martedì, Ottobre 6, 2026
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DIARIO CROCIATO / LA DOPPIETTA DE KRAUSE. IL NEW TARDINI RESTITUITO A CHERUBINI?

(Gmajo) – Ai tempi del Liceo Ginnasio Sant’Orsola, una delle situazioni più temute da noi studenti erano le cosiddette doppiette di Mocu (al secolo l’apprezzato prof. Mario Mons. Del Sante): egli, infatti, talora soleva, re-interrogare, la lezione successiva, chi aveva appena sentito la volta prima, talora mietendo scalpi illustri, tipo quello del migliore di tutti noi, purtroppo tragicamente scomparso nella Tragedia di Linate di 25 anni fa, Andrea Campanini. “Mica studiato eh, Andrea?”, con lui che ammette “No”, tornando al posto con l’unica insufficienza del proprio percorso scolastico, con qualche benevolo sfottò di noi ragazzacci, avvezzi ai 4 o 5 (se non proprio ai 2 o 3)…

Questa reminiscenza scolastica non è tanto per ricordare la professoressa Suor Maria Luisa Cappelletti, (già preside e madre generale) di recente scomparsa – per partecipare alle cui esequie, cui si riferisce l’immagine sopra, sono tornato sul luogo del delitto dopo oltre una quarantina d’anni dai fatti, ritrovando la cappella dell’istituto come se il tempo si fosse fermato ad allora – quanto, appunto, perché ho ripensato alla doppietta di Mocu, nel constatare come la seconda ravvicinata calata in Italia del tycoon abbia colto impreparato chi, di solito, è avvezzo a riferirne pubblicamente l’agenda, esternando del suo imminente arrivo, enfatizzandolo come se dovesse accadere chissà che cosa, su fronte sportivo e new-stadio…

Ma sta a a vedere che proprio stavolta in cui il gioco d’anticipo non ha funzionato – la notizia della sua presenza è arrivata quando l’autore ha visto parcheggiata la Porsche presidenziale dinnanzi al Centro Direzionale del Mutti Training Center, prima della canonica e sempre interessantissima conferenza stampa di Mister Cuesta e dopo che la comunicazione istituzionale del club aveva già provveduto a veicolare via social la novella – che è la volta buona che accade qualcosa sul serio, e non il solito nulla…

Nel Palazzo Municipale, infatti, si percepisce un forte ottimismo per la ripresa (dunque non erano continue…) delle proficue interlocuzioni tra i partner pubblico e privato, impegnati, da oltre 5 anni, nel mettere a terra il progetto del New Tardini, con idee nel tempo mutate – e non poco – circa la realizzazione dello stesso, passando dal progetto definitivo (già approvato) del depositario dei relativi diritti, l’Archistar Zoppini (soluzione mono-cantiere con raso al suolo l’esistente e totale nuova edificazione, con serrata di circa 27 mesi, e relativo esodo in territorio forestiero dei tifosi, favoletta del “temporary” a parte), allo switchato procedimento a stralci, di cui riconosciuto promotore è il CEO Federico Cherubini, firmatario, esattamente un anno fa, di una PEC al Comune con ivi impressa quella volontà.

Negli ultimi dodici mesi, come più volte raccontato su questo giornale on line, per la maniacale attenzione al tema che gli riserva il direttore (io), i fatti noti principali emersi non sono poi tanti: nell’ambito dei dicunt l’esistenza di una fantomatica bozza progettuale con la variante a stralci, di cui parecchio si era vociferato in piazza Garibaldi, fino a quando, verso lo scorso natale il noto opinionista, nonché speaker delle partite, Luca Ampollini, con uno scoop che gli abbiamo sempre riconosciuto, aveva svelato l’autore, ossia l’architetto Faroldi, già noto per precedenti consulenze col club, che taluni fanno addirittura risalire ai tempi di Calisto, ma confermate anche in un passato più a noi vicino (il Masterplan di Collecchio, ad esempio, pure rimasto, sino ad oggi inattuato, nonostante l’ottimismo profuso a piene mani dalla Sindaca Galli a settembre, ai nostri microfoni).

Stamani Luca Ampollini è uscito con un post social che può sembrare criptico a chi è estraneo alla materia, ma che si auspica possa esser ben compreso da chi pensa che, come fosse una inezia di calciomercato, si possano spostare a proprio piacimento le date degli articoli a tema stadio che firma, o peggio, arricchirli di nuovi particolari non presenti nelle stesure originali, come testimoniano le rassegne a tema che non mancano nelle raccolte delle parti interessate e degli stakeholder. Il primo a rivelare il nome di Faroldi associato alla variante a stralci – e la cosa, giustamente, aveva suscitato un certo clamore – era stato Luca Ampollini il 23 dicembre 2025: il 27 novembre quel nome, invece, non risulta fosse stato fatto (ce ne saremmo accorti tutti, ed ovviamente ce ne sarebbe stata traccia precedente…) da altri, che ora rimandano, con collegamento ipertestuale, alla lettura di un qualcosa di aggiornato a quella data sul proprio giornale…

Perché, dunque la necessità di aggiungere, a posteriori, nel capitoletto che fa molto spy story, il nome di Faroldi? Semplice, perché ora è tornata à la page (come ovviamente gli han riferito persone interessate), stante l’accelerazione che avrebbe avuto, nelle ultime ore, la fatidica e tanto attesa (negli uffici municipali) variante di progetto a stralci, appunto nella stesura griffata dall’architetto Faroldi, che avrebbe (condizionale d’obbligo, perché non ne ho la prova provata, né razionalmente mi riesce facile pensarlo, conoscendo il patron, che predilige soluzioni meno minimal e più spettacolari, specie se deve metter lui i soldi) ricevuto l’imprimatur nientepopodimeno che del presidente in persona.

Questo, dunque, per quanto concerne i “si dice”, ma bisogna sempre fare i conti soprattutto con le certezze. Una di queste era la famosa conferenza stampa del 5 febbraio 2026, allorché, proprio il CEO Federico Cherubini, durante la celebrazione del suo primo anno di mandato, riferiva, come abbiamo ripetuto a nastro, che della questione “New Tardini” si sarebbero occupati i (suoi) colleghi ed amici del Krause Group Real Estate. Dunque, delle due, l’una: o il dipartimento guidato da Aaron Ruben ha dato il proprio imprimatur preventivo, seguito da quello decisivo del Pres, oppure questi ha ripassato la fiaccola al tedoforo Cherubini.

Il Ceo, che ieri abbiamo ritratto vicino allo Sky Box presidenziale, a fianco dell’ingegner Dallara (che così ha restituito la visita di cortesia che Krause gli aveva fatto tre settimane prima a Varano), ragionevolmente penso abbia voluto fare un all in: alla sua innegabile collezione di successi – prima di tutto le vendite per quasi 100 milioni nelle ultime sessioni mercatali, oltre alle due salvezze sul campo – manca, appunto, la questione stadio, per la quale si era speso in prima persona, firmando la PEC del passaggio agli stralci. Visto che siamo già al tirare le somme della stagione – e dunque anche del suo operato – probabilmente ha chiesto la fiducia, sulla questione stadio, molto probabilmente ottenendola, vedendo gli ultimi sussulti della telenovela.

Ovviamente gli allori, servono al Plenipotenziario, sia sul fronte interno (dove – altro fatto acclarato – ricordiamo esser stato circondato da due nuovi ingressi in Cda, quello della Capa dei Capi e Presidente di tutto Helen Aboah e quello del supervisore sportivo della intera Galassia, Scott Munn, anche se, come riferito informalmente dal club, non avrebbero deleghe, con i poteri in mano ai tre pre-esistenti membri Krause padre e figlio ed appunto il CEO Cherubini), sia sul fronte esterno, qualora stesse sfogliando la margherita del resto/non resto, dal momento che non passano certo inosservate le sue opere al Parma (e aggiungere un passo avanti nell’annosa questione New Tardini, sarebbe un’ulteriore medaglia da esporre) a quei club di taglia medio-alta alla ricerca di un profilo professionale come il suo.

Come abbiamo spesso raccontato, nel frattempo Krause ha riorganizzato in toto il management della controllante, mentre diversi fuoriusciti dal club non sono stati neppure sostituiti (l’esempio più clamoroso è quello di Mathieu Lacome, ma anche altri pezzi più o meno pregiati dell’Area Performance & Analitics, fiore all’occhiello del Parma di Krause pre-Cherubini non sono stati rimpiazzati) come a voler rendere sempre più centralizzata e non periferica la gestione del club (altro esempio: il CFO Valerio Casagrande). Ma quelli che sono i parametri vitali di un club con l’ambizione di auto-sostenersi non possono prescindere dal lavoro di Cherubini e trovarne un fac simile in giro non è facile…

Certo, nel frattempo in casa è cresciuto Alessandro Pettinà, che, stando a quanto uscito poco fa su Parma Live, si sarebbe guadagnato (di comune accordo e pieno accordo tra proprietà e Cherubini) la conferma nella carica di Direttore Sportivo. Edoardo Mammoli, autore della primizia, ricorda il cursus honorum del giovane: “Entrato nel club nel 2019 al controllo dei conti della società ducale, è diventato poi nel 2022 Director of Football Finance e dal gennaio 2025 è direttore sportivo della società gialloblù”. Giusto ieri, nei nostri direttoni (pre e post Parma-Napoli) facevo un po’ il gigione, asserendo come tutti i meriti siano sempre di Cherubini (le vendite record), tutte le colpe (la scelta dei calciatori nuovi) siano sempre di Pettinà… Comunque se Cherubini e Pettinà intendono raccogliere una rendita di posizione dal proprio operato, corretto sia così anche per Mister Carlos Cuesta Garcia: Vincenzo Bellino, vorrebbe sapere: “A quando il rinnovo?”

Sulla questione stadio, le anticipazioni mattutine riferivano della presenza allo stadio dell’avvocato Marco Monaco (napoletano e tifoso azzurro), legale designato, che fa pensare a una possibile accelerata. In effetti Monaco, foto sopra a destra, era a degustare all’interno dell’hospitality vip del Museo Ceresini nel pre-gara…

Tuttavia, in quest’altro scatto, notiamo che nell’entourage ospitato nello Sky Box presidenziale, alle spalle della Capa dei Capi Helen Aboah la presenza di  Nicoletta Orsello di Cantine Vietti, a testimonianza che la ravvicinata doppietta de Krause potrebbe esser dovuta alla contemporanea partecipazione delle sue cantine a Vinitaly, così come alcune autorevoli fonti ci avevano anticipato.

ll Presidente, durante l’intervallo, ci aveva tenuto ad essere in mezzo ai partecipanti all’iniziativa “Always With Blue”, progetto dedicato alla sensibilizzazione sull’autismo.

Mi scuso se mi sono dilungato sulle questioni di politica societaria, quando, di solito il Diario è più uno spazio di costume e nella partita col Napoli gli spunti non sono mancati di certo, ma l’attualità, per un giornalista, viene prima di tutto, specie se riguardano (o riguarderebbero, perché certe mie convinzioni/perplessità mi restano immutate, al di là dell’accelerazione che ci sarebbero state, secondo gli ottimisti, sul fronte New Tardini) la propria specialità: comunque, nell’Anteprima, abbiamo dibattuto su chi avrebbe potuto giocare e, una volta pervenuta la distinta, commentato le scelte (non sorprendenti, per una volta) di Cuesta, mentre, nel post gara, anche pungolati dai nostri follower sulla chat istantanea del canale You Tube Stadio Tardini, nostra espressione audiovisiva avremmo allargato lo sguardo anche sulle implicazioni future.

Qualcuno ci ha spifferato, ad esempio, che Cuesta non andrebbe d’accordo con la dirigenza e la proprietà (tutte mio-cuggginate, ovviamente, da prendere col beneficio d’inventario), per cui siamo proprio così sicuri che sarà ancora lui il mister la prossima stagione? Alla nostra obiezione: sì, ma uno per andar via dovrebbe trovare la giusta collocazione, al momento attuale, ad esempio difficile ipotizzare che una big intenda bissare il nostro azzardo, sia pure ben ripagato in termini di risultati sportivi, che sono poi quelli che contano, ci è stata indicata una pista, Bologna, che in effetti potrebbe essere quella tappa interlocutoria prima di un suo eventuale accesso, sinceramente prematuro, in una grande.

Zurlini, al quale i colleghi felsinei hanno riferito un  gossip di cronaca rosa, propende per una imminente fine della legislatura Italiano nella squadra del capoluogo regionale….

Nel video sopra, invece, il momento che più mi ha affascinato del post gara live: mentre il pullman gialloblù, suppongo vuoto, lasciava il Tardini, ad attendere in Piazzale Risorgimento l’eroe di giornata Nesta Elphege c’erano alcuni tifosi Crociati, che han posato con lui per foto e selfie. Un momento di popolarità per il giovane attaccante accolto, come sovente accade, con scetticismo e puzza sotto al naso da molti, ma che in altrettanti, magari per le medesime ragioni, suscita simpatia. In molto avevano promesso di acquistare la sua maglia in caso di gol: il suo è stato un assist fulmineo, per alcuni valso lo stesso l’acquisto della sua casacca…

La partita col Napoli ha visto anche l’esordio tardivo di Daniel Mikołajewski: tardivo, non tanto perché da gennaio (quando è stato aggregato stabilmente in prima squadra) non aveva collezionato ancora manco un minuto, finendo per sparire, persino dall’elenco dei convocati, e tardivo neppure per non esser stato schierato ieri da principio come richiesto dal nostro Fiore Di Feo, quanto, perché, quando Nesta Elphege aveva chiaramente palesato di non averne più, in luogo di Sorensen (con lui Cuesta ricercava la profondità ?!?!?) sarebbe stato meglio inserire lui, per evitare, senza centravanti, di abbassare il già infimo blocco, con spiacevole conseguenza della subitanea rete di McTominay. Giocando con piglio e personalità da veterano, il ragazzino, avrebbe, viceversa, contribuito a difendere il pari tenendo lontano dalla propria metà campo i pericolosi partenopei (malgrado non ci fosse ormai più in campo nessun calciatore dotato di qualità).

Sopra, appunto, documentiamo l’esultanza con fumogeno dei tifosi dei Campioni d’Italia uscenti, all’atto di un pareggio (1-1) per loro inutile nella rincorsa ai nerazzurri, autori di un epico 4-3 in rimonta col Como...

Per quanto concerne i tifosi ducali, invece ecco la sbandierata della Curva Nord… Non avendo l’ubiquità (mentre la facevano, ero ancora in onda con l’Anteprima), non potevo cimentarmi nella ripresa della coreografia iniziale, di cui, in rete ho trovato questo scatto significativo.

Ma anche l’invito, affisso sul Casino Petitot, a firmare la petizione per un calcio giusto e popolare…

Vedremo se i riformatori della pedata italica, esclusa per la terza volta dal consesso iridato, ne prenderanno spunto. Intanto il Parma si è schierato coi 17 della Lega Serie A che candidano Malagò quale prossimo presidente FIGC.

La mattina mi aveva visto scaldare i motori con una diretta (non calcistica) dal Monumento a Verdi, laddove SOS Parma, con i consiglieri comunali di minoranza Vignali e Pallini si erano trovati per denunciare gli ultimi episodi di far west che toccano la nostra città, in cui è palese ed evidente (benché saremmo i secondi in Italia per felicità. Boh…) e non solo percepita, l’escalation della violenza e della micro-criminalità. Promessi esposti a valanga…

In fondo a Via Garibaldi, l’Associazione I Nostri Borghi, del Presidente Pallini, aveva organizzato un Mercato…

…trovatosi un po’ in concorrenza con quello Europeo, nella parallela via Verdi, autorizzato successivamente, con qualche spazio fagocitato ai locali, per ragioni di viabilità (anche se Pallini si è adeguato alle richieste, senza lasciarsi andare a polemiche).

Colà ne avrei approfittato per il mio veloce pasto pre-diretta e pre-partita: dall’ampia offerta ho optato per lo stand dei bavaresi con un classico wurstel bianco, patate ed un mega spiedone, per la modica cifra di 21 euro (inclusa una lattina di Sprite).

Soddisfatto sarei tornato a rifocillarmi anche dopo le tre ore e mezza del Dopo Festival, optando per le Bombette Pugliesi proposte dall’Hostaria di Puglia.

…e a seguire un bel bicchiere di Sangria. Giornata finita? Macché c’era da impaginare fino a mezzanotte tutti i contributi degli autori del Caleidoscopio di StadioTardini.it… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

35 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / LA DOPPIETTA DE KRAUSE. IL NEW TARDINI RESTITUITO A CHERUBINI?”

  • Grande Direttore, questi sono i pezzi che mi piacciono… Sono molto curioso di conoscere i dettagli del nuovo progetto, ammesso che stavolta sia veramente qualcosa di concreto…

    P.S: non mi aspettavo fosse uno studente da 4 😁

    P.S n. 2: che tristezza modificare vecchi articoli…

    P.S n. 3: ma quanto è gnocca la Capa dei Capi?!

    • Grazie per il gradimento, del resto anche a me piace proporre questo tipo di pezzi, che approfondiscono temi che interessano ed appassionano il pubblico (forse anche perché da quindici anni l’ho abituato ad un certo tipo di taglio, con dietro le quinte e ricostruzioni): l’unico rammarico è non aver mai info certe e non contraddittorie tra loro, ma forse il bello sta anche nel sapersi districare ed offrire una verità putativa che possa stare in piedi.

      Però, come scritto, anche in altro commento, personalmente credo poco che ci sia un effettivo e reale via libera da parte di Krause per un progetto che non lo rappresenta in tutto per tutto come quello precedente, ritirato. A proposito: quando si farà chiarezza anche circa i rapporti con l’Archistar Zoppini, firmatario del definitivo ritirato? E quando sarà ufficializzato, sempre sia vero, che l’autore della variante è l’Architetto Faroldi?

      Io non ero uno studente da 4 per il profitto di per sé (anche se passavo più tempo in radio che sui libri), quanto per la condotta… Però Andrea Campanini era veramente il migliore di noi (almeno dei maschietti).

      Il modificare vecchi articoli penso sia prassi molto scorretta, soprattutto su una materia un po’ più profonda rispetto al calciomercato

      Circa la gnocchitudine della Capa dei Capi non posso che convenire. E me la descrivono pure per simpatica. Dunque il miglior acquisto dell’era Krause…

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    Gran pezzo direttore, complimenti… Mi aveva spoilerato qualcosa e la ringrazio ulteriormente. Io riguardo al tema stadio continuo ad essere molto dubbioso e scettico e finché non vedo i ponteggi, non ci credo. Anche perché si è capito (anche grazie ai suoi pezzi e alle sue soffiate) che il buon KK vorrebbe una sorta di arena che rispecchia lui in tutto e per tutto. Penso che il suo modello di riferimento (in quanto progetto vero e proprio) sia quello che è stato inaugurato qualche giorno fa a Miami, il Miami Freedom park. Stadio splendido, circolare e da poco più di 26.000 posti e con tutta una serie di attività intorno (golf, palestre, centro commerciali ecc). Credo che lui volesse una roba simile. Ecco perché credo che il (presunto) nuovo Tardini non vedrà la luce… O forse si sarà convinto ad accontentarsi? Chissà… Riguardo alla cronaca rosa di zurlini, boh… Io il direttone post partita di ieri l’ho seguito, eppure non si ho sentito nulla in merito…

    • Grazie mille per il gradimento: ci metto molto impegno, ed è sempre gratificante esser ripagati con parole di elogio.

      Circa Zurlini nel direttone: il collega non ha rivelato il “gossip” che gli (ci) era stato confidato dai colleghi felsinei in occasione del derby. Cioè non ha detto cosa sia successo, però, appunto sulla scorta di quelle info, reputa verosimile che possa interrompersi la gestione Italiano a fine campionato.

      Circa il New Tardini: secondo quanto abbiamo raccolto, una certa diffidenza ci sarebbe pure nei municipali, che degli scherzetti e giochi delle tre carte di KK sono abbastanza sazi, però ci sarebbero interlocuzioni positive benedette dal patron sul Tardini a stralci. Io resto convinto che a KK, in realtà, non arrapi questo tipo di soluzione, per cui, aspetto gli eventi, ma non mi illudo… Certo, qualora ci fosse stato un significativo passo avanti, sarebbe corretto che le parti lo riferissero pubblicamente, del resto come avevano fatto (vabbè, servendosi del mainstream) esattamente un anno fa in occasione dello switch.

      Mi restano, poi, non poche perplessità circa le iniziali dichiarazioni di resa da parte di Cherubini, pronunziate il 5 febbraio 2026, allorché passò il testimone ai (suoi) colleghi ed amici di Krause Group Real Estate ed ora questo suo repentino ritorno in sella. Boh. A meno che i colleghi del Krause Group dpt Real Estate non abbiano vagliato e dato l’ok a procedere, oppure siano stati aggirati dalla rivendicazione diretta da parte di Cherubini (ma allora, perché, il 5 febbraio tirare in ballo i colleghi ed amici rivelando pubblicamente il loro ruolo principale nella questione? Boh…

      • TIM-05636662

        Le chiedo un’ultima cosa… Può darci qualche dettaglio in più (se può e se sa) in merito a questo progetto dell’architetto Faroldi? Cioè come sarà sviluppato? Curve, coperture, distinti, la Petitot ecc.

        • Io, a differenza di qualche stakeholder, non ho avuto il privilegio di vedere la bozza, ma dai racconti sentiti in giro, come scrivevo già in altro commento, sarebbe più una riqualificazione dell’esistente, fatto salvo totale rifacimento distinti e copertura e sistemazione Curve. Infine maquillage alla Petitot. Ma sono solo voci dk corridoio. E comunque prima di precedere con Faroldi dovranno trovare un accordo con Zoppini…

  • Direttore.. sempre ammesso che l’accelerata sia reale, secondo lei si tratterebbe di un restyling “da poveracci” col minimo indispensabile da sistemare oppure di un progetto “alla Atalanta”, con uno stadio comunque molto molto carino?

    E se la palla fosse ri-passata davvero a Cherubini, secondo lei potrebbe essere per lui uno stimolo ulteriore a restare e sviluppare il progetto Parma? Dopo 2 anni di fila in A, i bilanci finalmente in ordine, uno stadio nuovo, una Primavera competitiva con tanti giovani potenzialmente forti, la femminile in massima serie… secondo me sarebbe stupido lasciare proprio adesso che tutto è apparecchiato e che sembra vedersi una piccola possibilità di “progredire” (per dirla alla Cuesta)

    • Mah, la situazione al momento mi pare un po’ più fluida del sole e diventa difficile – in mezzo a segnali contraddittori – riuscire ad orientarsi.

      Adesso, fonti ben informate, esterne alla Società, mi garantiscono di “interlocuzioni positive” (non si capisce bene se scritte od orali), ma che non sarebbero la solita fregnaccia che da anni ci propinano.

      Per me, l’unico segnale concreto – ma al di là delle voci, non c’è uno straccio di riscontro, che se anche per caso dovesse esserci, certo non verrebbero a confidarlo a me, visto che non sono particolarmente simpatrico all’establishment, che preferisce rapportarsi con persone più fidate o affidabili – potrebbe essere una nuova PEC, 12 mesi dopo la precedente firmata da Cherubini (quella dello switch al progetto a stralci, per capirci) contenente, stavolta, la tanto anelata Variante di progetto, qualora fosse vero il benestare di Krause, reclamata nell’ultimo anno, in più occasioni, dalla pubblica amministrazione.

      Il progetto, secondo le anticipazioni che erano trapelate, sarebbe poco più di uno stadio da poveracci, ossia il rifacimento totale dei distinti o tribuna est, e poi gli interventi sulle curve, con annessa copertura, ed infine la Petitot, ma un intervento non troppo parente del rifatto Atleti Azzurri d’Italia.

      Capitolo Cherubini: come scrivevo nell’articolo, la mia sensazione è che il Plenipotenziario stia tentando un “all in”, forte dei successi di natura sportiva (ossia le due salvezze) e, soprattutto, le entrate che garantiscono quella auto-sostenibilità che vuole il patron, dopo il fiume di denaro profuso in fase di avviamento. Lo stadio sarebbe il capitolo mancante, ma non tanto per responsabilità sua, quanto, appunto del proprietario, che gli aveva dato sì il benestare (in piena luna di miele) per switchare il progetto stadio da mono-cantiere a stralci, ma che poi non lo aveva messo nelle condizioni di procedere, mancando l’ok definitivo di chi ci dovrebbe mettere i soldi. Ossia Krause. Di qui lo stallo di 12 mesi, poiché tardava ad arrivare ufficialmente negli uffici municipali la famosa attesa variante di progetto. La bozza, tuttavia, come sussurrato agli amici da alcuni dei protagonisti, sarebbe stata informalmente vagliata, proprio nell’attesa che l’uomo del monte dicesse sì.
      Ad Ampollini non fu certo qualcuno fronte Parma a rivelare gli elementi per lo scoop natalizio (stendiamo un pietoso velo sul tentativo di anticiparlo a scoppio ritardato di ieri): tanto è vero che la cosa non venne da loro molto apprezzata. L’aver carta bianca sullo Stadio, potrebbe consentire a Cherubini di piazzare un bel tris sulle cose che contano centrate in un anno e mezzo di lavoro: cosa che serve per promuoversi non solo agli occhi dell’attuale proprietario, ma anche di osservatori esterni interessati.
      Un altro fatto concreto, accaduto pochi giorni fa, è stato l’affiancamento di Cherubini, nel CDA del Parma (nel quale erano e restano i due Krause padre e figlio) di ulteriori due membri, la potentissima, lei sì, Helen Aboah (presidente di tutto, nonché Capa dei Capi) e il “concorrente” Scott Munn. Vero che erano altri tempi (ma qualcuno è sempre lo stesso…), ma Martines aveva rivelato al grande pubblico i problemi di corretta governance del club, dovuto alla sovrastruttura di gruppo. Cosa che potrebbe, appunto, infastidire Cherubini…
      Quindi, alla fine, io non so se ci siano i presupposti per proseguire il processo, proprio in virtù di detti segnali contraddittori…

      Come per Cuesta, anche per Cherubini, poi, vale il ragionamento: riusciranno nella prossima stagione a far meglio di questa, a fronte di un difficile rilancio della proprietà, che sembrerebbe orientata a non discostarsi dall’auto-sostenibilità. Io credo che quest’anno si sia over-performato, confermarsi e far meglio è sempre compito molto difficile ed appunto la possibilità di andare a sfruttare altrove la rendita di posizione è ipotesi tutt’altro che peregrina, con determinati chiari di luna. Ma l’autosostenibilità senza Cherubini la vedrei molto dura…

      • Dopo tutto sto tempo, uno stadio da poveracci anche no eh…
        E Cheru, non ci lasciare 🙏

        • Va da sé che la Cattedrale a stralci sarebbe un calvario lunghissimo, sempre sia fattibile… il pregio deglu stralci è il non tenere lontano il pubblico durante i lavori, cosa che non si sposa con abbattimento e rifacimento totale [conditio sine qua non per la Cattedrale]

      • Io non penso che l’eventuale progetto a stralci sul Tardini sia da considerarsi un progetto “da poveracci”. Partendo dal fatto che già l’attuale Tardini, seppur vecchio, è un impianto a norma UEFA con una visuale ottimale, credo che una sua ristrutturazione non possa che trasformarlo in un impianto moderno con maggior confort.

        Pertanto, un eventuale progetto di ristrutturazione sulla falsariga di quello già presentato da Nuovo Inizio o sul modello di quello di Bergamo, credo che possa rappresentare un ottimo modello per la realizzazione di un New Tardini.

        Il vero limite semmai è proprio la collocazione dello stadio nell’attuale sito che non consente la realizzazione di nessuna “cattedrale” o “Dome” che potrebbe meglio accontentare gli appetiti dell’investirtore americano o risolvere alcuni problemi strutturali della presenza di uno stadio aperto 7 giorni su 7, nel pieno centro cittadino.

        Non c’è progetto che tenga, mono-cantiere o a stralci, se rifai lo Stadio dove sta oggi, alcune opere compensative non le puoi fare per mancanza di spazio.
        Viceversa, se vuoi costruire uno stadio super moderno con parcheggi, ristoranti, etc., dovresti andare fuori città e costruire in uno spazio aperto.

        Non so dire se questa lunga attesa sia dovuta anche da valutazioni di questa natura o se più semplicemente si sta rimodulando il progetto iniziale su basi economiche più sostenibili.

        Vedremo se ci saranno novità concrete.
        Al momento mi sembra che la proprietà continui nel suo mesto e prolungato silenzio e approfitti delle partite al Tardini solamente per delle belle passeggiate e degustazioni gastronomiche.

        • La colorita espressione “stadio da poveracci”, attribuita a Krause, è stata ascoltata e riferita al sottoscritto da persona molto ben informata dei fatti e riguardava, appunto, una eventuale rimodulazione al ribasso di quello che era il progetto originario, che meglio rappresentava le ambizioni del finanziatore. Partendo da questo presupposto – sempre ammesso la frase sia vera, ma non avrei ragione per dubitarne – mi sono fatto la convinzione che KK non abbia mai pienamente condiviso la “conversione” a stralci, fortemente voluta da Cherubini, per scongiurare l’esodo dei tifosi dello stadio in terra foresta per tre campionati (che sarebbe un vero suicidio sportivo e che è la vera problematica della soluzione mono-cantiere).
          Concordo, dunque, che parlare di progetto a stralci non significa per forza considerarlo “da poveretti”, ma un conto è la convinzione nostra (cui, oggettivamente, potrebbe star bene anche la semplice copertura delle Curve e il rifacimento dei distinti), un conto le ambizioni di chi ci deve mettere i soldi. E proprio l’aspetto economico, come ho avuto molte volte modo di scrivere, è il vero problema del sostanziale ritiro (temporaneo) dalla partita, comunicato da Krause in persona il 20 maggio 2024 a Guerra & C. nell’attesa di trovare una soluzione.

          • La cosa che faccio più fatica a capire è quale possa essere la differenza per Krause tra un New Tardini a stralci e un New Tardini mono cantiere.
            Alla fine lo spazio è sempre lo stesso e pure il suo progetto iniziale (quello dell’Astronave) alla fine non è che fosse così tanto diverso nelle cubature e nelle opere accessorie perchè i limiti geografici non sono superabili in nessuno dei due progetti.

            Avrei capito se l’americano avesse avuto l’ambizione di costruire un vero e proprio “Dome” fuori città con Parco commerciale annesso, cinema, ristornati e parcheggi sotterranei.
            Ma una volta scelta l’area dell’attuale Tardini, a me sembra che non ci sia poi così tanto da creare e un progetto tipo Bergamo sarebbe già un ottimo modello.

            Bah, vallo a capire cosa passa nella testa del nostro presidentissimo!

          • La differenza, Markness, non sta nella modalità di cantierizzazione (peraltro, a parità di progetto, la soluzione a stralci è più cara rispetto a mono-cantiere, dunque meno appetibile), quanto nella tipologia di manufatto: un conto è abbattere e tirar su una cattedrale secondo i desiderata del padrone, un altro procedere a rattoppi (o con quello che, nella mentalità di chi paga, sembra un metterci la toppa e non sfoggiare un abito sartoriale su misura).

            Sul fatto che la Cattedrale sia edificata nella ristretta area del Tardini o in altro sito cittadino, credo che a Krause possa cambiare ben poco, al di là del prestigio storico dell’Ennio, ma se lo abbatti… Io resto convinto che se gli dicessero, fallo a Moletolo, lui non porrebbe problemi. Quello del Tardini o niente, penso che fosse un pensiero di Bosi, il quale, in questo senso, si era trovato allineato con il pensiero della vecchia proprietà che, in sede di rinascita dalle ceneri (Araba Fenice) aveva indicato due luoghi simbolo come imprescindibili, ossia lo stadio Tardini ed il Centro Sportivo di Collecchio. Ora, però, lo storytelling è cambiato, e resto convinto che, piuttosto di un Tardini raffazzonato (ossia sistemato alla bene meglio) il finanziatore privato prediliga una realizzazione ex novo anche altrove.

  • Stavolta elphege non aveva le ciabatte

  • Davide sei contento che è stato confermato pettina’?

    • Amico mio Pettinà non è la malattia, ma un sintomo. Come la diarrea per uno che ha la diverticolite. La malattia mortale è l’uomo con le gambe sottili magnate senza portafoglio.

  • Mi aggiungo ai complimenti per il pezzo.
    Rimarco altresì il mio scetticismo per il rifacimento dello stadio, che credo vedremo rinnovato non prima del 2050.
    Cherubini penso che possa migliorarsi rispetto allo scorso anno, con Brisla, Keita, gattaro e qualche altro riuscirà a portare a casa dei bei soldoni.
    Poi se ne andrà anche lui.

    • Sullo stadio non sarei così disfattista, su Cherubini non sarei cosi ottimista…

      • Sul migliorare la performance dello scorso anno o sull’andar via…..? 🙂

        • Sull’andar via. E sinceramente sarebbe un bel problema…

          • Su quello non c’è dubbio, un manager italiano che conosce il calcio e che sta durando più delle rose è una mosca bianca in era KK

  • Direttore lei dice che per lei Cuesta non è pronto da Big, ma Chivu come esperienza era messo uguale, va bene lui aveva allenato le Academy come le chiama Kk mentre Cuesta ha fatto solo collabotoratore tecnico all Arsenal esperienza più o meno uguale a Chivu, che dopo mezza stagione a Parma sta vincendo scudetto con Inter e semi finale coppa Italia, quindi anche Cuesta potrebbe approdare una Big.
    Volevo chiederle ma perché Kk che capire le sue idee è 1 Mission Impossible ha cambiato architetto per progetto stadio se lo chiedeva a Zoppini sec me anche lui faceva a stralci basta pagare e 1 architetto fa quello che si vuole

    • Ringrazio per la domanda che mi consente di poter ulteriormente approfondire il discorso e meglio chiarirlo.
      Allora: la sostanziale differenza tra l’iniziale esecuzione mono cantiere (progetto Zoppini) e quella a stralci (attribuita da Ampollini all’architetto Faroldi), è che quest’ultima, non prevedendo distruzione dell’esistente e totale nuova edificazione, può consentire una riqualificazione a fasi, ma mantenendo l’impianto sempre fruibile, o quasi, ai tifosi, scongiurando l’esodo per più stagioni dei tifosi in uno stadio “forestiero” (tipo Piacenza), cosa giustamente considerata da Cherubini (ma non da Krause) un suicidio sportivo.
      Ora: Zoppini, a quanto mi consta (e ne ho anche il carta canta in mano) aveva provato a rendere a stralci il suo progetto mono-cantiere, ma i tempi di realizzazione si sarebbero ulteriormente allungati e l’eventuale apertura a singhiozzo non avrebbe scongiurato – proprio per la tipologia di intervento – lo stesso una lunga lontananza dai tifosi, pur prevedendo qualche riapertura tra un rifacimento e l’altro del settore.
      Io non so in che rapporti sia il Parma Calcio con l’Architetto Zoppini che, dal ritiro (gli sarà mai stato formalmente comunicato? Come saranno le interlocuzioni tra le parti?) del progetto con la famosa PEC mandata un anno fa da Cherubini al Comune di Parma con la conversione a stralci, potrebbe aver accusato un danno d’immagine, visto che il progetto definitivo (a lungo pompato sulla stampa, al punto da esser persino stato premiato per la comunicazione) portava la sua autorevole firma. Come ognuno di noi, immagino, l’Architetto Zoppini sarà affezionato alla propria creatura, pensata, comunque, secondo gli input pervenuti dalla committenza, ed andarla a cambiare sostanzialmente (in sostanza la differenza tra i due progetti è che quello attribuito a Faroldi è conservativo dell’esistente, mentre quello di Zoppini prevede totale demolizione e rifacimento da capo) potrebbe anche non andargli bene. In più, dalla sua, potrebbe vantare l’impegno esclusivo sottoscritto. Ritengo, dunque, che il nodo non sia banale e scioglierlo potrebbe comportare compensazioni economiche.
      La scelta, poi, di cambiare architetto, mi pare di capire possa essere più attribuibile alla “controllata” (Cherubini e Perrone) che non alla “controllante” (Krause Group). Mi resta di difficile comprensione comunicare ufficialmente, nella conferenza stampa del 5 febbraio 2026 di Cherubini, il passaggio della pratica al Krause Group Real Estate (ed è un fatto certo e video documentato), per poi rivendicare (ma qui siamo nel campo dei si dice, senza oggettivo riscontro) l’autonomia di procedere con il progetto partorito in ambito locale. E poi mi resta da capire come questo farsi parte dirigente di Cherubini (e Perrone) possa essere apprezzato da Krause, su una materia che gli sta a cuore come lo stadio, peraltro con una realizzazione non certo appagante del suo ego.

  • 21 euro per quel triste piatto….un furto ben maggiore del pareggio strappato dal Parma con il pur rispettabilissimo blocco basso

    • Lo scontrino dettagliato recita: Wurstel 6 euro, spiedino 7, patate 5 e lattina 3.
      Debbo riconoscere che la qualità del piato triste, secondo lei, ma comunque, scelto da me, era buona e mi ha appagato, ma, in generale, il prezzo, indubbiamente caro, era in linea, purtroppo, con quelli proposti nei vari street food dal post Covid in poi. Fenomeno che, ovviamente, vale anche per la ristorazione stanziale, che pure propone prezzi oggettivamente fuori portata, nonostante i denunciati rincari della materia prima.
      Come scrivevo nel Diario, anche in serata sarei tornato al Mercato Europeo, stavolta optando per l’Hostaria di Puglia, e per un cartoccio con 6 bombette pugliesi e due tozzi di pane, ho erogato 10 euro. Ma peggio ancora con la Sangria: 6 euro. Però, poi, se penso che il prezzo medio di uno spritz in provincia è di 5 euro (quando va bene), ben di più i pestati (a me piace il Mojito e il costo medio è di 9 euro), alla fine ci potrebbe anche stare, anche se nel mio concetto di fast food o drink, il prezzo en plein air dovrebbe essere più basso rispetto a quelli proposti dai locali fissi e non itineranti.

    • Anche perchè il Parma non ha rubato proprio nulla, anzi… la mano di buongiorno proprio non mi va giù

  • TIM-05636662

    Direttore Buongiorno, rileggendo la sezione commenti, volevo dire la mia in merito ad una questione da lei sollevata. Parliamo del passaggio di testimone ai “colleghi e amici del Krause group real estate”. Credo che le letture alternative plausibili siano 2.

    O questo fantomatico passaggio al Krause group real estate sia tutta una montatura, della serie “lanciamo la palla più lontano possibile, in un campo in cui è pressoché impossibile andarla a recuperare”, così che giornalisti, assessore, giunta comunale e sindaco, stiano zitti e rimanere nel limbo per prendere tempo.

    Oppure se effettivamente questo passaggio c’è stato, può darsi che semplicemente abbiano fatto 2 conti (il Real estate), abbiano visto che tutto sommato il progetto Faroldi poteva starci come progetto (economicamente parlando) e hanno dato il via libera. Da non escludere lo scenario in cui lo stesso KK dopo aver visto che il progetto “krause arena” si è rivelato irrealizzabile sia economicamente (costi lievitati, ecc) che per mancanza di terreni in cui fare sorgere tutto (terreni a Parma o zone limitrofi in cui fare sorgere il carrozzone non ce ne sono, se non l’area vicino alla Parma beach arena, a moletolo, come detto dallo Zurlo ieri. Dubito che abbiano preso in considerazione aree più distanti di 15 km da Parma), abbia deciso di rinunciare a tutto ciò, e di accontentarsi di uno stadio da “da poveracci” cit.

    Invece tornando al primo caso (cioè la “montatura”), può essere (come ribadito poc’anzi) che sia stato fatto tutto ciò proprio per guadagnare tempo. Magari volevano aspettare di capire come andava l’annata, capire come eravamo messi in classifica, capire se si riusciva a mantenere la categoria… Oppure può darsi che lo scoop di “Pink man” abbia dato fastidio a qualcuno nella sala dei bottoni e per questo s’è deciso di rallentare tutto.

    Altri 2 aspetti da considerare, la durata della concessione (che non ricordo come sia andata a finire in origine) e appunto il discorso legato a Zoppini. Comunque tutto questo per dire che secondo me non ci sono tante altre letture (secondo me) riguardo al passaggio ai “colleghi e amici del Krause group real estate”

    • Buongiorno Sip,

      (quanto godo il vecchio spot anni ’90 di recente riproposto dalla Team: sono un inguaribile nostalgico, lo ammetto), venendo all’analisi da lei proposta circa la mitica frase di Cherubini – pronunziata durante la conferenza stampa del 5 febbraio 2026 – che della questione stadio “se ne occupano i colleghi ed amici del Krause Group Real Estate”, prendo atto, rispetto alla mia che non la prevedeva (per me Krause aveva tolto l’incombenza a Cherubini – e Perrone – per passarla ai suoi connazionali del dipartimento real estate, che non è una reale estate, del resto come l’attuale non primavera, ma l’ufficio immobiliare oppure come, conviene lei, che i colleghi ed amici di Cherubini abbiano dato il loro parere favorevole, anche se mi parrebbe un po’ troppo a tempo di record, anche per via del contemporaneo impegno casalingo con lo stadio del Pro Iowa – lo stesso Cherubini, ne aveva accennato sempre il 5 febbraio – nella rinnovata Piazza che completa il progetto completamente finanziato dall’8 dicembre scorso, anche se, pure in questo caso, da allora in poi non sono rimbalzate news nuove in Italia sulla messa terra o avanzamento della cosa) ossia che Cherubini avesse scagliato il pallone il più lontano possibile.

      Resto, tuttavia, anche per gli altri riscontri raccolti (niente prove, veh… solo indizi, al massimo) che sia stato il Plenipotenziario a voler a tutti i costi mettere sul tavolo la questione poiché desideroso di aggiungere, alle altre medaglie (le super vendite estive che hanno garantito l’ordinata auto-sostenibilità; le due permanenze consecutive in serie A) appunto quella relativa alle infrastrutture, piano, sul quale, potrebbe apparire deficitario, visti i nulli risultati (ossia il perdurare dello stallo), a maggior ragione considerando che ci aveva messo lui la faccia, firmando la famosa PEC dello switch al progetto a stralci.
      Il pareggio col Napoli, che ha ipotecato la serie A per il Parma anche per la prossima stagione, ha dato il via a tutte le classiche operazioni di programmazione per il prossimo futuro, che passa, prima di tutto, dalla conferma dei vertici, vedi, appunto Cherubini, ma anche Pettinà, che sarebbe già stato confermato, secondo quanto raccontava Mammoli di Parma Live ieri, con pieno accordo di proprietà e CEO. L’eventuale decisivo passo avanti nella questione New Tardini, sarebbe onorificenza importante per il capo macchina non solo nei confronti del suo datore di lavoro, ma anche di altri eventuali committenti interessati alla sua figura professionale.
      Ci sono poi altre letture, secondo cui la (presunta) accelerazione farebbe comodo alla Giunta, che su un tema cardine della propria campagna elettorale scorsa, oggettivamente appare oggi decisamente deficitaria.
      Comunque, oggi è il 14 aprile 2026, la conferenza del passaggio della fiaccola da parte del tedoforo Cherubini ai (suoi) colleghi ed amici del Krause Group Real Estate è datata 15 febbraio: insomma, come dicevo prima, sono due date molto ravvicinate tra di loro.
      In tutto questo – da retroscenista mi piace correlare anche altri fatti salienti correlati – non vanno dimenticate le grandi manovre di Krause che nell’ultimo biennio (specie negli ultimi mesi) ha del tutto rivisto il proprio leadership team della “controllante”, così come sappiamo bene che la “sovrastruttura” ha, per lo meno nel passato (testimonianza pubblica di Martines, nel suo testamento spirituale a Radio Serie A due settimane prima di essere giubilato) abbia creato problemi di corretta governance alla controllata, e la recente cooptazione degli ingombranti Capi dei Capi (e presidente di tutto) e Scott Munn (il dominus lato sportivo del Gruppo Krause) nel cda (come membri semplici, senza deleghe o poteri, come la comunicazione del club ci ha tenuto a precisare) potrebbe esser stata indigesta al “circondato”…

  • Direttore una parentesi aperta per dieci righe siamo quasi da guinnes dei primati😂 ma quanto le piace aprire delle parentesi?

  • Luca Battaglia

    Ciao Gabriele, riguardo gli stadi in Italia, attualmente, i 2 più belli sono quelli di Udine e Bergamo, entrambi rifatti a stralci. Quello di Udine aveva il problema degli stadi anni 80/90 con la pista e le curve lontane, perciò da qui la decisione di demolire e rifare tutto eccetto la tribuna che per via dell’arco è considerato un patrimonio di qualcosa…. A Bergamo addirittura le curva erano in tubolari, tipo la nostra tribuna Est, con uno spazio ex pista, perciò obbligati a demolire e rifare. Poi per dirla tutta a Bergamo la tribuna centrale (non rifatta) è più bassa di tutto lo stadio, ma nessuno osa dire che è uno stadio “da poveracci” anzi. Tra l’altro, a differenza di Udine è in mezzo alle case peggio del Tardini ad essere onesti….
    Ultima cosa ma il progetto a stralci dei 7 non era piuttosto simile alla fine, con copertura curve, rifacimento tribuna est e sistemazione della Petitot? perciò anche questo era da poveracci? a volte mi sembra che vengano usati 2 pesi e 2 misure, poi ognuno è libero di giudicare come meglio crede, però anche essere obiettivi non guasta

    • Ciao Luca,

      non so se nella conclusione del Tuo commento Tu Ti riferisca a me o meno, però, come già in precedenza ho spiegato anche in altri commenti, la definizione “stadio da poveracci”, riferito ad una soluzione minore rispetto ai suoi desiderata, è attribuibile al presidente Krause, raccolta da una persona che l’avrebbe ascoltata direttamente, raccontandomelo. Penso proprio che con quella definizione si riferisse, appunto, al progetto dei 7 che lui aveva ricevuto in dote, all’atto dell’acquisto del club. Per associazione di idee, visto che il progetto attuale a stralci, stando a quei fortunati che avrebbero intravvisto la bozza, ricalcherebbe in parte il precedente griffato Nuovo Inizio, in sede narrativa, da parte mia, ho utilizzato l’espressione, indubbiamente calzante di stadio da poveracci per differenziarlo, appunto, rispetto a quello più da ricco che aveva in mente lui. Sicché, non penso proprio che mi si possa accusare di due pesi e due misure. Peraltro, a me andrebbe benone quello da poveretti, che ritengo più funzionale, sia pure meno sfarzoso, rispetto a quello da ricchi.
      Altresì, aggiungo, che, pur essendo per una soluzione che mantenga le vestigia, il risultato dell’Atleti Azzurri d’Italia, per lo meno all’esterno dove convivono antico e moderno, non è che soddisfi il mio palato.

  • Con pardon, ma sulla discussione pesa sempre un equivoco grosso come un macigno. Da un lato si dice che per l’attuale usucapente delle azioni del fu Parma calcio, il progetto a stralci sarebbe da poveri, dall’altra si scrive che è scettico sull’esborso. Metiv d’acordi. Se è da poveri vuol dire che è pieno di pila come i tabaccai e allora i soldi non sono un problema, viceversa ed è qui la verità, il monopantalone non ha i soldi nè per la cattedrale, nè per quello da poveracci, nè per un capanno a Noceto che non sia un tendone. Quindi smettiamo li con questa tiritera. Non avendo più entrate deve scampare col cassetto e non ha più un borro da tirar fuori e anzi nella sua testa vuole lucrare su di noi con la tratta dei Piripò e dei Pistolovic. La conferma di Petna è drammaticamente la certificazione di questo. Siamo e saremo finchè il monopantalone non sarà cacciato un semplice hot spot, con monte ingaggi da Lecce e 3 vittorie in casa se va bene in un campionato e pronti asd esultare per la plusvalenze.

  • Comunque propongo dí mutuare la definizione data dall’usucapente delle quote del fu Parma Calcio “Stadio da poveracci” in “Stadio da Piociòni” che ha anche una valenza fattuale e storica.

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