DOPO 40 ANNI IL CCPC PERDE LA GESTIONE DEI BAR DEL TARDINI
(Gmajo) – La notizia è storica ed epocale, ma ancora non ha i crismi dell’ufficialità, però, in questo caso, il gatto è già nel sacco, prima ancora che arrivi un’arcaica notula o un moderno reel per cerziorarla: il Centro Coordinamento Parma Clubs, dopo circa 40 anni (era il 1987 quando venne siglato il primo accordo con Ceresini-Sogliano) perde la gestione dei bar dello stadio Tardini, che passa ad un affidabile cliente del parco partner del Parma Calcio, Doppio Malto (franchising di ristoranti-birrifici dove gustare birra artigianale, hamburger, pizza e piatti sfiziosi in un ambiente unico e informale, a Parma al Campus), che così aggiunge, nel proprio portafoglio stadi, dopo San Siro e Cagliari anche l’Ennio.
I Bar del Tardini, per il CCPC, nel tempo sono stati sovente oggetto di invidia, anche ben da prima della longeva gestione di Manfredini: gli alti ricavi garantiti dai consumatori in occasione delle partite al Coordinamento han sempre fatto gola ed anche clamorose rotture si erano consumate sull’altare del soldo e della maldicenza. Il Baffo (lasciamogli almeno i mustacchi, dopo che gli han ridotto la sede nella Palazzina Maria Luigia, trasformata nello store, ed ora, appunto tolta la gestione dei bar), tuttavia, ha sempre restituito al territorio con importanti e generose donazioni benefiche, vero e proprio tratto distintivo della sua gestione, che hanno allontanato, o per lo meno messo la sordina a tutti quelli cui proprio non andava giù che gestissero loro, quelli del Coordinamento, la miniera d’oro dei Bar dell’Ennio…
Nella stagione da poco conclusa, si era già registrata una prima importante novità nel rapporto quarantennale tra il CCPC e le varie gestioni succedutesi del Parma Calcio: se prima, infatti, i ricavi erano interamente appannaggio dell’associazione dei tifosi, nell’ultima, invece, il CEO Federico Cherubini ha disposto che una buona percentuale, che potremmo stimare in alcune decine di migliaia di euro, venissero riconosciute al Parma Calcio, che a propria volta le verserà direttamente in attività di responsabilità sociale sul territorio, concordate con lo stesso CCPC.
La novità, per volontà del club, era contrattualmente stabilità nell’ultima convenzione siglata, andata a modificare la prassi da tempo consolidata, che prevedeva il tacito ed automatico rinnovo ogni anno, se una delle due parti, come avvenuto stavolta, non avesse rescisso entro il 31 maggio. I vari rappresentanti legali del Parma Calcio succedutisi nel tempo (Ceresini, Parmalat, Amministrazione Straordinaria, Ghirardi, Nuovo Inizio, Krause) avevano lasciato al CCPC questo privilegio, magari, dopo aver analizzato il caso: Cherubini, invece, aveva cercato già la passata stagione di conferire una soluzione più consona al datato accordo, prima dello storico stop consumatosi in questi giorni.
Non ci sarebbero dietro solo evidenti ragioni commerciali e di revenue e ricavi da stadio (in un Tardini completamente brandizzato in ogni centimetro alla ricerca di risorse, che i proventi dei bar venissero lasciati a dei tifosi, sia pure molto servizievoli, giacché ogni questione pratica, operativa, logistica la risolvevano sempre col sorriso sulle labbra e senza chiedere nulla in cambio, era in effetti controtendenza), ma anche un chiaro quadro normativo-federale da rispettare, dopo che per anni si è trascinata una situazione via via sempre più borderline.
Tutte ragioni che, chi più e chi meno, sono state ben comprese e accolte con serenità dai consiglieri del Coordinamento, informati lunedì 1° giugno 2026, dal presidente Angelo Manfredini che li aveva convocati d’urgenza per riferire, ci dicono con una evidente commozione, la pesante novità. Mercoledì 3, poi, il CCPC ha dato comunicazione a tutti i volontari che prestano servizio al Tardini. Tra l’altro, al di là di tutto, il CCPC, continuerà a garantire, con le proprie pettorine gialle, il servizio di accoglienza allo stadio Ennio Tardini a supporto degli steward regolari e il servizio assistenza settore disabili.
Doppio Malto, si sarebbe dichiarato disponibile a far lavorare – ovviamente, trattandosi di una ditta privata e non di un’associazione di tifosi, riconoscendo un adeguato trattamento economico – il personale del Coordinamento che finora aveva prestato servizio nei vari bar presenti in tutti i settori dell’Ennio, tranne che in Tribuna Vip (uno in Curva Nord, uno in Sud, due in Tribuna Petitot, uno in Tribuna Est, e due nel Settore Ospiti, a seconda della modulazione dello stesso, ossia se aperta anche la parte centrale – che è internamente comunicante con quello della Sud – o solo lo spicchio Bortolon).
Sarebbero in corso, poi, delle interlocuzioni dirette tra Doppio Malto e CCPC per la successione: l’azienda già partner del Parma, che risulta essersi aggiudicata l’appalto (non si sarebbe trattato di una vera e propria gara, ma individuata direttamente perché già specializzata del settore e per le ottime condizioni, economiche e non solo, garantite) sarebbe disponibile a rilevare le macchine ed attrezzature sinora utilizzate dal Coordinamento, che, comunque, in ogni caso, qualora non trovasse l’accordo, dovrebbe rimuovere il prima possibile il tutto, per favorire l’inizio dei lavori di ristrutturazione/riqualificazione degli stessi, per la quale i nuovi concessionari avrebbero già stanziato una cifra interessante.
C’è, poi, un’altra affascinante idea all’orizzonte che, magari, non andrà a buon fine immediatamente, ma che resta sullo sfondo vedendo cosa a San Siro Doppio Malto è stato capace di fare attraverso il dehors piazzato proprio dentro allo stadio, sotto a una delle curve. Dai tavolini il colpo d’occhio è unico – spiega un redazionale –: il manto verde, le tribune con le file di sedili vuote, l’architettura imponente della Scala del calcio. Non serve essere fanatici del pallone per apprezzare: il locale è aperto a tutti, dalle 10 del mattino fino a sera. Si entra dal gate 15 (o dal 14, a seconda degli orari) direttamente nel moderno sport pub pensato per bere (birra, in primis), mangiare e seguire eventi sportivi sui maxi schermi che garantiscono la visione da ogni tavolino. Ma il pezzo forte sono, ovviamente, i posti all’esterno a bordo campo. Da quando, a marzo 2026, si è saputo della loro esistenza, accolgono un via vai di curiosi, tifosi (ogni tanto si alza un «siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi», a sottolineare lo scudetto appena vinto dall’Inter), turisti, famiglie, persone di ogni età con magliette nerazzurre o rossonere.
Ma non è forse, grosso modo, la stessa idea che il nostro Crusader69 aveva proposto per il New Tardini Asimmetrico? “In Curva Nord, nell’angolo nord-est (immagine nr. 2) abbiamo pensato di mantenere, così com’è oggi, il prato, modificandolo a forma di semicerchio angolare, creando una arena ed inserendo nell’angolo un mini palco coperto, rivestito con materiali naturali fonoassorbenti, per ottimizzare l’acustica di eventuali performance dal vivo, riducendo eco e riverberi indesiderati: un progetto di design e spazio performativo, incentrato sull’inclusione e sull’interazione ravvicinata tra palco e platea. che garantisce un’esperienza intima e diretta. Questo corner o pocket arena sarebbe una novità nella nuova Piazza Curva Nord volta a valorizzare la coesione sociale, ma anche la valorizzazione delle eccelenze gastronomiche locali, promuovendo il rafforzamento dell’identità parmigiana e Crociata. A questo scopo abbiamo fantasticato inserendo 4 punti di ristoro unici”.
L’immagine nr. 3 rappresenta la parte frontale della Curva Nord. Oltre ai vari accessi, troviamo le insegne di: Anolén, Caval Pist, Pàrsùt & Formàj, Panéin; abbiamo pensato a questi 4 punti di ristoro tematici e complementari, che potrebbero essere gestiti dai migliori operatori locali come gastronomie storiche e catene di qualità per garantire autenticità e alta qualità dei prodotti tipici della nostra zona. Ognuno di questi locali avrebbe la doppia possibilità ristorante e punto ristoro, con accesso sia interno che esterno: nei match-day l’accesso è dall’interno al punto ristoro con servizio takeaway, mentre negli altri giorni è dall’esterno al ristorante, con normale servizio al tavolo, garantendo così la continuità sette giorni su sette.
Eccellenze cucinarie parmensi in Curva Nord: il gusto della Food Valley incontra la passione. L’evoluzione del nuovo Ennio è anche questa per offrire una nuova esperienza. Anche in questo caso ci siamo ispirati sempre agli stadi inglesi di moderna concezione con il concetto “Made in Parma”. Chissà se con Doppio Malto si riuscirà a mettere a terra la visione di Crusader69 con un Extra in Curva Nord… Gabriele Majo
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Bo’, adesso ci raddoppiano il prezzo della birra!!! …che lavor…
il baracchino dei boys sotto la curva nord questa stagione è rimasto chiuso durante il campionato.si sa il motivo?volere della società?
Kraus gestendo il bar direttamente potrebbe fare due spicci molto utili per le asfittiche casse. Magari aumentando il prezzo dei birroni e delle patatine si potrebbe immaginare di provare a tenere Stefrezza ma dubito. Oggi Piovani da bravo servo del potere ha appena diligentemente indottrinato il popolo anticipando per la milionesima volta le cessioni che ormai lo sappiamo non c’è bisogno di scriverlo due volte al giorno. Ma nel clima di straccioneria ha anche già messo le mani avanti imbeccato da Chi di dovere sui primavera che per la gioia dei mentacatti saranno aggregati per un mercato al risparmio. Veeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhh poi abbiamo Friiiiiigaaaaaaaaaaannnnnnnn!!!!!
Ps noto che i servi del regime non scrivono nulla sulla campagna abbonamenti…segno che sta andando come spero….
Onestamente preferisco qlc primavera(che ho seguito tutto l’anno) che qlc Openda di turno.
Sara’ perché sono appassionato di calcio giovanile…
Il solito commento idiota…di un idiota….
Ormai sei la barzelletta del blocco….
Crete’
Se c’è un posto dove non vado perchè hanno la birra che fa cag.re è proprio il doppio malto! Birra artigianale che sa di pisciò di gatto!
Direttore… perché Parmalat non sponsorizza anche la maschile?
Perché è troppo cara…
Non è alla loro portata veeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhh
I tempi cambiano e bisogna essere pronti ai cambiamenti. Io non ci trovo nulla di che’. Business is business ovunque nel mondo
spieghi meglio il discorso ai poveri stolti che la societa’ forse rischiava essendo borderline lasciano alla vecchia gestione il bar , cosi forse non arrivono le solite critiche alla societa
Vuole la cattedra da direttore? Quello che dovevo spiegare l’ho spiegato e lei dovrebbe averlo capito avendo utilizzato lo stesso lessema scelto da me. In ogni caso quella che lei indica è solo una delle ragioni, visto che hanno prevalso logiche di revenue.
Anche oggi non ci facciamo mancare la solita polemicuccia del cazzo eh? Ma chi se ne frega del bar oh? Poi sempre con sta prosa aulico per eccitare i 3 mamloni semianalfabeti che frequentano sto blog
Solita polemicuccia del cazzo?
Lei si qualifica da solo…
Giusto che sia così,.io se fossi in krause togliere l ufficio al Tardini a Ppc che è inutile e referenziale
Giusto chi se ne frega andava tolto prima ha ragione jack mettiamo in discussione anche questa scelta ?
Dare notizie non significa mettere in discussione delle scelte. Nell’articolo in questione mi sono limitato a riferire solo verità fattuali senza esprimere commenti o opinioni.
Certo che se ogni argomento che uno tira a mano deve essere inteso come un mettere in discussione qualcuno, il livello di servilismo raggiunto è davvero preoccupante.