DIARIO CROCIATO / LE PORTE CHIUSE? COLPA DEL CALDO…
(Gmajo) – Come avevo già anticipato in alcuni commenti, postati nell’apposito spazio di StadioTardini.it, ho preferito non partecipare, da giornalista, alla seduta di allenamento di venerdì scorso e, soprattutto, alla sgambata in famiglia di ieri, domenica 19 luglio 2026, in aperta – sia pur sterile fin che volete – polemica con la società Parma Calcio 1913, rea, (secondo il mio pensiero) di aver organizzato a porte chiuse (per tutti, stampa inclusa) il raduno e il primo allenamento 2026/27 della squadra allenata da Mister Carlos Cuesta Garcia e di questo, peraltro, girare – dopo vibrante richiesta del giornalista in servizio della televisione locale, abituale partner commerciale, ma anche, di fatto, editoriale del club – le immagini girate all’interno del Centro Sportivo solo a 12 Tv Parma, evitando di estendere il servizio a tutti gli altri organi di informazione interessati.
Come ricorderete, in occasione della prima seduta di martedì 14 luglio 2026, StadioTardini.it si è prodotto, lo stesso, in una delle proprie celebri “direttone” streaming, dall’esterno del Mutti Training Center, pur non avendo nulla da raccontare di quanto – in gran segreto – stava avvenendovi all’interno, solo per il gusto di marcare la propria presenza comunque in occasione di un evento “notiziabile”, quale, appunto, è l’inizio del pre-season non del Roccacannuccia, ma di una squadra iscritta alla Serie A italiana, di cui ambisce di essere, al termine del torneo, almeno entro le prime 14 della graduatoria. Ringrazio, per avermi accompagnato, in quel contesto, il nostro Luca Tegoni e il prestito dai cugini di Sport Parma, Leonardo Gabelli.
L’apertura alla stampa della successiva seduta di venerdì 17, resasi necessaria per effettuare un media day aperto anche alle emittenti nazionali, dal sottoscritto, che di questo quotidiano on line è direttore responsabile, non è stata ritenuta altrettanto notiziabile, non essendo la prima stagionale, ma la quarta e dunque una delle tante che seguiranno e quindi, senza particolari spunti o curiosità, tali da meritare lo sforzo di esserci. Peraltro, considerate anche le restrittive regole di ingaggio abituali (mi riferisco soprattutto il veto alle nostre dirette itineranti – format molto gradito ai loro clienti, meno a loro – dall’interno, in eventi, si badi bene, non organizzati dalla Lega, ma dalla stessa società) non valeva certo la pena di organizzare qualcosa.
Stessa cosa per la prima amichevole stagionale che, sì, è stata aperta alla stampa, ma anche in questo caso con restrittive regole di partecipazione enunziate, ma poi neppure applicate: leggi e regolamenti che cambiano da un minuto all’altro, secondo l’umore di chi le emana, che, mi pare, abbia un certo gusto a porsi (inutilmente) al centro dell’attenzione, quando, chi cura la comunicazione istituzionale di una società di calcio dovrebbe essere come l’arbitro di una partita, ossia il meno possibile plateale, non essendo lui il protagonista.
Come si sa, ho avuto l’onore di essere il “coordinatore della comunicazione” del Parma Calcio 1913 per diverse stagioni, ma fin da principio, in quell’ormai lontanissimo agosto 2004, in una intervista che raccolse Paolo Grossi per la Gazzetta di Parma, illustrai il mio manifesto, ossia quello di essere al servizio dei colleghi, per favorirne il dialogo con la Società. Insomma, un trait d’union. Inutile dire che sovente mi sono trovato tra l’incudine ed il martello, finendo, per subire personalmente dei colpi da destra e manca, ma sempre a testa alta e schiena diritta, anche quando si trattava di far capire, soprattutto a chi mi pagava e che per questo pretendeva di aver ragione a prescindere, cosa fosse più o meno giusto o conveniente fare.
Le sedute di allenamento chiuse ai tifosi (e in gran parte alla stampa) sono state aperte, con tutti gli onori del caso, all’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, che ne ha approfittato per una rimpatriata con i vecchi amici Federico Cherubini e Federico Crovari, il quale, con la camicia sbottonata alla sua maniera, ne sta riproponendo il look anche alle nostre latitudini. La circostanza non è piaciuta affatto a gran parte della tifoseria Crociata che, per noti fatti che si perdono nella notte dei tempi, hanno in particolare odio la Vecchia Signora e tutte le sue espressioni, anche se, come in questo caso specifico, non più in carica.
In passato, specie per l’educativo scopo di ricordare che non siamo più negli anni ’90, oltre perché nel mio democristiano modo di intendere le cose il tifo dovrebbe essere esclusivamente “pro” e non anche “contro”, ho sempre ritenuto abbastanza risibile questo odio-Juve da parte dei tifosi del Parma, magari neppure contraccambiato da chi ha hater in ogni dove e da decenni ha obiettivi sportivi differenti rispetto a quelli occasionalmente sfiorati dai gialloblù alla fine del secolo scorso (ed anche millennio) dopo i 77 anni precedenti a cavallo di C e assai sporadicamente B: tuttavia se la maggior parte dei clienti detesta il bianconero, non è geniale che gli attuali bottegai si mettano in vetrina con uno dei più noti indossatori dello stesso…
Se non ci fosse ubris, supponenza e non conoscenza approfondita del territorio, non si segnerebbero pericolosi autogol comunicazionali come questo: basterebbe avere l’umiltà d’informarsi e studiare la storia. Non c’è certo da vantarsene, soprattutto dopo che è venuto tragicamente a mancare in modo prematuro, purtroppo, però, i tifosi del Parma, per via di quell’atavica avversione per il mondo Juve, sono quelli che, il 29 agosto 2015, a suon di urla e fischi, zittirono e fecero smettere di parlare, dal palco di Piazza della Pace, Gianluca Vialli, che era stato invitato dai Magnifici 7 e PPC ad assistere alla presentazione del nuovo Parma Calcio 1913, per illustrare un programma di crowdfunding di cui si stava occupando con una sua società che interessava la neonata start-up. Inutile ricordare la rabbia del biologico Nevio, l’imbarazzo del presentatore Piovani e degli altri sotto i riflettori…
La storia racconta, sempre di quegli anni, anche delle dimissioni cui furono costretti i vertici pro-tempore di PPC, allorquando dopo aver postato sui propri social un auto-selfie che li ritraeva allo Stadium per un viaggio-studio a casa-Juve in materia di azionariato popolare, suscitarono sul web una gazzarra mediatica paragonabile a quella seguita in questa occasione alla cartolina di saluti da Collecchio di Andrea Agnelli dell’altro giorno…
Tra le beffe, come già rimarcato nella sua abituale predica domenicale da Don Pongonazzo, anche quella della messa in vendita, attraverso il circuito Getty Images, della foto ricordo della rimpatriata “gobba”, come se a qualcuno potesse interessare pagare per averla (infatti, molti, non solo gli sfigati senza soldi come noi, ma anche altri, si son prodigati a screenshottare gratis il video postato su Instagram)…
Io credo che ad Alcatraz farebbero bene a riflettere su quella che era stata la vera natura dell’oneroso accordo con la prestigiosa agenzia: ossia quella di garantire a tutti, non solo agli abbonati di quest’ultima, la possibilità di avere foto fresche e patinate del Parma, con l’indubbio vantaggio per la società di far circolare nel miglior modo possibile la propria immagine e quella degli sponsor. Cercare di lucrare due lire dalle royalties (escamotage inventato nel tentativo di limitare l’enorme esborso che credo già accontentasse pienamente l’agenzia per l’incasso da guinness conseguito) penso dovrebbe andare in subordine rispetto alla possibilità di finire, con un’immagine ottimale, sul maggior numero di media possibile. Sei il Parma, non la Juve: difficile che qualcuno sia interessato a pubblicare delle tue foto, ma se gliele regali (come a Parma Today che nel credit ha precisato: Foto Getty per concessione del Parma Calcio)… Penso che perdere uno sponsor, per un suo mancato ritorno dalla sponsorizzazione, possa esser peggio…
Ma questi sono cavoli loro… Anche i tifosi, però, specie alla ripresa dell’attività, sono curiosi di conoscere anche il minimo dettaglio sulla nuova stagione: oltre a chiudere loro le porte, anche mettere limitazioni su foto e immagini è controproducente in termini di fidelizzazione e senso di appartenenza. In più, non ha senso considerarsi una casa di produzione, finendo per mettersi in concorrenza con i media. Un conto è esserne al servizio (certo, nel proprio interesse, per le ragioni appena illustrate) rifornendoli a dovere, un altro conto è ostacolarli, impedendo loro di arrangiarsi con le proprie forze.
Della molto informale conferenza post gara di ieri di Cuesta, ad esempio, dalla Società non è stato prodotto il video (ma forse proprio per questo era molto colloquiale) e nessuno dei presenti ha pensato di girarlo, visto che, di solito, non è consentito: agli organi di stampa è stato fatto avere un minutino abbondante (e non proprio patinato) in cui il Mister rispondeva alle domande della direttrice della comunicazione sportiva oltre che istituzionale, ma nulla della interessante chiacchierata coi cronisti presenti, in gran parte trascritta da Lorenzo Fava su Sport Parma. Certo, se mi fossi presentato, avrei potuto ascoltare, ma come spiegavo all’inizio ero in sciopero. E, tra l’altro, manco sono riuscito ad andare al mare come da miei buoni propositi precedenti. Colpa del meteo…
A proposito di meteo: al di là delle decisioni più o meno discutibili in ambito comunicazionale (ribadisco le mie perplessità sul tenere embargato il primo allenamento), a monte ci sono, però, scelte specifiche di chi presiede le Operations al Parma – il direttore operativo Stefano Perrone – che dispone la messa a disposizione delle strutture per le varie attività. E’ lui, in sostanza, a decidere (in accordo con il capo macchina Cherubini, of course) quali impianti possano essere utilizzati e quali no dalle divisioni sportive del club.
A parere dello scrivente, tener chiuso ai tifosi il raduno e il primo allenamento è cosa negativa, soprattutto quando si può contare su ben tre impianti già utilizzati anche nel recente passato in situazioni analoghe. Ora, trapela, che la partita d’inizio stagione, e non più solo una sgambata come la chiamo io, o come si dice oggi, un allenamento congiunto, idealmente avrebbe dovuto essere disputata allo Stadio Tardini e, in subordine, al Noce. Il Centro Sportivo di Collecchio, dove effettivamente si è svolto, dunque, agli occhi del COO è stato un ripiego e, dunque, gestito come tale.
La tribuna del campo gara a Collecchio – quello in erba naturale del Settore Giovanile, con ingresso da Via Spinelli – non viene aperto al pubblico da circa un anno perché, secondo quanto raccolto da StadioTardini.it, mancherebbe la licenza per i pubblici spettacoli. La direzione operativa starebbe lavorando per metterla a norma il prima possibile, nel frattempo, però, sono stati spostati tutti gli eventi aperti al pubblico al Tardini o a Noceto (come, ad esempio, le amichevoli della preseason 2025 con la Primavera di luglio e la gara con la Pro Vercelli ad agosto). Purtroppo, però, a causa del gran caldo, la società è un po’ indietro con il ripristino dei campi e ci vorranno al massimo altri 10 giorni affinché siano pronti…
Vero, all’erba non si comanda, ma, per restare in tema Agnelli, credo che l’Avvocato si sarebbe inalberato non poco se il tradizionale appuntamento di Villar Perosa, che tradizionalmente dava l’avvio alla stagione della Juventus, non fosse stato aperto ai tifosi… Quindi, d’accordo la priorità alle esigenze dei manti, ma se da un anno manca l’agibilità a Collecchio, non ci si poteva muovere prima per riaverla? Vero che nel frattempo la Primavera si è trasferita al Noce (che ha la tettoia e i riflettori ed è un minimo attrezzato per le riprese Tv sul Campo 1), ma chiudere del tutto il Mutti Training Center al pubblico non lo trovo funzionale, anche perché in questo caso credo basterebbe un minimo di ordinaria manutenzione, non del famoso progetto di totale rifacimento, da StadioTardini.it svelato in esclusiva, finito sul binario morto…
Insomma, la direzione operativa del Parma è entrata nell’ordine d’idee di voler usare solo impianti al 100% a norma, anche se in passato (anche recente) si erano presi dei rischi, ma ora basta… Anche a costo che qualcuno (i tifosi esclusi) faccia qualche sacrificio, certe cose vanno evitate. Con l’attuale gestione il motto “si è sempre fatto così” non funziona più! Chiedere al povero Manfredini per la questione dei bar non più gestiti dal CCPC e passati a Doppio Malto, o anche agli stessi Boys, per la questione di occupazione di suolo pubblico…
Insomma, le porte chiuse sarebbero solo per colpa del caldo: sarebbe stato chiesto alla direzione sportiva e all’area tecnica di non usare il Tardini perché non è ancora pronto al 100% a livello agronomico e visto il meteo “severo” e gli impegni ufficiali a breve non si voleva in alcun modo mettere a rischio il manto erboso. Lo stesso dicasi per il Noce dove è stata fatta la stessa valutazione: anche qui il Campo 1 è più indietro del previsto, con l’aggravante, rispetto al Tardini, di dover gestire anche la partenza del femminile, che al momento, a fatica, si sta allenando sul campo 3, ma da martedì prossimo, anche se in rotazione, dovrà esserle concedesso a tempo pieno… Ovviamente, una partita maschile (con un carico notevole) non sarebbe stato funzionale per questo.
A proposito del Noce: il campo gara – anche quando sarà pronto il nuovo che sta crescendo alle spalle dell’Hub, a fianco dell’area cani, frutto della convenzione appena firmata col Comune di Noceto, che lo ha concesso per sette anni e che già è stato puntellato – continuerà ad essere l’1, come adesso.
In vista della stagione 2027/28, quando nella Serie A Femminile, per essere a norma coi criteri infrastrutturali, gli impianti omologati dovranno avere una capienza di 1.500 posti, si svolgeranno dei successivi lavori di adeguamento, andando a ripristinare la gradinata precedentemente rimossa, frontale all’attuale tribuna centrale, che garantirà la capienza richiesta. Il campo nuovo, invece, resterà a rotazione per gestire gli allenamenti e partire minori. Gabriele Majo
LEGGETE E DIFFONDETE
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Già che ci sono sostituiranno pure il tendone con qualcosa di più permanente?
Non credo. Ha appena due anni
Invece la gradinata immagino che avrà 700 posti
Appena arriva la donna cannone
C’ è caldo
Il ritiro andava fatto sul monte Bianco
Lo paghi te veh la sostituzione del tendone??? E poi cosa vuoi anche la pensione?Non siamo mica il Como veh abbiamo Frigan e Benepippa dimmi te chi ha Frigan vehhhhhh.
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