CUESTA: “L’ASSENZA DI BERNABE’ E’ UN’OPPORTUNITA’ PER NOI” (VIDEO)
(Vincenzo Bellino) – Fasi finali della stagione di Serie A 2025-2026. Il Parma, già salvo, ospita al Tardini la Roma di Gian Piero Gasperini, in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. I giallorossi occupano il 5° posto e da qui al termine del campionato dovranno recuperare un punto di distanza alla Juventus di Spalletti per accedere al tabellone principale della massima competizione europea. Il tecnico dei crociati Carlos Cuesta ha presentato, nella consueta conferenza stampa della vigilia la sfida con la compagine capitolina.
OBIETTIVI DI CLASSIFICA – “Per me e per tutta la squadra ci sono tanti obiettivi: il primo è che ieri eravamo in una posizione di classifica, dove non siamo oggi, vogliamo finire il più alto possibile e fare più punti possibili. Per arrivare ci dobbiamo concentrare sul presente. Approcciare la partita contro la Roma come una grande opportunità, che è veramente in forma e ha vinto le ultime in modo molto convincente. Ma noi andiamo a competere per portare punti a casa. La condizione della squadra? Rispetto all’Inter, non c’è Bernabé, che è una situazione da valutare giorno per giorno. E neanche Oristanio, da valutare giorno per giorno per un problema al ginocchio. Se sarò l’allenatore anche il prossimo anno? Domani sarò io in panchina, se tutto va normale. Ho risposto tante volte sul futuro, il futuro è domani. Il lavoro a salvezza già acquisita? Non cambia niente, il nostro approccio dalla prima settimana in pre-season a oggi è sempre stato lo stesso. Come possiamo aiutare la squadra a evolversi e a vincere le partite. L’approccio non cambia, la mentalità è la stessa. Ogni giorno rappresentiamo il Parma, ogni giorno abbiamo una responsabilità, ogni giorno abbiamo un privilegio e quello ha un prezzo. E il prezzo è il lavoro che si deve fare al 100 per cento. E per me non è un prezzo, fa parte di essere professionista e di approcciare ogni giorno come un’opportunità”.
MALEN – “Abbiamo tanto da vincere, dobbiamo avvicinare la partita per aiutarci a vincere. Sappiamo le loro armi, sono simili alla gara di andata anche con un giocatore in più che ha fatto la differenza per loro, sto parlando di Malen. Ma noi dobbiamo continuare nei nostri punti di forza, rimanere molto compatti quando difendiamo, molto attenti e concentrati per fare una partita molto collettiva. E con la palla continuare a crescere, come nelle ultime partite, che è qualcosa di tangibile. Dove magari il nostro possesso palla e palleggio sono stati migliorati, a volte ci ha permesso di produrre più occasioni e gol. A volte no. Ma è una dinamica dentro la partita, fa parte del nostro percorso. Quindi vogliamo essere più completi possibili attaccando e difendendo, questo non deve cambiare. Il nostro livello deve essere sempre alto. Il nostro livello difensivo, sia nei momenti organizzati che di transizione, sarà fondamentale che sia veramente alto per portare la partita dove vogliamo”.
BERNABÉ – “L’assenza di Bernabé? Le caratteristiche di Bernabé non sono facilmente riproducibili, abbiamo la grande fortuna di avere versatilità e caratteristiche diverse. Abbiamo la possibilità di fare diverse cose ed è anche un’opportunità per noi. Elphege e Pellegrino insieme? Possiamo vederli insieme, possiamo vedere uno dei due o anche nessuno dall’inizio. Con il Pisa lo abbiamo fatto, hanno giocato insieme e siamo riusciti a fare il gol della vittoria. Contro la Juventus anche. Non sarebbe nessuna novità”.
BRITSCHGI – “La stagione di Sascha è stata di un livello molto alto. Dobbiamo capire il contesto, veniva da tre partite da professionista disputate in tutta la sua vita nel campionato svizzero che sicuramente non è al livello della Serie A. E’ arrivato con la sua personalità, con la sua capacità per influire positivamente sulla squadra, ha dato tantissimo a livello difensivo, offensivo, ha giocato in molte posizioni, ci ha dato tantissimo. Nello stesso modo abbiamo cambiato la posizione di Enrico (Delprato, nda) nelle ultime partite, con i 4 difensori centrali che stavano facendo molto bene. E non è per un demerito di lui che non ha giocato, è stata di altissimo livello e mancano tre partite e ci deve dare ancora tanto”.
ARTETA – “Con Arteta abbiamo condiviso un percorso insieme di 5 anni, molto bello, felice e onorato di averlo vissuto. Ci sono tanti spunti che potrei dire, non finirei velocemente. Ma per me la cosa più importante è stata la stessa, avere una visione molto chiara per sapere dove bisogna arrivare, sapere che c’è bisogno di un processo, che quel processo ha bisogno di un’evoluzione costante e dentro al processo ci sono up and down, c’è tutto dentro al processo. E anche quando c’è una linea diretta l’obiettivo lo raggiungi. La sua visione, la sua mentalità e soprattutto il suo coraggio, per fare quello che era giusto in quel momento, è stato un grande apprendimento”. Vincenzo Bellino
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“Il Torino di Urbano Cairo rappresenta da anni uno dei casi più discussi del calcio italiano.
La gestione Cairo ha garantito mediocre stabilità , ma allo stesso tempo ha progressivamente alimentato una distanza emotiva tra società e tifosi. La sensazione diffusa è quella di un club amministrato con prudenza finanziaria ma senza reale ambizione sportiva.
Ed è qui che il pensiero di Zazzaroni colpisce nel segno: quando la sostenibilità diventa priorità assoluta, il rischio è trasformare i tifosi in semplici consumatori di un prodotto calcio”. Zazzaroni riferito a certe gestioni del “calcio italiano”.
La mediocrità del gambe a X senza soldi ammantata dì auto sostenibilità celebrata dai servi è esattamente questo
Davide, però, su una cosa bisogna che ci si intenda: nel calcio non esistono più i ricchi scemi, che sputtanano soldi per far divertire te ed altri tifosi. Capisco che il micragnoso, come lo definisci tu, del resto come Lotito, non rappresenti il massimo della simpatia, ma, va da sé che chi si trova ad esser proprietario di una società di calcio cerchi di evitare bagni di sangue il più possibile. Il senso di appartenenza non lo si misura a soldi sputtanati e la mediocre stabilità – cui correttamente sta puntando anche il Parma – è un obiettivo che, con coscienza, dovrebbero accettare anche i tifosi, specie nel rispetto di coloro che dalla gestione Tanzi (e ovviamente Ghirardi) lo han preso in quel posto.
LA SVOLTA DELLA PARTITA C’ È STATA QUANDO CUESTA HA TOLTO DAL CAMPO VALERI E DEL PRATO PER METTERE IN DIFESA DUE GIOCATORI SEGA E CON QUEI DUE……DUE GOL PRESI
SONO INCAZZATO COME UN AQUILA REALE ANCHE PER L’ ARBITRAGGIO A DIR POCO SCANDALOSO. ,LA SOCIETÀ DOVREBBE FARSI SENTIRE ALTRIMENTI SAREMO SEMPRE VITTIME SACRIFICATE DAGLI ARBITRI
SPERI CHE NICOLUSSI CAVIGLIA E STREFEZZA IL PROSSIMO ANNO SIAMO ANCORA A PARMA ALTRIMENTI È OVVIO CHE NON SI VUOLE MIGLIORARE
Il mercato di quest’ estate ci dirà molto sugli obiettivi del Parma. Poi vorrei fare una domanda. Come mai Krause non fa mai un’ intervista non viene mai a qualvhe trasmissione televisiva di sport a Parma tipo Bar sport.
Il suo distacco con i tifosi è incomprensibile
Si crede forse un Dio?
Vede Direttore lo stesso obiettivo si può perseguire in maniere diverse. Tralasciando che l’attuale iattura ci era stata presentata non come un micragnoso contaspicci ma come un ricco magnate in grado di etc. etc. (non ha fatto nulla di quanto dichiarato se non vendere), ma veniamo al dunque. La stabilità può non essere o apparire mediocre se viene confezionata e abbellita con un po di bellezza e immaginazione, anche a zero costo. Non mi sembra che i piocioni fossero i tabaccai, ma ci hanno fatto vedere Gervinhno, Kuka, Darmian e Kurtic. Non Sorensen, Ordognez, Bruschi, Begic, Som, Ondreica, etc..basta poco per far felice la gente anche all’interno della così detta “stabilità”. Nessuni chiede Oliseh o Dembelè, ma un Gervinho o un Kucka. Ripeto alla nausea che anche la narrazione continua di cessioni, sostenibilità, autofinanziamento ha rotto i coglioni. Abbiamo capito che non c’è un euro. Parlate anche di altro. Carnevali è al Sassuolo da decenni, qui dopo sei mesi fuggono tutti. Ci sarà una ragione? E ripeto
ancora il calcio non è ragioneria. Zazzaroni ha ragione. Il tifoso ha diritto di sognare, la mediocre stabilità e le ole per le plusvalenze che le faccia Rugolotto. E intanto che strano…il Lecce si salva e l’Empoli pure….mo veh è la Scansdoria è ancora
Iscritta
Io mi riferivo a Cairo e Lotito, esclusi i presenti…
Aggiungo che la mediocre “austostenibilità” è esattamente contraria all’ambizione sportiva vedendo nel giocatore non un fornitore di prestazioni sportive ma esclusivamente un bene da rivendere.