L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA… / I GIOCATORI SANNO QUEL CHE DEVONO FARE?
(Luca Tegoni) – Poco prima dell’inizio della partita, tutto il Parma calcio, raccolto a bordo campo, tributa un affettuoso saluto di commiato a Corrado Sani, responsabile della biglietteria, recentemente scomparso. Prima partita di campionato con il Parma che ospita il Cagliari. Ben prima dell’inizio, a formazioni diramate ci si scervella, tra i presenti del team di StadioTardini.it coordinato dal direttore Majo, nel boschetto retrostante l’edicola di Piazzale Risorgimento, per indovinare lo schieramento di un Parma ancora, in gran parte, da decifrare non tanto per le cessioni di giocatori importanti – Suzuki, Pellegrino e Circati – piuttosto, invece, per la scelta tattica di mister Cuesta Garcia, di modificare l’assetto difensivo della squadra riducendo da tre a due i centrali difensivi, nell’ottica di proporre un gioco più offensivo e pericoloso.
Dopo le varie ipotesi numeriche, partendo da Corvi e dalla base difensiva a 4, che si susseguono incessanti tra i vari commentatori presenti (Barone, Zurlini, Di Feo, Diena, Cocconi, Belletti, Ceci e mi scuso se dimentico qualcuno), a squadre schierate in campo ci si sorprende un po’ per la posizione di esterno destro alto di Bernabé, soluzione mai provata nei test estivi, Coppa Italia inclusa.
A parte un maldestro colpo di testa di Ndiaje (solo il primo errore di una serata che si rivelerà pessima), nei primi minuti di gioco, susseguente a calcio d’angolo che esce a lato non di molto, il Parma non arriva quasi mai a calciare verso la porta, mai nello specchio, difesa da Caprile. Il Parma cerca di costruire gioco la cui realizzazione è però ancora farraginosa e lenta. Solo Lontani a sinistra e Bernabé quando si accentra, riescono, individualmente a creare dei pericoli per la difesa del Cagliari. L’altra modalità d’attacco è l’imbucata per Tourè che, però, è sempre fuori misura. I movimenti dell’attaccante appaiono convincenti meno le tempistiche di esecuzione nell’attaccare lo spazio. Manca ancora amalgama con i compagni di squadra.
Nel frattempo, il Cagliari si dimostra meglio organizzato a centrocampo e più efficace nelle azioni d’attacco. La difesa del Parma appare meno solida e più slegata rispetto allo scorso anno. Il Cagliari, nel solo primo tempo, colleziona almeno tre propizie occasioni da rete colpendo anche un palo esterno. Più della fase offensiva ancora da definire, e comunque è da rimarcare l’assenza di Nicolussi Caviglia deputato alla regia del gioco d’attacco, preoccupa la fase difensiva sia per quanto riguarda la prima linea sia per il supporto dei centrocampisti decisamente insufficiente. Quando l’avversario accelera, e il Cagliari senza avere giocatori di grido ha l’organizzazione (giocate a uno o due tocchi) per saltare l’uomo, il Parma va in difficoltà. Il primo tempo si conclude zero a zero che potrebbe anche essere un risultato accettabile per entrambe le squadre, in realtà più per il Parma che non è riuscito a rendersi pericoloso.
Dopo l’intervallo, il secondo tempo si abbatte sul Parma disperdendo quel minimo di coesione che aveva lasciato sperare in un secondo tempo più efficace. Anche la condizione atletica è sembrata scemare via via evidenziando una notevole differenza di forma con il Cagliari che con il passare dei minuti prendeva sempre più decisamente possesso del campo. Per il Parma possiamo segnalare solo un’occasione costruita dopo che Touré aveva rubato palla e conclusa da Lontani che in corsa calcia con violenza alzando di poco la palla sopra l’incrocio dei pali.
Le incursioni del Cagliari si sono invece susseguite con continuità, ma spesso si sono spente per una scarsa vena realizzativa dei suoi attaccanti. Solo un gran tiro da fuori, poco dopo la mezzora di gioco del secondo tempo, di tal Romano si insacca nella rete e porta in vantaggio i sardi. Cuesta Garcia, da circa un quarto d’ora aveva cominciato le sostituzioni togliendo Bernabé per Almqvist.
Se ne succederanno altre senza, però, che il trend negativo dei Crociati venisse mutato. Ormai il Parma giocava per lo più nella propria trequarti campo, senza riuscire a far partire l’azione d’attacco. Una sofferenza per i tifosi veder la propria squadra così impotente. Nei minuti di recupero un lancio lungo, mi sembra di Delprato trova Elphege, da poco entrato, in mezzo all’area, ma il colpo di testa è da dimenticare.
Il Parma esce sconfitto dal Tardini ancora una volta lasciando tanti dubbi. Ad una prima analisi sembra che nessuno dei reparti, difesa centrocampo e attacco funzioni. Mancano ritmo e qualità, ancora troppe le palle perse per controlli errati. Purtroppo, a volte si ha la sensazione che i giocatori non sappiano che fare. Bene Lontani che gioca con qualità e sfrontatezza alla ricerca costante di creare superiorità e pericolo per l’avversario, da sottolineare anche un discreto contributo in fase di aiuto difensivo.
Non siamo sicuri che Cuesta Garcia riuscirà nell’intento di “evoluzionare” la propria squadra, ma se invece di creare neologismi improbabili parlasse con termini di significato, certo anche il gioco da proporre diventerebbe meno difficile da spiegare e più facile da realizzare. Quindi Forza Parma e Forza Cuesta Garcia.
La prima partita di campionato del Parma della stagione 2026-27 termina con la vittoria del Cagliari per uno a zero con rete di Romano. Luca Tegoni
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Come ho scritto in altri commenti certo che sanno quello che devono fare se gli dai due pezzi d’acciaio te li saldano a tig ,mig,o mag che ci fan dei cordoni da patentino
I giocatori sanno quello che devono fare, seguono le istruzioni date loro dall’allenatore.
Il problema sta proprio qui…
Quando le cose non funzionano, l’unico modo per cambiare una situazione diventata negativa è l’iniziativa individuale. Cosa che però è aborrita da tanti allenatori “moderni”. Così, vuoi per limiti tecnici…vuoi per il non voler trasgredire gli ordini ricevuti, anche quando ci sarebbe bisogno di creatività non si va oltre ai noiosi appoggi laterali.