tecnica rappresenta un asset strategico.
    Trading dei giocatori come leva economica. Il modello di player trading, introdotto con decisione già nella scorsa stagione, ha iniziato a generare ritorni tangibili. Le prime operazioni in uscita hanno prodotto plusvalenze significative e l’attuale rosa presenta diversi elementi con potenziale di valorizzazione ulteriore. In caso di cessione dei profili più appetiti, il club potrebbe registrare nuovi segni positivi, rafforzando la sostenibilità del progetto.
    Razionalizzazione dei costi e revisione degli investimenti. La riduzione del monte ingaggi rappresenta un altro tassello fondamentale. L’uscita da contratti pesanti ha permesso di riallineare la struttura dei costi ai ricavi effettivi, migliorando l’equilibrio economico-finanziario. Parallelamente, l’abbandono del progetto stadio — un investimento ad alta incertezza economica e con ritorni non immediati — ha evitato un’esposizione potenzialmente rischiosa. Il valore complessivo del “blocco Parma” risulta oggi più solido e più facilmente trasferibile. Un piano di medio periodo e l’ipotesi di valorizzazione dell’asset. Alla luce di questi elementi, il cosiddetto “mid term plan” appare lusinghiero. La proprietà sta costruendo un club più leggero, più efficiente e con un capitale sportivo valorizzabile. In questo scenario non può essere esclusa, in prospettiva, una cessione con plusvalenza dell’intero asset: un’operazione perfettamente coerente con la logica imprenditoriale di un investitore internazionale.
    La rotazione dei dirigenti: un falso problema. La frequente rotazione dei dirigenti, spesso percepita come un segnale di instabilità, rientra in realtà in un modello gestionale fortemente accentrato. La struttura decisionale è chiaramente padronale, la proprietà definisce la linea, i dirigenti eseguono. Chi non si allinea viene sostituito. È un’impostazione discutibile sul piano culturale, ma non necessariamente disfunzionale sul piano operativo, soprattutto quando la strategia è chiara e i risultati — sportivi ed economici — tendono a confermarla

    • Sulla valorizzazione di questi calciatori però dobbiamo aspettare la fine del campionato e vedere che mercato effettivo avranno. Le uscite di gennaio non credo abbiano generato alcunché se non la diminuzione del monte ingaggi.
      Per una gestione che permetta l’autosostentamento secondo me occorre che il padrone si affidi a gente molto competente in ambito calcistico e che li faccia lavorare senza intromissioni, perché accanto ai giocatori dei quali si puo’ aspettare la crescita anche per qualche anno occorrono giocatori che si possano apprezzare sensibilmente in una stagione in modo da avere sempre alte entrate per dare ossigeno alla gestione.
      Nella rosa attuale sono pochi quelli che si sono apprezzati abbastanza da generare alti profitti, forse Pellegrino che però dovrebbe avere una quota a favore del Velez del 50%.
      Poi Bernabé che è qui da 5 anni e che forse è quello che porterà i maggiori introiti al Parma.

    • Il club dei 27

      E alla fine tornò su plutone

  • Tutto bello se non fosse che: 1) ci deve andare tutto bene perché giocare con il fuoco ogni anno, vendendo chi ha mercato ed azzardare scommesse che costano poco, potrebbe farci retrocedere e si riparte da sotto zero, sul piano sportivo ed economico 2) le società di calcio non sono società di capitali pure ma partecipano a competizioni sportive, in cui l’essenza è appunto la competizione. Sarebbe opportuno rispettare i propri clienti, cioè i tifosi, dando priorità alla competizione, no al profitto. Se vuoi dare priorità al profitto, arrangiandoti alla meno peggio nella competizione, faresti meglio a dedicarti a qualsiasi altro settore non sportivo, in cui il lucro è l’unica cosa che conta. Va bene essere sostenibili ma senza indebolire la squadra ogni anno, cedendo tutti i giocatori che ti danno qualche garanzia di rendimento, soprattutto se sostituiti da scommesse da valorizzare. 3) tu parli di “plusvalenza sull’asset” ma la plusvalenza da cessione srl deve tener conto anche dei conferimenti quindi la vedo difficile. Inoltre , ciò che interessa realmente ad un imprenditore è qualcosa di più semplice. Ho investito 400 milioni , dopo x anni mi aspetto di ottenere un rendimento di 400+ interessi superiori all’inflazione, altrimenti ho perso potere d’acquisto. Per te il Parma vale quella cifra ? Direi che siamo lontanissimi, considerando fatturati, asset , valore brand e stime di valore per società similari. L’essenza del fare impresa è creare valore. Quindi direi che non gli sta riuscendo bene neanche questo. 4) per quanto riguarda il turnover del personale interno al Parma calcio, bisogna considerare anche quelli andati via per propria scelta.

    • Condivido quanto dici, in effetti esiste una probabilità di insuccesso che probabilmente è già stata sottoposta a risk analysis, e condivido il fatto che la società non vale 400 milioni allo stato attuale e non immagino quando potrà rientrare in tale cifra, ricordo che il Genoa fu venduto per circa 150 milioni con i debiti inclusi.

  • ForzaParma

    Zurlini, Fava e gli altri ospiti hanno sottolineato e commentato soprattutto la parte di conferenza in cui Cheru ha detto di non far scappare un imprenditore come Krause… è quella la frase che ha fatto venir loro dei dubbi circa il futuro dell’americano a Parma…

    Lei invece direttore ha parlato di possibili nuove variazioni…che intende nello specifico?

    • Ne sto scrivendo in un nuovo articolo che presto uscirà. Ma ne avevo anche già scritto commentando a caldo la conferenza di Cherubini. Io, comunque, mi attengo ai fatti: la vera notizia, fronte Tardini, emersa nella conferenza stampa di Cherubini era stato il passaggio della gestione della cosa dalle sue mani a quella degli “amici del Krause Group Real Estate”, per cui per me (pur essendo da sempre molto scettico) la cosa è solo passata in gestione negli USA, tutto qua. Ma non ho elementi per dire che non si faccia più niente. Al di là del fatto che lo stadio in patria (des Moines) secondo me è passato in vantaggio…

      • ForzaParma

        Sullo stadio ho capito la sua posizione…ma né io né Fava & C. parlavamo di stadio… bensì di un possibile addio di KK…

        Per quanto riguarda “le ulteriori variazioni” attendo con ansia il suo nuovo articolo…

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