martedì, Ottobre 6, 2026
nella tana del pongonazzoNews

NELLA TANA DEL PONGONAZZO / L’EVOLUZIONE DI CUESTA

(Ale Pongonazzo) – Era il 17 luglio 2026, quando un’intervista esclusiva raccolta da Andrea Schianchi per la Gazzetta dello sport, ripresa nei contenuti da Parma Live, raccontava di un Cuesta che, alla domanda: “Si riparte dai 45 punti dello scorso campionato oppure si azzera tutto?“ il Carlos risponde: “Si azzera tutto, ma bisogna avere voglia di evolversi. Il passato dev’essere la base per il futuro. Vorrei una squadra compatta e aggressiva come l’anno scorso, e mi piacerebbe dominare un po’ di più il campo”.

Quasi un mese è passato dal momento in cui quelle parole sono state rese pubbliche, l’attualità è spesso stella polare degli eventi, ma, come non infrequentemente accade, se non la storia, almeno un poco di tempo trascorso aiuta la valutazione e la comprensione di determinati concetti. “BISOGNA AVERE VOGLIA DI EVOLVERSI”. Un richiamo a se stessi e a tutti coloro che gravitano attorno alla squadra, parole in cui sembrano condensarsi tante, troppe, forse tutte le prospettive, come pure lo sfiorare alcune faziosità che talvolta caratterizzano queste settimane orfane di incontri ufficiali, punteggiate unicamente da match che, come da consolidata tradizione, non si comprende fino in fondo a che scopo servano.

Metter benzina nelle gambe, stando attenti a quali siano i giorni in cui poter circolare, valutare giocatori di incerta posizione (sia all’interno del campo, sia all’interno di quale club), inserire i nuovi acquisti ed allenare le nuove vendite, finalizzare il recupero di alcuni infortunati e cagionarne di nuovi. Lo staff medico dovrà pur lavorare, altrimenti il nuovo inserimento in organico di Sam Wilson come Performance Coach a cosa sarebbe servito?

Per fortuna siamo prossimi al non aver più settimane senza impegni ufficiali: venerdì 14 agosto 2026, infatti, si parte con il primo impegno in Coppa Italia e la settimana seguente sarà il campionato ad entrare in scena. Tuttavia, non va dimenticato che quest’anno, sempre a causa delle nazionali, mìga ‘l sigarètti, come raccontato nel Tubo catodico di giovedì 6 agosto, dopo le prime cinque giornate, vi sarà una lunga sosta (ben tre settimane) che inevitabilmente condizioneranno l’avvio della stagione. Molte squadre, se non tutte, avranno modificato ed adeguato metodi e modalità della preparazione in relazione a questa novità. Forse.

È così che, fra le parole del Carlos, quell’evolversi, assume un’ampiezza che sembra debba contenere tutto il pensiero di una stagione. Verso il termine del campionato scorso si è ascoltato di una stagione caratterizzata da performance oltre ogni aspettativa, specificatamente nell’evidenziare la relazione fra punti raccolti e reti segnate, così come, per molti osservatori e tifosi, in dipendenza della rosa a disposizione. Essendo i numeri sempre molto utili nell’indicare una strada, ma non altrettanto efficaci nel descriverne peculiarità e sfumature, almeno fin quando non scomposti in dati più raffinati, per quanto attiene l’aspetto legato alle reti messe a segno, i riferimenti sono piuttosto eloquenti. Per quanto riguarda il parco giocatori sembra necessario, invece, rifarsi a valutazioni deposte nell’orbita delle considerazioni personali.

Invero, si potrebbe prendere come metro di valutazione il fatto che alcuni dei nostri giocatori abbiano quotazioni difficilmente riscontrabili in salariati di altre compagini impegnate a raggiungere i nostri medesimi obbiettivi di classifica. Ma di conti, costi, compravendite e relativi ricavi meglio tacere, per non stuzzicare e scatenare gli appassionati della plusvalenza e per non contrariare e stizzire irrimediabilmente coloro che le demonizzano.

In questo contesto, la ricerca di un’evoluzione non sembra altro che una fisiologica necessità nel riconoscere, se non come impossibile, quantomeno come improbabile il ripetersi di un certo risultato senza mutare, almeno in parte, alcuni dei presupposti che l’hanno generato. Se davvero esistesse questa consapevolezza, saremmo già a buon punto.

Ed è così che ogni valutazione su giocatori arrivati, in arrivo o non arrivati lascia un po’ il tempo che trova, anca s‘a sarìss mej avérogh un po’ pu frèssch. Senza conoscere l’attendibilità delle previsioni formulate circa quello che accadrà nei prossimi mesi dal punto di vista della gestione della squadra, risulta meno attendibile ipotizzare quali saranno i giocatori necessari ed adatti al nuovo scenario. Peraltro, il reiterato utilizzo della forza lavoro già impiegata nelle occasioni trascorse potrebbe condurre al ricalcare i medesimi solchi tracciati un tempo, anche semplicemente per abbracciare una presunta rassicurante comodità. Ben vengano, quindi, alcuni cambiamenti, dal momento che ripercorre la strada certa sembrava poco auspicabile fin dal momento in cui la si stava percorrendo, considerando le difficoltà del poterla replicare col medesimo risultato.

Anche per quanto riguarda moduli, sistemi di gioco, modulazioni di gioco, sistemi modulari o modulazioni di sistema, se non sistemi di modulazione, risulta davvero improbo farsi un’idea completa e certa. Amichevoli sfilacciate dallo svolgimento eterogeneo non consentono di intravedere altro se non prove tecniche di trasmissione, nient’altro. Sembra che giocare con una linea difensiva composta da cinque elementi sia considerato, a livello europeo, una sorta di arretratezza degna di biasimo, disdicevole al di là di ogni etichetta. In modo trasversale e da tutti accettato, pare si debba ad ogni costo allinearsi ai bagliori delle squadre europee di primo piano, come se tutti avessero a disposizione giocatori e possibilità di quel rango e, soprattutto, i medesimi obbiettivi.

Rimane, quindi, il divertissement per tifosi, appassionati ed osservatori: le previsioni formaziologiche, emesse con differente attendibilità a seconda dell’interpretazione che ognuno dà delle carte sinottiche che descrivono l’atmosfera dal ritiro e dagli incontri amichevoli. Si valutano anche le nuove correnti che si infiltrano dal Mali (El Bilal Touré) e forse dall’Argentina (David Romero), non dimenticando le fresche brezze scese dagli opposti versanti milanesi (Lontani ed Aymen Zouin, fresco, ‘s fa pär dir, di visite, come documentato da Parma Live).

Volendo rispettare il new dogma, per accogliere il nuovo anticiclone difensivo a quattro, tenendo conto delle proverbiali difficoltà sulle fasce, palesate, per quel che vale, anche nelle prime uscite stagionali, ci si trova sollecitati a piccoli deliri estivi, anche in ragione di certe disponibilità. Difensori centrali a disposizione nel Parma: Delprato, da sempre nella doppia condizione di esprimersi come terzino o come centrale, Abdoulaye Ndiaye, Mariano Troilo, Lautaro Valenti, Alessandro Circati, come pure il teoricamente polivalente Franco Carboni. Senza dimenticare i primaverili: Dominik Drobnic, Djibril Diallo e Ludovico Varali. Il primo premiato come miglior difensore del campionato Primavera scorso, gli altri due già assurti agli onori delle cronache per aver vinto con la Nazionale Under 17 l’Europeo di categoria. Sicuramente tutti da vedere e rivedere in un campionato dai diversi valori, ma quel Varali, quel Varali… servirà stare attenti a non farselo sfilare, prima di averne goduto almeno per un po’… Purtroppo, o per fortuna, sono ormai in tanti ad essersi accorti delle potenzialità di questi piccolini, come confermato nell’articolo a firma Dennis Carzaniga per Sprint e Sport.

Con tutta questa abbondanza di centrali, la follia si insinua, le ortodossie si sbriciolano. Una difesa con quattro centrali appare nelle menti più disturbate.
Con i nuovi arrivi, di El Bilal Tourè (sicuro), Romero (supposto, si spera non supposta) e con il redivivo (si auspica) Frigan, ricordando della presenza in rosa di Elphege, Lontani, Zouin, Ousmane Diallo, Almqvist ed Ondrejka, unitamente alla batteria dei centrocampisti ed al netto di nuove partenze che probabilmente si verificheranno, avere i restanti sei giocatori di movimento da giostrare per rendere questo Parma un po’ meno minimalista, potrebbe agevolare la superfluità di spinta sulle fasce, necessaria finora per innescare il probabile partente Pellegrino.

Un reparto arretrato strutturato con l’intento e la consegna di mitigare alcune frivolezze a cui si è assistito in quelle zone lì, ai lati. In questo décalage dal 5 al 4, l’avere quattro difensori bloccati e votati unicamente al difendere potrebbe essere una soluzione per permettere alla squadra di rischiare un poco di più, senza rischiare tanto di più.

Mi perdonerete, almeno lo spero: generalmente evito considerazioni strettamente personali, ma, in questo caso, mi vedo costretto ad uno strappo alla norma, anche semplicemente per un fine apotropaico. Ultimamente ho notato qua e là commenti del Triple-sec (Triple, ‘tà bén) in cui si esprimeva un fermo gradimento nei confronti di El Bilal Tourè. Questa situazione è fonte per me di non trascurabile preoccupazione e credo che anche il buon Triple debba considerare la situazione. Difficilmente ci troviamo d’accordo, salvo la datata repulsione nei confronti di Pecchia. Ora emerge una certa fiducia ed un gradimento condiviso nei confronti di El Bilal. Speriamo che questo gradimento congiunto non sia predittivo di nefaste vicende…

Se come sembra si cercherà di offendere maggiormente, si dovrà provare a farlo senza urtare la suscettibilità altrui, evitando di insultare per poi essere a propria volta oltraggiati. Gli acquisti (effettuati e possibili) sembrano corroborare la volontà di essere maggiormente offensivi ed è così che, l’avere un vocabolario abbastanza ampio per permettere un vario turpiloquio risulta fondamentale. Almeno per non dover ricorrere, come spesso accaduto nella passata stagione, alle solite due o tre parolacce… Ale Pongonazzo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

PARMA, IL VIVAIO PRODUCE TALENTO: MA CHI LO PORTA IN SERIE A?

NELLA TANA DEL PONGONAZZO / GIOVANI: TENDENZA, NECESSITÀ O SEMPLICE ORDINARIETÀ?

AMPOLLINI E ZURLINI, LE OPPOSTE TEORIE

DEI PARAMETRI

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

2 pensieri riguardo “NELLA TANA DEL PONGONAZZO / L’EVOLUZIONE DI CUESTA”

  • Fred buscaglione

    Si certo da pullman & culo a culo & pullman,cambiamo l’ordine dei fattori di potenza,i famosi contadini della basilicata

  • Scusate, ma cremaschi non si era rotto il menisco? Ci vogliono 8 mesi adesso per un menisco?

I commenti sono chiusi.