PARMA, PERCHÈ LONTANI SÌ E MIKOLAJEWSKI NO?

(Vincenzo Bellino) – Il Parma Calcio ha ufficializzato l’ingaggio di Simone Lontani, attaccante classe 2008 proveniente dal Milan, che diventa così il primo acquisto del calciomercato estivo gialloblu. “Parma Calcio comunica di aver ingaggiato il calciatore Simone Lontani, che entra a far parte della rosa gialloblu dopo la conclusione della sua esperienza con il Milan”. L’operazione inserisce un profilo giovane e considerato di prospettiva nel progetto del club emiliano, sempre più orientato alla valorizzazione dei talenti emergenti. “Sono molto felice di iniziare questa nuova avventura”, ha esordito l’ex calciatore rossonero. “Arrivo in un Club con una grande storia e con un progetto ambizioso. Darò il massimo ogni giorno per crescere, migliorare e ripagare la fiducia che mi è stata data. Non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni e i tifosi gialloblu. Forza Parma!”.
La carriera di Simone Lontani
Lontani arriva a Parma dopo un percorso di crescita iniziato nel settore giovanile del Cesena e proseguito nel 2022 con il trasferimento al Milan. In rossonero ha completato un percorso di formazione costante, fino a diventare uno dei protagonisti della formazione U20 nella stagione 2025/26. In Primavera 1 ha chiuso con 10 gol e 3 assist, numeri che raccontano una stagione di solidità e continuità offensiva.
Il suo percorso è stato arricchito anche dall’esordio con il Milan Futuro in Serie C, primo passo nel calcio professionistico. Proprio al termine dell’esperienza in rossonero, Lontani ha voluto salutare il club con un messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram: “Dopo quattro anni indossando questi colori, è arrivato il momento di iniziare un nuovo capitolo. Ringrazio tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso: compagni, allenatori e staff. Mi sento cresciuto come calciatore ma soprattutto come uomo. Ho conosciuto amici con i quali ho condiviso dei momenti indimenticabili. Ma soprattutto, ho vissuto parte del mio sogno nel cassetto: vestire quella maglia. Porterò con me ricordi, insegnamenti ed emozioni che mi accompagneranno per sempre. Grazie, Milan”.
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Il tweet di Krause e il “giallo” mattutino
La giornata dell’ufficialità è stata preceduta da un elemento che ha alimentato dubbi e interpretazioni. Nelle prime ore del mattino, attorno alle 5.24, il presidente Kyle Krause ha pubblicato un tweet che lasciava intendere un annuncio imminente, anticipando di molte ore il comunicato ufficiale del Parma arrivato solo nel pomeriggio, intorno alle 14. Un disallineamento temporale tra comunicazione presidenziale e comunicazione istituzionale che ha aperto una sorta di “giallo” nelle ore precedenti all’ufficialità.
🚨📢✍️🤝🇮🇹💛💙 @1913parmacalcio
— Kyle J. Krause (@Kyle_J_Krause) June 26, 2026
Il messaggio del presidente ha infatti generato diverse ipotesi. Trattandosi di un giocatore cresciuto nel settore giovanile e non di un nome già noto della prima squadra, inizialmente non era immediato risalire al profilo coinvolto. Le prime letture avevano portato anche ad altri scenari: qualcuno aveva pensato a Gabriele Strefezza, complice le voci di mercato (mancava però la bandiera brasiliana nel tweet), mentre altri avevano ipotizzato un possibile riferimento a un giovane portiere della Juventus come Giovanni Daffara. Solo successivamente il quadro si è chiarito, ricondotto al nome di Simone Lontani.
Perchè Lontani sì e Mikolajewski no?
Sul piano tecnico e strategico, l’operazione Lontani si inserisce in un quadro più ampio di riflessioni interne al Parma sulla gestione e la valorizzazione del proprio settore giovanile, in particolare nel delicato passaggio dalla Primavera al calcio professionistico. In questo contesto si colloca anche la situazione di Daniel Mikołajewski, protagonista di una stagione di altissimo livello con la Primavera, chiusa con 23 gol complessivi e il titolo di vicecampione d’Italia. Numeri che certificano un rendimento dominante a livello giovanile, ma che aprono inevitabilmente il tema del passo successivo: l’impatto nel calcio dei grandi. Il club, infatti, starebbe valutando per lui un percorso alternativo rispetto alla permanenza immediata in prima squadra, con l’ipotesi di un prestito pensato per garantirgli continuità, responsabilità e minutaggio in un contesto competitivo più vicino alla Serie A o alla Serie B.
In questo scenario si inserisce proprio il forte interesse del Lugano, che sta lavorando per portarlo in Svizzera con la formula del prestito: una soluzione che, se concretizzata, permetterebbe al giocatore di misurarsi subito con un calcio adulto, strutturato e diverso per intensità e pressione rispetto al contesto Primavera, offrendo al tempo stesso al Parma un banco di prova esterno per valutarne la crescita senza spezzarne definitivamente il legame progettuale con il club. Non è del tutto esclusa, in parallelo, anche una soluzione a titolo definitivo qualora dovesse arrivare un’offerta ritenuta adeguata al valore del giocatore e alla strategia societaria.
La riflessione del Parma, però, non riguarda solo il singolo caso, ma si allarga a una visione più strutturale: da una parte profili già “esplosi” in Primavera come Mikołajewski, su cui si affaccia concretamente anche una proposta esterna come quella del Lugano, dall’altra innesti come Lontani, considerati funzionali a percorsi di crescita differenti e potenzialmente più graduali all’interno del progetto tecnico (l’ex Milan dovrebbe far parte del ritiro estivo della Prima Squadra, ma potrebbe anche far comodo alla Primavera di Corrent). È qui che emerge la complessità delle scelte: non sempre la continuità premia chi ha già dimostrato maggiore produttività nel settore giovanile, così come non è detto che un nuovo innesto debba necessariamente partire dietro nelle gerarchie.
In filigrana resta quindi una domanda tipica dei club moderni con forte attenzione alla linea verde: conviene accelerare l’integrazione dei talenti già pronti, assumendosi il rischio di un salto immediato, oppure separarli temporaneamente dai contesti di vertice per favorire una maturazione più lineare attraverso prestiti e percorsi esterni? Nel caso specifico di Mikołajewski, l’eventuale approdo al Lugano aggiunge un ulteriore livello alla riflessione: una stagione in Svizzera, infatti, non rappresenterebbe soltanto un passaggio formativo in un campionato competitivo, ma anche un potenziale moltiplicatore di valore. Un’eventuale esplosione del giocatore in un contesto professionistico estero potrebbe infatti tradursi, per il Parma, in un ritorno economico significativo, coerente con una filosofia di autosostenibilità sempre più centrale nelle strategie dei club moderni. È proprio su questo equilibrio — tra crescita tecnica, gestione del timing e valorizzazione patrimoniale del talento — che si gioca la partita più delicata, perché ogni scelta finisce per incidere non solo sul percorso del singolo, ma anche sulla capacità del club di trasformare il vivaio in una risorsa concreta e sostenibile nel medio-lungo periodo. Vincenzo Bellino
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Chissenefrega del lato economico. Hai un giocatore da 23 goal arrivato secondo in campionato primavera e con già qualche minuto in serie A, e lo dai al Lugano? Magari prendendo in considerazione una cessione se l’offerta è ritenuta congrua? Io mi fido di Cherubini (nonostante il mancato rinnovo di alcuni cotratti e la cessione di Hainaut l’anno scorso … sigh) e sicuramente fare della legna non può che far bene al ragazzo che potrebbe tornare tra un anno con un bagaglio pieno di convinzione nei propri mezzi. Stesso discorso allora vale anche per il nuovo 18enne: primavera con qualche assaggio di A per la “fregola”, un anno in prestito tra i grandi in una squadra e un campionato che lo valorizzano, e poi si torna a casa. Se no a cosa serve tutto ciò? Per colpa dei nostri politici siamo abituati a non fidarci di chi sta nei piani alti, e per certi versi anche nel calcio ci sono giri di soldi e favori, la differenza sta nel fatto che qui non ci sono tasse, ci sono finanziamenti televisivi che se la rifanno sullo spettatore medio, ma nessuno è obbligato a gurdare la tv. Il tifoso non è a credito verso la società come verso lo stato a cui “regala” 1/3 dello stipendio. Lasciamoli lavorare e vediamo cosa ci offrono….ovvio è che se ci facciamo andar bene la birra del doppio malto, la curva scoperta, cessioni eccellenti……il proprietario del club sa che siamo dei bravi cagnolini. Il Parma lo seguo anche in serie D, ok ma le ambizioni? O così o pomì… recitava un vecchio reclame. Le contestazioni, gli striscioni, sono veramente il pensiero del popolo crociato o solo di alcuni individui? Cosa vuole davvero il tifoso parmigiano? Credo che la risposta a questa domanda sia semplice: vuole quello che vogliono tutti i tifosi del mondo….vincere! E i dirigenti? Voglio solo speculare e attaccarsi come sanguisughe al sistema o hanno ambizioni più nobili che andrebbero ad arricchire la bacheca? Forse se volessero solo guadagnare sulla nostra pelle avrebbero fatto meno fatica a fare i politici!
Difficile, tuttavia, avere un consenso al 100%. Quindi c’è a chi questa gestione piace e c’è chi l’avversa. Un pensiero unico non c’è, per fortuna… chiamasi democrazia, anche se forse è meglio l’oligarchia…
Relativamente alle dinamiche del club, la governance assume tratti monarchici, rendendo il consenso della base un fattore purtroppo secondario.
La “gestione” Kraus altro non è che una gestione alla Lecce ed Empoli (Udinese altro livello di ambizioni) con l’obiettivo di speculare e incassare allo scopo di rientrare dei 400 pali non spesi ma parcheggiati nel fu Parma calcio per ragioni economico fiscali legate alla dismissione dei minimarket. La sola speranza è che si renda conto che senza spendere soldi nel calcio non duri e che si accontenti di incassare qualcosa per la vendita e si levi dai coglioni.
P.S. Quando Australia e Giappone usciranno dal mondiale festeggeró chi si vuole unire a me? Almeno finirà quella devastazione di coglioni quotidiana di Via Mantova e Parma bidet
Parchè craus le ora Cal vaghe a der vie al cul
passavo di qua per caso 🙂 … mi accodo al “team” …. krause fetecchia del XXI secolo parmigiano … si si siamo lontani molto lontani …
Si vede che si pensa che per Mikolajewsky la cosa migliore sia fare una stagione con minutaggio elevato a livello professionistico per poi decidere se integrarlo in prima squadra o cederlo. Personalmente gli avrei dato fiducia da subito, così come a diversi altri giocatori della Primavera.
Si legge che verranno riscattati Cremaschi e Carboni, quest’anno hanno giocato molto poco…si vede che la società ritiene che abbiano margini di miglioramento importanti.
Cremaschi è già ufficiale con contratto sino al 2031