mercoledì, Ottobre 14, 2026
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PRO IOWA STADIUM: SALTA TUTTO! CLAMOROSO: LA CITTA’ DI DES MOINES CHIUDE A KRAUSE!

(Gmajo) – Per lunghi mesi, da quel lontano 8 dicembre 2025, allorché la Città di Des Moines aveva concesso gli ultimi 7 milioni di finanziamenti pubblici – era calato un curioso e preoccupante silenzio sul Pro Iowa Stadium, senza che dagli USA rimbalzasse in Italia alcuna news circa la partenza e conseguente avanzamento dei lavori dell’impianto casalingo de Krause, o per lo meno indicazioni precise circa la messa a terra del progetto… Sì, certo, giovedì 23 aprile 2026, si era gettato un po’ di fumo con un articolo apparso sulla rivista annuale “Des Moines Business Record”, che aveva titolato “Il bello è in arrivo”…

Il servizio si apriva con la foto di Kyle Krause a fianco di Jeff Lorenzen (CEO di American Equity Investment Life Insurance Co. e presidente dell’Iowa Soccer Development Foundation, l’organizzazione no-profit che promuove il progetto dello stadio) con alle spalle il desolante deserto sul sito designato e, a lato dei due business man, il cartello “The Dream Starts Here”.  Il sogno inizia qui…

Mesi dopo il panorama non sarebbe cambiato, come dimostra l’istantanea sopra, pervenuta alla nostra redazione poche settimane fa ed il sogno che avrebbe dovuto iniziare lì, si sta trasformando in un vero e proprio incubo, dal momento che nella giornata di ieri, mercoledì 26 agosto 2026, la Città di Des Moines, attraverso una nota stampa, ha comunicato ufficialmente la chiusura – dopo sette anni – di ogni trattativa con il Gruppo Krause a riguardo del progetto Pro Iowa Stadium (che avrebbe dovuto costare circa 95 milioni di dollari), motivando così:

Le recenti norme sulla tassazione immobiliare, che determineranno un disavanzo di bilancio di 12 milioni di dollari per la città nell’esercizio 2028 e un ulteriore disavanzo di 5 milioni di dollari nell’anno successivo, hanno modificato la posizione negoziale della città, lasciando un significativo deficit di finanziamento per il distretto dello stadio proposto, al quale la città non può più impegnarsi responsabilmente.” 

Come meglio approfondito nell’articolo del Des Moines Register che copieremo in calce, la notizia di questa clamorosa chiusura ha colto di sorpresa il Gruppo Krause, con la President nonché COO Helen Aboah chiamata a rispondere in prima persona della prima grana pesante del proprio mandato. Secondo la Capa dei Capi “l’azienda è stata informata dell’interruzione delle trattative da parte della città appena dieci minuti prima dell’annuncio ufficiale. Siamo rimasti sorpresi e profondamente delusi dall’annuncio odierno della città di Des Moines. Le condizioni sono cambiate continuamente in corso d’opera, creando incertezza per chiunque intenda collaborare con l’amministrazione comunale o effettuare un investimento significativo a lungo termine”. 

E poi ci si lamenta della burocrazia italiana: in patria KK ha trovato chi gli ha chiuso le porte in faccia, senza tante interlocuzioni continue e positive come a Parma, con un’amministrazione comunale che non ha mai applicato il pugno di ferro anche dinnanzi ai tardivi tentennamenti di quel famoso 20 maggio 2024, allorquando il founder, scortato dall’allora capo del suo staff Erin Kuhl e dall’all’epoca MDC Luca Martines, era andato a comunicare la necessità di uno stop, considerati i costi lievitati e con la necessità di attingere a fondi pubblici, situazione precedentemente declinata dall’orgoglioso imprenditore che avrebbe voluto fare tutto con le proprie forze. Guerra e Bosi, pur a fronte di un progetto definitivo già alla fine del percorso autorizzativo, a differenza dei colleghi americani, non hanno mai preteso il rispetto dei patti, né tantomeno minacciato di chiedere dei danni, preferendo la via diplomatica.

 

L’impressione che ci riferiscono dall’America è che quello della Città di Des Moines, che non avrebbe preso bene l’impegno del Gruppo Kruase nel Casa Pia (come dire: in Portogallo investi in una squadra di calcio, qui, invece, attingi a risorse pubbliche…) più che di una chiusura definitiva delle trattative, sia una sorta di estremo ultimatum, una mossa per far sì che sia il Gruppo Krause a far fronte ai soldi ancora mancanti per poter effettivamente partire con l’opera.

Aboah ha riferito che la città aveva fissato a venerdì il termine ultimo per la conclusione delle trattative, salvo, poi, chiuderle in anticipo mercoledì con il clamoroso comunicato. La Capa dei Capi – secondo quanto scrive il Des Moines Register – ha spiegato che, nel corso dei colloqui, il Krause Group ha proposto di sostenere l’amministrazione comunale nell’affrontare le difficoltà finanziarie insorte a seguito del nuovo tetto agli aumenti delle imposte sugli immobili introdotto dall’Assemblea legislativa dell’Iowa, riportando anche un suo virgolettato a riguardo: “La nostra proposta andava oltre il progetto dello stadio: prevedeva infatti di contribuire a colmare il deficit di bilancio della città e di tutelare servizi essenziali per la comunità, quali biblioteche, servizi di quartiere, piscine, parchi e strutture ricreative, nonché i servizi di emergenza”, ossia investimenti per circa 500 milioni di dollari in opere di sviluppo attorno allo stadio, tra cui hotel, ristoranti e spazi commerciali.

Vedremo, dunque, come si chiuderà, eventualmente, questa sfida a braccio di ferro, anche se il titolo del Des Moines Register appare già definitivo: “Des Moines abbandona il progetto per lo stadio di calcio in centro dopo 7 anni”. Di seguito la trascrizione dell’articolo di ieri, mercoledì 26 agosto 2026, firmato da Kate Kealey che per il giornale si occupa occupa di crescita e sviluppo e che per la stesura del proprio elaborato si è avvalsa anche del contributo del giornalista Tyler Jett. Gabriele Majo

DES MOINES ABBANDONA IL PROGETTO PER LO STADIO DI CALCIO IN CENTRO DOPO 7 ANNI

di Kate Kealey

da Des Moines Register

(Kate Kealey da Des Moines Register) – Dopo sette anni di pianificazione per uno stadio di calcio professionistico nel centro città, l’amministrazione di Des Moines ha annunciato la conclusione delle trattative con il promotore del progetto, il Krause Group, riguardo allo sviluppo delle aree adiacenti, previsto per contribuire a coprire i costi dell’opera. La città ha comunicato la decisione inaspettata mercoledì 26 agosto, dichiarando che, a fronte di un deficit di bilancio previsto di 12 milioni di dollari per l’anno fiscale 2028 e di un ulteriore disavanzo di 5 milioni per l’anno precedente, “non è più possibile impegnarsi in modo responsabile a finanziare il proposto distretto dello stadio”.

«Per gran parte dell’ultimo decennio, l’Amministrazione comunale si è impegnata a trovare una soluzione per realizzare questo stadio di calcio nell’area prescelta», ha dichiarato il sindaco Connie Boesen nel comunicato. «Nonostante le opportunità economiche offerte dallo stadio e dal distretto circostante, le condizioni prese in considerazione dalla Città nelle fasi precedenti della trattativa non sono più sostenibili né responsabili nei confronti dei contribuenti».

Quali trattative tra la città e il Krause Group sono saltate?
Il Krause Group e l’amministrazione comunale stavano discutendo di un accordo di sviluppo per l’area di circa 20 acri adiacente al proposto stadio di calcio, nonché per il distretto “Western Gateway” nel centro città.

Sebbene la città non fornirà al Krause Group alcuna assistenza per tale progetto di riqualificazione, resta impegnata a rispettare gli accordi pregressi con la Iowa Soccer Development Foundation – l’organizzazione no-profit che dovrebbe detenere la proprietà dello stadio – ha dichiarato Carrie Kruse, responsabile dello sviluppo economico di Des Moines.

A giugno, la fondazione ha ricevuto dal Comune un contratto di locazione per circa la metà della proprietà, che si estende su una superficie di 43 acri.

L’amministrazione comunale ha inoltre confermato che metterà a disposizione i fondi per coprire i costi ambientali legati alla bonifica del sito, dove un tempo sorgeva uno stabilimento produttivo della DICO che ha lasciato una significativa contaminazione. Ha inoltre dichiarato che manterrà l’impegno di stanziare 1,5 milioni di dollari per la realizzazione, adiacente allo stadio, di una piazza pubblica destinata a eventi — come i festival — che attualmente si svolgono all’interno e nei pressi del Western Gateway Park.

“Si tratta di contratti legalmente vincolanti”, ha dichiarato mercoledì Kruse al *Des Moines Register*.

Tuttavia, parte dei finanziamenti per lo stadio di calcio si basava su incentivi per lo sviluppo futuro delle aree residue del sito DICO e del Western Gateway, nonché sul conseguente incremento dell’attività economica, capace di generare entrate aggiuntive tramite un incentivo fiscale sulle vendite. Kruse ha affermato che l’aumento dei costi e il venir meno del sostegno comunale al progetto di sviluppo complessivo lasciano di fatto lo stadio alle prese con un ulteriore deficit di finanziamento.

“Si tratta di una componente della struttura finanziaria che avrebbe contribuito a rendere economicamente sostenibile lo stadio di calcio”, ha dichiarato riferendosi al più ampio progetto di riqualificazione. “Pertanto, l’interruzione delle trattative per tale accordo di sviluppo lascia in sospeso la questione di una carenza di fondi per lo stadio”.

Il Krause Group afferma che l’annuncio è giunto a sorpresa

Non è chiaro quanto Kyle Krause, CEO del Krause Group, sia interessato a portare avanti il ​​progetto senza il sostegno della città. Krause detiene i diritti delle squadre maschili e femminili della United Soccer League che utilizzerebbero lo stadio e ha seguito da vicino le iniziative della Iowa Soccer Development Foundation.

Helen Aboah, presidente e direttore operativo del Krause Group, ha dichiarato che l’azienda è stata informata dell’interruzione delle trattative da parte della città appena dieci minuti prima dell’annuncio ufficiale. Non ha specificato se la società con sede a Des Moines – ex proprietaria della catena di minimarket Kum & Go – intenda comunque procedere con la costruzione dello stadio, un progetto da 95 milioni di dollari.

“Siamo rimasti sorpresi e profondamente delusi dall’annuncio odierno della città di Des Moines”, ha affermato Aboah. “Le condizioni sono cambiate continuamente in corso d’opera, creando incertezza per chiunque intenda collaborare con l’amministrazione comunale o effettuare un investimento significativo a lungo termine”.

Aboah ha riferito che la città aveva fissato a venerdì il termine ultimo per la conclusione delle trattative.

Ha spiegato che, nel corso dei colloqui, il Krause Group ha proposto di sostenere l’amministrazione comunale nell’affrontare le difficoltà finanziarie insorte a seguito del nuovo tetto agli aumenti delle imposte sugli immobili introdotto dall’Assemblea legislativa dell’Iowa.

“La nostra proposta andava oltre il progetto dello stadio: prevedeva infatti di contribuire a colmare il deficit di bilancio della città e di tutelare servizi essenziali per la comunità, quali biblioteche, servizi di quartiere, piscine, parchi e strutture ricreative, nonché i servizi di emergenza”, ha affermato.

Il piano Krause prevedeva investimenti per 500 milioni di dollari in opere di sviluppo attorno allo stadio, tra cui hotel, ristoranti e spazi commerciali.

A dicembre, la città ha inoltre siglato un accordo di finanziamento basato sull’incremento del gettito fiscale (Tax Increment Financing) con la Iowa Soccer Development Foundation per la realizzazione dello stadio. Il presidente del consiglio direttivo, Jeff Lorenzen, ha definito l’accordo da 7 milioni di dollari l’«ultimo tassello del puzzle» per il finanziamento del progetto, consentendo l’avvio dei lavori già quest’anno.

Mercoledì, Lorenzen non ha risposto alle richieste di commento.

Anche la Iowa Economic Development Authority e la Contea di Polk hanno stanziato, rispettivamente, 28,5 milioni e 17 milioni di dollari per il progetto.

Analogamente ad Aboah, la portavoce dell’IEDA, Staci Hupp Ballard, ha dichiarato mercoledì che i funzionari dell’agenzia non erano a conoscenza dell’interruzione delle trattative tra la città e il Krause Group prima dell’annuncio ufficiale di Des Moines.

“L’IEDA dovrà collaborare strettamente con l’amministrazione comunale per comprendere meglio il significato di questa decisione e le sue potenziali implicazioni”, ha affermato Ballard, aggiungendo: “Valuteremo la situazione man mano che acquisiremo ulteriori informazioni”.

Matt McCoy, presidente del Consiglio della Contea di Polk (Board of Supervisors), ha dichiarato in un comunicato che, “per rispetto verso i colleghi del Consiglio e in attesa di poter discutere delle loro intenzioni con gli altri partner coinvolti nel progetto, sarebbe prematuro commentare ulteriormente l’impegno della Contea di Polk riguardo alla componente ‘Global Plaza’ del distretto”.

Nell’annuncio di mercoledì, la città ha dichiarato di essere aperta a nuove proposte per l’utilizzo della porzione non locata del sito DICO.

«Proseguiamo con importanti progetti di sviluppo economico in tutta la città e i partenariati pubblico-privati ​​continueranno a essere una componente fondamentale di tali iniziative nel percorso di crescita della città», ha dichiarato Kruse nel comunicato stampa dell’amministrazione comunale. «L’amministrazione valuterà ed esplorerà con entusiasmo le opportunità sia per lo sviluppo dell’area DICO, sia per portare a Des Moines sport professionistici come il calcio maschile e femminile». Kate Kealey da Des Moines Register

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LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

49 pensieri riguardo “PRO IOWA STADIUM: SALTA TUTTO! CLAMOROSO: LA CITTA’ DI DES MOINES CHIUDE A KRAUSE!”

  • Chissà se anche laggiù, nel cuore del mondo anglosassone, spunterà un qualche dirigente pagato da Krause che nelle TV locali dirà che infondo le tribune vanno già bene così, che non mi pare che per strada i cittadini vanno chiedendo un nuovo stadio e che abbiamo appena firmato il rinnovo con la Double Burger per la vendita di hot dog e patatine e ingaggiato I boy scout per la vendita di limonate.

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    • 😁
      Presumo di sì. Ma l’operazione mediatica di contenimento danni da parte del Monogiacca Group non si fermerà certo qua.

      Sul portale ProIowaStadium.com (diretto del noto giornalista professionista Gabriel Ketchup), sono già attivi diversi commentatori che si firmano “puntini puntini” (…………….) che, con grammatica e ortografia da asilo nido, stanno difendendo a spada tratta il Monogiacca. Senza di lui, dicono, si sta poco a tornare ad Arzignanoville (paesino dell’Iowa che milita in Serie D).

      Nel frattempo il noto influencer aziendalista nonchè speaker del Pro Iowa Stadium, Lucas Pinkman detto “Open Mic”, si è precipitato su Feisbuk per intimare ai tifosi di prostrarsi all’altare Monogiacchiano. Lo stesso Leader Supremo, alla disperata ricerca di uno o più capri espiatori, sta valutando il licenziamento di ALMENO 5 dirigenti (“Head of”) inutili, che verranno rimpiazzati da altri 10 dirigenti (“Head of”) ancora più inutili.

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  • Quando in un commento, mesi fa, dissi al Direttore che la foto (1° in alto) sembrava finta e le figure ritagliate ed incollate con photoshop, Majo mi rispose: “purtroppo no. Sono vere”. Beh, oggi penso che il mio commento non era poi così lontano dalla realtà. Siamo alle comiche, quelle vere. Con stà storia del lungo termine…a me sinceramente ha fiaccato. Premesso che il Gosino ha ragione sul fatto che le regole vanno rispettate, se uno volesse costruire uno Stadio, cercherebbe in tutti i modi di farlo, non necessariamente dove insiste il vecchio. Comunque, lode alla città americana, per le “palle” dimostrate. Come dice il Pongonazzo…”si riparte dal via”.

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    • TOLASU DOLSA

      mah, sicuramente la notizia era vera, ma che la foto fosse un fake si vedeva ad occhio nudo

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  • Le motivazioni sono ben dettagliate. C entra qualcosa col progetto Tardini? No.

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    • C’entra col fatto che l’investitore è il medesimo del Tardini, di cui è nota la Via Crucis…

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      • L investitore e’ lo stesso ma il contesto legislativo e burocratico un altro. Saputo e altri son 10 anni che provano a fare lo stadio ma in Italia non di riesce mai a fare nulla senza menate, e non per colpa degli investitori . Titolo come sempre fuorviante e in malafede per dare addosso a krause, come se Des Moines gli avesse chiuso le porte in faccia per mancanze sue, mentre semplicemente il governo ha cambiato le regole sulle tassazioni e la città perderebbe 17 mln rispetto a quanto preventivato.

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        • La malafede se la tiene per lei. Il titolo rispecchia la realtà dei fatti ed è speculare a quanto scritto negli Usa. Per cui eviti di calunniare a gratis.

          E a maggior ragione se la causa sono le condizioni che cambiano (in corsa) nella evoluta America…

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          • Insista pure. La realtà si può rispecchiare in diverse maniere e con frasi più o meno consone. Chissenefrega cosa hanno scritto negli usa? Non è in grado di elaborare un titolo in maniera Indipendente che rispecchi maggiormente la realtà fattuale senza scadere nelle solite ambiguità malmostose? Se fosse solo per KK e la sua volontà di stadi a Parma ne avrebbe fatti già due, questo lo capisce anche un cercopiteco. E dato che lei è una persona di media intelligenza , non resta che constatare che vige la malafede e la polemica pretestuosa come ormai chiaro a chiunque abbia un minimo di cervello

          • Grazie per la media intelligenza che mi riconosce, ma che bontà, tuttavia Lei insiste ad accusarmi di malafede che non ho come gran parte delle persone che, a differenza sua, mi stimano per la mia conclamata onestà intellettuale. Del resto sarebbe facile cestinarla, ma ho la schiena dritta e non ho difficoltà a darle spazio pubblicamente sul forum del giornale on line che pago io.
            I titoli, più o meno accattivanti che siano, li formulo io, appunto in base ai contenuti degli articoli. In questo caso, avendo ragionato su contenuti scritti dai colleghi delle testate americane citate [complimenti ai noti copia incollatori che hanno sftuttatto, senza citare, come loro pesaima abitudine, il mio lavoro di ricerca e riscrittura] ho cercato di attenermi a quanto da loro messo in risalto.
            Le faccio presente che il mio modus operandi negli anni è rimasto invariato da Ceresini in giù: non ho differenze per i “custodi”.

          • Ma ovvio che sei in malafede. Se il comune americano non ha più i soldi da investire insieme a Krause, è colpa sua? Dailá sei in malafede e tutti sanno perché. Puoi dire quello che vuoi.

          • Dicevate cosi anche ai tempi di Ghirardi, cioldo’

  • Una simpatica canaglia

    È inutile girarci intorno, a ma Krause mi sta deludendo, pensa solo al Dio denaro
    Prima o poi vedrete, il Parma Krause lo butterà via come un sacco della spazzatura.
    Come rimpiango i
    MAGNIFICI SETTE.
    Loro come il presidente del Como pensavano solo alla squadra e non al Dio denaro.
    Avessimo avuto noi il presidente del Como avremmo ancora Circati Pellegrino Strefezza Suzuki e altri e avremmo “rinforzato” la squadra non con GIOCATORI sconosciuti e stranieri ma con giovani italiani
    A me sembra che prima o poi Krause fallirà per cui MAGNIFICI SETTE tenetevi pronti

    Rispondi
  • È veramente sfortunato. Sempre colpa degli altri se i suoi progetti non vanno a buon fine.

    Rispondi
  • Oh, non gliene v bene una… non è che è colpa della giacca?

    Rispondi
  • per coronare il suo sogno dovrebbe acquistare una squadra di calcio, che so, in Uganda o Congo, e finalmente con i prezzi più contenuti e un sacco di spazio a disposizione forse ce la dovrebbe fare. Secondo me ci sta pensando. e Finalmente coronerà il suo sogno!

    Rispondi
    • Malawi 🇲🇼 è meglio costa meno di Uganda e Congo

      Rispondi
      • In Malawi sono avanti anni luce. Lo stadio Bingu di Lilongwe è nuovo di zecca e spettacolare.
        https://stadiumdb.com/stadiums/mwi/bingu_national_stadium

        Se il Monogiacca si presenta in Malawi lo cacciano a calci in culo. Dubito che gli permetterebbero di comprare un club locale, portarlo in Serie B, e abbindolare la gente con frottole varie – come ha fatto e sta facendo in Italia e Portogallo.

        Rispondi
  • Antonello Falqui

    Dai su andiamo per il settimo anno del circo ma siete de coccio e pazienza

    Rispondi
  • Capa dei capi a rischio licenziamento?

    Rispondi
  • Augusto Maini

    Ma non avete ancora capito che Krause è un mercenario e non gli frega niente del parma e dei suoi tifosi

    Rispondi
    • Una simpatica canaglia

      Finalmente l’ hai capito anche tu Augusto.
      Krause vende i migliori per incassare denaro perché il Suo Dio è il denaro e nel Parma spendere per rinforzare la SQUADRA per lui è come bestemmiare di fronte al suo Dio, il Dio denaro.

      Rispondi
  • Se non ci fosse Majo… quindi grazie direttore per gli aggiornamenti e gli approfondimenti altrimenti qui non si saprebbe mai nulla delle sorti del presidente del Parma.

    Rispondi
  • Mi
    Impippa come dice lei un bel niente se llo fa o no in
    America a me basta che faccia una squadra valida per rimanere in serie a poi faccia quel che vuole e non dico altro potrei essere antipatico

    Rispondi
  • Beletti e Markness devono andare in Iowa di tutta fretta a sostenere Kraus c’è bisogno anche la di dotte dissertazioni su plusvalenze e solidità del Magnate dalle gambe storte

    Rispondi
    • Come al solito, scrivi cose a vanvera, senza un ragionamento logico e puntuale.
      La questione Tardini, così come quella di Collecchio, Noceto ed Iowa, riguardano argomentazioni ben diverse dalle plusvalenze da player trading e dalla gestione del Parma Calcio e del suo bilancio.

      Non mischierei le due cose.

      Gli investimenti infrastrutturali riguardano principalmente la gestione del Krause Group, e non hanno a che fare direttamente con il bilancio del Parma Calcio.

      Sono dossier, specialmente quello in Iowa, che vedono coinvolte altre risorse e altre persone e che vanno pertanto analizzate e commentate parallelamente.

      Se da una parte, le cessioni di determinati calciatori a determinate cifre possono essere bollate come naturali e fisiologiche per un club come il nostro, a patto poi di costruire ugualmente una rosa capace di raggiungere dei buoni risultati sportivi, commisurati alle proprie potenzialità, dall’altra la mancanza di realizzazione delle opere infrastrutturali progettate sia a Parma che in Iowa, vanno valutate come una grave incapacità del gruppo Krause di mettere in atto quelle progettualità che dovrebbero consentire al gruppo e ai progetti sportivi di proprietà, di evolversi e di raggiungere miglioramenti nel tempo.

      Che questa incapacità sia dovuta esclusivamente ad una mancanza di risorse economiche, è soltanto una tua idea.
      Fino a prova contraria, le sole progettazioni hanno costituito un inutile ed ingente spreco di denaro che il monogiacca ha dovuto buttare, fin qui, dalla finestra.
      Io credo che ci sia soprattutto dell’altro.

      A ben guardare i vari dossier presentano caratteristiche molto diverse e non farei di tutta l’erba un fascio.
      E’ ovvio che qualcosa non sta funzionando perché non è possibile che dopo anni di progetti e chiacchiere, Krause non stia aprendo alcun cantiere.

      Che siano finiti i soldi è una possibilità ma potrebbero esserci anche altre ragioni dietro tutti questi progetti bloccati, come ad esempio l’aver avallato opere sbagliate, senza la giusta profittabilita, o magari aver valutato male le possibili fonti di finanziamento pubblico a disposizione o sottovalutato i problemi burocratici connessi alle operazioni.

      Rispondi
      • Vedrai l’estate prossima in serie B che “plisvalenze” farà il gambe torte….da farci il bagno come Paperone… Friiiiiigaaaaaaaaaaaaaaannnnnnn conteso in premier, Ordognes, Corvi e Sorensen oggetto di aste milionarie, Diallo e il postolino argentino al Real. Altro che il Como vehhhhh è facile vehhhhh spendi e in due anni sei in Cempions e becchi 100 pali ahahhahahaah prrrrrrrrrr che nadari che sono!!!Solo il monogiacca senza soldi ha il progetto vehhhhh

        Rispondi
  • C’è ancora qualcuno che racconta la fola del ricco magnate? Plutocatre miliardario (in dollari)? O forse piano piano si inizia a venire dalla mia e rendersi conto che questo è un Mike Piazza 2?

    Rispondi
    • Sig. Davide lei non sa che Krause è miliardario? Non è tra i miliardari di Forbes, perché è riservato e non vuole apparire. (Cit.) È uno dei più grandi immobiliaristi degli Stati Uniti. (Ri-Cit.). Si può permettere di buttare nel cesso mezzo miliardo di dollari solo per soddisfare il proprio ego. (Ri-ri-Cit.). Sono solo alcune delle amene storielle che i giornalisti locali, hanno raccontato e raccontano ai trogloditi che li leggono. A breve comincerà la gara per dare addosso a KK e riciclarsi agli occhi dei tifosi. Mi aspetto perfino un Bosi o un Guerra, che rivendichino di non avere mandato avanti il progetto stadio, perché di lui non si sono mai fidati😁.

      Rispondi
      • Esatto amico mio… un paio d’anni e vedrai quante virate a 180 e quante gare a dire eh ma io l’avevo detto che uno vestito così male….

        Rispondi
        • Sig. Davide, i più viscidi hanno già cominciato a mettere le mani avanti, pronti a proclamarsi antikrausiani della prima ora QUANDO (e non SE!) avverrà il patatrac.

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          • Millantator Cazza(nd)ro

            Oh ma visto che voi eminenze grigie vi ergete a Cassandre che tutto sanno sul futuro apocalittico del Parma Calcio e non solo Sanno ma Hanno certezze del futuro PATATRACK… erudite anche i poveri del popolino come noi seppur non abbiamo facolta di essere parte della vostra eletta schiera… se tanto tenete ad ergervi paladini dell’ ve l’ avevo detto… no perchè che qualcuno possa avere del “nervoso” diciamo così.. è piuttosto compensibile… ma altrimenti se uno invece passa il tempo a belare come una pecora al suon di “VEHHHHHHHHH” facendo intendere che LUI SA…. se sa divulghi…altrimenti Millanti.. e basta…

        • Beh, la stessa cosa capitata con il porco. C’era chi lo chiamava anche con il diminutivo tra i giornalisti…
          Del resto tra gosini ci si intende.

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    • Coglio…. informati 1200 miliardi per la vendita della sua azienda poveretto sei tu sopratutto di mente

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  • TOLASU DOLSA

    il problema, evidentemente, si pone se sindaco ed assessore allo sport, entrambi grandi tifosi del Parma, confondono e mescolano i loro ruoli istituzionali con la loro fede calcistica. Il Comune di Parma dovrebbe prendere esempio da quello di Des Moines che, saggiamente, forse anche in vista delle elezioni del sindaco (che, coincidenza formidabile, anche a Des Moines si terranno, come da noi, nel 2027), ha preferito lasciare KK al suo destino.

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  • Quindi il problema e’ il comune che non ha più neanche una lira per far ballare una scimmia. Meglio così Krause non spende soldi. Buon colpo

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  • Che culo che krause se non gli è li fanno fare gli stadi e la sua fortuna!!! Forse ha fatto di tutto perché non glivenlivfaceddetobfare ….. sono soldi buttati via investimenti senza ritorno reale non è un affitto di parcheggio o un negozio o un cinema che ti fa rientrare di centinaia di milioni di investimenti poi a parma abbiamo già tanti centri commerciali traballanti con problemi grossi ! uno più anche no ! E’ andata bene se no vedi noceto con i ricorsi vari per 10 anni non vedevamo il parma al tardininblocvavano sicuro il cantiere per qualsiasi cazzata sappiamo i comitati hanno nulla da perdere facciamo un sospiro di sollievo se si imbarcava nello stadio era la fine bravo krause di che lo facciano i parmigiani se vogliono non e’ suavpropieta e solo in gestione

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    • Sono arrivato alla fine sfinito. Sembri il ministro Urso.

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      • Io vengo dalla scuola di urso anzi di Adolfo mi fa piacere che te ne sei accorto !

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    • Cavallo Pesto

      se scrivi solo puntini il tutto scorre via più fluido

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  • Credetemi è meglio per voi se KK non fa lo stadio nuovo … Vi toccherebbe vendere l’appartamento per un abbonamento …

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    • Non è così. Avrebbero alzato i prezzi per l’upper class, mantenendo prezzi accessibili per i popolari (che avrebbero ridotto numericamente).

      Ma su nuovo stadio dobbiamo intenderci di cosa parliamo: un conto è il progetto faraonico che è stato abbandonato, un altro la riqualificazione a stralci (che già la gestione lacrime e sangue di Nuovo Inizio aveva portato ben avanti nel percorso autorizzativo, prima di essere ritirato a vantaggio del Faraonico] un altro fare un cas come adesso…

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      • Di che se lo faccia il Comune con l’appoggio dei comitati

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  • Non è obbligato ha farlo Pensavo fosse chiaro ,che due palle

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