venerdì, Ottobre 9, 2026
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TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO DEBUTTA “LA SAT COSSTA?”

(Ale Pongonazzo) – “Chi vuole un buon erbaio semini in febbraio”. Proverbio contadino che potrebbe essere applicato anche alle sorti del Parma Calcio, soprattutto ora, alla luce di una relativa tranquillità conquistata sul campo con vittorie colte sul filo di lana. Consolidare quelle fondamenta edificate su un raccolto di punti insperato ai nastri di partenza del campionato, potrebbe e dovrebbe essere la vocazione per terminare al meglio l’annata in corso e porre le basi per la prossima.

 

12 TV Parma diffonde la penultima puntata di Calcio e Calcio in questo mese appropriato per la semina, nella serata del 19 febbraio 2026, giovedì, giorno del raccolto per chi è solito seguire la trasmissione. Sostenuto in conduzione da Maddalena ed Isabella, abbiamo come sempre il fruit lover Giuseppe Milano e l’everpink Luca Ampollini, nell’occasione lieti di ospitare l’ex giocatore ed ora procuratore, Giovanni Bia. A latere, presenti pure Rico e Baroz.

A Montzè, a casa di Luca Ferrari, si stravolge l’abituale comfort zone: niente Bizzi, Cavalca o altri titolari di pè sott’ a la tävla; al contrario, due novità assolute per la stagione in corso del programma, il dottor Gianfranco Marchesi, neuropsichiatra e fisiatra, noto anche per la rubrica tenuta sulla Gazzetta di Parma sui segreti del cervello e nientepopodimeno che il direttore del quotidiano locale, Claudio Rinaldi. Il luminare improvvisa una sorta di lectio Ferraris, considerando il contesto ove viene regalata agli ascoltatori, sul tema della neurogastronomia.

Parlànd d’ ätor, ‘d balón, è l’Ampo che, con la consueta panoramica degli ultimi avvenimenti, raduna le sensazioni ed i pensieri che questi gli hanno lasciato in dote. “Classifica esaltante, ventinove punti sono importanti per questa squadra”. La partita contro il Verona è stata giocata in modo positivo ed ha fatto emergere due aspetti: l’essere molto vicini alla salvezza e la possibilità di far male all’avversario nel caso si imposti la squadra in modo più incisivo.  Certo, che sarebbe altrettanto sensato tener conto che, nel caso specifico, l’avversario si trovava in inferiorità numerica da inizio partita ed il livello dello stesso non si può dire fra quelli probanti.

Giovanni Bia concorda pienamente con l’influencer pink per i punti raccolti e tiene ad evidenziare come sia stata brava la compagine diretta dal Cuesta nel ribaltare il risultato col Verona, dopo aver subito il pareggio: “non era facile”. Dai… forse nemmeno così difficile, anche alla luce delle considerazioni dell’Ampo esternate poco dopo, nell’evidenziare come il Verona appaia ormai scoraggiata, rassegnata ed arresasi alla sorte inevitabile. Tutte le considerazioni precedenti, descrittive di bravura, forza e nuove possibilità, ordunque, come dovrebbero essere pesate?

Un messaggio di un telespettatore regala la possibilità di cavalcare il solito inciso sull‘idioma calcistico di Bernabé. Ora, con elementi come Nicolussi e Strefezza, abituati ad utilizzare lo stesso slang, si potranno finalmente intavolare chiacchierate produttive. Si analizza il fallo di Circati che ha portato al rigore per il Verona: l’errore è netto, sia nella scelta che nell’intervento. Possiamo anche aggiungere che l’australofidentino, pur in un contesto di prestazioni discrete, non è nuovo a scelte superficiali ed alla lettura di alcune situazioni con un atteggiamento di eccessiva sicurezza.

Si ascolta della soddisfazione del direttore Rinaldi nella sottolineatura circa i nove punti in più raccolti rispetto alla passata stagione, come l’aver già raggiunto la quota di sette vittorie a questo punto del campionato, eguagliando il numero totale di quelle relative alla annata precedente.

Bia sostiene che da questo momento il Parma potrà cominciare a giocare un calcio che da quello che ci avevano detto fosse quello di Cuesta, magari sarà molto più propositivo rispetto a quello che abbiamo visto. Ma quelli che l’avevano detto, come avranno fatto a saperlo con tanta certezza, considerando che la prima ed unica esperienza dell’allenatore spagnolo si è definita solo a Parma? Veggenti, preveggenti o preconcetti?

Momento di geometria calcistica, protagonista il baricentro basso di Strefezza: “non cade mai”. Ndiaye, annuncia lo speaker, è praticamente pronto, praticamente lo è da circa due mesi abbondanti, praticamente non sarà convocato per la partita col Milan e forse nemmeno per quella col Cagliari, ma contro la Fiorentina sicuramente sarà in campo. Dal praticamente alla titolarità.

L’esultanza di tutta la squadra al gol di Pellegrino al Verona, soprattutto di coloro che erano accomodati in panchina, sembra essere l’ennesima testimonianza di un gruppo unito e compatto. In questo aspetto, molto merito è da ascriversi al Cuesta, capace di far sentire tutti coinvolti ed ugualmente protagonisti al di là dei minuti giocati.

Fra i giocatori che maggiormente gratificano il direttore Rinaldi, troviamo Keita e Pellegrino, come pure Strefezza che, seppur appena arrivato, ha già mostrato la sua cifra calcistica. Delusione, invece, per Bernabé, considerato eccessivamente discontinuo ed ampiamente sopravvalutato nel non mostrare quel tasso tecnico di cui era accreditato. Apprezzabile la serenità e l’onestà intellettuale nell’esprimere la propria opinione da parte del Rinaldi, nel covo dei Bernabeisti, il luogo ove si ritiene che le prestazioni non all’altezza delle aspettative dello spagnolo siano sempre attribuibili a responsabilità dei compagni o dell’allenatore. Dall’altro lato del tavolo, il Dottor Marchesi, invece, si esprime in favore di Bernabé e pure di Oristanio, in ragione di qualche spunto. Facciamo spuntino, va’, giusto per spezzar la fame. Lodi per Edoardo Corvi, il preferito da Rico. Ora col rientro di Suzuki ci si troverà di fronte al dilemma per chi avrà il posto da titolare.

Arriva una grande novità, il quiz “la sät còssta?”. Finalmente colmato un vuoto: il giovedì non sarà più lo stesso e l’attesa per Calcio e Calcio sarà ancora più ardente. Passa tabella relativa al valore delle rose di serie A, seguita da quella che ipotizza la formazione che Allegri potrebbe allestire contro i Crociati. Le valutazioni sulla rosa del Parma passano dal considerarla di limitata qualità tecnica, da parte del direttore della Gazzetta, al valutare molti giocatori del gruppo idonei ad essere titolari anche in squadre della parte sinistra della classifica, secondo il parere di Ampollini.

Arriva la seconda lectio Ferraris del dottor Marchesi: in questo caso si educa circa l’empatia e le sue implicazioni neuroscientifiche nel riverbero che questa ritrova nella vita quotidiana ed anche e soprattutto in ambito sportivo. Il Cuesta viene paragonato ad un Aristotele che disserta all’aperto nel materializzarsi, nel tratteggio dell’oratore, come un professore universitario che istruisce chi lo ascolta. Si respira un certo elitarismo accademico che poco si accorda con l’empatia protagonista dell’intervento.

Solite empatiche possibili formazioni: Claudio Rinaldi ripercorre l’intervista realizzata al Cuesta qualche tempo fa. Giocatore della settimana: Igor Matanović, attualmente in forza al Friburgo. V’è anche il momento per l’olimpionico Giuseppe Milano impegnato nello skeleton, non v’è nota del piazzamento. La puntata è terminata, empatia per tutti. Ale Pongonazzo

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4 pensieri riguardo “TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO DEBUTTA “LA SAT COSSTA?””

  • Corvi ha rinnovato, sarà contento Davide

  • Tieni duro che mancano 13 puntate. Che lavór….

    • Ale Pongonazzo

      trreeediciiii…ma perché me l’ hai detto…devo guardare puntata per puntata, senza fare calcoli 🤪🤪🤪😭😭😭

  • La sete costa?

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