mercoledì, Ottobre 7, 2026
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NELLA TANA DEL PONGONAZZO / SALVEZZA… UMANISTICA

(Ale Pongonazzo) – La partita col Pisa ha sicuramente soddisfatto tutti i palati: quelli che da sempre hanno difeso Cuesta, senza pre-giudicarlo con supposizioni basate sull’albume d’uovo montato a neve, ed anche coloro che hanno atteso a salir, non tanto sul carro, ma bensì sul torpedone, quello che gli stessi neo-passeggeri hanno a lungo indicato nel corso dell’annata come unica soluzione tattica del nostro allenatore.

A ben vedere, quel bus, ora, sembra ricordare quei camion che talvolta si vedono in quei paesi asiatici o africani, o meglio, quelli che si intuiscono, considerando il numero di persone che li affollano aggrappandosi anche al più insignificante appiglio pur di essere a bordo. Nell’ampio ventaglio dei sentimenti dei tifosi, saranno rimasti gratificati pure coloro che lamentano una certa assenza di gioco propositivo e vedono in Cuesta una condanna e non un’opportunità. L’imbattersi in un primo tempo che nemmeno il Roipnol avrebbe retto il confronto in tema di effetti sedativi, sostiene in pieno queste inclinazioni, ed è così che l’attendismo messo in pratica dall’allenatore spagnolo, probabilmente attuato con l’ottica di mantener il risultato aperto ed eventualmente colpire nei minuti finali, viene letto unicamente nel segno di una coincidenza favorita dalla fortuna e non una precisa strategia relativa alla conduzione della gara. A supporto di questa tesi vengono in soccorso i due pali colpiti dai pisani nella giornata del 25 aprile, la medesima in cui il Parma porta il proprio bottino di reti a 25, grazie ad Elphege, the Cold Finisher.

Tutti contenti dunque, anche quelli che a inizio anno fremevano per Gilardino o Nicola o altri santoni, inorriditi dalla mancanza di esperienza di un ragazzo che si è dimostrato maggiormente assennato di tanti col culo quadrato per essere rimasti seduti su panchine da sì tanto tempo che non si è ristorato nemmeno ora con panchine dotate di sedili più comodi della migliore poltrona relax… La memoria è un concetto relativo: delle volte risulta meno doloroso dimenticare.

Di questa giornata ricorderemo il raggiungimento della salvezza aritmetica, peraltro avendo già da tempo incamerato quella geometrica, in base alle interazioni fra le diverse compagini che occupano la parte destra della classifica. Invero, nella partita contro i nero-azzurri di Toscana, si è avuta la piena rappresentazione della salvezza umanistica, quella costruita punto dopo punto durante un’annata in cui le caratteristiche del gruppo e dell’unione dello stesso si sono sempre, o quasi, palesate, regalando quelle emozioni che, seppur differenti da quelle che si provano nel vedere belle partite o belle giocate, regalano ugualmente momenti di gratificazione. Almeno in quei lunghi istanti che si trovavano ad occupare le giornate tra una partita e l’altra, nell’essere rimasti sempre o quasi lontani da pericolose voragini…

Del resto, come ratificato dalle dichiarazioni in conferenza stampa post-partita, sia il Cuesta che Delprato, hanno sottolineato l’aspetto fondamentale di questa stagione: una coesione del gruppo senza pari. Il Capitano ha evidenziato come in questo spogliatoio si siano trovate alchimie e complicità fra giocatori, allenatore e staff mai riscontrate negli altri anni di sua permanenza nel Ducato. Tutt al läsa creddor. Per questo, la salvezza, potrebbe essere da ascrivere più a slanci umanistici che a tutto il resto, che evidentemente è ben presente, anche se nelle forme e nei modi non da tutti percepiti come opportuni.

Spesso si è utilizzato, talvolta abusandone, il termine famiglia, ma, nel complesso, si sono viste manifestazioni di questa narrazione proprio durante gli incontri. Giocatori sempre disposti ad aiutare il compagno, elementi disponibili ad interpretare spartiti non sempre adatti alle proprie corde e, soprattutto, componenti della rosa che, pur avendo avuto meno opportunità di divertirsi sul prato verde, hanno sempre manifestato partecipazione e coinvolgimento nell’essere i primi a catapultarsi sul campo per festeggiare una rete od una vittoria. Sorrisi, abbracci ed adrenalina apparse spontanee e sincere, anche questo può far parte dei godimenti che si provano nel seguire la propria squadra, che in occasione di queste circostanze appare un po’ più propria del solito.

Una bonaria annotazione in contrasto con quanto descritto potrebbe essere il rilevare l’esultanza di Pellegrino in occasione del secondo gol stagionale di Elphege, non così intensa ed incontenibile, forse condizionata dalla consapevolezza dell’essere, da qualche partita, con la spia della riserva accesa. Con quello che costano al giorno d’oggi i carburanti probabilmente l’argentino si trova ad essere subliminalmente preoccupato di terminare il campionato in calando, nel lasciare le luci della ribalta finale al collega. Il rischio vengano dimenticate le tribolazioni di un argentino in Italia, che poco hanno a che spartire con la trama del romanzo di Jules Verne “Le tribolazioni di un cinese in Cina”, ma che hanno molto a che vedere con le botte subite durante tutto il corso del campionato, potrebbero condizionarne involontariamente i pensieri.
Tutto considerato, l’argentino pare più adatto in partite dove il combattimento sembra ineluttabile, in incontri con avversari di presunto maggior livello, in quei contesti sembra davvero insuperabile per abnegazione e volontà. Molti sostengono che con maggiori rifornimenti il suo rendimento avrebbe benefici sostanziali, ma è pur vero che anche in occasione di suggerimenti a lui dedicati lo stesso Mateo spesso si fa trovare impreparato o meglio, attardato. Anche col Pisa è accaduto. Sicuramente le fatiche accumulate in passato non lo favoriscono in questo ultimo periodo, ma, in alcuni frangenti, pare più attratto dal proseguire l’infinito corpo a corpo coi difensori avversari, quasi due pugili che abbracciano e non vogliono colpire, che dalla necessità di attacar la porta per cercar la rete. Purtroppo, il nostro ragazzone nato a Valencia risulta spesso maltrattato senza la giusta protezione da parte delle giacchette “evidenziatori assortiti”, tuttavia, anche lui, potrebbe, in qualche caso, decidere di rinunciare alla contesa e divincolarsi, fuggendo via. Un po’ come fa Elphege… Non si deve sempre fare a botte, qualche volta si può anche tagliar la corda, dagli spalti non si leverà certo l’ingiuria: “pusillanime fellone”. Qualche volta sembra che Pellegrino più che essere servito dovrebbe essere colpito, nel trovarsi sempre più raramente nella condizione di essere lui ad andare ad incocciare od almeno a cercare il pallone.

Una partita, per larghi tratti, teoricamente inaccettabile, contro una squadra ormai in serie B da tempo; un risultato, invece, in linea con le aspettative. Un po’ come al solito. Vittoria e tre punti a suggellare una classifica da molti insperata. Il tema è complesso e verrà sviluppato, magari a puntate: uscite il trentaduesimo giorno del mese, collezionabili con copertina rigida… Come le opinioni di alcuni… Ale Pongonazzo

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22 pensieri riguardo “NELLA TANA DEL PONGONAZZO / SALVEZZA… UMANISTICA”

  • Cuesta per i giovani per me è meglio di Chivu
    Sa fa esplodere giovani che ha in squadra.
    Cherubini inoltre è veramente bravo
    Chi critica CUESTA è uno che ha passato una triste gioventù.

  • Io continuo a non apprezzare il lavoro del maiorchino.
    E continuo a pensare che siamo scarsi e fortunati, ieri se finiva due a zero nel primo tempo c’era poco da dire.
    Nonostante la salvezza, come scrivo da settembre, e nonostante abbia avuto una bellissima gioventù 😁 e nonostante 30 anni di pallone sempre su campi brutti e polverosi .
    Io vengo da lontano, dallo spareggio di Vicenza e sono arrivato ad Arzignano.
    Ho amato Daolio, Bertoni, Barbuti, Pizzi, Corapi, Lucarelli.
    Ma questa squadra e questi giocatori (tolto Delprato) non entusiasmano.
    Si gioca male, malissimo,si ha più culo di Sacchi (cit.), non ci si scalda il cuore.
    Tolta la maglia, c’è poco.
    Non c’è piacere, né soddisfazione, né empatia.
    Nei distinti tanta ironia, sofferenza, disincanto, scoramento.
    La serie A lo vale? Per me no.
    Non salgo sull’autobus.
    Ma, caro Pongonazzo, ne avevamo già disquisito mesi fa.
    Ma il marcio non è solo in Danimarca, e allora vedremo cosa escogiteranno nell’ AIOUA.
    Una squadra di calcio non è un azienda normale, va gestita diversamente sia in campo che fuori.
    E tutta sta menata del migliorare, mi fa venire il diabete a sentirla. Come se gli altri giocassero a ciapano’.
    Ci vogliono realismo e schiettezza.
    La maglia resta, il proprietario prima o poi cambierà.
    Sempre forza Parma

    • Ale Pongonazzo

      Ciao Pierluigi, capisco la tua nostalgia ed il tuo desiderio di realismo e schiettezza ma, il primo, talvolta risulta scomodo nel non lasciare spazio a quell’incertezza che favorisce una certa forbice interpretativa fra quello che si indica e quello che si ottiene, la schiettezza, in questo caso, è la sorella del realismo, e anch’essa permette di rendere le cose meno limpide. È pur vero che nel calcio di oggi vi sono molte sfumature che solo pochi anni fa non avevamo o, semplicemente, che erano meno esposte alla luce del sole. Un sole che sembra sempre meno luminoso e che scalda aspetti sempre più lontani dal tifoso. Per questo un po’ di schiettezza in meno può aiutare nel cercare di valutare con calma tutti gli aspetti della faccenda. Il fatto che un certo calcio non riesca ad essere vicino al tifoso come un tempo rimane evidente. Questo, per fortuna o purtroppo, pare essere così a tutte le latitudini, eccetto rarissimi casi. Per chi ha assistito a certe annate guardare all’attualità lascia un senso di vuoto emotivo, invero, chi investe nel calcio, lo fa tenendo conto di chi ha vissuto le ultime quindici ed in previsione delle prossime venti. Forse non avendo provato certe sensazioni non se ne conosce nemmeno l’esistenza. Ciao Pierluigi, buona domenica, alla prossima. Comunque anch’io non amo gli autobus …putòst a vagh a pe.

    • Totalmente d’accordo con te

  • IvParmigiano

    Se qualcuno preferisce il bel gioco sul campo dell’Arzignano si accomodi…io preferisco restare in serie A !! chi non vorrebbe vedere bel gioco e risultati?? Anche se sono quest’ultimi che alla fine contano,nel calcio come in un’azienda. Lo spagnolo in questo senso ha raggiunto il primo obbiettivo e bisogna dargliene atto… ( alla faccia di chi prevedeva l’esonero dopo 2 mesi e di chi ci dava per spacciati già a gennaio) Miglioramento? Certo, è quello che anche lui ha sempre riconosciuto e ribadito, (e che noi tutti ci auspichiamo) senz’altro a me faceva più venire la dissenteria sentir parlare di “leggerezza”come uno dei predecessori

  • Totalmente d’accordo con Pierluigi

  • Ho commentato due volte questa settimana ed entrambe ho detto che la partita più importante per la fine del campionato era proprio quella con il Pisa ,il motivo che il Pisa ultima in classifica è meglio di tre o quattro squadre,poi ho accennato che il Parma sarebbe andato in campo senza grinta e voglia,ho azzeccato tutto.ho visto un Parma giocare mai così male e se il primo tempo finiva tre a zero per il Pisa era meritatissimo.Suzuki, Bernabè, inguardabili da vendere immediatamente appena finito il campionato,questa non pervenuto per tutta l’annata dovrà cambiare mestiere, c’è da dire che senza tanta fortuna saremmo ultimi in classifica.alla fine ci siamo salvati immeritatamente ma va bene così.la prossima contro l’Inter invece di andare a fare una bella partita,andremo a Milano molli e senza voglia prevedo una goleada x l’Inter idem per le ultime tre partite che restano.Sempre forza PARMA,ma anche se perdiamo vorrei vedere carattere e (cattiveria sportiva).

  • felicissimo per la vittoria e per la salvezza anticipata, non salto su nessun carro. che la forza del gruppo sia il gruppo stesso scalderà anche il cuore MA FINO A UN CERTO PUNTO.
    vedere poi lo spettacolo della Scala del Calcio tra Milan e Juve rimette tutto sul giusto piano: passino le ironie del web, ma il problema non è del solo Parma Calcio.
    ad ogni modo gioisco per i movimenti tra le linee di Strefezza e Bernabè, mi accontento di poco ma quando si è vissuta una triste gioventù……

  • Siamo scesi in campo con 5 difensori in casa con ‘ultima in classifica, disputando una partita a tratti imbarazzante. Ovviamente non si può non festeggiare per una salvezza direi incredibile visto quello che proponiamo in campo, ma è obbligatorio festeggiare.
    Certo è che l’allenatore non si può dire non sia baciato dalla fortuna. Un Parma brutto come sabato scorso purtroppo l’abbiamo visto innumerevoli volte quest’anno e solo a pensare che se osi appena di più sei esposto a figuracce, fa ben capire quanto poco ci abbia capito Cuesta nella sua squadra. Non è possibile affrontare il Pisa con 5 difensori appunto, e quando hai provato ad andare a vincerla ti sei esposto inesorabilmente a contropiedi al limite dell’incredibile. Partita portata a casa con la solita fortuna che quest’anno ci ha accompagnato con frequenza e mai rifiutarla per carità.
    Ma il mister, come ha detto lui, essendo alla prima esperienza ha ancora molto da imparare e francamente non sarei così felice di averlo in panchina anche l’anno prossimo. Mi piacerebbe cominciare a vedere giocare a calcio dopo un anno di nulla.
    Ultima cosa. Spero in un miracolo di Cherubini nel riuscire a fare una bella plusvalenza con Pellegrino, perchè tolto il colpo di testa è veramente poca roba. Dovrebbe fare tanto di quel muretto come si faceva una volta per gli scarsi con i piedi, perchè non sembra davvero un giocatore di serie A. Tanta corsa, anche se corre malissimo, sempre per terra nonostante sia un bestione, non riesce a far salire la squadra, sbaglia moltissimi appoggi proprio per la scarsa tecnica. Riuscissimo a fare una bella plusvalenza sarebbe davvero un miracolo…speriamo in Cherubini

    • d’accordo su tutto tranne che su Pellegrino. con le botte che ha preso quest’anno, e nell’ultima giornata in particolare, ci sarebbe da fargli una targa per il solo fatto di essere ancora in piedi. detto questo, io l’avrei tenuto fuori col Pisa. dopo 2880 minuti di campo, un po’ di riposo nulla toglie al suo valore che è altissimo, e pretendere che faccia reparto da solo a spallate contro tutto e contro tutti e poi ci metta anche i colpi di fioretto forse è un po’ eccessivo. io spero di godermelo ancora per molto tempo, con un Elphege così a dargli respiro e un po’ di sana concorrenza.

      • Sicuramente Pellegrino a tirato avanti la baracca per tutto il campionato e in questo momento Elphege è di u altro livello rispetto a lui, motivo per il quale sabato doveva partire titolare il francese e non Pellegrino, ennesima scelta discutibile di Cuesta.
        Rimane però il fatto che l’argentino ha evidenti carenze tecniche e i 15 minuti in campo di Nesta le hanno evidenziate ancora di più… Poi magari diventerà fortissimo, non lo so. Ma ora come ora uno che fa fatica a correre e a stoppare la palla, personalmente faccio fatica a considerarlo un buon giocatore

        • Mi permetto di dissentire: proprio per le caratteristiche che ha, un utilizzo di Elphege a gara in corso non è da considerarsi un errore di Cuesta, bensì strategia (spero consapevole) del mister, il quale, dopo che Pellegrino si è sfiancato a stancare gli avversari, consente al collega fresco di beffarli…

          Ricordatevi sempre: serve la “funzionalità”…

          • Beh certo, a risultato acquisito è la versione più romantica sicuramente. Io sinceramente preferisco aver il miglior giocatore o quanto meno il più in forma, in campo dal primo minuto e non sperare di far gol negli ultimi minuti control l’ultima in classifica. Poi oh, magari Cuesta è talmente avanti che calcola tutto al millimetro, ma nutro forti dubbi personalmente.

          • Abbiamo fior di esempi, negli ultimi anni, di calciatori essenziali appena entrano, che poi quando giocano dal primo minuto sono dei flop. Per me, al di là del valore del Pisa, che c’entra una benedetta mazza nel ragionamento, l’allenatore è corretto che faccia scelte “funzionali” per le varie partite che si giocano nella stessa partita, e l’arma micidiale Elphege ha dimostrato di saperla usare… Non lo dico col senno di poi o per romanticismo: anche prima del fischio d’inizio avrei schierato il solito Pellegrino.

          • Ale Pongonazzo

            …e gli impact player…in altri sport tenuti in considerazione molto più che nel calcio… soprattutto quello italiano

          • che ci sia stata funzionalità pochi dubbi, che fosse strategia qualcuno in più.. l’idea mi è parsa più quella di affollare l’area di rigore sperando che un cross eccezionalmente ci arrivasse prima del 95esimo. poi come abbiano fatto quelli del Pisa a non accorgersi di quel pennellone francese in area piccola lo ascrivo alla provvidenza. non mi pare che la prima ora di gioco fosse votata allo sfiancare l’avversario.. così come non mi pare che prendere gol col lecce e poi aspettare che Banda e Gaspar la buttassero in vacca fosse il risultato di un disegno più ampio. però sono punti di vista e pareri personali su dettagli..

          • Però tre indizi fanno una prova… Io non so se si tratti di scelte casuali o cuestali, fatto sta che hanno funzionato e comunque se l’ex oggetto misterioso, così bollato dal sapiente popolo Crociato, a rinverdir l’ostracismo iniziale al successivamente idolo Crespo (le “lezioni” non insegnano mai abbastanza…), ha saputo contribuire, con scarso minutaggio a disposizione, a 7 punti della tranquillità (salvi li eravamo già a febbraio), vuol dire che nell’ambito di un’annata buona le cose hanno funzionato, direi, appunto, anche grazie alle scelte strategiche del concreto allenatore. Non mi pare, peraltro, che la cifra stilistica offensiva di altre squadre dalle maggiori ambizioni rispetto a quelle del Parma (la cui mission è salvarsi per mille motivi, non solo per la nostra soddisfazione ed orgoglio sportivi, ma anche più concreti) nella serie A italiana si discostino molto da quella del Cuestismo…

  • Della plusvalenza ricevi anche tu una quota per esserne felice ed esultare?

    • No, però magari con quei soldi ci puoi fare mercato, cosa dici?

      • paolo ➕💛💙

        …mi sembra un ragionamento troppo difficile.
        Per Davide vale solo il suo pensiero ” molto ristretto”.

  • Secondo il mio parere la fortuna non esiste, però se dovesse esistere, visto che è così fortunato, Cuesta lo confermerei anche solo come talismano

    • Ale Pongonazzo

      Ciao Rikman…in effetti dei molti super eroi che affollano fumetti e cinematografia ammetto una certa inclinazione per Domino, dotata del potere di manipolazione della fortuna…se le evidenze circa il Cuesta perdurassero… sarebbe preferibile a tanti altri additati come detentori di altri poteri.

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