venerdì, Ottobre 9, 2026
L'OpinioneNews

IL PETTINA’ (ORA PARLANTE), L’AMPOLLINI E LE IMPELLENZE DI MERCATO…

(Gmajo) – Ieri, nello spazio commenti, il nostro lettore Forza Parma ha cercato di forzarmi ad uscire dal letargo – che mi sono auto-imposto, non sentendomi per nulla allineato alle linee guida dell’attuale direzione comunicazione del Parma Calcio, in materia di aperture/chiusura al pubblico degli allenamenti pre-season della squadra, e copertura audio/video delle gare amichevoli – chiedendomi di commentare le dichiarazioni del “Ds made in Parma”, al secolo Alessandro Pettinà (nato a Verbania, non proprio nella Piccola Parigi, il 26.06.1991), finalmente parlante, ma solo a beneficio del collega Sandro Piovani della Gazzetta di Parma che da tempo lo richiedeva, anche se non saprei dire se da prima o dopo le manifestazioni d’interesse ufficiali – pubbliche e private – inoltrate dalla testata giornalistica – StadioTardini.it – che mi onoro di dirigere.

Noblesse oblige, per carità di Dio: giusto che lo ius primae noctis spetti al più antico quotidiano italiano – che una volta si credeva fosse nato nel 1735, ma poi, dopo successive ricerche, si dice fondato nel 1728 – l’unico superstite nella democraticissima Parma, che, nel desolante panorama informativa che la caratterizza, offre, in alternativa, solo qualche testata on line, però, oggettivamente, non è molto arrapante per chi esercita la professione del giornalista dove andar sempre andare a “chimicare” le dichiarazioni rilasciate ad altri.

Un conto, però, con tutto il rispetto per Pettinà, è chiosare il verbo del CEO Federico Cherubini – che ha saldamente nelle proprie mani la gestione della Società e che ogni tanto responsabilizza i suoi collaboratori – un altro conto un suo subalterno, teoricamente di alto grado, e il cui silenzio sino a ieri rappresentava una sorta di anomalia, anche se, in una recente colazione per la stampa, ci era stato fatto presente che c’è al mondo gente come Paratici che ha vinto scudetti, tacendo…

Tuttavia, una parte delle dichiarazioni di Pettinà – specie se considerate in solido con quanto sostenuto soprattutto da Luca Ampollini, ma anche da altri partecipanti all’ultima puntata di Calcio e Calcio Estate – a proposito del presunto mancato bisogno del Parma Calcio di vendere per acquistare (al mercato) merita di essere approfondita. Come si suol dire, prima la cronaca, poi il commento, ecco, dunque, il passaggio de quo dell’ultima spokesperson ducale, sperando non si sia trattato solo di una tantum, ma l’inizio di una lunga serie di esposizioni mediatiche di chi, sinora, operava coperto da un cono d’ombra (per lo meno mediatico).

«…Noi siamo una società, è vero, che cerca la sostenibilità, ma non siamo una società che a qualsiasi costo deve reperire sul mercato le risorse per mantenere poi la competitività nella categoria e lo abbiamo più volte dimostrato nel corso delle ultime due stagioni. Grazie alla solidità della nostra proprietà, possiamo fare delle scelte anche coraggiose sul mercato, magari impegnative da un punto di vista economico. E secondo me deve essere una responsabilità, ma anche un orgoglio: i principali asset sono di proprietà. Se noi avessimo valorizzato dei giovani non di proprietà, magari avremmo ottenuto qualche risultato migliore, ma avremmo avuto meno attaccamento».

Di qui, la summa nel catenaccio del giornale: «Sostenibilità per il nostro club non significa necessariamente dover vendere per comprare», che sarebbe, poi, il tema dell’odierno approfondimento, in quanto questo assioma non mi pare si possa reggere in piedi. Poniamo il caso che il Parma voglia comperare: dal momento che il proprietario ha già manifestato ampiamente la propria volontà di non aprire ulteriormente il proprio portafoglio dopo gli ingenti investimenti sostenuti nella fase di avviamento della sua company calcistica, dove trovare le risorse necessarie per farlo se non con la vendita dei più preziosi dei propri gioielli?

Come argomenta il nostro lettore Markness nello spazio commenti, il Parma, tuttavia, potrebbe anche non dover cedere per forza i propri attuali talenti e mantenerli a libro paga (magari con un certo beneficio per la competitività, dal momento che distruggere e rifare ogni anno non giova alla medesima), senza prodursi in nuovi innesti,  però, lo stesso, stante la volontà (virtuosa) di voler mantenere i conti in ordine, e senza trasfusioni col sangue della proprietà, resterebbe il problema della gestione corrente, al cui fabbisogno non sono certo sufficienti i proventi di sponsoring/ticketing e anche la manna dei diritti tv, via via si è ridotta nel tempo diventando insufficiente per la bisogna.

Senza dimenticare che, comunque, sulla fiducia di poter effettuare le uscite da tempo programmate, ma non ancora perfezionate (e a mio modesto avviso, rispetto all’anno passato, in cui molto aveva giovato anche l’effetto sorpresa, mentre ora è di opinione corrente che il Parma deve vendere e quindi l’ok il prezzo è giusto è più facile lo pronunci l’acquirente e non il venditore) il Parma, sino ad ora, ha già sostenuto alcune importanti uscite per i riscatti di Cremaschi, Nicolussi Caviglia e (se proprio vogliamo) Carboni, oltre ai nuovi arrivi Daffara e Lontani, non certo pareggiate dalle cessioni di Benek, peraltro non ancora ufficiale e vedremo quanto realmente porterà in cassa, di Partipilo al Barletta, e men che meno il prestito di Rinaldi al Catania, lasciando perdere i movimenti minori…

Fossi stato il consiliore di Pettinà, gli avrei suggerito di evitare, nell’intervista, il passaggio in cui parla delle scelte coraggiose sul mercato, magari impegnative da un punto di vista economico, fatte grazie alla solidità della proprietà, perché, a ben vedere, per esempio, non è grazie allo scorso mercato estivo che il Parma ha mantenuto la competitività nella categoria, come asserisce lui, grazie agli asset di proprietà (Zurlini ci ha fatto una capa tanta, nei direttoni dello scorso campionato, sul modesto apporto degli arrivi estivi, peraltro stra-pagati e che ci si augura possano dare soddisfazioni ora), quanto grazie alle disobbedienze (alle linee guida della proprietà) di Federico Cherubini, che ha puntellato una rosa difettosa con i decisivi e funzionali prestiti di Nicolussi Caviglia e, soprattutto, Strefezza.

«Se noi avessimo valorizzato dei giovani non di proprietà, magari avremmo ottenuto qualche risultato migliore, ma avremmo avuto meno attaccamento». Io credo che gli ideologismi siano sovente nefasti: va bene darsi qualche regola di principio da seguire, ma quando si ha di fronte l’evidenza che la deroga alle stesse è alla base della salvezza (non centrarla equivale a danni incalcolabili anche per la conseguente perdita di valore dei propri tesserati), io eviterei di insistere sul credere perfette le proprie teorie…

Nella sua chiacchierata con Sandrino (Mercadanti copyright), Pettinà non ha mai citato l’altro ex potentissimo, col quale faceva coppia fissa, ma che a Natale ha salutato la compagnia, Mathieu Lacome: nel citare tutti gli altri, poi, ha mischiato direttori sportivo e managing director sport come se fosse la stessa cosa, quando i ruoli erano ben diversi, come dovrebbe ben sapere. Comunque «Alla fine il nostro lavoro è cercare di mettere a disposizione dell’allenatore le migliori risorse per poter esprimere il suo lavoro. Lui poi ha lo step più difficile, perché le sue scelte possono incidere nella valorizzazione o meno di quegli asset. Se oggi siamo solidi dal punto di vista tecnico ed economico è grazie alla proprietà che ci ha dato le possibilità di fare degli investimenti, è grazie allo scouting che ha trovato i profili. Ed è grazie poi a chi li ha comprati. Una catena, ognuno ha delle responsabilità e dei meriti, però quando un pezzettino non funziona poi si perde tutto il filo».

Vorrei chiudere con quello che Piovani ha definito il tema del giorno, ossia i contratti a scadenza: quelli che più fanno rumore sono quelli non per tempo (o in sicurezza) confermati di Bernabé e Cap. Delprato e Bernabé, ma Pettinà è sereno…: «Le affrontiamo in maniera molto serena, anche perché il tema delle scadenze è un tema molto sentito in Italia onestamente, perché poi ci sono grandissimi club e grandissimi giocatori che rimangono a scadenza e rinnovano il giorno dopo la naturale scadenza di contratto con il club. Noi abbiamo avuto l’esperienza l’anno scorso con Estévez ed è stata un’esperienza molto serena e secondo noi conclusa nel rispetto reciproco in maniera positiva. Come dicevo stiamo vivendo questo passaggio in maniera molto serena, anche i ragazzi si stanno allenando al meglio delle loro possibilità. Ci piacerebbe provare sicuramente a definirle il prima possibile, ma non lo viviamo come una priorità o una pressione. Lo viviamo come un’opportunità di rendere chiaro per tutti, anche per loro, il futuro. Per noi è molto chiaro. Noi le idee le abbiamo chiare le abbiamo comunicate e trasferite. Poi ripeto, i matrimoni si fanno sempre in due». E se Pettinà è sereno, lo siamo tutti… Gabriele Majo (foto in evidenza di Max Morelli dalla fotogallery di Sport Parma)

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

IL PETTINÀ PARLANTE E’ IL VERO SCOOP DI CRONACHE DI SPOGLIATOIO

CUESTA, LA PAZZA IDEA DI PETTINA’ BENEDETTA DA CHERUBINI E KRAUSE

A CHERUBI’, DOPO AVERGLI DATO LA FACCIA, DIA LA VOCE A PETTINA’…

CROVARI CONSILIORE DI PETTINA’. NOTARI BROTHERS: MAMO QUASI OK, MATTIA TRATTA

DELPRATO, CAPITANO SILENZIOSO. NON UN MERCENARIO!

PARMA E DELPRATO: FATE LA SCELTA GIUSTA!

ARMISTIZIO

CHERUBINI CONFERMA I NOTARI BROTHERS IN DIRETTA TV. GLI OBIETTIVI DEL PARMA

LA CENTRALITA’ DI CROVARI NEL PARMA DELLA CONTINUITA’

MEET & GREET CON ANDREA AGNELLI

DIARIO CROCIATO / LE PORTE CHIUSE? COLPA DEL CALDO…

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

14 pensieri riguardo “IL PETTINA’ (ORA PARLANTE), L’AMPOLLINI E LE IMPELLENZE DI MERCATO…”

  • Felice di averla spronata a scrivere e di essere stato nuovamente citato in un suo pezzo 😁
    Peccato non abbia commentato la frase sui miglioramenti che non devono coincidere necessariamente col fare più punti rispetto all’anno scorso…. anche sui forum si parla molto di questa curiosa affermazione…

    • Si commenta da sola…

      Ho scelto un tema, che poi son diventati due…

    • Dove sta la difficoltà di comprendere che non tutti gli anni la quota salvezza è uguale idem
      La quota Champion idem quota Europa per cui anche con meno punti magari saremo 10 decimi e non dodicesimi ….. e quindi con meno punti abbiamo migliorato … magari con un gioco meno difensivista per cui anche a parità di punti o un punto meno con un
      Po di bel gioco e ,’un miglioramento … adesso non direte che abbiamo giocato bene l anno scorso ! Migliorare il gioco è un obiettivo a cui si può sacrificare qualche punto visto la salvezza a 5 giornate se fosse a tre giocando bene è un miglioramento non è difficile da comprendere ma qui basta criticare si sa

  • Diciamo pure che quella frase…forse… fa capire perché non abbia parlato fino ad ora…
    Sono autogol mediatici assolutamente evitabili…

  • Fred buscaglione

    Sta solo mettendo le mani avanti ,del resto puntando alla coppa Irpef mica devi giocare a futbol

  • Non sentivo/leggevo una frase così irritante dai tempi di Pede…

  • Scusate ma c’è per voi qualcosa di positivo che fa il Parma calcio? Onestamente sento solo critiche ( che a volte ritengo faziose ma e’ un mio modestissimo parere) mai un minimo elogio
    Di

      • Ma di sicuro non da voi …. aahahah infatti concordo con quel signore possibile che non vi va bene nulla solo critiche vi rendete siete spassosi fantasiosi ma credete che il popolo crociato la penso come voi ?

        • Venite fuori voi dalla vostra torre d’avorio…

        • Giovanni Bellini

          è che al Tardini abbiamo visto giocare Zola Veron Cannavaro Thuram Asprilla Melli Crespo e il confronto con la qualità odierna è imbarazzante. Astenersi cultori della Coppa Irpef a ricordarmi che ai tempi compravamo con soldi non nostri, è sufficiente sbirciare a Bergamo Udine o Como per vedere che anche oggi si può fare di più. Avremo anche lo stesso modello aziendale autosostenibile dell’Atalanta e dell’Udinese ma i risultati sono un tantino differenti

    • Fred buscaglione

      Si ,quando il campionato è fermo

  • Educatamente a oggi dico stallo piu completo..stress da mercato gia detto..e nessuna prospettiva di un certo tipo futura.gia sottolineato che per certi giornalisti conosciuti e che ricoprono piu ruoli e’ piu facile dire ..rinnovo di contratto piu vicino..oppure il parma vuole solo cash..invece che ammettere la situazione in concreto..cioe’ e’ tutto fermo..e che alcini giocatori cardine verranno ceduti..con conseguente peso sulla qualita’ della rosa..senza sapere gli investimenti futuri..ma soprattutto in questo sito..la gente non ha l anello al neso..le cose sono molto chiare..

  • Partiamo sempre dal presupposto che ‘a chi sapete voi’ non l ha ordinato il medico di prendere il parma.
    E siccome è una squadra di calcio, chi lo tifa o chi è abbonato (come me) giudica e critica finché vuole. E come vuole, dentro i limiti del buon senso.
    Quel che disturba non è l auto sostentamento, la parsimonia, l oculatezza nelle risorse.
    È la sfacciata discrasia tra quel che si mostra (filmati, pubblicità, dichiarazioni, annunci da red carpet, stadi, acquisizioni del Borgorosso fc) e la cruda realtà di acquisti spesso sbagliati, una gestione dei giocatori ampiamente discutibile, dei risultati sportivi scarsi, degli azzardi continui e dalla gestione nel suo complesso (dall allenatore ai carneadi rigorosamente esteri e compravendite di giocatori rigorosamente estere).
    Basterebbe un po di sana umiltà e una comunicazione onesta.
    Qualcuno (o tanti, a partire dai canali di stampa ufficiali ) forse pensa che in zona si creda che nostro signore sia morto dal freddo dei piedi….
    E anche tutta questa spocchia dirigenziale, manco avessero fatto trapianti di cuore con Barnard in Sudafrica, o avessero in gestione il terzo (ex) segreto di fatima.
    Daila’……

I commenti sono chiusi.