LA LEADERSHIP FORTE E LA GOVERNANCE SOLIDA SECONDO KRAUSE
(Gmajo) – Un secondo approfondimento (clicca qui per il primo) – dopo la notizia diramata ieri, martedì 24 marzo 2026, della cooptazione nel Cda del Parma Calcio 1913 di Helen Aboah (da noi immediatamente ribattezzata – nel novembre scorso quando per primi in esclusiva globale interplanetaria avevamo riferito della sua investitura quale President e COO di Krause Group – la Capa dei Capi, poiché a lei riportano tutti gli Head of) e Scott Munn (Head of Soccer Operations & Growth, di Krause Group), si rende necessario per chiosare il virgolettato del presidente Kyle Krause inserito nel comunicato stampa inviato ieri da Melody Serafino della società di consulenza No. 29.
“Il nostro obiettivo in Italia è costruire organizzazioni durature, allineate ai nostri valori e alla nostra visione di lungo periodo. Una leadership forte e una governance solida sono fondamentali per raggiungere questo traguardo, consentendo una crescita disciplinata, la creazione di valore nel lungo termine e un impatto significativo nelle comunità in cui operiamo.” Queste, dunque, le dichiarazioni del tycoon, riferite, beninteso, non solo al Parma Calcio, ma all’insieme delle sue aziende, cui possiamo sommare, le seguenti dalla successiva notula inviata direttamente dal club per riferire dell’ingresso nel board dei due nuovi consiglieri: “Le loro nomine riflettono un impegno verso obiettivi strategici di lungo termine e sono state formalmente approvate durante l’Assemblea degli Azionisti – composta al 99% da Krause Group Italia e all’1% da Parma Partecipazioni Calcistiche S.p.A. – tenutasi giovedì 19 marzo 2026, alla presenza del Collegio Sindacale”.
Su una frequentata chat di tifosi Crociati, un utente, nell’evidenziare l’espressione “lungo termine”, ha commentato così: “C’è da morire dal ridere… Nomine per obiettivi di lungo temine, quando la vita media del management del Parma Calcio è più breve di quella di una farfalla… Mi fanno veramente crepare dalle risate…”. Non diversamente anche nel nostro spazio commenti, con classici riferimenti alla frequenza del cambio manager come a quello degli indumenti intimi. (Il termine italiano mutande deriva dal gerundivo latino mutandae da mutare, che significa da cambiarsi, spiega Wikipedia in proposito).
Che il Parma Calcio avesse problemi di corretta governance, lo aveva svelato, al grande pubblico Luca Martines, in quello che abbiamo più volte riportato come testamento spirituale, dettato ai microfoni di Radio Serie A pochi giorni prima del suo siluramento. In particolare, l’ex managing director corporate soffriva il fiato sul collo di Martin Semmens, il quale, senza avere alcuna carica ufficiale nel club (quindi alcuna responsabilità legale, a differenza sua che ne aveva la rappresentanza legale, quale membro del Cda), pare tentasse di comandarlo a bacchetta, del resto come il suo alter ego allo sport Roel Vaeyens, che ci lasciò la pellaccia (lavorativamente parlando) qualche mese prima, a propria volta stritolato dai complessi ingranaggi della sovrastruttura.
Quando, a gennaio 2025, Luca Martines uscì di scena, lasciando il suo posto a Federico Cherubini, su queste colonne parlai di “Rivoluzione Governance”, poiché, per la prima volta nell’era Krause, un dirigente italiano, con riconosciuta esperienza in un grande club della Serie A italiana, avrebbe unificato (di qui la definizione Plenipotenziario, che andava a rinverdire l’epiteto inizialmente da me appiccicato a Pietro Leonardi) in una sola persona le cariche precedentemente bipartite in corporate/sport. Un primo passo molto importante, a mio modo di vedere, perché, con un solo uomo al comando, si sarebbero potute eliminare quelle zone grigie di responsabilità, nelle quali potevano nascondersi i managing director di settore.
Sistemato questo importante aspetto, però, restava ancora in essere l’altro, altrettanto pesante, delle interferenze della casa madre (magari logiche, perché il Parma è controllato al 99% dall’azionista di maggioranza – con l’1% di PPC, ed è già detto tutto… – ma non so quanto legittime, non essendo giuridicamente una società soggetta a direzione e coordinamento), ma di certo poco funzionali alla serena vita del club. Non a caso, in un mio articolo, mi domandai quanto potesse essere possibile una convivenza Cherubini-Semmens…
Pochi mesi dopo l’insediamento di Cherubini, il problema si risolse alla radice, in quanto Martin Semmens, il 30 maggio 2025, uscì dal Gruppo Krause (per poi passare, il 7 agosto 2025, quale CEO, al London City Women). A quel punto, tra il proprietario ed il massimo dirigente non c’erano più filtri di sorta. La cosa, sempre in prospettiva corretta governance, nell’accezione alla Martines, era senza dubbio positiva: peccato però, che sia durata poco, mercoledì 8 ottobre 2025, infatti, è entrato a far parte di Krause Group, con la qualifica di Head of Soccer Operations & Growth, ossia, un Nuovo Semmens, Scott Munn, di conseguenza mi interrogai, di nuovo, su quanto potesse essere possibile una convivenza con Cherubini.
Avendo la supervisione sui team sportivi del gruppo – di cui il Parma Calcio resta il fiore all’occhiello, in attesa del decollo delle franchigie maschili e femminili del Pro Iowa – è il motivo per il quale, frequentemente, abbiamo riferito dell’attività di Scott Munn, ad esempio un paio di blitz (sopralluoghi) che avevano preceduto le successive visite di Krause, ma non va dimenticato che, del riorganizzato leadership team della controllante, ostentato (in parte) in occasione della inaugurazione della Enrico Serafino Lounge, fa parte anche Aaron Ruben l’Head of Real Group Real Estate, ossia il primo dei colleghi ed amici cui il tedoforo Cherubini ha passato, non saprei quanto volontariamente, la torcia della questione New Tardini.
A proposito di leadership team: a tutta risposta alla notizia dei vari rimpasti nei Cda (attenzione bene: un conto sono le cariche negli organi collegiali responsabili, anche legalmente, della gestione strategica ed operativa delle società, un altro, invece, sono le cariche dirigenziali) del Gruppo Krause, ieri, il Parma Calcio, ha ufficializzato (era ora, dal momento che l’organigramma societario non appariva sul sito aziendale da circa tre anni!), il proprio (di leadership team), con tanto di carica e foto di tutta la squadra del CEO, che, in prima persona, da allenatore-giocatore, apre la passarella dei magnifici 11.
Ecco, nomi e cariche degli altri 10 (in ordine di apparizione): Stefano Perrone, è il vice capitano (COO, e, salvo novità non comunicate, Procuratore Speciale per il Tardini); Danilo Sciò, Chief Revenue Officer, ossia colui che, in prima persona, deve badare all’approvvigionamento economico per mandare avanti la baracca, dopo l’uscita di scena di Mattia Incannella (Mister Venti Milioni), ex (storico) direttore commerciale; Paolo Capparelli (Finance Director, ma non CFO, avendo la casa-madre avocato a sé il controllo diretto della materia dopo la dismissione di Valerio Casagrande); Federica Lancini (Institutional Communication Director); Alessio Paini (General Secretary); Eva Visentin (Brand Director, ossia la mente che ha partorito il Parma Sensoriale, fatto di suoni e profumi); Alessandro Pettinà (Football Director), Domenico Aurelio (Women’s Football Director, rispetto all’omologo maschile testé menzionato, con licenza di parola), Mattia Notari (Head of Youth Man Sector) ed il fratello Massimiliano “Mamo” Notari (Head of Scouting Men), entrambi a ravvicinata scadenza di contratto (30 giugno 2026), vedremo, quindi, quanto questa formazione apparirà con questo undici, prima della prossima apparizione della scritta “in aggiornamento” che a lungo ha rappresentato l’organigramma del sodalizio Crociato.
Ieri, dunque, il leadership team gialloblù è stato presentato su quella che ai miei tempi piaceva chiamare Gazzetta Ufficiale del club (ossia il sito), ma un’anticipazione dello stesso (la prima linea) era stata data – anche in quel caso non credo si fosse trattato di una coincidenza, subito dopo che Krause aveva ostentato il proprio in occasione dell’inaugurazione della Enrico Serafino Lounge al Tardini – ossia durante la conferenza di compleanno mandato di Federico Cherubini che, orgogliosamente, aveva mostrato ai presenti i propri diretti collaboratori, donandogli parte di quei riflettori che solitamente, da unico spokesperson, tiene per sé. In quel contesto avevo menzionato anche il Team Manager Alessio Cracolici, la HR del gruppo, ma operativamente segretaria di direzione Annalisa Vianello e l’avvocata Lucia Messori dell’ufficio legale, che consideriamo… in panchina, o tra i quadri.
Spero, così, di aver soddisfatto l’affascinante Eleonora “Crux” che, sul forum di Parma Fans, aveva scritto: “Spiace che Majo sempre attento non abbia spiegato il senso del ‘Leadership Team’, magari se mi legge può risolvere anche questo dubbio”. Purtroppo, ieri mi sono dovuto esprimere a caldo, in modo sommario e non articolato, per motivi di tempo, per cui mi sono soffermato solo su quella che ho ritenuto la notizia del giorno, ossia Cherubini “circondato” dall’asso piglia tutto Helen Aboah (anche se alla sua collezione di presidenze, manca solo il Parma, di cui è consigliere d’amministrazione, sembrerebbe senza deleghe, visto che la Signorina Direttrice della Comunicazione Istituzionale si è premurata di far sapere off the record che dei tre membri (oltre a presidente e CEO) l’unico con poteri è Oliver Krause) e Scott Munn, i suoi due filtri che lo schermano dal Re Sole.
Nella gestione del Parma Calcio, il leadership team è appieno assoggettato a Federico Cherubini, che né l’indiscusso capitano: ma quello che avevo ribattezzato Plenipotenziario, per le ragioni esposte prima, a mio modo di vedere è stato via via piuttosto depotenziato, con funzioni vitali importanti (tipo il controllo del portafoglio) avocate a sé dalla casa madre, nel frattempo completamente riorganizzata. Il rischio più concreto, con questi chiari di luna, come ha paventato nello spazio commenti ieri il nostro lettore Franchino, è che Cherubini, che vanta un certo pedigree, dovendo forzatamente avere a che fare con vari capi (ecco che ritorna d’attualità la famosa questione governance) possa salutare la compagnia, magari accettando la proposta di qualche club più titolato.
Il nostro lettore Franchino, ad esempio, ha ipotizzato un ricongiungimento con Fabio Paratici alla Fiorentina, che, in effetti potrebbe aver bisogno di una figura professionale come la sua. “Qua Helen prende il ruolo di AD del Parma e Pettinà fa il mercato auto sostenibile, con incassi di Suzuki, Keita, Bernabé e Pellegrino forse…”. Io, però, con tutto il rispetto, penso che Pettinà prima di riuscire a concludere vendite fruttuose. come la scorsa estate lo specialista Cherubini, debba mangiare ancora molti anolini… Vendere, al calcio mercato, è l’arte più difficile: perfino uno, oggettivamente bravo come Leonardi, in questo specifico fondamentale, non eccelleva come Cherubini, per cui, pensare di replicare senza di lui è un’ulteriore scommessa/azzardo che andremmo ad aggiungere ai precedenti. Anche se non vanno dimenticate le referenze, non da meno, di Scott Munn…
Circa la Capa dei Capi, invece, riporto i dubbi che si pone Eleonora “Crux” (che ringrazio per aver consigliato la lettura del mio articolo di ieri “per districarsi un po’ nei significati di queste fresche nomine” e spero faccia altrettanto con questo): “Mi chiedo, ché veramente non capisco, come sia possibile che la Aboah abbia acquisito questo potere da plenipotenziario, quando la sua esperienza non mi restituisce queste capacità multiformi. Ma certamente sono io che mi sbaglio e non colgo come l’Atelier Jolie possa formare dallo sport, all’hospitality, al wine and beverage”. Delle altre aziende del Gruppo Krause potremmo anche impiparcene, ma il Parma Calcio – che non è una società privata tout court, ma espressione della nostra comunità – ci interessa, eccome: ecco, perché è lecito farsi domande, dopo le ennesime novità di governance (alla faccia dei progetti a lungo termine) con una leadership che si vorrebbe forte, ma che non si sa fin quando durerà. Gabriele Majo
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Direttore può per pietà cambiare la prima foto? Quella “abov” il titolo. Mi viene l’imbastigo a vederla.
Ma scusi Direttore. Solitamente c’è bagarre ad amministrare quando ci sono parecchi pali in ballo. Ma qui ci sono più amministratori che soldi. Per incassare i proventi tivì finché sei in A e liquidare qualche mezzo cesso sperando che ci sia la Fiorentina o il Liverpul di turno o la Turchia che te lo prendono basterebbero Fabiani e Angelozzi. Non siamo mica il Como veeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.
Lungo termine? Ma nooooooo speravo andassero fuori dai coglioni .ci han preso gusto a prendere dei bidoni e a guadagnarci sopra
A me sembra davvero incredibile che dopo 6 anni ancora si stia cercando di inquadrare una Governance che sappia cosa fare con il Parma Calcio.
Sono stati avvicendati talmente tanti manager che si fa fatica a ricordarli tutti e ancora oggi assistiamo all’ennesima trasformazione con proclami di crescita duratura e progetto di lungo periodo.
Tante belle parole a fronte di pochissimi fatti e una gestione della rosa che fino a qui ha visto investimenti in calciatori sopravvalutati che non hanno reso secondo le aspettative e che pertanto non riusciranno a produrre neppure quelle plusvalenze che sarebbero necessarie ad avviare un piano di crescita basato sull’autosostentamento.
Restando alla stagione in corso, l’unico calciatore su cui possiamo realmente attenderci un discreto interesse di mercato è Pellegrino, ma il ragazzo ha una clausola che prevede il 50% di diritti da parte del Velez sulla sua rivendita.
Questo significa che seppure arrivassero delle offerte importanti, la plusvalenza sul miglior elemento della rosa sarebbe pressochè minima.
Figuriamoci gli altri che in questa stagione stanno performando ad un livello medio-basso.
Dello Stadio non se ne parla più e neppure di altri investimenti su infrastrutture quali il centro di allenamento di Collecchio. Ulteriori asset come diritti TV e sponsorizzazioni non prevedono certo incrementi significativi rispetto ai livelli di quest’anno, anzi.
Escludendo l’ipotesi di nuovi ingenti investimenti da parte della controllante Krause Group, direi che perfino un bambino è in grado di comprendere che il salto di qualità che tutti sogniamo, è molto ma molto al di là da venire purtroppo.
Dopo 6 anni di nulla , perdite di bilancio, calciomercati totalmente cannati, incompetenza a livello tecnico non capisco come pettinà sia ancora nel Parma. Ci deve spiegare i milioni di soldi buttati dalla finestra per ndyaye, Oristanio, Ondrejka, Cremaschi Soresens, nesta, Suzuki , Brischi, ma anche negli anni passati colak, e tantissimi altri che hanno fallito nel Parma
Un altro che ha già fatto il suo tempo è Perrone.
Li tanti altri che con il calcio non hanno nulla a che fare.
Pare che in occasione della foto ufficiale, i “magnifici 11” dirigenti abbiano meditato a lungo su quali completi scegliere.
Pettinà (Football Director, aka Guardia di Frontiera Bulgara cit. Davide): Dopo lunghe riflessioni, e desideroso di entrare finalmente nel cuore dei tifosi parmigiani, ha optato per una maglia granata della Scoreggiana + giacca a strisce verticali bianconere rubentine. Top!
Cherubini (CEO, aka Plenipotenziario, aka Cagnolino di Krause): Per rivendicare il suo status di Maschio Alfa che non prende merda da nessuno, è l’unico a presentarsi con panciotto, cravatta e braccia dritte (al contrario delle braccia conserte degli altri, che indicano chiusura e difensività tipiche dei Beta follower).
Perrone (Chiiiii???): L’unico (oltre a Cherubini) a mettersi la cravatta – eppure le braccia restano conserte e il panciotto è in lavanderia. Forse un Beta con aspirazioni Alfa, qualora il Monogiacca decidesse di silurare il suo Cagnolino Rubentino.
Mattia Notari (Head of Youth Sector): L’unico in maglioncino e senza giacca, perchè lui è giovane e sportivo e la giacca è roba per vecchi. Lui si occupa di giovani e si veste come un giovane, perchè lui è giovane e figo e kool e trendy, fuck yeah.
Lancini (Communications Officer AKA Muro di Gomma): Maglione della nonna e jeans, perchè Krause non la paga un cazzo. Questo spiega (forse) perchè è sempre così incazzosa coi giornalisti, rifiutando interviste, revocando accrediti, ecc.
Grazie Dir per la Citazione nell’articolo con mio commento!! Sono d accordo con lei che il difficile è vendere, ma se come diceva il suo “collega”con abbigliamento rosa del Giovedì: quando vedrete Keita vi scorderete Cipryen, li ci può aver preso anche, ma non per tutti è così, quando vedremo in forma Nesta Elpag allora ci scorderemo di Bonny e vederlo sarà facilissimo!!
Cmq chapeau a Paini. Un highlander, l’ultimo degli immortali. Un sopravissuto a ere geologiche, fallimenti, curastar, piocioni, straccioni, santoni. Praticamente un dipendente del catasto in salsa sportiva. Meriterebbe insieme a Cracolici una monografia scientifica. Come scrive l’amico sopra Pettinà fa paura, citando Beppe Grillo a San Remo 89 riferito ad Aragozzini “sembra una guardia di frontiera bulgara”. Al di là che non c’è un euro quindi il problema non si pone, ma un giocatore mediamente attezionato che si vede arrivare Pettinà sicuramente (se non è Brischi, Sorensen, Indiaiè o quei cessi li) scappa da un’altra parte a gambe levate.
ahahahahah ma Pettinà con il maglioncino dolcevita granata!!!! ahahahahah ma è un genio al contrario!!
Forse voleva festeggia la serie C dei cugini!!!!
Io me lo sogno di notte e ho gli incubi cito Il sergente Hartman in full metal jacket “palla di lardo sei talmente brutto che sembri un capolavoro di arte moderna”
Paini è il sosia di Marco Ferradini…. “prendi una donna trattala male lascia che ti aspetti per ore…..”
La prova provata sara’ lannata prossima prima si vedranno le strategie di mercato..poi il campionato ..le figure in societa’ per ora sono da vedere..