GUERRA E LA TEXTURE COI SAMPIETRINI DELL’APE MAIA. E LA PUMA METTE IL RENNAIS IN CROCIATA
(Gmajo) – Per poco stamani non gli rovinavo la festa… Il nostro preziosissimo lettore Luca M., infatti, nella notte aveva scovato e mi aveva immediatamente girato la “spoilerata” della maglia away del Parma Calcio 2026/27 appena pubblicata da tale Kamil Berbeler che è una sorta di “kit insider”, ossia uno che va in giro scoprendo in anteprima le maglie delle squadre professionistiche di calcio. Manco il tempo di fare una verifica con qualcuno dei miei insider per verificare che non si trattasse di un fake, e, guarda un po’, il Parma Calcio, poco dopo, ufficializza attraverso i propri canali social la nuova Ape Maia (che ha raccolto molti consensi per la linea sobria, essenziale, senza fronzoli anche tra i più noiosi degli esteti).
Successivamente la direzione comunicazione istituzionale del club, contraddicendo la propria ultima restrittiva policy in merito alle foto, avrebbe fatto avere alle varie testate, con liberatoria di utilizzo, un rullino, con i posati dei vari testimonial scelti per lo shooting, stavolta eseguito nella Biblioteca Umanistica dei Paolotti, uno dei luoghi simbolo della vita culturale e universitaria di Parma.
I ragazzi che han posato – e questo, come arguito da un utente di una frequentata chat WhatsApp di tifosi è un dettaglio sempre molto importante, perché vengono scelti calciatori che si possono considerare incedibili, per lo meno a breve – sono Benjamin Cremaschi e Hans Nicolussi Caviglia (peraltro appena riscattati, a testimonianza della fiducia in loro) e, per la squadra femminile, con tanto di scritta Parmalat che fa sognare i nostalgici della grandeur, Maria Gueguen (cresciuta nella cantera gialloblù). Per la prima maglia erano stati scelti, invece, Circati e Valenti, una difesa di ferro, anche se non sarei così certo che resteranno al 100% e Cecilia Prugna delle Women, che risulta nell’elenco diffuso oggi delle calciatrici che hanno iniziato la nuova stagione agli ordini di Mister Giovanni Valenti.
Potremmo considerare un testimonial d’eccezione anche il sindaco di Parma Michele Guerra, che ha immediatamente ricevuto in dono (e ne ha fatto una storia IG) l’ultima ape-maja esaltandone la texture con all’interno i sanpietrini di Piazza Garibaldi: “Elemento caratterizzante dell’iconica maglia gialloblu è la texture grafica ispirata alle tradizionali pavimentazioni di Piazza Garibaldi e, più in generale, delle piazze italiane – si legge nelle nota del sito ufficiale parmacalcio1913.com -. Un dettaglio visivo che crea un legame diretto con il cuore della città e richiama il concept “Una piazza per l’Europa” che ha accompagnato la candidatura vincente di Parma a Capitale Europea dei Giovani 2027. La maglia celebra questo importante riconoscimento, esprimendo i valori di partecipazione, innovazione e appartenenza che hanno portato Parma a conquistare il titolo”.
Qualche purista, ha avuto un po’ da eccepire sulle tinte, in particolare la tendenza ad esser più giallazzurri (manco fossimo il Frosinone) che gialloblù, ma parmacalcio1913.com spiega che dal punto di vista del design, l’Away Kit si distingue per una base Faster Yellow, valorizzata da righe orizzontali in Clyde Royal, gli iconici colori del Parma Calcio. Completano il look un elegante colletto girocollo a costine e uno scudo con la scritta 1913 sul retro del collo, un dettaglio che celebra l’anno di fondazione del Club. Almeno, però, stavolta, rispetto alla Crociata presentata il 5 giugno, il logo del club è tornato sul cuore (a sinistra) e non al centro (per esigenze di sponsor).
Intanto, StadioTardini.it, grazie alla preziosa segnalazione del nostro lettore AR, è in grado di mostrare come la Puma – in questo caso imitando un po’ la Erreà che aveva fatto altrettanto con una moltitudine di clubs territoriali e non – abbia deciso di vestire con la Crociata classica del Parma (a parte i calzoncini bianchi in luogo dei canonici neri) la formazione dello Stade Rennais. In questo caso, come documenta il sito specializzato Footy Headlines, la biancocrociata non è, però, la prima divisa come per il Parma, bensì la maglia da trasferta.
Insomma, non siamo gli unici Crociati… Il template è lo stesso Puma del Parma. Il design della divisa, in particolare riporta la croce nera, ma in questo caso non omogenea e compatta come la nostra, e lo storico motto bretone “Kentoc’h mervel eget bezañ saotret” ossia “Meglio la morte che il disonore” all’interno del colletto, che rappresenta un potente tributo alla regione d’origine del club, al suo patrimonio e alla sua gente appassionata. In sostanza, dunque, colore e croce sono un omaggio alla Bretagna. Gabriele Majo
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Da quando è stato preso STREFEZZA l’ attacco si è svegliato dal suo lungo letargo.
Lo vogliamo confermare o ce lo facciamo fregare?
Strefezza ha ravvivato l’attacco
Senza di lui Via Crucis in agguato
La maglia dell’ APE è allegra.
Quella con la croce da morto è triste
La seconda maglia meglio della prima.
I sanpietrini…
Non sanno veramente che cazzo inventarsi, per parlare del niente.
Neanche a me piacciono i sampietrini. Era meglio stilizzate il Tardini o i monumenti della città. Ce li vedo già i reggiani a camminarci sopra