venerdì, Agosto 21, 2026
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STREFEZZA AL PARMA? NON È SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI…

(Vincenzo Bellino) – L’avventura di Gabriel Strefezza a Parma, almeno formalmente, si è conclusa. Il prestito secco è terminato, il giocatore è rientrato all’Olympiakos e, ad oggi, il suo futuro è tutto da scrivere. Eppure, nonostante i saluti di fine stagione e il ritorno alla casa madre greca, continua a rimanere aperta una domanda che riguarda il mercato Crociato e le ambizioni del club: il Parma proverà a riportarlo subito a Collecchio? Chi legge le nostre colonne conosce già la nostra posizione.

Già durante la stagione avevamo sostenuto come l’investimento su Strefezza rappresentasse una delle intuizioni più felici della gestione Federico Cherubini. Non tanto per una questione anagrafica, quanto per la sua evidente funzionalità all’interno dei meccanismi di squadra. Assieme ad Hans Nicolussi Caviglia, il fantasista italo-brasiliano è stato uno dei correttivi che hanno consentito al Parma di trovare quell’equilibrio e quella qualità offensiva che erano mancate nella prima parte della stagione, che hanno garantito il raggiungimento, in anticipo, dell’obiettivo.

Proprio per questo, oggi il tema torna di stretta attualità. Perché se nei mesi scorsi sembrava difficile immaginare che la società potesse investire su un giocatore prossimo ai trent’anni, l’esperienza appena conclusa ha dimostrato che, talvolta, il rendimento e la funzionalità possono valere più di qualsiasi rigidità anagrafica. E allora la domanda non è più se Strefezza abbia fatto bene a Parma. Lo ha fatto. La domanda è un’altra: ammesso che il Parma voglia davvero riportarlo in Emilia, avrà argomenti sufficientemente forti per convincerlo a scegliere ancora il gialloblù?

Prima e dopo Como-Parma, Cesc Fabregas ha speso parole che definire lusinghiere sarebbe riduttivo. Elogi continui, attestati di stima pubblici, quasi un corteggiamento a cielo aperto. Al di là delle iperboli che hanno fatto sorridere e discutere (l’accostamento a Maradona), il messaggio era chiarissimo: l’allenatore spagnolo considera Strefezza un giocatore di livello assoluto e uno degli elementi che conosce meglio. In un calcio nel quale gli allenatori incidono sempre di più sulle strategie di mercato, e dove al Como il peso specifico di Fabregas appare enorme, questo particolare non può essere sottovalutato.

Anzi, forse è proprio questo l’aspetto che dovrebbe preoccupare maggiormente il Parma. Perché una cosa è trattare con l’Olympiakos, altra cosa è ritrovarsi a competere con un club che sembra intenzionato ad assecondare ogni desiderio del proprio tecnico, specialmente quando il tecnico in questione è il principale artefice della crescita della squadra lariana. Il punto, però, è che la questione potrebbe non dipendere soltanto dalla volontà del Parma o dall’insistenza di Fabregas. Potrebbe dipendere soprattutto dalle ambizioni personali del giocatore.

Quando Strefezza ha raccontato la propria esperienza in Grecia ai canali della Lega Serie A, ha usato parole che meritano una riflessione. Parlando della sua partecipazione alla Champions League con l’Olympiakos, ha spiegato che “è stata la cosa più bella da calciatore” e che affrontare squadre come Real Madrid, Barcellona e Arsenal ha rappresentato la realizzazione di un sogno coltivato fin da bambino. Ma il passaggio più significativo è arrivato subito dopo. “Voglio ancora la Champions e segnare un gol”, ha confessato. Non una frase di circostanza, ma una dichiarazione d’intenti. Perché lascia capire come quel capitolo non sia affatto chiuso nella sua testa. Ha vissuto l’emozione della massima competizione europea, ma vuole tornarci. E possibilmente da protagonista.

E qui il discorso si complica inevitabilmente per il Parma. Perché il club crociato può certamente garantire centralità tecnica, continuità di impiego, un ambiente sano e un allenatore come Carlos Cuesta, che il giocatore stesso ha elogiato pubblicamente. Può offrirgli una squadra nella quale è diventato rapidamente un punto di riferimento. Può offrirgli una piazza che lo ha apprezzato sin dal primo giorno e una società che, grazie al lavoro di Cherubini, ha dimostrato di saper riconoscere il valore dell’esperienza quando serve. Ma può offrirgli la Champions League? La risposta, realisticamente, è no.

Può promettergli un percorso verso l’Europa? Forse. Ma anche qui occorre mantenere i piedi ben saldi a terra. Il Parma sta costruendo il proprio futuro seguendo il principio dell’auto-sostenibilità economica. Un principio che comporta inevitabilmente limiti e sacrifici. Significa investire con attenzione, valorizzare il patrimonio tecnico e, in alcuni casi, cedere giocatori per finanziare nuove operazioni. Pensare oggi a un Parma in grado di competere stabilmente per la Champions League appare esercizio di fantasia. E persino immaginare una corsa credibile verso l’Europa League richiederebbe una crescita importante e non immediata. Il Como, invece, sembra muoversi su coordinate differenti. Ha ambizioni dichiarate, disponibilità economiche consistenti e una progettualità che guarda verso l’alto. Se davvero dovesse concretizzarsi il desiderio di Fabregas di riabbracciare Strefezza, il Parma rischierebbe di trovarsi davanti un concorrente difficile da contrastare.

A rendere il quadro ancora più intrigante si sono aggiunti i saluti pubblicati dalla moglie del calciatore sui social. Nulla che possa essere considerato una prova definitiva, sia chiaro, anche perché, come già detto, formalmente l’esperienza si è conclusa con il ritorno al club proprietario del cartellino per fine prestito. Tuttavia il tono del messaggio aveva inevitabilmente colpito molti tifosi. “Parma, sei stata una bellissima sorpresa, davvero. In tutti i modi. Mi sono innamorata dal primo giorno, anche se per poco tempo. Qui sono stata accolta, insieme alle mie bimbe e al mio Gabri. Questa città, la gente, la squadra e i tifosi: il mio grazie. Grazie di tutto”.

Parole che trasmettono affetto sincero e gratitudine autentica, ma che risuonano più come il bilancio di un’esperienza conclusa che come un semplice arrivederci, ma uno Strefezza Bis non va escluso categoricamente: nel calcio le storie possono cambiare anche rapidamente a seconda delle occasioni e delle opportunità che nascono talora improvvise. Un accordo tra club, una telefonata, una proposta economica o tecnica particolarmente convincente possono ribaltare qualsiasi scenario. E proprio per questo sarebbe sbagliato interpretare quei saluti come una sentenza definitiva.

Resta però la sensazione che il Parma, se davvero vorrà riportare Strefezza in Emilia, dovrà affrontare una sfida molto più complessa rispetto a quella puramente economica. Ma è già bello che il Parma ci stia, o ci starebbe pensando, quando, invece, in tanti, magari cavalcando luoghi comuni, davano per scontato che non l’avrebbe mai fatto, in ossequio alla politica aziendale che non prevedrebbe investimenti più o meno consistenti su calciatori attorno ai trent’anni: ma Cherubini, come più volte rimarcato dal nostro direttore Gabriele Majo, aveva già disobbedito portandolo qua, e proprio il fatto che sia stato così funzionale al calcio di Cuesta, potrebbe essere l’argomento giusto per cambiare la filosofia.

Il vero ostacolo potrebbe essere rappresentato dalle ambizioni sportive del giocatore: da una parte c’è una città nella quale lui (basti pensare alla emozionante esultanza dopo il gol lampo al Napoli) e la sua famiglia si sono trovati bene, una società che gli ha restituito centralità e una squadra nella quale ha lasciato il segno. Dall’altra potrebbe esserci l’opportunità di inseguire ancora quel sogno chiamato Champions League che lui stesso ha ammesso di non aver ancora esaurito. Per questo motivo il Parma farebbe bene, comunque, a tentare. Sarebbe una scelta intelligente e coerente con quanto visto in campo negli ultimi mesi. Ma nessuno si illuda che basti semplicemente mettere sul tavolo qualche milione in più. Per convincere Gabriel Strefezza a tornare servirà qualcosa di molto più difficile da garantire: la sensazione che il suo futuro possa continuare a crescere senza rinunciare alle ambizioni che, a quasi 30 anni, ossia all’apice della carriera, sembrano essere più vive che mai… Vincenzo Bellino

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13 pensieri riguardo “STREFEZZA AL PARMA? NON È SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI…

  • Siberianhusky

    È evidente che il giocatore non è entusiasta di rimanere a Parma e, avendo passaporto italiano, il Como ha interesse a inserirlo nella lista Champions. Credo che sia opportuno virare su altri profili.

    • Io, invece, credo che il Parma debba cercare di fare il massimo per tenerlo: No Strefezza No Cuesta, mi verrebbe da dire ripigliando ed adattando il celebre slogan No Martini No Party: se è stato trattenuto (non so con quanta voglia) l’allenatore, è giusto fare di tutto per assicurargli l’elemento che più lo ha aiutato a superare i punti deboli del suo gioco. Poi è evidente che esistano tanti profili, ma non è detto che siano altrettanto funzionali: motivo per cui è giusto fare di tutto e di più per riportarlo qua. Poi che il Como (e forse anche il Napoli da lui trafitto con un gol lampo al Tardini) possano essere concorrenti pericolosi lo sappiamo bene, ma noi abbiamo Cherubini…

      • Siberianhusky

        Cherubini ha certamente già nel mirino alternative che non faranno rimpiangere Strefezza. Ci sono giovani italiani interessanti in quel ruolo e abbiamo un ragazzo come Cardinali che merita una chance.
        Se si vuole pescare all’estero ci sarebbe Agustin Hausch, ragazzo argentino molto, ma molto forte. Grande corsa e grande tecnica. I cross per Pellegrino e Elphege non mancherebbero.

        • Indubbiamente il CEO – ed il suo staff – avranno nel mirino alternative, che poi non facciano rimpiangere Strefezza sarà il campo a sancirlo. Tuttavia, ritenere che un ragazzino come Cardinali (per il quale posso anche simpatizzare avendo seguito i primi passi della sua carriera dall’interno) appena uscito dalla Primavera possa sopperire a Strefezza, mi pare un po’ pretenzioso… Non conosco Hausch non essendo esperto di calcio internazionale, però credo che non siano le qualità tecniche individuali a poter fare la differenza, quanto l’intelligenza di esser funzionali alla squadra

  • Strefezza difficilmente resterà a Parma. I motivi? Tanti. Da un lato il desiderio del giocatore di calcare i campi di Champions League e il feeling con Fabregas, da sempre suo grande estimatore. Dall’altro i costi: l’ingaggio e il prezzo del cartellino (anche in rapporto all’età) sono fuori dai parametri dei ducali.
    Niente paura, però: cedendo qualche pezzo pregiato si può comunque costruire una rosa competitiva. Le richieste per alcuni giocatori del Parma non mancano e il mercato funziona così: quando ci sono più acquirenti, il prezzo lo fa chi vende.

  • Veeeeehhhhhhhh lo paghi te Stefrezza???????E poi cosa vuoi dopo Stefrezza la pensione? Ahahahhahhaahhaahaha Stefrezza questa società veeeeehhhhhhh abbiamo Frigaaaaaaaaannnnnnnnnnn!!!! Dimmi te chi ha uno come Frigan? Il Como ha Frigan e Benediciac??????

    Abbiamo già passato i 12 mila abbonamenti? Perché Balestrazzi che non parla mai di Keita, Pellegrino e Susuchi non ci informa sui numeri della campagna rinnovi???? Che grazie alle notizie di mercato e ambizioni di Kraus sta avendo un successo clamoroso

  • C’è un motivo per cui a Como ci sono i tabaccai, a Newcastle i sauditi del PIF, a Nottingham un ricchissimo greco e qui Kraus?

    • Davide c è un motivo perché il parma deve avere un tifoso come te ? Per cui ci sta che noi abbiamo krause e altri tabaccai greci e sauditi …. se frigan fa 15 goal prometti che scappi in Congo paese dell ebola !

  • Dopo cuesta non facciamo la stranezza mania v e ne di profili funzionali in giro per il mondo ! Un tentativo lo faranno ma farci prendere per il collo dai greci non mi sembra il caso il mondo è ampio !

    • Altri club non esercitano l olzione riscatto perche magari in un secondo tempo lo prendono a 2 3 milioni in meno..dipende in questo caso dalla voglia di altri club di prenderlo e ci sono..e di strefezza di avere ingaggio piu alto e questo secondo aspetto in questo caso fara’ la differenza.avevo pronosticato il sicuro non riscatto un mese fa..spero di essere smentito.

      • Non so di cosa parli strefezza era in prestito secco per cui non ci sono riscatti possibili

        • Per strefezza ce anche ol torino richiesto da abate occhio..tra non molto poi cambiera’ propieta’ ..penso che come scquadra strefezza posso essere affascinato da una realta’ piu grande.vedremo..per quamto riguarda il prestito secco di strefezza posso essermi sbagliato.ad ogni modo de il parma volrva fare sul serio con lui poteva muoversi per ingaggiarlo in po prima ora ce molta concorrenza.saluti

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