IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / AUMENTARE LA QUALITA’, MANTENENDO LA SOLIDITA’
(Riccardo Schiroli) – Quando il parmigiano (almeno di nascita) Marcus Thuram ha battuto Saion [Suzuki] all’ultimo secondo utile del primo tempo, la partita tra Parma e Inter ha perso senso. Quindi, tra i rappresentanti della mia Lega di Fantacalcio presenti per la visione televisiva presso la residenza del vostro distinto cronista, è iniziata un’accesa discussione su quanto probabilità avesse il capo classifica (che schierava per l’appunto Thuram) nei confronti di un inseguitore che aveva messo a referto più o meno tutto il resto dell’Inter…
E la discussione ha portato lontano. A quando (stagione 2011-2012) un tal Ceccarelli, ultima riserva rimasta all’avversario, aveva tolto uno scudetto al capo classifica di cui sopra. Per la cronaca, quello scudetto fu vinto dal vostro distinto.
Ceccarelli, dunque, chi era costui?
Classe 1983, Luca Ceccarelli è nato a Gambettola, a 10 chilometri da Cesena. Nel Cesena è cresciuto e la Serie A con il Cesena è stato il massimo livello della sua carriera. Per il Cesena ha giocato 29 partite dal 2000 al 2004 e altre 124 dal 2008 al 2013. Segnando anche 4 gol, quindi non solo quello che mi diede (lo prendo per buono, io l’avevo rimosso) lo Scudetto di Fantacalcio 2011-2012.
A proposito del fatto che lo avevo rimosso, a sentire il nome Ceccarelli avevo inizialmente reagito dicendo: “Ma chi? Quello che giocava con Cera ?”.
Giampiero Ceccarelli, classe 1948, ha giocato nel Cesena dal 1966 al 1985 (incrociando quindi il mitico Pierluigi Cera, libero della Nazionale al Mondiale 1970 e del Cagliari di Scopigno Campione d’Italia, che nel Cesena aveva giocato dal 1973 al 1979), accumulando oltre 500 presenze. Ha poi allenato il Cesena ed è finito nello staff di Marcello Lippi al Mondiale 2006.
Nel frattempo, aveva fatto gol anche Mkhitarian. Così mi sono preparato all’agonia di vedere l’Inter festeggiare lo scudetto numero 21.
Veder vincere l’Inter, lo capirete, non è mai uno dei miei momenti preferiti. Ma ero preparato, visto che le sarebbe bastato un pareggio col Parma. Poi è innegabile che siamo di fronte a un titolo stra meritato. Quello che faccio più fatica a capire, è caso mai l’enfasi da impresa che sentivo nei commenti dei vari ospiti di Diletta Leotta su DAZN. Perché l’Inter era nettamente la squadra più forte del campionato, quindi che abbia vinto non dovrebbe rappresentare una sorpresa.
Certo, molti (compreso il sottoscritto, lo ammetto) aspettavano al varco Chivu, arrivato su una panchina così importante dopo uno scorcio di campionato al Parma. E forse Chivu qualche momento di confusione lo ha anche avuto. Ad esempio, nel derby di ritorno col Milan sembrava terrorizzato in panchina, pur vantando 10 punti di vantaggio e avendo vinto 14 delle precedenti 15 partite. Ha perso, ma il Milan non è mai riuscito veramente a riaprire il campionato. Anche perché l’Inter di passi falsi contro squadre diverse da Milan e Napoli ne ha commesso uno in agosto con l’Udinese e poi più. E poi ha segnato 82 gol, ovvero 30 più del Napoli e 34 più del Milan.
Ho sentito dire in questi giorni che “Chivu fa la rivoluzione, non vince lo scudetto chi ha la miglior difesa”. Ma pregherei di leggere meglio i numeri. Intanto, l’Inter ha subito meno gol del Napoli (31 contro 33). E’ vero che ha subito più gol del Milan (che con le 2 pere di Reggio Emilia col Sassuolo sale a 29), della Juventus (30) e del Como (28). Ma ha una differenza reti di 51, contro il 31 del Como (59 gol segnati), il 28 della Juventus (58 segnati) e il 19 di Milan e Napoli. Questo dice che l’Inter ha i mezzi per recuperare anche quando è in svantaggio. Molto di più delle avversarie, almeno. E ci dice anche che l’adagio andrebbe rimodulato con “vince la miglior difesa tra quelle che hanno gli attacchi migliori.”
Insomma, l’Inter è un po’ il contrario del Parma, che ha una differenza reti di -17 e quindi fa fatica a ribaltare le partite.
Sia chiaro, quella di avere una differenza reti negativa è caratteristica comune della cosiddetta “parte destra della classifica”. Meglio del Parma fanno solo Udinese (-3), Fiorentina (-7) e Genoa (-8). E Udinese e Fiorentina hanno rose tecnicamente superiori al Parma.
Il caso del Genoa è interessante. Ha subito 48 gol, ma ne ha anche segnati 40. Dal posto 11 in giù, solo l’Udinese (43) ha fatto meglio. E c’è anche una delle prime 10 (la Lazio, con 37) che ha fatto peggio.
Il Parma di gol ne ha segnati solo 25, gli stessi del Pisa (che ne ha però subiti 63 ed è ultimo), appena meglio di Verona e Lecce (24) e peggio della Cremonese (26) e di chiunque altro.
Il segreto del Parma sarà aumentare la qualità mantenendo la stessa solidità difensiva. Ma credo anche che non sia il momento di pensare a questo. Il Parma deve onorare gli ultimi 3 impegni, che sono tutto tranne che facili. Domenica arriva al Tardini la Roma, poi il Parma va a Como e chiude in casa con il Sassuolo. Ha ragione Cuesta a dire che bisogna pensare a finire bene questa stagione. E non lo prenderei come un preludio all’addio, ma come un modo di dire ai suoi che non vuole fare zero punti da qui alla fine. Riccardo Schiroli
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