NELLA TANA DEL PONGONAZZO / UNA FIORENTINA SENZA OSSO
(Ale Pongonazzo) – Una Fiorentina senza osso e con cottura eccessiva, accoglie il Parma sul campo del Franchi in ristrutturazione. Nessuna carne succulenta servita sulla tovaglia viola: l’osso risulta assente nel taglio di carne, una squadra che dovrebbe mettere ardore, forza e continuità, per affrancarsi dalle zone paludose, si adatta, invece, al ritmo da flunitrazepam suggerito dai Crociati. L’osso che non ha solamente una funzione estetica, ma funge da sostegno per controfiletto da un lato ed il filetto dall’altro, nella squadra guidata da Vanoli pare non esistere. Nessun supporto per una fase offensiva che viene controllata da un Parma al minimo dei giri. Un osso che dovrebbe conferire sapori intensi e tipici del taglio si rivela assente nel non regalare slanci e colpi differenti dallo scialbo e ordinario. L’osso risulterebbe, poi, necessario per una perfetta cottura, potendo posizionare la fiorentina anche in verticale. Su questo effettivamente possiamo dire che hanno compensato magistralmente in altro modo: cotti sono cotti, forse brasati.
E il Parma? Difficile comprendere se il disegno di Cuesta fosse questo. Probabilmente sì, considerando che non si visto niente di differente dal solito, in ossequio a quel giusto fine di raccogliere punti. Non si perde più.
L’inizio dell’incontro, invero, pareva contraddistinto dalla teorica curiosità dei tifosi Crociati di vedere finalmente all’opera Cremaschi. Peccato che questo suo essere schierato titolare non si sia concretizzato fra le mura amiche dell’Ennio: con ogni probabilità, si sarebbe assistito ad una pioggia di mutandine e reggiseni in proverbiale stile groupie anni sessanta – settanta. Staremo a vedere se si presenterà l’occasione. Non è rimasto che apprezzare la sua prova, forse tra i migliori dei nostri, almeno per impegno e volontà, anche alla luce del fatto che la posizione in cui è stato schierato non dev’essere proprio quella che sogna di notte quando si vede in campo e nemmeno quella che solitamente ha ricoperto nella sua, seppur breve, carriera. In ogni caso si è dimostrato utile e disposto, anche lui, a scarificarsi in nome del gruppo, confermando come questa sia la caratteristica che si deve necessariamente apprezzare del lavoro dell’allenatore, insegnamento non sempre facile da instillare nelle menti dei giocatori, talvolta capricciosi e non troppo disponibili ad applicarsi a quello che, almeno apparentemente, non diverte e non fa divertire. Qua da noi pare che nessuno sia né capriccioso né poco disponibile.
Lo spettacolo resta la nota dolente: solo a nominarlo si abbozza un sorriso derisorio sul volto dei più, ma, considerando che questo sorriso appare nella serenità che danno gli attuali trentaquattro punti, può essere generosamente convertito in un sorriso di benevola tolleranza per quelle assenze che ancora non lanciano segnali dell’essere attenuate. Mancano sempre quelle sfumature di lucidità nel gestire velocemente il pallone, l’accompagnare le azioni d’attacco con un generoso numero di elementi, manca quella sicurezza nell’offendere senza sentirsi sempre addosso l’ombra del difendere. Fare la scelta giusta senza perder tempi di gioco condizionati dal dover scegliere quella presunta giocata sicura che non deve mai mancare, appare talvolta una vera e propria zavorra. Del resto se ci trovassimo di fronte, nel modificare improvvisamente le abitudinarie usanze, a palloni persi in pericolose aree del campo od all’agevolare le incursioni altrui, saremmo in ogni caso severi nelle valutazioni.
Il campionato dei Crociati pare essere questo e chi ora rinnega che con questi punti a questo punto avrebbe preferito puntare al bel gioco è meglio che si appunti qualche Ave Maria da recitare per menzogna. Appunto.
Colpisce ascoltare Vanoli e Ranieri, capitano della Fiorentina, essere contenti, nonostante tutto, del “punto fatto che muove la classifica”, facendo posizionare la squadra del capoluogo toscano quartultima con un punto sulla terzultima. Dall’alto del nostro bottino, il tutto fa tenerezza… e questo dovrebbe far comprendere ed apprezzare molte sfaccettature del momento, al di là di tutto quello che si va ad infilare in questo presente, circa quale potrebbe essere il futuro. Sembra che il campionato sia finito e non dovrebbe essere così. La supposta raggiunta salvezza dovrebbe essere sostituita, anche nel sentimento dei tifosi, da altri obbiettivi da modificarsi in corso d’opera.
Sicuramente, ora è assente un certo assillo per cui si è talvolta ringraziato il dio culòs. Ora ci si ritrova quasi indispettiti con la divinità per averci privato del pathos. Il culòs lo vorrei sempre al mio fianco, mentre del pathos ne farei volentieri a meno, potendo individuare in qualsiasi momento motivi per averne. Non facendosi superare da altre squadre, il cercare di migliorare anche di una sola posizione la nostra classifica, nel mettere dietro quelle squadre che in molti pensavano ci sarebbero state davanti, al punto da non vederne nemmeno il fanalino o nel lasciare indietro tutti quei santoni del calcio che avrebbero dovuto prendere la nostra panchina per fare almeno il doppio dei punti che avrebbe raccolto l’implume studente spagnolo. Di motìv p’r avérogh ‘dl’arlia a gh’n’è anca tròp.
Anche stavolta ha giocato Corvi e non tanto per la fasciatura ancora presente nella mano di Zion, ma perché ha dimostrato che in un modo o nell’altro pare dare più sicurezza a tutto il reparto. Il problema di far giocare l’uno o l’altro, anche in ossequio alle questioni mercantili, potrebbe essere risolto nel prevedere di far fare al giapponese la prossima stagione in prestito secco, magari in una squadra in Premier, e sperare che si possa affermare a tal punto da essere notato e desiderato da chi si renderà disponibile a sborsare i danari sperati. Un anno in più o in meno talvolta si rende necessario per realizzare i programmi stabiliti.
Troilo è stato bravo, non tanto e non solo per la partita attenta, ma per non essere sbroccato dopo aver preso due gomitate da Piccoli, anche se, sulla seconda, Edo si è dovuto esprimere in un lampo di catechismo per evitare che la situazione degenerasse, senza quasi che nessuno se ne accorgesse.
L’assenza di lampi suggerirà a qualcuno il trovarne la motivazione nella assenza di Bernabè a fungere da temporale, Circati appare sempre un po’ svagato e noncurante di certi pericoli, Nicolussi non ha sfoderato quello spirito di rivalsa che sarebbe stato lecito attendersi da colui che è stato scaricato nel mese di gennaio (viceversa si è beccato qualche fischio), Strefezza non ha inciso come si sarebbe sperato su una difesa che ha dimostrato in questi mesi di essere di un legno talmente dolce da poter essere cesellata con un’unghia. Pellegrino un po’ stanco e come sempre maltrattato, anche se meno del solito.
Il Gianni ed il Majo continuano imperterriti a chiedere un contropiede, uno che uno, ed evidentemente non sono i soli, sarebbe il minimo sindacale. Dovrebbe essere la cosa più semplice da fare, ma per il Parma, manifestamente, non è in questo modo, anche nelle rare occasioni che ci si presentano. Dell’elementare situazione di gioco, quando ve n’è un abbozzo, si notano movimenti sostenuti più dalla frenesia e dalla confusione che dalla preparazione e dalla pratica. Certo qualche giocatore non è dei più indicati: Oristanio al pista al pista, ma l’è sempòr lì, Pellegrino non è di certo un velocista, come del resto Strefezza, che si ritrova con un compasso adatto giusto per far cerchi su un foglio A5. Ondrejka, forse il più idoneo per questo tipo di contingenza, per ora sparito dal ventaglio delle scelte. Nonostante tutto questo, se non vi fosse quel terrore di scoprirsi, magari si potrebbe fare qualche prova in più e tentar di muoversi con un poco di filo logico anche in questo frangente di gioco.
Con le dosi di anestetico dispensate nel pomeriggio toscano, non è sempre facile rimaner lucidi ed aver nel mirino tutte le possibilità elencate precedentemente per mantener un po’ di pathos assieme a noi, per cui non sarebbe sgradito un qualcosa di più effervescente, anche andando verso la bella stagione un po’ di freschezza e di novità potrebbero far da volano a nuovi desideri e nuove aspettative. Tuttavia il panorama sembra, invero, piuttosto delineato ed aspettarsi questo cambio di atteggiamento sembra una speranza mal riposta, ma alcune soddisfazioni si possono raggiungere anche seguendo questa strada, facendosi bastare, ad esempio, una fiorentina un po’ troppo cotta… Ale Pongonazzo
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Veeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh Frigan!!!!!!!!!!!!!!!! Il Como???????? Ahahahahhaahahahhaahhahahahhahahahhahahahahha han speso un miliardo e sono quarti prrrrrrrrrrrr 👅👅👅👅👅👅👅 solo quarti!!!!!!!!!! Fabregas??????? Ahahahahhahahahahhahaha non vincono neanche lo scudetto il Real Como ahahahahhahaaahhahahah
Parlaci di Baschirotto e Vardy, dai…
Se ne parla poco però possiamo dire che la primavera seconda in classifica a solo un punto dalla prima (peraltro battuta ieri) non è cosa da poco ed è soprattutto un forte segnale della giusta direzione intrapresa dal progetto societario?
E’ sicuramente motivo di soddisfazione e di orgoglio, ma le valutazioni sul settore giovanile dovrebbero avere un metro differente rispetto ad una prima squadra: vero che essere secondi in classifica è sempre un aspetto molto bello, ancor di più all’indomani di avere battuto la capolista, però le valutazioni sul vivaio vertono soprattutto sulla qualità e quantità dei prodotti sfornati, ad uso della prima squadra o di cessioni importanti.
Quest’anno la formazione Under 20 Crociata sta facendo veramente miracoli inaspettati (essendo esordiente nel Campionato Primavera 1, dopo aver a lungo militato in quello decisamente meno performante, Primavera 2, dal quale sembrava ci fosse una vera maledizione ad uscirne), ma non vanno dimenticati i forti investimenti prodotti, specie nel passato, anche in questo specifico settore con parecchi soldi (spesi male, come per la prima squadra). Ed è singolare, ma deve far riflettere, su come, proprio nella stagione dei remi in barca (auto-sostenibilità), il Parma stia raccogliendo le migliore soddisfazioni dell’era Krause. Come ho sempre sostenuto, i soldi non fanno la felicità.
Comunque sia, questi frutti sono stati prodotti durante la gestione di Mattia Notari – che giustamente ieri, reduce dalla bellissima vittoria della Primavera a Roma, di cui va davvero orgoglioso – il quale, stando ad una indiscrezione di mercato dello specialista Nicolò Schira, sarebbe in uscita. Egli, infatti, sostiene che Massimo Margiotta potrebbe essere il possibile Responsabile del Settore Giovanile del Parma, se Mattia Notari dovesse andare via visto che lo corteggiano un paio di club di serie A. Quali siano questi due club non è dato a sapersi, soprattutto nelle ore immediatamente successive ad una vittoria così importante e prestigiosa, ma il pericolo che il capo macchina della cantera possa lasciare, stando allo specialista, c’è… Ricordiamo che i due fratelli Notari (il senior è a capo del dipartimento scouting, sono entrambi in scadenza di contratto. Aggiungiamoli alla lista della spesa capitanata da Bernabé…
Sono pienamente d’accordo con lei, i Notari sono da rinnovare al più presto.
Ora anche i risultati stanno dando ragione al settore giovanile con diversi giocatori interessanti da inserire nei prossimi anni in prima squadra.
Ma quel fenomeno di Trabucchi che non gioca neanche in C? Parlare di giocatori delle giovanili è un esercizio inutile. Tra primavera e serie A ci sono 5 categorie di differenza. Quei pezzenti del Lecce hanno vinto un campionato primavera e non mi sembra siano diventati il Barcellona. Le giovanili sono tutti argomenti buoni ad annebbiare il cervelli coi “progetti” e tutte le scemenze che da anni vengono usate dagli accoliti dell’azionista per ammaestrare il popolo bove.
Oh nani, mo cò ghet adòs?
Siamo arrivati allo sdoppiamento di personalità? La situazione si sta aggravando
Non è lui, questo un altro Davide, non the original
Ciao Ale,
come sai Questo Parma non è di mio gradimento, ma siamo quasi salvi e Questo è quello che conta.
Con Questa squadra non si può parlare di contropiede,
io la chiamo Zona 30.
Si richiede di rispettare questo limite di velocità e Non si può superare.
Ieri Vanoli ha perso la voce ad urlare veloci, veloci,
Questa ai nostri suggeriva, in dialetto, và pian, và pian.
Solo Strefezza ha urlato a Keita di accelerare e venire al tiro: fuori di un pelo e multa per eccesso di velocità.
Mi accodo a quelli che sperano di vedere, nelle prossime partite, sino alla fine, qualche prova di contropiede e di azione in Zona 70.
Ciao, alla prossima.
Allora bisognerebbe interpellare qualche assessore che delle zone 30 non perde occasione per farne un vanto 😜🤣. Non credere che io esca dalle partite gratificato e soddisfatto ma, come ricorderai, ero molto critico col Pecchia, anche l’anno della promozione, e lo ricorda anche il povero Majo 🤣🤣🤣ora tuttavia nutro una naturale indulgenza verso il Cuesta per vari motivi che eventualmente avrò modo di spiegare. Apprezzo l’esser partito dal pane e non da cosa metterci dentro…però adèsa nè ora ‘d cominciär ad pensär anca a coll-lì. Pure il discorso della zona 70 è da tempo oggetto di mie riflessioni, serve verificare se siano tutti in grado di sostenerli e per quanto. Speriamo per le prossime di andare almeno a 50, così si va un po’ più forte senza il rischio di contravvenzioni. A presto.
Siccome siamo quasi salvi, toccando ferro, speravo di arrivare alla velocità di una strada extraurbana non di un centro abitato.
Oramai e’ il solito cliché.
Ottimo per punti e classifica.
Disastroso per spettacolo, gioco, e qualità del calcio.
Che dire, son contento.
Anche se non ho ancora capito se Cuesta e’ bravo (e i giocatori scarsi), o se e’ scarso (e i giocatori non così scarsi ma e’ fortunato come Sacchi nel libro).
Forse una media algebrica, che declinata sulla modestia delle concorrenti ha prodotto la salvezza.
La società comunque, un buco nero a prescindere, che mi preoccupa (sia lato primavera che prima squadra).