martedì, Ottobre 6, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CON CHE “MODULO” HA GIOCATO IL PARMA COL CATANIA?

(Gianni Barone) – “Vogliamo adattarci al contesto gara: è stata una partita nella quale abbiamo creato pericoli in diversi modi, sia con palle inattive, sia con ripartenze, come siamo anche riusciti a fare il secondo gol, sia attraverso il nostro gioco posizionale”. Così parlò Zarathustra Carlos Cuesta Garcia, al termine della prima vittoria stagionale coincisa con il primo incontro ufficiale col Catania, sgombrando il campo da quella sterile ed inutile “guerra dei numeri”, che si è scatenata in coloro i quali hanno voluto ad ogni costo etichettare la gara secondo un rigido sistema di gioco (“modulo”, ancora per molti ed anche per lo stesso tecnico che lo ha mutuato in Italia visto che dalle sue parti tale termine non esiste) dimenticando che la “tattica di squadra”, deriva dall’insieme del sistema di gioco (che ne è uno strumento) e della strategia di gioco che è la volontà di esprimere un determinato modo di giocare, nel caso dell’attuale Parma, un gioco di tipo posizionale, come affermato a chiare lettere dall’interessato che non vuole sapere di volere “dare i numeri”, come fanno, talvolta a proposito, in molti.

Etichette da calcio balilla quando si parla di 4-3-3 (Ma dove? Ma quando?), oppure di 4-4-2 con tutte le sue logiche derivazioni: vale a dire 4-2-3-1, 4-4-1-1, o addirittura 4-1-4-1. Ce n’è per tutti i gusti. Una vera sbornia di numeri, che non servono a niente, e che non chiariscono quale siano le varie tattiche di reparto (catene di destra e di sinistra che si muovono e s’interscambiano nei singoli, scalature, incroci e diagonali ecc. ecc.) che si identificano con la lettura delle varie situazioni in cui il gioco si evolve nella sua dinamicità che non conosce limiti e confini imposte da numeri che ne rappresentano solo la staticità, l’inizio di ogni azione. Questo per dire che la bontà o meno di un gioco non dipende dal tipo di assetto iniziale o schema tattico adottato in partenza.

E il Parma di Cuesta, attraverso la posizionalità del suo gioco (che sfugge ancora ai più) vuole esprimere, nel complesso di una flessibilità necessaria, l’adattamento al contesto gara, che permette di trovare quelle soluzioni sia su palla inattiva che su ripartenza o in seguito a riaggressione alta nella metà campo avversaria. Tutti spunti, come dice il tecnico, che servono a trovare quell’evoluzione richiesta da un cambio di mentalità che prevede più palleggio corto e meno lanci lungi su terminali aerei avanzati. Uno schieramento che non prevede play (almeno per il momento, vista l’assenza di Nicolussi Caviglia, l’unico in grado di poterlo fare), ma due mediani centrali più d’interdizione e rilancio (Konate ed Ordonez nell’occasione) e un Bernabé senza ruolo e posizione fissa (alla Messi, fatte le dovute proporzioni, con il talento immenso della pulce, in un accostamento puramente pratico, non passibile di lesa maestà) che in chiave posizionale, partendo quasi in linea con l’unica punta centrale (El Bilal Touré) si muove in diagonale e in verticale per creare superiorità qualitativa e mettere la propria tecnica al servizio della squadra, almeno questo, al momento, a sprazzi, e non solo nelle intenzioni. Il tutto rinforzato da due catene laterali asimmetriche, una a destra con il doppio terzino (Delprato e Britsghi) che si interscambiano, e una, sulla sinistra, sulla carta più offensiva, composta da un terzino più d’attacco (Valeri) e un vero attaccante esterno (Lontani) che grazie alla sua mobilità ed intraprendenza riesce ad andare al tiro e a farsi trovare al punto giusto per sfruttare le palle gol costruite, come detto, sia su palla inattiva, che su ripartenza con assist della punta centrale (Touré) che svaria sull’esterno.

Questo, in sintesi (miga tant), il Parma visto col Catania che, rinunciando agli esterni come fatto in tutto il precampionato avaro di palle gol, scopre l’importanza e l’efficacia del gioco sugli esterni fatto dalle catene e riesce a controllare la gara al cospetto degli ospiti che non riescono quasi mai ad impensierirlo sul serio, con azioni pericolose in avanti. Pur con qualche aggiustamento da fare, in virtù di un’intesa fra i singoli ancora da perfezionare. E’ ovvio che la varietà delle occasioni create dipende molto anche dal processo di affiatamento dei singoli fra loro e fra i reparti che devono agire mutualmente in sinergia, indipendente dai numeri (che tutti danno) e dai sistemi di gioco che devono raggiungere, in una logica posizionale appunto, la massima fluidità, partendo dalla scelta della difesa a quattro con due centrali (Circati e Troilo) di stesso piede o di piede diverso qualora si opti per l’impegno di un mancino, come Valenti o Ndiaye.

Nella ripresa, poi, con l’ingresso di Diallo a destra (per Brit) e di Carboni (per Lontani) a sinistra, l’asimmetria si è ribaltata con l’avanzamento nella corsia mancina di Valeri per sfruttare la sua abilità sui cross. Tutte prove per raggiungere, in vista del campionato, l’assetto che possa dare certezze e garanzie ancora da ricercare al meglio. Indipendemente dai numeri e dal modulo che è e resterà sempre e solo a zona. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

18 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CON CHE “MODULO” HA GIOCATO IL PARMA COL CATANIA?”

  • Rud da cater su

    Col modulo “eufemismo” ,nel senso che parlare di calcio con gente rubata alla saldatura MiG Mag è solo competenza enaip

    • Una simpatica canaglia

      Modulo perfetto che piu’perfetto non si puo’l

  • KK è tornato per mangiar bene a Ferragosto o per sbloccare il mercato e proseguire le positive interlocuzioni col Comune?

    P.S: Capa dei Capi in splendida forma

    • Ieri tridente di vertice il supremo Kk, il tornato a casa Campbell e, appunto, la Capa dei Capi, di cui avevo parlato di eclissi, anche in suggestione per il contemporaneo evento astronomico. Situazione da monitorare in divenire…

      • GT non ci informa più sull’agenda del presidente… almeno lei ci dica che è venuto a fare ieri 😁
        Resterà per qualche giorno o è stata toccata e fuga?

        • Come spiegavo ieri sera nel direttone e come mi pare di aver scritto in un precedente commento, l’agenda presidenziale prevedrebbe la sua visione della prima partita interna del Casa Pia, il ritorno in Italia per il big match Women Parma Inter e forse l’esordio in campionato dei men col Cagliari.
          Non credo la sua presenza possa esser determinante per il mercato [se non per ribadire l’auto sostenibilità e l’esigenza di vendere come nel precedente esercizio).

          • Consiglio al Cheru di programmare una cena con KK e riprovarci col discorso sull’Europa… magari dopo qualche bicchiere in più di rosso… attecchisce l’idea…

          • Ricordo che si tratta di una mia suggestione: non ho prove provate a sostegno del mio teorema secondo cui Cherubini ci avrebbe provato con Krause per un suo rilancio. Erano miei ragionamenti unendo i puntini di fattu e o dichiarazioni correlate. Una plausibile verità putativa che non è detto sia reale…
            Peraltro, al patron di Serafino, non credo manchino occasioni per buone bevute…

        • Rud da cater su

          Comunque io la differenza di due categoria non l’ho vista ,a parte il solito refrain che contro chiunque il parma subisca che sia il Barcellona o la scafatese,errori tecnici retropassaggi stucchevoli ,e un tal cicerelli che si è messo in saccoccia lo svizzero prestato al calcio ,che se no non siamo undici come ai campetti in via zarotto

  • Piattaforma posizionale.
    Cuesta ci riprova… L’allenatore dice che vedremo un Parma posizionale che in fondo vuole dire calcio finalizzato a creare attraverso movimenti di aggiustamento la miglior situazione di gioco possibile in quel preciso istante. Neanche gli altri allenatori però sono dei fessi e preferiscono subire l’inferiorità numerica o peggio l’inferiorità funzionale. E poi anche l’anno scorso giocavamo un calcio posizionale solo che nasceva e moriva nella nostra metà campo ed era prevalentemente di ostruzione e difensivo. L’interprete più rappresentativo di questo gioco è stato Estevez che quest’anno abbiamo perduto. E Talete-Cuesta rischia di cadere nel pozzo e noi di dover attendere il prossimo lunistizio prima di poter tornare a vedere il calcio concreto, modesto e allo stesso tempo superbo…di Guidolin per esempio (ma in questo caso il nostro allenatore sarebbe scusato se non sapesse di cosa si sta parlando visto che all’epoca di Guido faceva la terza media….). Pertanto via libera al calcio posizionale sperando sia a tutto campo, proposistivo ma anche opposizionale. Insomma siamo sempre lì…. Inoltre, basterà all’intellettuale Cuesta creare gli automatismi per fare il suo calcio nuevo… o sarà necessaria la presenza di giocatori con una certa attitudine?
    Ad ogni modo, la difesa era un 4 +/- 1, il centrocampo pure e l’attacco con 2 denti. Niente 4-3-3 …e allora di cosa abbiamo parlato tutta estate, Cuesta compreso? Niente di male, cmq passando dal coro al canto (per modo di dire) degli interpreti ho visto un grande assist di Tourè (giocatore di altra categoria), un buon Bernabè che più avanzato (schierato genericamente attaccante invece che sotto il centrocampo come l’anno scorso) ha fatto come era prevedibile bene, molto bravo Konatè (forse il migliore in campo anche per il suo modo di giocare lineare ma efficace, da giovane (di belle speranze) ex Primavera (una medaglia). Bene anche DelP che però è ora che firmi e direi bene Lontani se non fosse che ha fortemente bisogno di rinforzarsi per poter fare meglio quello che fa ora e c’è da sperare che regga contro gli armadi della serie A (ma di questo non c’è certezza). Brischi invece ala posizionale o meno non mi ha soddisfatto, Ordonez, Sorensen e Valeri neppure. Io proverei lo Svizzero incontrista, come ultima ratio.
    Ma alla fine cosa ha prodotto la “nuova..” strategia? Alla fine… 2-3 contropiedi li abbiamo presi ma non fatti, il possesso palla non è stato nostro (e il possesso potrebbe essere un indice direttamente proporzionale alla efficacia del c.posizionale attivo…), ma, come l’anno scorso, con 3 occasioni da gol abbiamo fatto 2 reti solo che avevamo di fronte il Catania e non una squadra di serie A.
    Sabato l’asticella si alzerà. Basterà il Maliano e il calcio posizionale genericamente inteso a farci sorridere?
    Ps non capisco perché Bernabè e Keità non abbiano giocato la stessa frazione di gioco. Non vorrei che fossero considerati alternativi.
    Termino augurando a Cuesta di trovare le migliori posizioni che è capace di vedere.

    • Dear TS,

      Vatti a fidare del calciomercato, sembrava che Miao Suzuchi fosse già accasato sulla rive gauche … e vetol chi ancora a Pèèèrmaaaa … Cmq tra tridenti e bidenti il nostro Cuesta in versione odontotecnico ha, come sempre, un trattamento ostile al centrocampo, poco denso, poco filtrante e poco costruttivo. Sono con te nel riproporre Brischi in altri ruoli, non male l’idea di inventarlo a centrocampo per sfruttare la gamba al posto del duo Sorensen-Ordonez che insieme sono annichilenti della manovra rapida. Mi sono piaciuti sia Diallo che Tourè, in particolare l’atalantino ha movenze e velocità di altro livello che possono solo favorire la manovra di contro attacco. Pure Lontani ha dimostrato tempismo e astuzia che valgono già tre Oristanio, due Pontus, e 3 Cutronio per non dimenticare 4 Partipilo… In attesa del mio favorito Nesta e del simil Castro, Romero, limitiamoci a guardare, silenti, l’operato degli addetti alle transazioni e alle plusvalenze … magna cum gaudio degli appassionati tifosi economi. Restiamo alla finestra e vediamo se il furgone Amazzonico ci scaricherà qualche altro pacco nel cortile di casa … i resi non sono graditi.

      • Ciao Ugo, tra me e me facevo questa considerazione…tra i registi con la K non ce n’è uno che non sia bravo e che non apprezzi profondamente (Kurosawa, Kiarostami , Kaurismaki, Kim ki-duc, Kieslowski, Kitano, Kubrick, Kramer) ma anche i nostri giocatori con la K non sono male (oltre a Keità e Konatè a me Kowalski piace e Kouda andrebbe seguito) e non dimentico i grandi ex… Kucka, Kurtic ed il fortissimo Kulusewski.
        Se seguisse questo criterio Cherubini farebbe anche meno fatica a selezionare i calciatori adatti o è meglio che si scriva Kerubini… e magari Kuesta per far contenti alcuni?
        Ps Tourè anche per me è di un altro livello

        • Aggiungo… mi auguro che la regola del K valga anche per i presidenti (la sto studiando). Se così fosse il prossimo anno con kk.. vinciamo come minimo lo scudetto

          • Ahh ahhh 🤣 troppo acuta la tua disamina … Vale anche per Kernabè?

  • Dopo che l avete fatto santo cuesta con gente piangente che diceva ( andate a leggervi i vs commenti ) che non c era futuro se non confermavano cuesta il 14 agosto iniziate a fare gli allenatori con la puzza sotto il naso ma qui ma la ma cuesta qui quello non gioca qui L altro no posizionale sì posizionale no guardare il possesso palla eccc ma ragazzi basta criticare non vi va bene nulla tra l altro che il Catania abbia avuto il pseudo possesso palla nel primo tempo ha sorpreso me ma anche il telecronista ! Che è rimasto attonito si sentiva che non credevaxacqueri dati …per cui quelle statistiche valgono quel che valgono ….. e poi piuttosto che in possesso palla stucchevole con passaggi indietro meglio farne meno e verticalizzare e quello che vuole fare cuesta e per cui hanno venduto Pellegrino e preso toure

  • La mia riflessione è sempre la stessa, più che tifosi siete dei critici (pessimi), spero vivamente che quando il Parma vince avete la decenza di non gioire..tanto per avallare la vostra tesi bislacca che tutto è in rovina…per quanto riguarda KK, ma cosa vi ha fatto a parte cacciare i suoi soldi nel Parma? Siete ridicoli!

    • Rud da cater su

      Panem et circenses

  • Konatè? A me ricorda un certo Daolio “Toscanini”.

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