IL GRAFFIO DEL LEONE / PARMA, I CONTI DI KRAUSE TORNANO?
(Markness) – Nel prendere spunto dall’articolo pubblicato in questi giorni dalla Gazzetta dello Sport sul Parma Calcio e sull’investimento del presidente Krause, personalmente ho trovato molto interessante come, a livello nazionale, la percezione della nostra squadra del cuore sia ben diversa da quella che abbiamo noi tifosi. Probabilmente, il nostro occhio vigile e focalizzato sui dettagli delle avventure e disavventure del nostro Parma, ci mostra una prospettiva che, all’orizzonte più ampio e distaccato di un osservatore neutrale appare molto diversa, anche se molto probabilmente molto orientata dalla nota anticipatrice del quasi pareggio dell’ultimo progetto di bilancio, diffusa dalla Società, verso la fine del mese di marzo, in anticipo rispetto all’intero fascicolo di Bilanci che verrà pubblicato dopo l’approvazione formale dell’imminente Assemblea dei Soci.
Secondo l’autore dell’articolo, Marco Iaria, “il Parma di Kyle Krause sta trovando la sua strada nel calcio italiano. La seconda stagione consecutiva in Serie A ha messo radici in un progetto a lungo termine che pone al centro i giovani talenti, accettando errori e rallentamenti lungo il percorso.”
Dunque, dopo gli ingenti investimenti degli anni passati, l’ultimo bilancio ha reso noto come il club ducale abbia appianato i propri conti attraverso la sapiente gestione del Player Trading e del calciomercato che avrebbe portato al Parma, grandi ricavi dalle proprie compravendite. E continua: “negli ultimi anni, la politica del club crociato ha dimostrato di saper fare buoni acquisti a basso prezzo e poi di saperli rivendere bene, generando ottime plusvalenze. Questa strategia ha permesso un consolidamento delle finanze del club e potrebbe continuare anche nel prossimo futuro”.
Appare al riguardo interessante anche sottolineare come nei giorni scorsi, il Parma sia emerso come unica squadra italiana tra le prime 20 in Europa per utilizzo di calciatori under 21, a dimostrazione del fatto che la politica della gestione Krause sia in linea con quella dei principali e più importanti club europei che investono in calciatori giovani sia per speculare sulla loro rivendita che per vincere trofei. Nella speciale classifica, infatti, svettano nelle prime posizioni squadre del calibro di PSG, Barcellona, Borussia Dortmund e molti altri top club.
La scelta di un allenatore altrettanto giovane, sigilla ancor di più la strategia adottata dal Parma di Krause che qui da noi viene vista come una eresia calcistica, dovuta principalmente per piacioneria del presidentissimo, ma che invece ad un osservatore terzo viene presentata come un modello gestionale che genera valore e che può anche portare risultati sportivi allo stesso tempo.
Come già scritto più volte anche nelle pagine di questo sito, i risultati futuri del Parma, sono figli della valorizzazione dei calciatori in rosa, che puntualmente rivenduti genereranno quelle plusvalenze che consentiranno di alzare l’asticella degli investimenti portando in dote una rosa con maggior qualità. Giochino che è stato già adottato con ottimi frutti da altre società europee e italiane come, ad esempio, Bologna e Atalanta e che necessita di una serie di stagioni che potremmo definire come anonime, ma utilissime a conseguire un obiettivo più alto nel tempo.
La stagione in corso, che vede il Parma di Cuesta ad un passo dalla salvezza a fronte di una sfilza di partite noiose e dimenticabilissime, rappresenta appunto quello di cui stiamo parlando e se vista con i giusti occhi, può diventare un passettino nella giusta direzione.
L’articolo si chiude con un altro passaggio interessante: “… la vera svolta sul fronte delle entrate strutturali potrà arrivare solamente con lo stadio di proprietà. … Il progetto è ancora in fase di valutazione da parte del dipartimento real estate del gruppo Krause, così come il rinnovamento del centro sportivo di Collecchio”. Circa gli investimenti strutturali da parte del Gruppo Krause, purtroppo, come ampiamente dibattuto su questo sito, i conti non tornano… Non posso che condividere il punto di vista della Gazzetta, nel dire che se il progetto sportivo è quello definito dalle modalità gestionali descritte in precedenza, allora è naturale che il passo successivo sarebbe quello di dotare il club di maggiori asset strategici e strutturali che possano accompagnare la crescita finanziaria ed il salto dimensionale del club.
Tuttavia, noi che possiamo vedere più da vicino le vicende del Parma Calcio, sappiamo come l’argomento New Tardini abbia preso delle sfumature che non ci consentono affatto di sognare ad occhi aperti circa l’imminente apertura di un cantiere. La poca comunicazione da parte della società, addirittura sollecitata da una richiesta di chiarezza dall’assessore Bosi in un post social, rimasta a tutt’oggi senza risposta, (del resto come le dieci domande al Sindaco Guerra del direttore di StadioTardini.it Gabriele Majo), direi sia significativo sulla fattibilità di simili investimenti, almeno nel breve periodo.
Dunque, possiamo davvero considerare i conti del Parma in ordine? Indubbiamente dal punto di vista finanziario, la strada designata è quella giusta, ma dal punto di vista della modalità di gestione del club, con decine di manager cambiati in pochissimi anni (anche se ora il presidente Krause, dopo la ristrutturazione del leadership team della capogruppo sostiene di mirare ad una governance solida) per non parlare degli allenatori che si sono succeduti nella panchina del Tardini, così come dal punto di vista dei risultati sportivi a cui noi tifosi abbiamo potuto assistere, direi che ci sia ancora molto da lavorare.
Speriamo quindi di chiudere al più presto con la permanenza nella massima serie questa stagione avara di ricordi felici e che il processo di crescita in atto, ci porti ad una prossima stagione con qualche soddisfazione in più, con la consapevolezza che la strada da percorrere per iniziare davvero a sognare è molto, ma molto lunga… Markness
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Sicuramente vista da fuori e considerando che nel mondo del calcio ci sono tanti banditi (anche e forse soprattutto nelle serie minori) la storia del Parma di KK non può che apparire bella. Puntare sui giovani, auto sostentamento, raggiungimento dei risultati (promozione e 2 salvezze), conti in ordine, sono cose che colpiscono viste da fuori.
Viste dalla curva nord con le balle che toccano terra perdono un po’ di significato.
La domandona è se si possono raggiungere quei risultati giocando anche un minimo a calcio.
Bah io mi intendo na sega di finanza e quindi chiedo aiuto sui seguenti punti, vedo 5 anni con il segno negativo, il prossimo anno si intende dovrebbe essere positivo. A questo punto la scalata inizierà per pareggiare i debiti fatti fino a che ti resterà in mano un potenziale capitale umano della squadra con debiti zero. Se la prospettiva segue la logica ben venga che nei prossimi anni la proprietà sguazzerà in plusvalenze che la NASPI al confronto è una bazzecola, sbaglio? quindi si avranno i soldi per lo stadio, per tutte le opere lasciate per il momento indietro … ecc ecc …
Il giornalista della Gazzetta è male informato.
Cit
Non so lautore dell articolo sulla gazzetta ma il suo.punto interrogativo..ci sta alla grande..tornano.perche ? Per la salvezza oggi? Per me balle. ..il dato di fatto e’ che con tutti quei soldi messi sul piatto..la scquadra doveva avere una dimensione in po diversa..strutturata..e uno stadio di propieta’ …ora si va avanti con la politica utilizzata con il mercato estivo scorso..e i soldi buttati li come in passato non ci sono piu’…