TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO LE MOTIVAZIONI DI CUESTA
(Ale Pongonazzo) – Nella ventosa giornata del 14 maggio 2026, 12 TV Parma abbandona alle folate tumultuose, una nuova puntata di Calcio e Calcio. In Parma, accolto da Maddalena, Isabella e Giuseppe, ritroviamo Fausto Pizzi, un balordo ex 🤣🤣🤣(magari aver dei Pizzi ai giorni nostri si potrebbe anche giocare otto contro undici…), pronto a dibattere dei temi d’attualità con Luca Ampollini. Vedremo se le turbolenze nell’aria si acquieteranno o se si intensificheranno raggiungendo il grado 9 (burrasca forte), sulla Scala di Beaufort.
In Monticelli, a casa di Luca Ferrari, presenti i due ospiti quasi fissi della locanda televisiva: Enrico Cavalca e Paolo Grossi. A queste coordinate, per fortuna, il vento sembra soffiare al grado 2, brezza leggera, altrimenti a vóla via la tvàja, per l’occasione gialloblù.
Maddalena prova ad introdurre gli argomenti cercando di tener alla larga l’Ampo, almeno per la parte iniziale della trasmissione, dalle valutazioni sull’arbitro Chiffi che deve avergli davvero rovinato la settimana. Più avanti ne comprenderemo i motivi.
Ampollini, facendo ricorso a tutte le proprie energie, riesce a trattenersi e a rimandare l’invettiva verso il mondo arbitrale addentrandosi in argomenti meno irritanti. Il Parma pare proprio abbia giocato il miglior secondo tempo dell’annata, mostrando una sorta di variazione nel proprio modo di giocare. L’opinionista pone il punto di svolta di questo cambiamento nella passata partita con la Lazio del quattro aprile in cui si videro, a suo parere, le prime avvisaglie di queste intenzioni.
Fausto Pizzi ritiene fondamentale il mercato di gennaio, nell’aver dato un’impronta ed una spinta a quella che era già una squadra solida e molto concreta. Anche Paolo Grossi si trova in sintonia col pensiero di Fausto nel rilevare come i giocatori arrivati si siano dimostrati il vero differenziale nel girone di ritorno, dimostrando che, con le pedine adatte, anche Cuesta è pienamente in grado di proporre una fase offensiva degna di questo nome, efficace se non piacevole. Proprio per questo, se l’allenatore spagnolo volesse restare, la sua permanenza nel Ducato sarebbe vista di buon grado.
Ampollini propone, quindi, la nuova prospettiva circa la permanenza dell’allenatore, anche se in realtà tanto nuova non è, considerando che, più o meno tutti i tifosi, hanno da tempo messo in conto questa possibilità. “Se fosse Cuesta a non voler rimanere?”. La supposizione pare molto decisa, quasi come se vi fossero precise indicazioni in tal senso, pur avendo egli sottolineato a più riprese l’essere unicamente una sua sensazione.
In effetti, alcuni accadimenti potrebbero essere interpretati in questo senso: le parole del A.D. Cherubini, ad esempio, di cui anche su queste pagine v’è stata un’ampia divulgazione seguita da approfondimenti. Orbene, la settimana scorsa pareva che l’allenatore spagnolo non avesse richieste significative per poterlo tentare (Ampollini dixit), ora, pur permanendo questa carenza di proposte, pare che il discorso si possa declinare su eventuali richieste e garanzie nelle aspettative di Carlos Garcìa.
Ritocco del contratto dal punto di vista economico, ritocco dal punto di vista della durata e, soprattutto, garanzie legate al componimento della rosa giocatori, considerando la più che probabile possibilità (certezza) che alcuni dei migliori lasceranno i crozè. Per converso, la qualità e la funzionalità, come preciserebbe il Majo, di quelli in entrata, sarebbe tutta da verificare. Una sorta di ripartire dal principio che non affascinerebbe, dunque, il pragmatico Carlos.
Grossi ritiene ammissibile che l’allenatore, conscio delle politiche societarie che creano un certo turnover nella rosa, possa chiedere alcune garanzie per non dover ripartire dall’inizio anche in una ipotetica nuova stagione. Ampollini pare ribadire che, in caso di separazione, con tutta probabilità l’accadimento sarebbe dipendente dalla volontà dello spagnolo.
Al contempo egli si mostra stupito per l’apprensione che serpeggia fra i tifosi, preoccupati da una sorta di possibile smantellamento della squadra con la vendita dei giocatori di maggior pregio. A suo avviso non si correrebbe questo rischio data la solidità societaria ed una necessità di migliorare i dati di bilancio sicuramente meno impellente rispetto all’anno passato.
Su questo punto mi inserisco io (Gabriele Majo): il Parma ha migliorato il proprio bilancio, portandolo quasi in equilibrio, esclusivamente grazie alle vendite che Cherubini ha saputo perfezionare nella passata stagione (player trading) e che sarà chiamato a replicare nella prossima sessione, sempre ammesso ci riesca, nel tentativo di mantenere il trend, a fronte di alti costi fissi di gestione che non sono certo stati abbattuti. Per cui, la proprietà sarà anche solida, ma non mi pare abbia manifestato la volontà di immettere ulteriori capitali rispetto a quei 500 milioni circa investiti nella fase di avviamento. Ergo: anche la prossima stagione dovrà essere auto-finanziata con le cessioni dei migliori, sperando possano esser bene rimpiazzati da altri, che finiranno a propria volta sugli scaffali a stretto giro, sperando, come avvenuto quest’anno – grazie alla pragmaticità di Cuesta – che la competitività non venga penalizzata…
Grossi ritiene giustificate le ipotetiche paure dei tifosi, nel rilevare come anche in altri aspetti la proprietà si segnali per una sorta di immobilismo: stadio cittadino, centro sportivo di Collecchio, opere che avrebbero dovuto, se non veder la luce, quantomeno un inizio dei lavori. Il quesito su come ci si comporterà anche a livello di squadra appare, quindi, del tutto legittimo e ragionevole, ed anche Cuesta è normale si interroghi su quali siano le prospettive e se, come appare logico, ci sarà da fare di necessità virtù.
Pizzi interviene per sottolineare come la figura centrale che può portare benefici alla squadra sia Cherubini, avendo dimostrato, da quando è sbarcato in Emilia, di aver ben condotto differenti aspetti del club.
Milano stuzzica Ampollini su Bernabé, giocatore considerato da Grossi sopravvalutato e non idoneo alla seria A come in molti vorrebbero credere, quantomeno non nella dimensione che taluni gli attribuiscono. Il tutto nel ricordare che alcuni bei gol sono stati realizzati pure da Partipilo e dal predestinato Anas Haj Mohamed, chi vuol intendere intenda… Non si può valutare un giocatore solamente per alcune belle reti…
Arriva il momento, in cui Ampollini può esternare tutta la sua disapprovazione per l’operato dell’arbitro Chiffi e, in maggior misura, per quello del VAR Mazzoleni, nell’essersi arrogato il diritto di prendere decisioni al posto del collega deputato a farlo, per regolamento. Lo spezzone tratto da Open VAR, riproposto da Valter Perotti dalla regia, esemplifica chiaramente le assurdità che hanno fatto incazzare l’Ampo e con lui, credo tutti i tifosi, osservatori e pure i sassi.
La cosa intollerabile sono le modalità e le dinamiche di prevaricazione delle regole e dei percorsi decisionali, non tanto le decisioni prese. Questo, come trattato in altro articolo, pone il VAR in una condizione sbagliata ed aumenta una percezione dell’inutilità della sua esistenza.
Paolo Grossi, da Monticelli, ricorda, invero, come, nella partita in serie B col Cagliari al Tardini (ritorno play-off), si verificò una situazione opposta. L’arbitro Orsato in campo non concesse un evidente rigore per fallo su Simon Sohm ed il VAR, deferente verso l’intoccabile Orsato, si riservò di non intervenire nemmeno per una semplice valutazione dell’episodio. Un malato ribaltamento, in cui è il VAR a non intervenire per deferenza verso l’arbitro di campo, anche questo aspetto, valutato recentemente in queste pagine e nei relativi commenti, mostra come il problema esista in entrambe le casistiche. Anche i sei minuti di recupero con Gasperini a scorrazzare venti metri dentro al campo da gioco non hanno favorito una certa serenità.
Si va verso Como-Parma senza presunte novità di formazione e si auspica una buona partita anche in dipendenza della buona forma fisica mostrata contro la Roma nell’ultimo incontro. Il giocatore della settimana è Issa Doumbia, centrocampista del Venezia, nato a Treviglio, possibile ideale sostituto di Mandela Keita, vista la sua probabile partenza. Maddalena chiude la trasmissione con un: “continuate a seguirci, tenete duro per questo finale di campionato…” A s’pol provär… Ale Pongonazzo
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Non trovo scandaloso che il parma faccia play trading come peraltro 15 squadre di serie A chi non lo fa ? Il Bologna o la Lazio ? Udinese o Lecce tutti compreso l Inter se ti chiedono i migliori li vedano ! Sia perché se un calciatore vuole andare va …. sia perché tutti hanno bisogno di plusvalenze Per cui perché la menate tanto che il parma non ha ambizioni se tutti fanno la stessa cosa ? Solo che il parma è bravo e ci riesce altre società no ….. il campionato di serie A ormai è di passaggio non lo avete capito ? Poi il coltello l hanno i procuratori se montano il calciatore innutile tenerlo l Atalanta ci ha tentato con lookman cosa risolti che ha perso decine di mal di eur e lui non ha giocato bel affare e poi se ne va lo stesso
La bocca era già inversa a livelli di calcio e calcio estate…. segno di arrampicata sugli specchi…..brutto segno…..veeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhh ma cosa volete la pensione?????? Dimmi te chi ha Friiiiiigaaaaaannnnnnnnnn veeeeeehhhhhhh Friiiiiigaaaaaaannnnmnnn!!!!!! Questa società veeeeehhhhhh la gente non si fida ahahhaahhahah cosa volete il Como????? Che non vince neanche lo scudetto al secondo anno di A??? Ma ringraziate Kraus veeeeeeehhhhhhhhjj milioni il progetto Faroldi lo stadio veeeeehhhhhhh Collecchio Noceto I giovani veeeeeeehhhhh la rivendibilità.
Comunque faccio notare che anche i più fedeli leccaculo e schiavi del Regole hanno smesso di parlare di progetto, giovani e cavate varie. Ormai il mantra ovviamente imposto dai padroni perché sia istruito il popolo è l’auto sostenibilità.
Inguardabile..solo grossi impegnato in una prelabata cena ..ha dimostrato alcune riflessioni acute. ..ma in maniera moltobsoft..lo studio come sempre con una sola verita’..per tutti gli argomenti…sempre a favore delka societa e della scquadra…mai una critica o capacita’ di visione futura. .ma per quanto certe persone continueranno a raccontare o a raccontarci…….?
Comunque io ho una sensazione. Di solito quando un industrialotto inizia a tirare i remi in barca (e Kraus ha tirato in barca anche le nasse) parlando di rigore, sostenibilità e tutte quelle cazzate li che come la democrazia se ne parli lo fai per nascondere altro, vuol dire che ora o fra poco ha iniziato a maturare di mollare la fabbrichetta che gli sta svuotando il gruzzolo di famiglia…. Quindi resto fiducioso di poterci liberare di questa disgrazia con le gambe sottili
Come al solito, leggere le tue sempre acutissime digressioni sul nostro amato parmettone è piacevole al pari dell’ effetto della Dolce Euchessina.. anche se la sensazione è che l’ abbia assunta tu. Nel caso non abusarne troppo… Con la Dolcezza si ottiene tutto…Saluti
Ecco diciamo che sarebbe più attinente al “Parmettone” quanto a cui sopra poi se ti piace la stipsi calcistica “affari tuoi”con tutti i pacchi che vediamo da 6 anni ci sta
si fanno tante supposizioni poi magari si scopre che cuesta rimane !!!!!!!! non e deciso nullo ve lo assicuro ……Comunque CUESTA E INTELLIGENTE per cui certe cazzate che leggo del tipo 1) ha chiesto un aumento e non gli e lo danno sai il parma non ha soldi ecccc e giu contro la societa …….cuesta ha gia un contratto peraltro alto 1 ml di eur ed e intelligente x capire che deve essere riconoscente a chi lo ha lanciato mai chiederebbe aumenti 2 ) senza cuesta il parma non ha programmi oppure non e ‘ ambizioso oppure cuesta non e’ daccordo sui programmi del parma calcio !!! signori i programi del parma calcio sono chiari in tutta europa e anche cuesta li sa e li ha accettati l anno scorso tanto vero che ha fatto la preparazione con meta squadra ……il parma calcio ha come obiettivo la permanenza in serie A senza altre immisioni di denaro ( ditemi chi in serie A mette denato fresco e chi non fa play trading ) per cui e ovvio che ci sara ricambio della rosa ogni anno cercando pero di migliorare ( come l udinese ) ogni anno e quest anno ci sono riusciti . Cuesta ne’ al corrente quando ha firmato per due anni per cui sa che deve lavorare sui giovani …cosa e’ impazzito perche ha fatto un campionato suffciente chiede come conte (quello del napoli arrogante ) o ancelotti il rinforzamento della squadra o va via ? ..ma dai su tutte vs fantasie e non vuol rincominciare da capo ? o sentito anche questa dai geni ma chi e ‘deshamp o arteta ? gli darei un calcio in culo se lo avesse chiesto sia io che cherubini conoscendolo …………La realta’ molto semplice leggo un po di amarezza nel mio caro amico cherubini per cui magari cuesta vuol tornare in premiere league ,magari mia fantasia ……..come per chivu l arsenal l ha osservato e magari gli ha proposto di rientrare come secondo, capite che andare all arsenal finalista di champion come secondo puo essere piu stimolante .. ( ecco perche cherubini a citato come chivu ).oppure la fidanzata vuol tornare a londra alle volte sono le cose piccole o famigliari che fanno fare alcune scelte ……..forse cherubini l ha visto indeciso e stanco per cui vuole essere sicuro che il ragazzo si ricarica .Notate la lamentla dopo la partita sugli arbitri mai fatto da cuesta sempre cosi britisch (lui cosi composto butta il prete nella merda contro i dictat societari che anche quelli conosce non e una rottura ? alle volte si cerca di farsi cacciare invece di dire voglio andare via ) e sopratutto non risponde mai alla domanda se rimane a parma ( io vivo il presente il mio presente e domani eccc mai di futuro ha gia un contratto ovvio normale che dicesse si ho gia il contratto lo rispetto s la cosieta vuole lo disse perfin chivu ahahah non costa nulla dirlo uno piu uno fa due forse il ragazzo si e rotto le palle delle critiche che gli avete fatto tutto l anno voi ( commentatori ) e anche i giornalisti nazionali e le tv e cassano eccc e vuole tornare nell albione tranquillo in un gande club anche come secondo con la fidanzata piu felice saluti ragazzi e statemi bene
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