lunedì, Ottobre 5, 2026
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TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO SVELATO IL CALCIO DI CUESTA

(Ale Pongonazzo) – Il 12 febbraio 2026, nel giorno in cui 217 anni fa nacque Charles Darwin, padre della teoria evoluzionistica, la stessa che in molti vedrebbero volentieri applicata al gioco offensivo del Parma, assistiamo ad una nuova puntata di Calcio e Calcio su 12 Tv Parma. Lo studio, come sempre governato, dalle girls: Maddalena (Ferroni) ed Isabella (Andreoni) e supportato dai boys: Giuseppe (Milano) e Luca (Ampollini) accoglie come ospite Matteo Volpi, allenatore e membro CDA di PPC.

Alle coordinate GPS: 44.7282521, 10.3927689 (Montzé) troviamo, assieme al padrone di casa Luca (Ferrari), mister Bizzi (Massimo) e Montanini (Stefano), difensore nativo di Basilicagoiano. Milano, in ossequio alla propria veste di conduttore, desidera accertarsi sulla situazione a Monticelli, avendo notato la vistosa cuffia indossata dal Ferrari.

Ebbene, non trattasi come ipotizzato dallo stesso Milano di problemi alla tinta tricologica del Ferrari o di malfunzionamenti al riscaldamento domestico, solamente, abbinata alla felpa, il dress code per il curling Valcieca.

Trovandoci in periodo Olimpico, qualcuno potrebbe dire…“ci sta”. Passa anche il videofake in cui Milano corre nelle vesti di tedoforo, dopo MilanoCortina… Milano-Valcieca?

Considerazioni dell’Ampo:
– Col Bologna è stata una partita dal risultato assolutamente straordinario.
– Una condotta di gara in cui Cuesta desiderava ritrovare alcune certezze.
– Chiara sensazione che il mister spagnolo volesse uscire dal Dall’Ara senza subire reti. Qualcuno potrebbe aggiungere: “…ed anche senza farne, poi Ordóñez ha rovinato tutto…”
– Il Parma non è spumeggiante, ma ha ragione Cuesta considerando il bottino di punti realizzato.

Interviene Matteo Volpi che, nel dar ragione a Luca Ampollini, implicitamente, dà ragione a Mister Cuesta. Il momento è solenne: a letto i bambini, la verità sta per essere rivelata. “Il calcio di Cuesta è quello che stiamo vedendo”, senza dubbio alcuno, questo è il suo calcio ed è quello che lui vuole. L’Ampo rivela come un suo confidente, di cui non svela le generalità, gli abbia rivelato una rivelazione rivelatrice: “Cuesta è un vecchio in un corpo di un giovane”.

Il curioso caso di Benjamin Button a l’arvèrsa. Pur essendo certi della bontà delle rivelazioni rivelatrici del fido confidente, sembra quantomeno avventato definire lo stile e l’impronta calcistica di un allenatore che ha praticato sui campi la professione solamente da qualche mese.

Volpi, infatti, più assennatamente sottolinea come in molti si siano fatti condizionare da aspettative legate a quelli che il sottoscritto ritiene inutili luoghi comuni, tipo la sua provenienza dalla terra del tiki taka e l’averlo identificato prematuramente come un giochista. Anche Luca Ferrari, da Monticelli, interviene per puntualizzare che non avendo allenato oltre questi pochi mesi, risulta difficile valutarne le caratteristiche, e se lo dice lui che è tifoso dell’Arsenal, possiamo crederci.

Bizzi sostiene che il suo collega abbia semplicemente fatto di necessità virtù per poter raccogliere punti e corrobora con la sua speranza: “Continuare ad utilizzare la difesa a cinque, vero aspetto di solidità della squadra”. Anche Montanini si trova d’accordo col Bizzi ed aggiunge che il giovane allenatore sappia adattare la squadra in ragione delle situazioni facendosi seguire dai giocatori.

Poteva mancare il rilevo da parte dell’Ampo per sottolineare che vi sono giocatori che risentono negativamente dell’atteggiamento della squadra, in particolare quelli dalla metà in su? No, infatti è stato puntualmente evaso. Del resto, se la critica sta nel fatto che si gioca con due blocchi troppo bassi e si è molto distanti dalla porta avversaria il problema nemmeno dovrebbe esistere… su ‘n gh’è nisòn.

Si evidenza come i punti raccolti away siano molti di più di quelli raggranellati home e si valuta come l’assenza del contropiede dalle nostre corde possa dipendere da una mancata preparazione dello stesso. Per Bizzi sembra più una questione legata alla mancanza di elementi in grado svilupparlo con profitto, nell’avere, ad esempio, un Ondrejka non in grande condizione.

Finalmente si arriva al capitolo arbitri, in modo preventivo si nutre la disperazione nel vederci assegnati per la partita col Verona la coppia Pairetto (in campo) e Maresca (al VAR). Che dire, se non disperazione almeno un po’ di sconforto pare giustificato.

Addirittura Maddalena si vede costretta a leggere un messaggio WhatsApp di un bolognese che, con intento sarcastico, chiede se anche in questa occasione Ampollini avrebbe avuto da ridire sull’arbitraggio, considerando, evidentemente, tutti gli episodi a sfavore del Bologna, in particolare l’espulsione del sempre corretto Pobega.

Al di là dell’essere incredulo che nonostante tutto uno di Bologna non si renda conto dei fatti di campo nemmeno dopo alcuni giorni, la cosa che lascia più scorati e perplessi sta nel fatto che uno del capoluogo guardi al giovedì Calcio e Calcio. I‘èn ardusì mäl bombèn là ‘d co.

Prima del lancio della pubblicità, necessario cooling break dell’anima, il Milano propone due interrogativi: “Se, mantenendo la categoria si volesse fare il salto di qualità, andrebbe bene ancora Cuesta?” ed oltre, “Se viene venduto Suzuki, si punta tutto su Corvi?”
Al rientro dallo stacco pubblicitario ecco le risposte dei presenti:
– Ferrari: Sì e Sì.
– Bizzi: mmm per Cuesta, sì deciso per Corvi.
– Montanini: Sì per Cuesta, l’anno di esperienza in serie A gli sarà molto utile, sì per Corvi.
– Ampollini: Sì per Cuesta, ma dovrà dimostrare qualcosa in più, sì anche per Corvi ma senza trascurare Rinaldi.
– Volpi: circa Cuesta ritiene che verrà valutato dalla società (pär fòrsa) e per Corvi “pensa di sì”.

Passa immagine, gentilmente fornita dal Valter che vede il Ferrari accostato ad un Minion. Pellegrino ha rinnovato fino al 2030, in ogni caso sia che resti (poco probabile) oppure che approdi altrove (più facile) è una cosa positiva, per il Parma dovrebbe esservi maggior potere nell’eventuale trattativa, anche perché metà del ricavato andrà al Vélez.

Ampollini sul Verona: “è una squadra che fatico a decifrare”, poi “è una squadra che ha una sua identità molto precisa”. Beh, alòra, o vùnna o cl’ ätra. Per Volpi sarà una partita “sporca”, mentre per Bizzi servirà massima concentrazione, Montanini pare più fiducioso nel riporre speranze sui nuovi arrivati; potranno creare qualche variazione sul tema.

Formazioni possibili, doppia opportunità, difesa a cinque oppure a quattro. Il giocatore della settimana è Arthur Avom, Ätor che camerunense l’ è arzàn… Arthur gh’ AVÒM dal scarpasòun.

Dopo le ripetute sollecitazioni del Valter per avvicinarsi al termine della puntata… fine, fine, fine. Fine lmente… Ale Pongonazzo

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Un pensiero su “TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO SVELATO IL CALCIO DI CUESTA”

  • Si fanno la trasmissione su misura osoiti scelti sia nella mangiatoia ma soprattutto in studio per non offendere o contraddire minimamente il sig luca ampollini.guai a innescare un contraddittorio tecnico che si rischia di andare sul personale.una dialettica di questo tipo fa propio male al parma calcio.ricordo con entusiasmo la telefonata du schianchi a schiarire un po le idee di qualche tempo fa..ma naturalmente mai piu replicata ….

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