venerdì, Agosto 21, 2026
New TardiniNews

PERRONE GRAN AFFABULATORE, MA SUL NEW TARDINI GLISSA…

(Gmajo) – Durante lo scorso weekend (per la precisione domenica 21 giugno 2026), il Parma Calcio 1913, attraverso il proprio canale YouTube official, ha rilanciato il video integrale del panel “Affabulando un pallone sostenibile”, che il club aveva organizzato in occasione del Festival Serie A al Gran Caffè Teatro Regio, offrendo agli invitati (quorum ego) l’aperitivo, servito durante l’affabulazione del direttore operativo Stefano Perrone, in dialogo con Marco Caronna (regista/autore/attore teatrale parmigiano, lì in veste di moderatore/stimolatore) e con l’altro speaker Stefano Maneri (Managing Director di RISE, Sustainability for Sport), cercando di intrecciare, almeno nelle intenzioni, calcio, responsabilità sociale ed attenzione ambientale.

Piccola nota a margine: mentre compongo, il video de quo, risulta visualizzato da appena 138 utenti: mi domando, dunque, come si riesca, pur sommandole alle molteplici produzioni da record sfornate dalla infaticabile casa editrice gialloblù, a raggiungere il milione di visualizzazioni mensili reclamizzato in pompa magna sul sito ufficiale ad inizio maggio 2026, circa quello di aprile: probabilmente saranno stati decisivi gli shorts, poiché nei contenuti long form il fiore all’occhiello “Parma Roots”, finora ha fatto registrare 18.220 visualizzazioni con Suzuki, 3.443 con Delprato, 3.090 con Circati, 1.706 con Cremaschi e Pellegrino e 471 con Ndiaye, per un totale parziale di 26.930. Nella notula pride, veniva citato anche Mate Chef, che, on line dal 23 aprile 2026, ha totalizzato 1.649 visualizzazioni.

Approfondire oltre si andrebbe fuori tema, anche se noto che l’attuale corso della comunicazione del club ha una certa tendenza ad autocelebrarsi quasi più di quanto non ami fare io, notoriamente già piuttosto auto-referenziale: come diversamente valutare il Caffé della Peppina che è stato servito di recente nel ristorante aziendale a Collecchio, al cospetto di una quindicina di giornalisti, in un fritto misto locale-nazionale, in cui, al di là della finalità di evidenziare criticità della scorsa stagione e come meglio evitare che si verifichino nella prossima, c’è stato un susseguirsi di sedicenti cifre da record sui content realizzati, messe in vetrina e poi sfociate in un ulteriore post, con pollicione in evidenza, su parmacalcio1913.com. Chi si loda s’imbroda, dicevano ai miei tempi, ma siamo così sicuri della funzionalità di tali operazioni simpatia?

Ma torniamo al nostro gran affabulatore, Stefano Perrone e al suo rotacismo alla Guccini, che personalmente conosco da tempo, del resto è nelle stanze del potere di Collecchio/Piazzale Risorgimento da svariati anni e svariate gestioni, auto-generandosi o trasformandosi di continuo, al punto che quando leggo da qualche parte un suo virgolettato, ne sento risuonare la voce, come se lo stesse speakerando in quel mentre. Tralasciando gli aspetti sull’attenzione ambientale – di cui il nostro è nel tempo divenuto massimo specialista (ha fatto prendere al club, dopo la certificazione ISO 14001, anche la ISO 45001), con la sublimazione nel progetto Play Green, il cui logo appare nelle comunicazioni ufficiali e réclame assortite – dell’affabulazione mi interessavano soprattutto i risvolti sul New Tardini, ma su questo punto, deludendo le mie aspettative, il Gran Affabulatore, sollecitato dall’impertinente Caronna, ha glissato…

L’uomo di spettacolo, infatti, ad un dato momento, richiamando la mia attenzione, parzialmente distratta dal calice di bollicine, gentilmente porto dal personale di servizio, che stavo assaporando, aveva provato a buttar lì a Perrone la domanda delle domande: “Cosa può diventare il Tardini?”, ma il COO non ha trovato di meglio (video embeddato sotto, circa dal minuto 22.00) che dribblarlo con un “Cosa può diventare lo vedremo, cosa sia oggi lo si può già raccontare”.

Credo che ogni frequentatore dell’Ennio possa raccontare la propria esperienza, più o meno positiva – parlo dal punto di vista dell’infrastruttura, non dell’esito e della cifra stilistica delle gare ospitate -, Stefano Perrone ne ha approfittato, invece, per spiegare l’aspetto hospitality, snocciolando il numero dei pasti serviti nel Gran Ristorante Tardini, con lotta agli sprechi: “Quello che accende di più il nostro orgoglio è il recupero del cibo. Gestiamo tra i 1200-1300 pasti a partita tra chi è seduto al tavolo ed il buffet, ma normalmente in una gestione non attenta c’è uno spreco enorme. Invece noi, grazie ai partner e alla voglia di ripensare, riusciamo a gestire i pasti, evitando sprechi enormi, facendo in modo che il cibo non utilizzato rientri in un circolo virtuoso”.

“Cosa intendo dire? Non è che prendiamo gli avanzi e li rimettiamo in un nuovo circuito: facciamo in modo che quello che non è funzionale rimanga intonso, e grazie a Parma Non Spreca possa dare da mangiare alle famiglie che partecipano all’associazione. 2000 famiglie in crisi, che non possono accedere al cibo, e così riusciamo a fare in modo che il cibo inutilizzato possa essere riutilizzato. Dopo ogni partita ì possiamo quindi dare a 80 famiglie qualcosa di diverso. Un pasto dignitoso, trovare nel frigo qualcosa di particolare e trovare qualcosa di colorato e belle. Questo aiuta, noi non ce ne rendiamo conto…”.

Davvero lodevole e virtuoso, Stefano, anche se qualcosa lo si potrebbe rivedere circa il sacchetto da Comunità di Sant’Egidio offerto ai giornalisti, tuttavia, mi sarei aspettato di sentire, in quel consesso, dalla tua bocca – il nostro è il principale frontman locale sulla materia, sia pure passata di competenza, come asserito dal CEO Cherubini, ai colleghi ed amici del Krause Group Real Estate – un qualcosa con una lungimirante visione sul futuro, che non basata sul presente che, peraltro, è già passato, sia pure riproducibile paro paro o con qualche piccolo aggiustamento a breve. Insomma, una programmazione di piccolo cabotaggio, in linea con quella che è l’attuale concessione per l’Old Tardini (siglata nel 2025 ed in scadenza nel 2027, ma mi sa che dovrà essere prolungata, un po’ come certi contratti di calciatori e mister), senza vista sul New

Però mi rendo conto che fosse una pia illusione il poter credere che, in questo contesto Stefano Perrone, che vanta un’amicizia consolidata negli anni con l’architetto Faroldi, ci venisse a confermare la veridicità della bomba natalizia sganciata da Luca Ampollini circa un coinvolgimento dello stimato professionista nella variante di progetto (per il passaggio a stralci) che il club dovrebbe far pervenire in Comune, in sostituzione di quello definitivo, già autorizzato, ma poi ritirato, griffato dall’Archistar Zoppini…

Come ribadito di recente anche dal primo cittadino, Michele Guerra (ad esempio alla Festa degli Asprillas) in Municipio restano in attesa di questa variante-Godot per far sì che i tecnici (la Conferenza di Servizi, sempreverde) la possano vagliare, prima dei conseguenti passaggi politici. Personalmente ho sempre faticato a credere che Krause volesse legare la propria immagine ad uno stadio più low cost rispetto alla prima faraonica versione, c’è da dire, però, che dovendo ridurre i costi (essendo notevolmente alzati) tutto può essere possibile…

Nel frattempo, nelle ultime ore, qualcuno in città si era illuso che il Tardini potesse rientrare nel paniere di 31 progetti di nuovi stadi (in fase di programmazione o realizzazione) citato nel programma elettorale del neo presidente federale Giovanni Malagò: anche in questo caso, del resto come per le vane speranze di Guerra in Sessa – ossia il Commissario agli Stadi per Euro 2032, che prima di pensare all’Ennio più facilmente valuterà il Via del Mare di Lecce (!) – personalmente faccio fatica a considerare che la cosa sia di possibile messa a terra.

E allora, anziché pensare al futuro, consoliamoci con la lezioncina di storia del Prof. Perrone: “Lo stadio Tardini compie 100 anni… Noi riteniamo che uno stadio, dopo che vive e cresce in una città, in 100 anni si guadagna il diritto di stare in mezzo alla città… Oggi pensare a Parma senza stadio Tardini è anomalo. C’è il pensiero qui “Andiamo al Tardini” o “Andiamo al Parma”. Si è disegnata una parte di città. L’anno scorso c’è stata una mostra dell’Università sullo stadio, e ho scoperto che non è stato costruito in aperta campagna, come credevo. Lo stadio Tardini nasce già con un progetto di urbanizzazione con la città intorno. All’epoca era polisportivo, non solo calcio, nel cuore della città. Ha dato un contributo immenso, dando e prendendo…”. Gabriele Majo

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LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

18 pensieri riguardo “PERRONE GRAN AFFABULATORE, MA SUL NEW TARDINI GLISSA…

  • Ma ancora con questa storia dello stadio ! Che do Bali insomma qualcosa per lagnarsi bisogna trovarla perché va troppo bene la gestione del parma ….. se non lo vogliono fare mettiamoci il cuore in pace poi cosa doveva dire perrone …. se è passato al real estate americano il progetto ! siamo in buona compagnia basta andare in trasferta per capire c è gente che fa la champion con stadi traballanti vedi il maradona

    • Guardi egregio (non la chiamo Ennio oer rispetto dello stadio e perchè si diverte a cambiare nick name anziché battezzare una sola identità virtuale), è proprio notare il fastidio che arreco con i miei approfondimenti la benzina migliore per continuare a produrne, benché da aprile 2025 [e prima ancora 20 maggio 2024] le parti pubbliche e private coinvolte nella joint venture non si degnano di riferire ai cittadini, propri elettori inclusi, e tifosi e sportivi quello che sta accadendo, dopo averli illusi per anni con promesse, incluse quelle in campagna elettorale.
      Per cui La ringrazio per il pieno…
      Che Perrone non potesse benedire o meno la questione Faroldi lo sapevo bene, però sarebbe anche ora di porre fine a questo mistero buffo.
      Sul fatto, infine, che bisogna trovare qualcosa per lagnarsi perchè la gestione Krause sta andando bene, mi permetto di obiettare che, personalmente, ho un’altra idea sulle cose che vanno più o meno bene e comunque essendo il mio oggetto sociale quello di fare libera informazione, non ho bisogno di trovare qualcosa per lagnarmi, merce, peraltro, che senza andarla a cercare mi appare di fronte di continuo..

    • Giovanni Bellini

      “va troppo bene la gestione del parma”, come risultati sportivi direi proprio di no. Vedi Bergamo Como ed anche Udine per capire che potrebbe andare molto meglio……..

      • E sulla gestione delle grandi opere non mi pare ci siano grosse conquiste….

      • Sembra che tutti i migliori se ne andranno
        Non seguiamo certamente il Como che i migliori se li tiene e ora è in Champions League. Noi invece migliori li vendiamo e la parte sinistra della classifica sarà solo utopia.
        In quanto allo stadio volete da me una risposta sincera? E allora ve la dico ME NE FREGO

  • “va troppo bene la gestione del parma” ANCHE NO…. Andava troppo bene la gestione del parma, per come siamo messi ora e per le prospettive a stretto raggio d’azione, se il proprietario aveva immesso 1/10 di quel che ha immesso finanziariamente…. Allora andava bene… ma avendoci smenato quelle cifre no, NON va troppo bene la gestione del parma….

  • Ma propio non
    Le piace il Tardini ? A tante cose positive comunque , Non frega più a nessuno il nuovo stadio ma lo vuol capire che economicamente non è fattibile non c è un ritorno economico almeno che no costruisci dei palazzi …non è qualche negozio o un posteggio che possa risolvere l investimento . fa bene il parma a non farlo fallirebbe meglio investirli in calciatori … Se arrivano soldi dallo Stato lo faranno . Lei continui pure e liberissimo ma a parte lei tutti l hanno capito che non si farà e nessuno sente la necessità di comunicati che potrebbe farlo il comune ( può chiedere notizie al parma calcio ma il comune non lo fa )
    vada in comune a chiedere se vuole fare informazione vada dal sindaco o da bosi … vada dal capa dei capi e L intervisti …. se poi ne il parma calcio ne il comune si fanno intervistare da lei ci saranno motivi ! se vuole fare informazione deve fare interviste e chiedere chiarimenti così arriva alle conclusioni . Non però a Perrone che a altri compiti

    • Se mi consente, conosco Perrone da una vita e le posso garantire che è il principale interlocutore italiano [a parte Cherubini] del Comune per la questione stadio, essendo il Procuratore Speciale che ha firmato svariati documenti nella corrispondenza ufficiale su questo tema. Ma non è certo da Perrone che pretendo qualcosa: domando solo al pubblico e privato che insieme facciano chiarezza [cosi come avevano fatto coi proclami] attraverso una conferenza stampa congiunta. Per quanto concerne le richieste di interviste, ne sono state avanzate molteplici [inclusa quella alla Capa dei Capi] ma evidentemente preferiscono non parlare con me. Ma non è certo un problema mio…

      • Se non vogliono parlare né il comune né il parma calcio con
        E difficile definirla informazione , Allora sono solo sue considerazioni come quelle di qualsiasi tifoso ma l informazione è una cosa diversa questo secondo me , poi mi sbaglierò avrà sicuramente ragione lei a dire che fa informazione …’ma ho sempre pensato che il giornalista deve chiedere alle fonti e fare domande a chi di dovere poi tirare le conclusioni sulla base di fatti e comunicazioni degli interessati , magari le spiegheranno perché non è necessario un comunicato . Visto che conosce bene perrone magari a lei dà più informazioni

        • Mi scusi la presunzione, ma penso – dopo aver sostenuto con un punteggio elevato l’esame di stato per diventare giornalista professionista (che molti colleghi famosi anche della nostra città sanno benissimo non essere una passeggiata, avendolo ripetuto, alcuni anche più di una volta) e dopo oltre 40 anni di onesta professione – non solo che non si debba permettere di venire ad insegnarmi il mestiere, ma soprattutto di evitare di paragonare le mie qualificate argomentazioni a quelle che possono formulare i tifosi: capisco che i social consentano a tutti di dire la qualunque, ma se io malauguratamente dovessi essere operato, preferirei affidarmi a chi ha studiato e a chi ha consolidata pratica della patologia, non al primo ciarlatano. Vede: purtroppo molti della mia categoria, hanno rinunziato al ruolo guida che avevamo sempre avuto, accodandosi ai tifosi, pensando ed agendo come loro; ebbene, mi scusi la presunzione, ma io penso di essere ancora all’antica, ossia superiore.

          • ma sinceramente tutta questa superiorita da dove derivi personalmente faccio fatica a vederla non e’ che se uno passa l esame da giornalista che hanno passato cani e porci tra le altre cose ….. (come lei sapra bene qualsiasi scosciata telesivisa l ha passato ) allora abbia la superiorita’ nelle argomentazioni , almeno che non ci sia come gia’ detto un colloquio con le parti interessate per avere notizie precise o reali o la loro opinione da divulgare dopo ci sta che lei faccia le sue deduzioni , se no sono solo deduzioni o opinioni personali che valgono nel 2026 come quelle di qualsiasi tifoso o opinionista oggi molto in voga . Questo e’ il mio pensiero ( non ho la presunzione come lei che sia verita’ e solo il mio pensiero umile ) di un ciarlatano qualuque come dice lei comunque laureato cosa che lei non e’ ( anche se qui gli ignoranti la chiamano dottore ) Poi lei e libero di pensare e credere che basti passare l esame da giornalista e allora debbano essere vangelo le sue argomentazioni , la lasciero’ nella sua presunzione e non volglio ricordarle i vari licenziamenti o demansionamenti subiti da ghirardi krause e ferrari perche gia immagino nella sua immaginazione lei li ritenga medaglie .Cio’ detto la ritengo un ottimo giornalista ma non sempre le ns considerazioni collimano molte volte si saluti

          • Non vorrei che Ferrari la querelasse paragonandolo ad altri…

    • Mi scusi sig. Ennio ma continuiamo sempre a confondere le cose. Il progetto stadio non interessava a nessuno però è capitato che KK facesse grandissimi proclami sulla sua intenzione di costruirne uno nuovo. A quel punto mi sembra abbastanza ovvio che molti si aspettino che la promessa venga mantenuta. Il progetto tra l’altro è andato avanti qualche anno per poi venir derubricato a “ristrutturazione” a stralci… e anche qui è stato KK a dirlo! Adesso è passato un altro anno e tutto tace, è ovvio che molti chiedano cosa succede e il perché di questo silenzio.
      Detto questo è chiaro che i tifosi (o comunque una larga maggioranza) se ne fregano dello stadio nuovo. Io sono in curva da 40 anni e continuerò ad andarci indipendentemente dal fatto che sarà coperta. Il Parma non vuole più fare lo stadio? Lo dica, punto!
      Però non confondiamo la necessità di chiarezza con le critiche. Chiedere cosa vuol fare il Parma con tutte le promesse che ha fatto non vuol dire criticare la società! (tra l’altro vorrei capire perché ogni volta che uno pone un dubbio viene tacciato di essere ingiustificatamente critico).

      • Specifico solo una cosa: non è detto che il “progetto a stralci” preveda una semplice “ristrutturazione”. Questo è quanto si può supporre, ragionando, in assenza di certezze e/o comunicazioni ufficiali in merito. Del resto, da quando il Parma ha switchato, attraverso la nota pec griffata Cherubini ad Aprile 2025, il Comune di Parma non ha ricevuto la variante di progetto, quindi si potrebbe ipotizzare (pur senza senso) un totale rifacimento come quello del progetto ritirato, ma anziché in una unica soluzione, con più fasi di lavoro (anche se la cosa non avrebbe molto senso, poiché le tempistiche si allungherebbero notevolmente, senza effettivi vantaggi per la tifoseria, se non quello di non “esodare” per periodi lunghissimi ed ininterrotti, ma solo, appunto, “a stralci”.
        L’ipotesi, più razionale, che si tratti, invece, di una mera e più semplice “ristrutturazione”, cozza con la volontà dell’investitore privato che, da mecenate, di donare alla città una grande opera a sua immagine e somiglianza e giammai “uno stadio da poveretti”…

      • Caro gosino se uno magari ben intenzionato vuole fare lo stadio nuovo ci mette 100 e più ml di preventivo poi scopre che la legge sugli stadi italiani non L hanno mai fatta , i fondi non ci sono , parma non è ta quelle per l europeo , il comune ti usa per fini elettorali poi in realtà non vuole mettere un euro (Bologna li metteva ) scoprì che amoreggia anche con i comitati no stadio , un colpo al cerchio una alla botte come fanno i politici , fai un progetto spendendo milioni di eur e inizia la burocrazia non va mai bene promesse non
        Mantenute carte avanti indietro , i tifosi si lagnano non vogliono stare senza squadra per due anni dovresti fare uno stadio in provincia per due anni … altri costi se no ti criticano , I comitati sempre più agrressivi ! Per cui facilmente ci saranno ricorsi legali intanto ti bloccano anche non avessero ragione ti bloccano per anni e i politici hanno paura un errore in buona fede e sei inquisito da un
        Magistrato in cerca di notorietà … intanto le materie prime skizzano in su del 50% i costi aumentano …… bene potrà uno cambiare idea ? O perché disse credendoci che voleva fare lo stadio e obbligato a farlo se no gosino si incazza …. a parte che solo gli intelligenti sanno cambiare idea . Ora perché mai dopo aver speso milioni di eur dovrebbero fare un comunicato così lei gosino capisce che non vogliono più farlo ? Abbia pazienza l hanno capito tutti , i progetti sono li e rimangono in stand bay perché dire non lo faccio più lo tengo lì nel cassetto , se cambia la giunta o arrivano fondi posso sempre tirarlo fuori perché mi devo auto limitare ? perché devo chiudere il portone me lo spiega ? La vita è bianco nero ma anche grigio ed è la soluzione migliore per comune e parma calcio ma chi se ne frega dei comunicati ! Ma per favore allora i politici ogni minuto devono farli viste le promesse non
        Mantenute ma scherza ….

        • Non so se Gosino intenderà replicarle, ma intanto ci penso io, perché Lei è riuscito nell’impresa di confezionare un condensato di corbellerie e luoghi comuni che non c’entrano una benedetta mazza con l’effettivo svolgimento dei fatti inerenti la questione New Tardini.
          In particolare non corrisponde al vero che la Legge sugli Stadi in Italia non sia mai stata fatta (piuttosto, è vero che il Parma calcio ha intrapreso più percorsi anche in contraddizione tra di loro, perdendo tempo nel fare e disfare la tela); non corrisponde al vero il fatto che i fondi non ci sono, quando il primo a mostrare i muscoli, dicendo di volerlo fare solo ed esclusivamente con le proprie forze era stato il privato (salvo, cammin facendo, ripensarci, quando ormai era tardi, pensando di attingere al PNNR o altra fonte di finanziamento pubblico inizialmente declinate); che Parma non fosse la squadre in lizza per Euro 2032 (dove ricordo che gli stadi italiani saranno 5 come 5 saranno quelli Turchi che ospitano in compartecipazione) lo poteva intuire anche un poppante: certo, qualche chance avrebbe potuto anche esserci, come impianto di riserva, se si fosse stati, come ad un certo punto poteva sembrare potesse accadere, di mettere a terra il progetto che a lungo risultava tra i più avanzati (sulla carta), al punto da vincere premi per come era stato comunicato. Già, comunicato: perché è stata tutta una operazione di pura propaganda e quella, sicuramente, ha funzionato bene, sia per la complicità colpevole del mainstream, sia per l’ignoranza crassa che vige sulla materia in generale; non è vero, altresì, che la classe politica abbia usato il Parma per fini elettorali: o meglio, questo è vero, basta vedere i santini di Bosi, ma non è assolutamente vero la postilla seguente, ossia che non ci volessero mettere un euro, quando a non volere una parte di soldi pubblica era stato l’investitore privato, e comunque, in ogni caso, nessuno del Comune aveva mai promesso di mettere soldi pubblici per lo stadio. Che poi parte della maggioranza, sempre per ragioni di interesse di parte, flirtasse coi comitati può anche essere vero, ma i comitati, fino a questo punto, al di là di abbaiare un po’ (e che can che abbaia… non morde…) nulla avevano fatto, né la cosa si è arenata per i comitati, e, aggiungo, men che meno, per la burocrazia. Molto semplicemente, i politici di Parma hanno la colpa di non aver saputo guidare, come proprio dovere/diritto l’investitore privato, prima facendogli credere, attraverso le mitiche interlocuzioni continue e positive, che potesse fare la qualunque, salvo poi accorgersi tardivamente che i tecnici avrebbero avuto qualcosa da ridire (del resto i politici fanno il blablabla, i tecnici hanno le responsabilità su quel che certificano e firmano) su un progetto che qualsiasi buon padre di famiglia avrebbe capito irrealizzabile nella particolarissima location che la ospita.
          Il fatto, poi, che i tifosi si lagnassero per i tre anni (non due, tre, guardi bene, i cronoprogrammi) lontano dalla squadra mi pare il minimo – peraltro come Alice nel Paese delle Meraviglie, adesso Guerra si dichiara favorevole a quello a stralci, quando lui e il collega Bosi si erano spesi in prima persona con l’endorsment a quello monocantiere – perché è semplicemente folle pensare di tenere la squadra lontano dai tifosi per tre stagioni, ed infatti, in Italia, mai è avvenuto. E lasciamo perdere la favoletta dello stadio provvisorio in provincia, mai presa in considerazione da chi avrebbe dovuto metterci la pila per farlo, benché i propri rappresentanti, avessero colpevolmente dato vita ad un casting virtuale tra comuni del territorio, su cui è meglio stendere un pietoso velo.
          Lascio perdere quello che avrebbe potuto essere il poi, nella sua visione, perché già nel prima ci sono troppe cose che non tornano.
          Lei insiste con la storia del comunicato che, a suo avviso, non dovrebbe esser fatto: come le ho già scritto, come in precedenza c’erano state fior fiore di inutili conferenze stampa roboanti coi propri proclami (quando nessuno aveva chiesto nulla a nessuno), ora onestà vorrebbe non che ci venissero a dire che non si fa più niente, ma, con la dovuta trasparenza, spiegare e dire cosa sta succedendo.

          • alla fine le corbellerie che ho scritto quali sarebbero ? le ha elencate e alla fine bene o male tutti i punti ci sono i tifosi ce non volevano andare via da parma , i fini elettorali ,il flirt con i comitati , la burocrazia eccc poi che non volessero i fondi all inizio lo dice lei tutto da vedere chi e che non vuole i fondi o un finanziamento da l credito sportivo se c e la possibilita’ ? a elencato le corbellerie e ben o male sono reali poi stavo rispondendo a gosino mica a un tribunale se no spiegavo meglio ma non mi sembra che siano tutte corbellerie come le chiama lei comunque e come le vede il cittadino comune lo svolgimento delle cose

  • Perrone è un grandissimo affabulatore con la tempra e lo stile del democristianone anni 80 in grado di trasformarsi e sopravvivere a decadi di cambiamenti. Come il più gornato e nascosto Paini sono personaggi epici, da studiare. Mi dicono cmq che i tabaccai, scornati dall’esercizio del Real dell’opzione sui Nico Paz abbiano chiesto un prestito di 60 pali a Kraus……vehhhhhhhh

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