martedì, Ottobre 6, 2026
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FUORI I PIGNOLI di Fiore Di Feo / SPERAR COME PENELOPE

(Fiore Di Feo) – Ad oggi, quale piacere si trova nell’andare al Tardini a vedere il Parma?
Per i supporters gialloblù più focosi lo si fa solo per la maglia, e non solo nel campo di casa, urlando dagli spalti il proprio amore senza soluzione di continuità.
L’abitudine a presenziare alla partita di pallone poneva dubbi relazionali di coppia già settant’anni fa, come cantava Rita Pavone, quando chiedeva al proprio lui un’occasione di poter partecipare anche lei alla visione dal vivo dell’evento calcistico.
Oggi andare allo stadio è occasione di convivialità, ritrovo con gli amici, sfogo delle tensioni personali accumulate durante la settimana e tante altre micro emozioni che la squadra del cuore trasmette.

Come la speranza di restare in serie A, ultimo spicchio di luce e visibilità utile alle società per canalizzare soldi e sponsor.
Di ambizione non rimane nulla. Nulla.
Fosse anche (magari) insanamente folle e fuori dagli schemi ma comunque destabilizzante.

Psicologicamente ci si aggrappa solo alla speranza. Di salvarsi, di segnare, di non avere torti dagli arbitri, di vincere, di recuperare lo svantaggio, di rimanere concentrati e così via.

L’opportunità di vedere una buona (non esagerare Fiore!) una discreta partita di calcio è sempre più spesso un optional. Se l’occasione non si presenta, pace. Importante è non aver fatto danni.

Siamo sinceri ed onesti intellettualmente: da quanto tempo nei Crociati si è perso il gusto del bel gioco, al netto degli interpreti?
I lampi di genio di Cassano e Morfeo sono incastonati nell’album dei ricordi, testimonianze di un calcio recente, ma al contempo sideralmente diverso.

Nella città del maestro Verdi lo spirito loggionista è quasi un vanto, se non addirittura un diritto rivendicato, ma il medesimo pare non avere più accesso alle tribune dell’impianto di Viale Partigiani d’Italia.

Sono innumerevoli le occasioni in cui il tifoso si fa andar bene, tappandosi il naso qualche volta, volgendo lo sguardo al cielo qualche altra, prestazioni che entusiasmano soltanto perché gagliarde, maschie, muscolari. Tutto qua.

Siamo tanto disabituati a gustare il sapore della qualità, la visione del gesto tecnico, della giocata di reparto, dell’intensità di manovra, che quando ci sbattiamo (casualmente?) contro in alcuni momenti del match il pubblico rumoreggia d’ilarità, non convinto che chi l’abbia eseguito sia veramente consapevole di quanto fatto.

Il contesto gialloblù, in quest’ultimo terzo di stagione, con il baratro retrocessione molto lontano e non più dí competenza dei Crociati, deve orientarsi verso qualcosa di diverso. Il Parma ha l’occasione, da trasformare in ambizione concreta, di far ricredere l’opinione pubblica nazionale.
Oltre i confini ducali l’etichetta di calcio mesozoico, di gioco a catapulta grazie alle rimesse di Valenti, di Cuesta delfino di Max Allegri, sono convinzioni molto radicate.

Le variazioni tattiche decise dal ballerino di flamenco (ti prego Carlos, basta con gli applausi impulsivi durante tutta la partita!), con le sostituzioni a metà gara, cambiando un difensore e un centrocampista di rottura (Delprato e Ordonez) con un attaccante e un regista di qualità (Oristanio e Nicolussi), hanno spiazzato i tifosi, ma possono essere premiate solo con uno striminzito sei d’incoraggiamento in pagella.

Se il gol avversario è arrivato con un’invenzione di Folorunsho (e un concorso di colpa di Corvi), il pareggio è arrivato su doppie sponde avversarie. Merito dei gialloblù aver insistito, ma era il minimo provarci. E anche negli ultimi venti minuti è bastato far vedere di aver voglia di riprendere la partita per dare entusiasmo allo stadio.

Le prossime tre partite (Fiorentina, Torino e Cremonese) metteranno i Crociati di fronte a squadre disperate. Spesso la disperazione è quel plus che permette di sormontare gli ostacoli, anche i più duri.

Questo mese di Marzo deve delineare con chiarezza qual è il disegno che si sta tessendo sulla tela del Parma. Confidando, come spettatori, di non rimanere eterne Penelope, schiava della speranza in attesa dell’amato Ulisse… Fiore Di Feo

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Stadio Tardini

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20 pensieri riguardo “FUORI I PIGNOLI di Fiore Di Feo / SPERAR COME PENELOPE”

  • Corvi nel caso di specie non ha colpe, gli mancano solo 8/10 cm di statura. Il gol di Floro è molto simile a quello preso da quel coglione di argentino durante Parma Cremerdese di due anni fa. A livelli diversi siamo ai problemi di Frattali e Sommers. Oggi un portiere deve partire minimo da 195/196. Poi parliamo del resto. Ma ovviamente dobbiamo tutti Edo Edo così l’azionista vende Suzuki e non compra nessuno e tutti siamo felici.

    • Suzuki è 190 non va bene, è troppo basso.

    • Vendere Suzuki e tenere Corvi e Rinaldi per la prossima stagione non mi sembra una tragedia, anzi!

    • paolo ➕💛💙

      Coglione sei tu.
      Buffon 1,92.
      Sei tornato per spruzzare liquido marrone?
      Torna nella tua fogna!!

      • Amico mio prendi un po di calmante sei il gemello di D’Aversa? Tanto hai di che godere col futuro roseo stai sereno

        • Ma c’al t’à fat Corvi? Ti ha trombato la moglie o la sorella?

      • E ti faccio notare che Biuffon esordiva nel 1994 siamo nel 2026…il calcio e la fisicità media degli atleti è ne mentre un po’ cambiata… ah no Beccalossi ancora oggi “farebbe la differenza”

        • beh, se è per quello tu scrivi ancora come ai tempi di Cueva de Ardales, ma siamo woke e ci puoi stare anche tu

        • paolo ➕💛💙

          Devi smettere di insultare chiunque:
          “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te stesso”
          Se ti brucia, lascia in pace D’Aversa.
          Certo fare l’esempio per un portiere con uno che deve correre….la dice tutta di quanto capisci di calcio. Non credo che nel tempo abbiano alzato le porte, in più adesso i portieri usano anche i piedi in impostazione e hanno sicuramente metodi di allenamento che aumentano l’esplosività.
          Quindi parlare di minimo 195/196 cm
          è una sparata un po’ esagerata.

          • D’Aversa lo lascio in pace certamente. Senza un taser elettrico per bovini non è sicuro avvicinarsi al Mister fumantino sai mai che gli prende male è un attimo. E sul resto de gustibus godetevi il portiere di casa tanto senza soldi quello è. Inviterei solo a fare una riflessione. Se non ha mercato (se lo avesse sarebbe venduto immediatamente) o sono tutti semi e siam furbi solo noi o forse forse…..vehhhhhhhhhhhhh. E non parlo solo di altezza ma di struttura muscolare che nel caso di Corvi e Rinaldi (quest’ultimo un filo meglio cmq) mi sembra alla Benepippa.

      • dai su bambini, fate i bravi se no chiamo chiamo Peta Man con la zuppa di cipolle extra potenziata! 😅

  • Il Torino è un po meno disperato

  • Forza ragazzi

    Ma noi per fare il bel gioco non abbiamo mica Giampaolo vehhhhh…noi abbiamo solo dei Piripó, mica Vardy vehhhhhhhhh…..

  • Alisei e controalisei.
    Io, ho molto apprezzato e mi ha molto divertito il Parma indocile visto con il Milan e in altre occasioni. Godo il nostro gioco ostruzionista e punk e non solo perché è funzionale. Non ho apprezzato invece come abbiamo affrontato l’Atalanta, e ancor meno l’atteggiamento revanscista mostrato sia con i gobbi che con il Cagliari. Il Parma vuoi perché forse non dispone di un tasso tecnico magistrale vuoi perché l’allenatore non ha ancora capito come predisporre un gioco d’attacco senza prenderne 4 farebbe bene, umilmente, a recitare la parte che ha imparato e ad evitare le improvvisazioni. Se il mister gonfiasse il petto e pensasse di spingere la squadra in avanti col “clapping”, se come Custer costringesse il Parma ad aggredire l’avversario, potrebbe ancora rovinare tutto.
    Non condivido però neanche le richieste dei tifosi che chiedono la spuma in una stagione minerale e ctonica (senza contare che non dimentico il giudizio dei più nei confronti di Vazquez, l’ultimo vero 10 visto al Tardini o l’attuale considerazione di molti verso Bernabè). E neanche ignoro che molti tifosi girano con la calcolatrice in tasca e, conti alla mano, desiderano un Parma spumeggiante per le migliori plusvalenze che un gioco offensivo potrebbe portare…
    Personalmente ammiro questo Parma ossessivo, difensivo e sotterraneo e vorrei che giocasse in questo modo fino in fondo.
    Cit: “Vi è al mondo una strada, un’unica strada che nessun altro può percorrere salvo te: dove conduce? Non chiedertelo, cammina!”

    • Parma come i Sex Pistols o i Ramones, una band nata storta, scordata, maledetta. Una creatura che non chiede applausi, solo il rumore del proprio passo nel vicolo. Il gruppo argentino non arriva dalla Casa Rosada, ma da Palermo, quello vero, dove il tango si mescola ai coltelli e Piazzolla suona come un presagio. Con il brasiliano si chiude il cerchio, nasce un polo americano do sul che non parla: sibila. Che non gioca: incide. Una lingua simile allo spagnolo, ma con una cadenza che sembra un avvertimento.

      E poi i fantasisti, quei corpi estranei che a Pèèèrmaaa non sono mai piaciuti, come se la città diffidasse di chi vede troppo. Ma tu li difendi, li riporti in superficie come relitti preziosi. Così risalgono i ricordi, dal sottosuolo alla stiva, fino al porto d’approdo, dove ogni storia sporca trova finalmente il suo nome.

  • Il problema è che quella frase l’ha letta quella merda di baffetto tedesco che la strada l’ha percorsa facendo la storia più brutta del 20mo secolo.

  • Remo Gandolfi (grande amico) di quale colore di strisce oltre al nero tifa? Le bianche, le azzurre o le rosse?

    • Remo tifa il Bilbao, fidati.

  • fabrizio mora

    Fiore sei 1 grande! Competenza e Perma intelligenza al giorno d oggi… sono merce rara. Comunque sento commenti di gente 1 po’ nervosetta… Stiamo tranquilli.. Siamo salvi!!! Beviamo 1 bel bicchiere ( anche 2) di lambrusco e godiamoci la fine del campionato. E sempre forza Parma!!!

  • Meglio non commentare dopo aver letto i precedenti commenti!! non capisco chi si permette di fare commentare certa gente maleducata e ignorante!!

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