martedì, Ottobre 6, 2026
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QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DE LA SECONDA SQUADRA FEMMINILE DEL PARMA CALCIO

(Gmajo) – “C’è un tema alla base da considerare: il Parma aveva iniziato un discorso a distanza finalizzato a costruire nella testa del sistema l’idea che anche le seconde squadre potessero essere accolte per promuovere il movimento e, diciamo, fungere da serbatoio per le prime squadre. Poiché questa visione non era condivisa a livello di assemblea dei club di Serie A, si è iniziato un percorso nell’ultima categoria del calcio femminile, quindi di Promozione, in cui è consentito in punteggio, vincere, perdere, pareggiare le gare. Poiché i regolamenti nazionali della LND prevedono, al momento, che dall’Eccellenza non si possa più fare uno step e avendo, comunque, il Parma prodotto come documentazione per chiedere agli enti preposti di rivedere questo meccanismo, ma non avendo ancora ricevuto risposta sul tema, se non ci dovesse essere – se – l’intenzione, se non ci sarà la possibilità di fare punti, non ci sembra dignitoso e stimolante proseguire il Campionato di Eccellenza e rimanere fuori classifica: questo sarebbe contrario al principio e alla ratio per cui il progetto era nato. C’è ancora, diciamo, un briciolo di speranza, nel senso che ancora non sono arrivate risposte formali, però il regolamento, per il momento resta quello, quindi di conseguenza, al momento non ci sembra dignitoso costruire una squadra che non fa punteggio”.

Doverosamente, prima la cronaca – ossia la fedele trascrizione del virgolettato integrale della risposta del neo Head of Woman Football del Parma Calcio 1913 Marco Zwingauer (Schwarzenegger, per chi fatica a mandarne a memoria il cognome) alla mia domanda sul destino della seconda squadra femminile, l’anno passato vanto del club – e poi il commento. Innanzitutto, mi trovo perfettamente d’accordo con l’avvocato (sì, Zwingauer, anche se ieri, giovedì 17 luglio 2026, in sala, durante il vernissage della stagione 2026/27 del Parma Women, nell’hub di Noceto, si poteva notare anche Lucia Messori, dell’ufficio legale) quando asserisce che non gli sembra dignitoso costruire una squadra che non fa punteggio, ossia iscritta fuori classifica, un obbrobrio nel quale, seguendo il calcio minore (minorile?) ero già incappato…

Vero che i pionieri pagano sempre lo scotto per le innovazioni che promuovono, però sarebbe stato doveroso – prima di inerpicarsi nell’avventura di mettere in piedi una seconda squadra femminile, composta da ragazze umanissime, con sentimenti ed ambizioni, ora tristemente finiti sotto i piedi (salvo miracoli, ai quali i primi a non credere sono proprio al Parma, avendo già chiesto alla capitana di avvertire verbalmente le compagne che non procederanno all’iscrizione al Campionato di Eccellenza, da loro conquistato con la marcia trionfale della passata stagione, assieme alla Coppa Emilia), per andare “a sfidare” un sistema, magari anche sbagliato (se ne può parlare…) -pensare alle conseguenze che ne sarebbero potute scaturire…

Il peccato, come sovente accade, potrebbe esser stato quella della presunzione, o della ubris, per dirla in greco antico, cioè quello di credere che, siccome siamo il Parma, che ha come Presidente Kyle Krause, che si spende (e spende, uno dei pochi) nel femminile, allora, alla fine, saremmo stati accontentati. In tutto questo, Zwingauer non ha personali responsabilità, essendo appena arrivato e non avendo messo in piedi lui l’ambaradan, ma il suo predecessore Domenico Aurelio – in piena sintonia col responsabile delle Giovanili, il confermato Federico Pangrazi (l’uomo del territorio…) – ma dato che oggi è lui l’Head of Women Football, avendone raccolto l’eredità, gli spetta metterci la faccia e magari continuare a combattere la guerra contro i mulini a vento, intrapresa dal suo predecessore, peraltro, immagino, con la benedizione del CEO Federico Cherubini, il quale, di persona personalmente, spesso si era speso in uscite pubbliche per vantarsene.

Rileggere oggi quelle parole, apparse un anno fa sul sito ufficiale, fa male alle calciatrici – che si sentono beffate e tradite perché il sogno, di cui parlava il CEO, di costruirsi un’opportunità nel mondo del calcio, si è infranto – ed anche ai loro genitori: basti leggere quanto ha postato nello spazio commenti del canale YouTube di StadioTardini.it Alfredo Camellini, da anni sostenitore con tamburi e bandiere delle girls (già nelle giovanili), poi divenuto vice presidente dei Wanderers, ossia i tifosi aderenti al CCPC che seguono la femminile: “Sa cosa non è dignitoso? Sbattere fuori ragazze che appartengono al Parma Calcio Women da 8/10 anni, senza nemmeno un minimo di gratitudine e riconoscimento, nemmeno un colloquio, dopo che grazie a loro si è parlato di Parma Women nel corso della stagione scorsa”.

Sui giornali e sui media di tutto il mondo, grazie all’opera di divulgazione della direzione comunicazione istituzionale del club che così bene ha saputo spacciarla, ha trovato spazio la lieta novella fair play di quel calcio di rigore sbagliato apposta dalla calciatrice Claudia Morelli, poiché il direttore dell’incontro si era palesemente sbagliato nell’assegnarlo a favore delle gialloblù della Seconda Squadra Femminile, che comunque, come al solito, anche nell’occasione stavano già vincendo con un punteggio larghissimo. Probabilmente nessuno si era reso conto che l’episodio – bello, per carità – era avvenuto nel più infimo dei campionati ufficiali, quello di Promozione Femminile, che non saprei a quale torneo maschile equiparare. Fatto sta che, come dice Camellini, il Parma ha beneficiato di un’enorme visibilità, grazie alla moritura Seconda Squadra, o Under 23.

Peraltro, proprio il fatto che quelle ragazze partecipassero al Campionato regionale di Promozione, stravincendo tutte le gare (salvo rallentare, pareggiando, proprio dopo la conquista aritmetica del passaggio in Eccellenza con quattro turni di anticipo) è la dimostrazione lampante di quanto poco performante fosse – per le atlete stesse – quel torneo, alle quali erano state iscritte, appunto più per motivi politici (forzare la mano sulle seconde squadre, convinti di farcela) che non per la loro crescita personale. E’ corretto sostenere, dunque, che siano loro a pagare lo scotto dei pionieri e logicamente anche il loro allenatore, Mister Raffaele Paolicelli, il quale, contattato da StadioTardini.it ha declinato l’invito a parlare di questa situazione, benché sia ormai libero contrattualmente dal Parma Calcio, di cui, al momento, non allenerà altre squadre nella prossima stagione.

Molti dubbi sul pompatissimo second team women li avevo avuti fin da principio e non nascosi queste mie perplessità parlando informalmente – lo scorso settembre in occasione dell’evento vip al Regio in cui vennero presentate Legends e Legacy – con lo stesso Pangrazi e Simone Alberici, Presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna (CRER) della Lega Nazionale Dilettanti LND della FIGC, oltre che Vicepresidente Nazionale del Settore Giovanile e Scolastico SGS (il quale interpellato da StadioTardini.it, nei giorni scorsi, è caduto dalle nuvole sostenendo di apprenderlo da me in quel mentre e non di non sapere di cosa stessi parlando circa l’ipotesi dell’eventuale obbligo di partecipazione fuori-classifica), che volevano convincermi del contrario e della bontà dell’idea, probabilmente nella speranza che qualcosa potesse cambiare nel sistema.

La trovata, purtroppo, non era però piaciuta in Federazione: ad esempio, il mancato nuovo super dirigente Crociato Stefano Braghin (nel fotomontaggio sopra con Cherubini) – che secondo molti rumors avrebbe potuto raccogliere il testimone da Aurelio, poi strappatogli da Zwingauer – si era fatto a propria volta promotore di un progetto seconde squadre, sul modello maschile, raccogliendo solo due voti a favore, il suo, e l’altro proprio del Parma, su dodici clubs aventi diritto. Probabilmente il timore che la Juventus (che lui rappresentava e con la quale in 14 anni aveva vinto tutto) potesse in un qualche modo beneficiarne, aveva prevalso sull’interesse di far crescere le ragazze e di conseguenza il sistema.

Non ho idea di quali entusiastiche parole potessero esser state spese con le ragazze e le loro famiglie per convincerle ad aderire al progetto (stasera, molte protagoniste si ritroveranno in pizzeria per decidere il loro futuro: possibile una diaspora a beneficio del Fraore, che, da ripescato, potrebbe raccogliere in Eccellenza l’eredità del Parma ritirato, oppure il passaggio alla ricca A.S.D. Fortitudo Fidenza 2025, molto solida ed allettante dal punto di vista economico, ma col difetto di esser iscritta solo in Promozione), ma l’addio non è stato dei migliori se, come ci raccontano, nessuno della società ci ha messo personalmente la faccia per guardare negli occhi “le tradite”, lasciando l’incombenza ad una segretaria.

Certo, però, che i chiari di luna, almeno agli autori dell’idea, dovevano esser chiari fin da principio, dal momento che le regole che non consentissero di andare oltre la Promozione erano loro ben note: tuttavia, per quella presunzione di cui sopra e magari per le rassicurazioni di chi dopo ha fatto l’indiano, si erano illusi che la FIGC avrebbe cambiato la regola, proprio grazie a questa iniziativa. Nel consiglio della Divisione – sempre refrattaria ad un certo tipo di novità – l’iniziativa è stata vista come una provocazione.

Il comunicato che consente l’iscrizione di una seconda squadra (professionistica) al campionato regionale, pone dei paletti, tra i quali, appunto, quello che non si possa essere promossi ai campionati nazionali (ossia dalla Serie C in su) e la forzatura del Parma – salvo risposte alle istanze entro i prossimi 10 giorni, giacché il 27 luglio 2026 è la data ultima per l’iscrizione – pare non aver sortito l’effetto desiderato, col grave effetto collaterale della pecca di aver illuso le proprie ragazze, alcune formatesi nel vivaio Crociato, nel quale militano da quando erano bambine ed andavano in giro a fare tornei. Lo stesso comunicato de quo, altresì, regola presenze e partecipazioni delle varie ragazze alle competizioni (questo al fine di evitare che una ragazza di Serie A giochi partite in Eccellenza o Promozione). Si tratta di principi inderogabili per la FIGC, che vennero ribaditi, all’atto dell’iscrizione, dallo stesso segretario generale Marco Brunelli.

Al di là del pasticciaccio brutto de la Seconda Squadra Femminile, ieri è stata occasione, anche per sollecitare il nuovo manager della Femminile circa il  Settore Giovanile, laddove, purtroppo, sembra si stia privilegiando la politica delle forestiere, che costano non poco da mantenere in convitto, piuttosto delle espressioni locali del territorio, che magari non sono inferiori in termini di qualità ed affidabilità, sia pure non protette da procuratori. Sotto il video della risposta di Marco Zwingauer alla mia domanda in merito, durante la sua conferenza stampa di ieri.

“E’ un tema che io sto iniziando ad analizzare in questi giorni e che devo studiare un po’, anche perché va conosciuta coi fatti la geografia del territorio, anche rispetto a chi interessa il calcio femminile, al netto del riposizionamento dei competitor: nel calcio femminile ammetto che concorre una maggiore interazione, me ne sono reso conto, anche perché tutto sommato questa è ancora una società nuova che ha ancora bisogno di un po’ di tempo e un po’ di fortuna sportiva, che dà serenità e capacità di programmare. Però ho trovato persone davvero molto competenti, nel settore giovanile, che hanno voglia, ovviamente anche attraverso i risultati, di consolidare lo standing del Parma, in questo momento particolare, perché molto spesso, in tema di numeri cui accennavo,  bisogna ricorrere anche in categorie come l’Under 17 e l’Under 15 a calciatrici che devono fare dei chilometri veri per venire a fare questa attività. E quindi dobbiamo capire come implementare il numero alla base nel territorio, a Parma e dintorni, portarne sempre più tra le categorie intermedie, anche Under 12 e Under 15, visto che il Parma ha tutte le annate, cosa abbastanza rara, per poi integrare le ultime due annate, cioè Under 17 e Primavera, è una cosa che che sicuramente va attenzionata, studiata e sviluppata in un solco esistente che ha prodotto, d’altra parte, risultati ottimi, la Primavera, che ha iniziato ieri, è una squadra secondo me interessante, che dovrà avere l’obiettivo di migliorarsi partita dopo partita, quindi vorrei vedere un girone di ritorno migliore di quello d’andata, a prescindere da quali saranno i risultati però anche sulla Primavera è stato fatto un ottimo lavoro da tutti i punti di vista”.

A Marco Zwingauer non piace il doppio lavoro: per cui, al di là di come possa esser stata l’esperienza nella passata stagione, in cui Ilenia Nicoli, coach della formazione Primavera 1 era anche parte dello staff tecnico della prima squadra allenata da Giovanni Valenti, nella prossima guiderà solo la Primavera: “Ilenia Nicoli si concentrerà esclusivamente sul lavoro della Primavera 1, perché ritengo che ci sia da iniziare un percorso da consolidare un certo tipo di lavoro, ovviamente le interazioni tra i due staff tecnici, su mia richiesta, saranno costanti: lei viene da un anno di esperienza con Valenti, quindi saprà riconoscere le esigenze della prima squadra, rispetto al rapporto con la Primavera. Anche Ilenia rappresenta, secondo me, in maniera importante il territorio, ha trasmesso tanto valore, come le ho detto ieri, sarà un mio obiettivo sostenerla, nell’avvio di questo nuovo percorso, nonostante lei sia sempre stata alla guida della Primavera, dove rappresentava un nuovo inizio”.

Ilenia Nicoli, come giustamente ricordato da Marco Zwingauer, che dimostra di conoscere bene la storia del Parma Femminile, è l’unico anello di congiunzione tra  la squadra che cinque anni fa vinse l’Eccellenza conquistando la Serie C e il Parma Women professionistico di Krause, per la quale, appunto, venne sacrificata. Corsi e ricorsi storici: le squadre più vincenti con un colpo di spugna vengono cancellate: allora, almeno tardivamente, alle ragazze venne offerta una triste pizza nella mensa di Collecchio, con un piccolo pensierino economico di scuse da parte della proprietà, stavolta, invece, almeno fino ad ora sembrano proprio abbandonate a se stesse… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

3 pensieri riguardo “QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DE LA SECONDA SQUADRA FEMMINILE DEL PARMA CALCIO”

  • Il settore giovanile femminile ha subito scelte scellerate. Convitti pieni e staff improponibili… Lei Majo lo sa bene che a chi comanda non importa nulla, se non nelle dichiarazioni di facciata. Servirebbe gente competente e una visione. Allenatori capaci e non soldatini ubbidienti. La seconda squadra è stata una follia, sbandierata, AD in testa, come un fiore all’occhiello… ingenuo chi ci ha creduto e continua a credere a certi soggetti…

  • Però da quel che ho visto del livello del campionato primavera, prendere solo giocatrici dalla provincia non so quanto sia fattibile per mantenere la categoria. come nel maschile del resto

  • Michele Guerra Figueroa

    La problematica descritta interessa la quasi totalità delle società che hanno sviluppato un settore giovanile femminile. Il rischio attuale è quello di vanificare gli sforzi compiuti per la crescita del movimento, abbandonando le atlete Under 19 al termine del loro percorso giovanile. In questo modo, giocatrici di ottimo livello rischiano l’inattività.
    Per ovviare a ciò, penso ci possano essere due soluzioni regolamentari o strategiche:
    Costituzione di società satellite: Creare club affiliati con matricole distinte, dotati di solidità finanziaria e staff tecnici preparati, in grado di sostenere un campionato regionale.
    Limitazione dei prestiti/scambi per le seconde squadre: Regolamentare in modo più rigido il passaggio delle atlete dalla prima alla seconda squadra, per evitare alterazioni competitive nei campionati minori. Molte atlete ‘fuori quota’, infatti, pur non essendo idonee per la Serie A,serie B o la serie C, troverebbero in queste categorie la loro dimensione ideale.
    A testimonianza del valore dei vivai, ritengo che l’attuale Under 17 del Parma possieda già il tasso tecnico necessario per competere in una Serie C di media classifica.

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