CALCIO E CALCIO ESTATE: SECONDO AMPOLLINI LA SOCIETÀ NON HA NECESSITÀ DI VENDERE
(Ale Pongonazzo) – Parma, mercoledì 22 luglio 2026, 12 Tv Parma manda in onda la penultima puntata del programma Calcio e Calcio estate. Parma, sabato 22 agosto 2026, ore 20:45, fischio d’inizio per i Crociati nel campionato di calcio di serie A 2026-2027: Parma-Cagliari, Stadio Ennio Tardini (Majo prepärot pr’al Diretton). Un mese, solo un mese separa la messa in onda della trasmissione dall’inizio della nuova stagione calcistica. Tutto pare avvolto dalla solita confusione, ma sono soprattutto le ridondanti attese a caratterizzare questa estate.
Tutto immobile nell’aspettare che le volontà altrui permettano anche gli intendimenti propri, un autosostentamento che pare rimesso nelle mani dei nostri competitori, che rimettano a noi i Suzuki, i Keita e i Pellegrino, come noi rimettiamo i Benedyczak, i Kouda e i Joujou ai nostri debitori, non abbandoniamoci alle tentazioni di acquistare qualche giocatore prima di aver incassato per le vendite, e liberiamoci dal calciomercato. Amen
Qualcuno obbietterà che sono già state effettuate operazioni con esborso di danari: Daffara, Nicolussi Caviglia, Cremaschi e Lontani, qualcun’ altro sottolineerà che due di questi fanno parte del gruppo squadra da tempo ed il loro riscatto, se non previsto, era quantomeno fisiologico. Il portiere Daffara risulta in ingresso unicamente in sostituzione del sicuro partente Suzuki, il giovane Lontani si apprende sia aggregato alla prima squadra grazie alle recenti parole dell’allenatore della Primavera Nicola Corrent, diversamente, in molti non avrebbero avuto chiara la collocazione del giovane attaccante. Mercato, questo?
Proveranno a rassicurarci, turbarci o consolarci i due ospiti di serata: Luca Ampollini e Stefano Brianti, sapientemente governati da Alberto Rugolotto in conduzione. Molti sottolineano come il mercato sia anche per altre squadre parole e non fatti, aspetto rassicurante che dovrebbe apparire per quello che è: un imperdonabile spreco. La possibilità di regalare all’allenatore una squadra, se non completa, quantomeno vicina a quella che si vedrà durante l’anno dovrebbe essere un imperativo. Evidentemente questa possibilità non sussiste, ma non confondiamola con una scelta, diversamente sarebbe una decisione singolare l’allinearsi a chi non può pur potendo.
Ancora meno comprensibile considerando il filo conduttore della serata, più che altro una gómena, al grido: “il Parma non ha necessità di vendere“ per spiegare, in ragione delle tante voci di mercato riguardanti giocatori in uscita, che sarà la società a formulare un giusto prezzo e relative condizioni. Evidentemente questa assenza di necessità in riferimento alle vendite deve essere presente anche in campo acquisti, nonostante molti pareri vadano nella direzione opposta.
La trasmissione in realtà si apre con dissertazioni mondiali su cui soprassediamo, siamo invece costretti a rilevare la fermezza con cui Ampollini si è speso per giustificare alcune delle ultime scelte della società. Gli allenamenti a porte chiuse, vengono considerati una condizione obbligata in dipendenza dell’inadeguatezza del centro sportivo a Collecchio per ricevere “ospiti esterni”, (anche perché la ristrutturazione presentata con grande pompa nel 2023 è finita sul binario morto) mentre il Tardini non sarebbe stato, per altri motivi agronomici, disponibile. Il tutto già circostanziato dal Majo nel suo pezzo: “Diario Crociato / Le porte chiuse? colpa del caldo…”.
L’Ampo utilizza un esempio convincente per chiarire il tutto nel supporre come un’accidentale caduta da un gradone da parte di un ipotetico tifoso avrebbe potuto generare un problema non trascurabile. Tuttavia, viene da domandarsi cosa sarebbe accaduto se l’albero che forniva cotanto soave rinfresco dalla calura con la propria ombra fosse caduto in testa ad Andrea Agnelli, entrato ad Alcatraz nonostante la sussistenza delle medesime circostanze. In questo caso v’è un richiamo, nonostante tutto, ad evitare una sorta di provincialismo nello stigmatizzare quella visita, forse travisando il fatto che non è la visita in sé ad aver fatto trasecolare buona parte della tifoseria, ma il modo con cui è stata pubblicizzata, con sprezzo delle sensibilità Crociate (ignorandole o fregandosene bellamente).
In ogni caso, Alberto Rugolotto, per quanto attiene alla situazione porte chiuse per i tifosi, sottolinea come sarebbe stato corretto praticare una comunicazione più chiara e completa per evitare incomprensioni e fraintendimenti. Sarebbe bastato veramente poco, ma si sa, la comunicazione verso i tifosi non pare sì semplice e fluida come l’avvisare dell’avvistamento di Andrea Agnelli a Collecchio.
Piccolo richiamo anche alla situazione punti ristoro al Tardini, che hanno visto spodestati “il Baffo” Angelo Manfredini ed il suo gruppo nella gestione degli stessi. A quanto pare a causa di regole (nuove? vecchie? effetto indesiderato di quanto emerso a Milano?) che non consentono l’affidamento a gruppi di tifosi per questo tipo di esercizi.
La sensazione è che, se si potesse, di calciomercato non se ne parlerebbe affatto, del resto di cosa c’è da parlare? Si parte e si riparte sempre da quel punto: “il Parma non ha necessità di vendere” ed è così che Pellegrino alla Juve piace, ma secondo Ampollini non v’è stata nessuna accelerata in questi ultimi giorni. Il richiamo alla lunghezza del mercato è presente, costante e ripetuto, il fatto che gli affari non dovranno perfezionarsi nelle prossime ore è una verità scolpita nella pietra. Ecco cos’era quel rumore di martello e punteruolo che si sentiva in quel di Collecchio…
Addirittura emerge che molti allenatori preferirebbero non avere la squadra completa in ritiro (ma dabòn?) per poter valutare i giocatori e decidere poi, con tutta calma, chi tenere e chi lasciar partire, per completare il gruppo solo successivamente. Strano, da ogni media si legge ed ascolta di allenatori insofferenti proprio a causa del mercato che latita. L’arte di trasformare debolezze in punti di forza…
Se qualcuno non avesse ben fissato il pensiero, facciamo presente che la società è molto solida e non ha necessità di vendere e, nel caso, lo farà esclusivamente alle proprie condizioni, per questo anche ai destini che riguardano i vari Bernabé, Keita, Pellegrino e chissà quanti altri, sarà applicato questo metodo. Anche per coloro che, come spiegato in trasmissione “si metteranno di traverso” funzioneranno le medesime regole d’ingaggio: “porti i soldi, puoi andare, non li porti, devi rimanere”. Poi, qua e là, si ascoltano ragionamenti da parte dei dirigenti che evidenziano come il trattenere un giocatore scontento e poco motivato sia controproducente ed è così che tante sicurezze sembrano contraddirsi fra loro. Se non si troveranno club disposti a versare nelle casse del Parma quanto preteso per i possibili scontenti avremo una formazione caratterizzata da giocatori “posti di traverso“. Ätor che piede invertito.
Come sempre passano ipotetiche formazioni, sempre molto utili considerando che non si conoscono nemmeno i reali componenti che faranno parte della squadra. In questo frangente si rende necessario riconoscere una menzione d’onore all’Ampo nel parlare di sistema di gioco e non di modulo. Si vede che era stato a Scuola Barone in gioventù… Il medesimo Ampolé rimarca, come fatto durante tutta la stagione precedente, che il gioco di Cuesta ha valorizzato i difensori e non altri ruoli. Ma non sarà che ad essere valorizzata è stata la fase difensiva e non i singoli giocatori? Se fossero davvero elementi sicuri, capaci e forti non avrebbero certo imposto l’adesione alla causa del difendere la propria porta da parte di tutti gli effettivi in campo. L’aver notato, in concomitanza delle occasioni in cui v’è stata una minor partecipazione collettiva alla fase difensiva, il verificarsi di un’ efficacia inadeguata dovrebbe suggerire che i difensori non sono da considerarsi valorizzati e nemmeno valenti (a pärta vòn ch’al ‘s ciama acsì), diversamente non avrebbero avuto necessità di tutta quella cooperazione.
La situazione di Delprato, secondo alcuni, da mesi delineata con un contratto pronto da firmare, ma con resistenze da parte del giocatore nel non accettare di buon grado il rinnovo proposto sembra in attesa di eventuali sviluppi. Ampollini si mostra fiducioso per il volgere verso un esito positivo della tenzone, ma, come peraltro circostanziato anche su propri social, si passa dalla sensazione che il rinnovo si farà, alla possibilità che tutto salti da un momento all’altro. Oracolo flessibile. Situazione Bernabé, filtra meno ottimismo… poi magari rinnova per dodici anni più opzione per altri otto.
La società sta facendo di tutto per riportare Strefezza a Parma con uno stanziamento di fondi ben preciso, oltre al quale non andrà. L’Olympiakos, dal canto suo, non vuole scendere sotto un certo valore. Quindi, si è fissato un valore oltre al quale non si andrà o si farà di tutto magari aumentando l’offerta? Ondrejka dovrà dimostrare il suo valore, non manca un pensiero per il nuovo acquisto Frigan, Benek torna in Turchia.
A Parma stanno tutti bene, il Parma non ha necessità di vendere, gli allenatori non vogliono i giocatori subito in ritiro, chi non andrà via giocherà di traverso (basterà spostare ed inclinare leggermente il campo), il mercato è ancora lungo, si attendono gli ultimi ventisei minuti… Ale Pongonazzo
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Io la penso un po’ diversamente;il nostro mercato pare fermo proprio in attesa di cessioni che aprirebbero a nuovi innesti utilizzando parzialmente i soldi incassati
Diglielo: acca nissuno è fesso…
Più che altro ,il tanto acclamato cambio di sistema di gioco che “tutti” vogliono chiederebbe per forza l inserimento di figure idonee in ogni reparto ;con la rosa 2025/2026 il 4-3-3 è difficile da utilizzare e siamo in pieno ritiro pre campionato;sarebbe buona cosa avere già le perdite per velocizzare l inserimento e l apprendimento del nuovo sistema
Come spiega il nostro Vate Gianni Barone, il “sistema di gioco” è una scatola vuota da riempire: soprattutto gli addetti ai lavori dovrebbero sapere che non è il “modulo” (così chiamato volgarmente) a trasmettere una precisa identità alla squadra. Puoi essere catenacciaro difendendo a 4 con il tridente (specie se finto), puoi essere offensivista pur avendo i cinque dietro. Non basta solo la tattica, esiste la strategia. E quel che mi preoccupa è la volontaria presa di distanza dalla precisa identità che Cuesta aveva dato alla propria squadra, conducendoci ad una salvezza anticipata di 4 settimane
Non capisco perché il mercato non lo facciano fare ai tifosi insieme a lei Majo
Questi dirigenti proprio non capiscono niente
Ringrazio per la stima, ma è giusto che il mercato del Parma lo faccia Cherubini (vecchia volpe del calcio italiano) e dallo staff che si è scelto o che ha trovato) che da Krause è stato messo capo macchina del Parma Calcio (mossa molto azzeccata). Io ne ho a sufficienza di chiosare il suo operato, così com’è giusto che, con educazione, i tifosi dicano la propria. Magari sarebbe meglio ci fosse davvero genuina attenzione al territorio (inteso soprattutto la base, perché non c’è solo l’altezza)…
Io sono d’ accordo con ampollini. Il parma non ha bisogno di vendere. Ha bisogno di soldi e possibilmente tanti. Perciò se qualcuno vuole regalarli , venghino siori venghino
Il Parma non ha bisogno di vendere ma gli anni precedenti insegnano che vende tutto il vendibile, cioè i meno peggio, ed acquista scommesse salvo poi rimediare in Gennaio
Una notizia incredibile
Il presidente del Como
vorrebbe prendere anche il Parma
per 100 milioni.
Krause ha accettato
Controtitolo: “Ampolè, posa il fiasco!”
Salve direttore, commenterà le parole di Pettina’? Trovo inquietante la parte in cui dice che si proverà a migliorare, ma che migliorare non significa necessariamente fare più punti o avanzare in classifica 🤔🙄
Comunque riguardo il tema stadio, le consiglio di ascoltare un’intervista a Malago’ che trova sul canale YouTube di Chora Media… Se ho ben capito, spoilera che l’Italia potrebbe ospitare gli europei 2033 di calcio femminile e dice che questo potrebbe essere un acceleratore per chi volesse riammodernare stadi ma non rientra nei parametri per gli Europei maschili…
Ah beh, se restasse l’attuale proprietà nel 2033, il Tardini non dovrebbe perdere per nulla al mondo l’opportunità di ospitare l’EuroWomen 2033…
Su Pettinà, sarò svogliato, come sono stato svogliato per gli appuntamenti patinati aperti alla stampa… Poi, con tutto il rispetto per il Football Director, però un conto è se chioso Cherubini, un conto se Chioso lui (prendendo il virgolettato da altre testate. Questo, per chiarire che, capisco lo ius prime noctis per sua Maestà la Gazzetta, ma il primo a richiedere, da anni, ripetutamente di intervistare Pettinà, ero stato io, sicché mi scoccia un po’ andare a traino di altrui chiacchierate…
Ci può almeno far sapere se il triangolare di sabato sarà in qualche modo visibile su qualche piattaforma?
Temo da nessuna parte, né ci saranno le indesiderate dirette itineranti di StadioTardini
Speravo chiedesse alla responsabile della comunicazione 😁
Signorina Direttrice, prego
Il dt ampollini e’ persona molto inteligente ma ricordo che ha im ruolo come speker..quindi ha la fiducia della societa’..oltre che essere opinionista a tv parma quindi ben visto anche dall emittente …direi..detto questo in concreto penso che alla gente gliene freghi di cosa vuol fare concretamente il parma..questo non e’ chiaro..esiste solo come fatto attuale stress da mercato estivo..senza sapere quali saranno le entrate valide e sottolineo la parola valide per un futuro roseo del club..io dato i dati di fatto di oggi..compreso il discorso legato alle infrastutture del parma calcio stesso..rimango assolutamente insoddisfatto e critico.
Da come si sta sviluppando questo mercato non dobbiamo aspettarci colpi eclatanti in entrata.
La sola cessione di Suzuki, ossia l’unica attualmente pressoché certa, basterebbe per coprire gli acquisti fatti finora e per compiere qualche altra operazione mirata su giocatori, meglio se italiani, di prospettiva.
Traspare molta fiducia sui giovani prodotti del vivaio ed è giusto sia così perché sono bravi e potranno avere spazio. Non trascurerei Kouda, è forte e sa giocare. Grazie alla sua fisicità ha la possibilità di arrivare a rimorchio da dietro, se si riesce a impostare un gioco fatto di ripartenze veloci.
Sarà importante riuscire a confermare Del Prato, quanto a Bernabè la cosa sembra più difficile…ma mai dire mai. Circa Strefezza va detto che, tra ingaggio e richiesta del club di appartenenza, l’investimento da farsi è importante e che non è scontato che la società voglia farlo. Sicuramente si stanno esaminando anche altri profili
Una sola cessione, sempre ammesso che si riesca a perfezionarka con soddisfazione, è nettamente insufficiente per ke esigenze di corrente gestione. Il Parma dovrà sostenere uscite paragonabili a quelle della passata stagione
Io mi riferivo alle pure esigenze del mercato, come ho scritto.
Quanto ai costi di gestione, la struttura allestita dalla società è stata pensata per un club di importanza superiore rispetto a quella che il Parma ha attualmente.
Per arrivare a quel livello occorrono risultati sportivi ben più alti degli attuali. Tutti speriamo che si raggiunga quell’obiettivo, al momento non è che la strategia messa in atto sia esente da contraddizioni
Io credo che la questione della Solidità Aziendale, vada letta secondo diverse prospettive, per cui le dichiarazioni della società, così come quelle di Ampollini rappresentino una mezza verità.
Io credo che il Parma Calcio, si possa definire una società Solida, nel senso che la Proprietà possiede i mezzi per coprire le eventuali perdite della gestione ordinaria.
E questo credo che sia un fatto incontrovertibile.
Fatta questa premessa, non è automatico (e da un punto di vista di gestione economico-finanziaria di un’azienda, non sarebbe affatto sano) che la proprietà sia disposta, ad ogni esercizio, a coprire tali mancanze. Da qui la necessità di procedere in “autogestione” che non significa altro che coprire le passività di bilancio, con le attività.
Con specifico riferimento al Parma Calcio, dall’ultimo bilancio pubblicato abbiamo potuto osservare come le plusvalenze da player trading, siano state utili a coprire i costi di gestione.
In linea di principio dovremmo attenderci un risultato analogo anche quest’anno. Ma di per se non significa automaticamente che il Parma debba vendere per forza.
Potrebbe anche rifiutare offerte ritenute non idonee, tenere i giocatori in questione e risparmiare sugli investimenti di nuovi innesti. O ancora, coprire le minusvalenze di bilancio con i soldi della proprietà.
Insomma, a mio avviso, la verità è un po nel mezzo.
E’ vero che la società è Solida e non è “costretta” a vendere, ma è altrettanto vero che la strategia su cui la società si poggia è appunto nella cessione di alcuni uomini, per reinvestire su altri calciatori.
A parer mio è tutto un gioco di equilibri, su cui Cherubini & Company debbono saper lavorare, con l’obiettivo finale di ottimizzare le esigenze di bilancio con quelle del campo, entro la fine della sessione di mercato estiva.
Bambole non c’è una lira !