IL GRAFFIO DEL LEONE / CUESTA SI O CUESTA NO?
(Markness) – Con la vittoria interna sul Sassuolo, cala il sipario sulla stagione 2025/2026 del Parma ed inizia ufficialmente il periodo di riflessione che porterà la dirigenza a capire come costruire il Parma del futuro. La gara col Sassuolo è stata la classica sgambata di fine stagione: nessuna delle due compagini aveva obiettivi di classifica e il match è scivolato via bene, con un Parma in formato più libero ed offensivo, nonostante lo schieramento iniziale con il 5-3-2. A riprova che nel Calcio, non è tanto il sistema di gioco a determinare l’atteggiamento offensivo, quanto piuttosto molti altri fattori che lascio volentieri a tecnici veri, di analizzare nel dettaglio.
Il risultato finale di 1 a 0, con una pregevole zuccata di Pellegrino (finalmente la gioia del gol, senza interruzioni da parte di guardalinee e VAR) rappresenta la sintesi perfetta di questo Parma che ha saputo raccogliere molto con il minimo sforzo e con una difesa sempre attenta e puntuale.
Ma questa volta, le occasioni non sono mancate, ed il Parma avrebbe potuto segnare altri gol se non fosse per la scarsa vena realizzativa dei suoi giocatori. Caratteristica che purtroppo ha rappresentato un problema per tutto il campionato e su cui bisognerà lavorare in vista della costruzione della nuova rosa per capire se le basse percentuali realizzative sono figlie della strategia difensivista o della poca qualità dei calciatori sotto porta.
Terminato l’incontro e celebrata la meritata salvezza con i propri beniamini, l’attenzione mediatica di tutto l’ambiente Parma si è immediatamente spostata verso il rebus del momento: Cuesta Si o Cuesta No.
A me non interessa difendere o attaccare l’allenatore e lascio a tutti i lettori di questo sito, formulare la propria personale opinione sull’operato dell’allenatore. Quello che mi interessa maggiormente sottolineare è la posizione della società al termine di questa stagione, per capire quale possano essere i prossimi passi e le ambizioni del Parma di Krause.
Sul finire della scorsa stagione, il neopromosso Parma ha dovuto resettare il progetto partito dalla serie cadetta con mister Pecchia, perché la classifica reclamava di fare punti salvezza, per non far saltare il banco a seguito di una nuova retrocessione.
La scelta di prendere un neofita come Chivu, anziché un esperto di squadre pericolanti, aveva spiazzato tutti. Eppure, Cherubini & Co, hanno fatto bingo con l’allenatore rumeno che ha trascinato quel Parma verso una gloriosa salvezza con risultati impensabili fino a poche settimane prima. Le capacità di Chivu sono state talmente elevate da convincere Marotta a sceglierlo come nuovo allenatore dell’Inter ed anche qui la scelta è stata lungimirante, visto che la stagione si è conclusa con la vittoria di Campionato e Coppa Italia.
L’arrivo di Cuesta al posto di Chivu è stato quasi uno shock per il pubblico di Parma. Nessuno lo conosceva, aveva 29 anni e non aveva mai allenato in prima persona in nessuna competizione. La scelta di Cherubin & Co, questa volta, sembrava ben oltre l’azzardo, era praticamente un suicidio annunciato. Invece, oggi il Parma Calcio raccoglie una salvezza conquistata un mese prima del termine del torneo, con 45 punti ed un 13° posto in classifica, che di fatto, rappresenta il miglior risultato della storia del Parma nell’era Krause.
Eppure, l’ambiente, sia quello interno (vedasi le dichiarazioni di Cherubini ma anche quelle di Cuesta), che quello esterno (con i continui articoli che hanno messo in evidenza possibili spaccature o divergenze di motivazioni), sembra mettere in dubbio la possibilità di proseguire il matrimonio con il giovane allenatore spagnolo, che pure è suggellato da un contratto anche per la prossima stagione. A queste voci, si sono poi aggiunti anche i cori dei tifosi che per tutta la stagione hanno lamentato un Parma poco offensivo e spettacolare ed dunque uno spettacolo poco adatto al sottile palato del pubblico del Tardini.
Ma cosa dobbiamo attenderci adesso?
La logica ed il buon senso vedrebbero la naturale continuazione del rapporto con un allenatore che ha svolto un eccellente lavoro, dimostrando valori che vanno ben oltre l’estetica del gioco e trascinando una squadra con molti problemi e con poca qualità, verso il raggiungimento del risultato primario stagionale.
Peraltro, la conferma di Cuesta, offrirebbe al Parma l’opportunità di pianificare il prossimo futuro all’insegna della continuità e della cultura del lavoro. Qualità che spesso nel calcio italiano mancano, ma che sono imprescindibili per una realtà come la nostra che non può contare sui petroldollari degli sceicchi. Cuesta ha dimostrato il suo valore, è giovane e non penso proprio che gli manchino le motivazioni per proseguire.
Ma la vera domanda che mi pongo è: quali sono le motivazioni del Parma di Krause? Dopo 6 anni di montagne russe, questa finestra di mercato offre l’occasione di decidere cosa fare da grandi. Confermare la scelta fatta la scorsa estate e proseguire un percorso di crescita nel quale dare stabilità al lavoro svolto, arricchendo la rosa per consentire all’allenatore e alla squadra di alzare l’asticella. Oppure azzerare per l’ennesima volta tutto il lavoro, ricominciando con un nuovo staff tecnico e proseguire una politica di tirare a campare, sulla falsa riga di quanto fatto negli ultimi anni.
Dando per scontate le partenze di almeno 2 o 3 elementi importanti, bisognerà capire se nei piani della società per la prossima stagione esiste la volontà di migliorarsi e di inseguire quella crescita organica di cui tanto si è parlato (spesso a vanvera) da quando è sbarcato Krause a Parma. Questa rosa ha mostrato molti limiti e andrebbe rinforzata in quasi tutti i reparti per offrire a Cuesta l’opportunità di esprimersi ad un livello più alto e provare a puntare ad obiettivi superiori. A me sembra evidente che le “fantomatiche” motivazioni di Cuesta non possono che girare intorno a questi elementi e capire se anche la società ha intenzioni di crescita oppure no.
Resterà alla fine Cuesta? Io mi auguro di si non soltanto per quanto il mister ha dimostrato nel corso della stagione, ma anche perché leggo, nella sua permanenza, la volontà del Parma Calcio, di inseguire un percorso di maturazione su una linea che è mancata nel corso di tutti questi anni: quella della stabilizzazione e della continuità e di cui francamente il Parma ha davvero bisogno.
Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane, ma ritengo sarebbe un vero peccato sprecare questa opportunità dopo anni di cambiamenti continui tra serie A e serie B. Markness
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Se va via Cuesta, qualsiasi allenatore che verrà sarà dalla tifoseria mal visto chiunque esso sia
Se poi inizierà il campionato male sarà pure contestato in modo feroce quindi occhio Cherubini a fare cavolate contro di noi perché non la perdoneremo e poi contesteremo pure lei.
Ci tiene a vivere a Parma come un intruso?
No?
E allora faccia quello che i tifosi le chiedono.
Non faccia partite Cuesta
Se non lo fa, si mette contro di noi con ovvie conseguenze anche perché causa la sua antipatia verso Cuesta inizieremo da zero il prossimo campionato e il rischio di retrocedere sarà palese, altro che parte sinistra della classifica.
Ci penso bene Cherubini prima di fare cavolate enormi.
Più chiaro di così
Ora dopo aver calcolato i pro e i contro sta a Cherubini decidere da che parte state.
Stare con noi o contro di noi?
Rifletta Cherubini rifletta
egregio Markness, una domanda: si sono fatti alcuni nomi come possibili sostituti di Cuesta, da Aquilani ad Abate, con tutte le remore del caso.. ma Corrent non è ancora stato preso in considerazione dopo lo strepitoso lavoro in Primavera?
Caro meme, non ho nessuna notizia da fonte Interna per sapere quali sono le volontà della società.
Quello che posso dire è che già con la scommessa Cuesta la proprietà ci ha fatto capire che il coraggio a Collecchio di certo non manca.
Per cui in caso di addio al tecnico spagnolo (che io non auspico affatto) potremmo aspettarci la qualunque.
Ma come meglio articolato nel mio articolo, non capisco davvero quali vantaggi troveremmo nel perdere l’esperienza maturata quest’anno con Cuesta solo per ricominciare da zero con una nuova scommessa da vincere.
Corrent sta lavorando molto bene con la primavera ma il salto tra i grandi è ben altra cosa e per il Parma sarebbe l’ennesimo azzardo.
Insomma per me sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.
Ma una domanda: perché Cuesta dovrebbe andarsene?? …mi sembra che le carte in regola le abbia tutte, compreso un contratto fino al 2027 ..che siano le dichiarazioni dopo Parma -Roma? Lo dico come provocazione perché dopo questo la tifoseria se l’è conquistata. È antipatico a qualcuno della dirigenza? Non mi risulta. Gli è arrivata un’offerta dall’estero? Credo sarebbe già trapelato. E allora perché cavolo non dovrebbe rimanere? Vabbè nei prossimi giorni ne sarò informato anch’io
Perché negli ambienti di lavoro esistono i rapporti interpersonali…