QUELLA VOLTA CHE KRAUSE (NON) DISSE CHE NON AVREBBE CEDUTO CIRCATI NEPPURE PER 100 MILIONI…
(Gmajo) – Ieri, mercoledì 19 agosto 2026, passerà alla storia per l’ufficialità della doppia mondiale milionaria cessione di Zion Suzuki all’Aston Villa e di Alessandro Circati al Benfica (che noi, in copertina, omaggiamo con la maglia retrò del club lusitano sponsorizzata Parmalat, stagione 1994, che l’ottimo Simone Monica di MeteoParma ci aveva fatto avere come cartolina dalle vacanze da Lisbona). Facendo i conti della serva, sono, grossomodo, ulteriori 55 milioni che si vanno aggiungere alla ventina abbondante frutto del precedente passaggio di Mateo Pellegrino alla Fiorentina, sicché, per raggiungere l’obiettivo di 100 milioni, ne mancano poco meno di altri 25…
Federico Cherubini – che ieri ha trovato persino il tempo di fare d’anfitrione a Noceto in occasione della visita del CT dell’Italia Women Andrea Soncin, in tour in questi giorni tra i vari club della Penisola, anche se la maggior parte delle calciatrici scritturate dal neo Head of Women Marco Zwingauer sono straniere (ed intanto il suo predecessore Aurelio non manca mai di postare il suo cuoricino mi piace, nonostante l’esonero subito – dunque, contrariamente a quanto supponevo, non sta affatto trovando difficoltà a piazzare i gioielli di famiglia, pur senza poter beneficiare, come nella scorsa sessione estiva, dell’effetto sorpresa.
Le operazioni, poi, a mio modo di vedere non sono ancora concluse: benché ci sia in giro la convinzione che Keita sia stato tolto dal mercato, io continuo a pensare che lui faccia sempre parte della famosa colonna vertebrale delle plusvalenze 2026 da me ipotizzate (Suzuki, Circati, Keita e Pellegrino), alle quali, senz’altro, se ne aggiungeranno anche altre minori o quasi (vedi Brit e Valeri), mentre non credo riusciranno a far fruttare in questo senso gli ultimi scampoli di contratto di Bernabé, Delprato e Valenti. Comunque, quota 100 è lì, pronta per essere agguantata.
Ma perché il CEO & C. sono così motivati a centrare la cifra tonda di 100 milioni di euro, quando, per bissare il 2025, forse basterebbe già quanto fatto sino ad ora? Sarà interessante vedere, a tempo opportuno, come potranno essere dirottate queste risorse, in parte già reinvestite (in anticipo) con le operazioni in ingresso, al di là della differenza tra costi/ricavi a sostegno della gestione corrente, per via delle note esigenze di auto-sostenibilità.
Resterebbe, però, un bel gruzzoletto che chissà non possa essere volano per la ripresa delle grandi opere finite sul binario morto, sempre ammesso, invece, che non sia la proprietà a voler in parte rientrare dopo le grandi spese in fase di avviamento. Ma è prematuro parlarne adesso, quando ancora il bello (o il brutto, a seconda dei punti di vista, perché c’è chi è preoccupato per la competitività, ma, indubbiamente, in attesa del verdetto del campo, che è quello che conta, non si può dire che la dirigenza se ne sia rimasta con le mani in mano anche in ingresso).
100 milioni: in attesa del missione compiuta!, come non ricordare quando (18.04.2025) Krause sentenziò (secondo la Gazzetta di Parma e a seguire anche altri organi nazionali…) che non avrebbe ceduto Circati neppure per 100 milioni! Peccato, però, che si trattasse di una fake news, poiché la frase riportata non sarebbe mai stata pronunziata dal tycoon, ma fosse frutto della galoppante fantasia di qualche tifoso e ripetuta a dismisura sino ad arrivare alle orecchie di qualche giovane cronista del foglio locale che non avrebbe esitato a metterla in pagina.
Trattandosi di fonte autorevole, anche i copia-incollatori seriali non si posero problemi di verifica, contribuendo a rendere virale l’iperbole, che, un anno dopo, fa sorridere, per via di quella perfetta coincidenza coi 100 milioni che oggi i nostri uomini mercato stanno cercando febbrilmente di raggiungere…
Il bottino sin qui perfezionato è di tutto rispetto, anche se viene da sorridere nel ripensare a certi proclami, propalati settimane addietro, sulla presunta non obbligatorietà a vendere, grazie alla solidità della proprietà, così come il concetto che, grazie a questa forza, il prezzo del cartellino sarebbe stato imposto dal Parma, più propenso a trattenere i suoi gioielli, piuttosto che svenderli.
Altrettanto onestamente, tuttavia, va ammesso che il Parma privandosi del trio Suzuki-Circati-Pellegrino, ha in effetti incamerato quanto desiderato, senza sconti, nonostante il colpo di scena del niet di Suzuki al PSG. La mia sensazione, però, è che in questo caso siano stati bravi i procuratori del portiere a mantenere accesa – sottotraccia – la pista Aston Villa, assumendosi la responsabilità di mandare a quel paese i francesi, una volta ottenute le garanzie per il proprio assistito di giocare titolare (vedremo quando guarirà Emiliano Martinez…), cosa che i campioni continentali proprio non volevano, ottenendo, comunque di pareggiare i 35 milioni voluti dal sodalizio Crociato.
Cessioni ok, ma la competitività? E’ chiaro che cambiare sempre e tanto – di fatto ripartendo da 0 o al massimo dal 50% – non aiuta a consolidare il processo sportivo di consolidamento e miglioramento del club, con ripercussioni sia nell’entusiasmo dei tifosi, che nell’appeal presso gli sponsor, poiché i grandi investitoti internazionali certo non si avvicinano ad una squadra che ha come massima aspirazione ed ambizione quella di piazzarsi sopra le ultime tre. Nello stesso tempo, appunto con questi chiari di luna, si capisce come Parma, oggigiorni, venga intesa come tappa di passaggio e non di arrivo, non dico di campioni, ma neppure di buoni giocatori (anzi, forse anche qualche mediocre ci schifa…)
Nel giorno storico della doppia mondial-milionaria cessione, la comunicazione del Parma ha pensato bene di celebrarla aprendo le porte di Collecchio ai media locali e nazionali: tra questi ultimi anche Sky Sport 24 con l’inviato Mario Giunta che ha interrogato, in proposito, Mister Carlos Cuesta Garcia. Nella risposta del trainer (“Mercato aperto? Non posso cambiare le cose, lavoriamo con ciò che abbiamo”) c’è chi intravvede (tra le righe) una qual certa delusione per aspettative un po’ deluse, dopo che era stato tenuto lui sulla punta del badile dovendo mostrare motivazioni. Difficile parlare di crescita ed ambizioni nel bel mezzo di una rivoluzione (anche se ci tengo, ancora, a sottolineare che, comunque, il Parma, sinora, non ha solo smantellato.
Nel frattempo, in serata, Parma Today ha diffuso la notizia della cessione in prestito di Aymen Zouin, esterno ventenne appena prelevato dall’Inter (che si riserva la ricompra) al Casa Pia, il club lusitano di cui Krause è diventato il maggior azionista. I portoghesi, sconfitti 0-7 dal Benfica nel derby, per rinforzarsi, sempre secondo Parma Today, guarderebbero anche in casa Napoli: “È stato effettuato un sondaggio per il difensore del partenopeo Obaretin. Attesi sviluppi nelle prossime ore”. Gabriele Majo
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Kraus ormai ha il bussolotto per terra davanti alla chiesa la domenica dopo messa. Venderebbe anche Cracolici se qualcuno lo pagasse. Un magnate con due vigne e un hotel nella Langhe può solo spremere tutto quello che può…
Krause ha preso il Parma non per vincere ma per incassare, incassare e poi ancora incassare tanto tanto 💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰.
A me Krause non piace.
Lui non è una simpatica canaglia
Salve sono un tifoso del Parma mi chiamo francesco pone ho visto 12 anni a Parma ora abito a napoli vorei rispondere quel commento che hanno detto perché tanzi non ha venduto buffon canavaro ecc ma tanzi era un altra cosa questo invece pensa solo a incassare prende giocatori a pocchi poi a venderli a prezzo alto questo e venuto solo a parma per fare bisiniss
comunque è stato dimostrato che il parma ha venduto a prezzi giusti non si è fatta certo mettere in ginocchio da Juve o Psg a dimostrazione che è una società sana e che l effetto sorpresa era una verità putativa non reale poi se vogliamo sindacare i prezzi a cui sono stati venduti i gioielli allora siamo alla frutta sono prezzi corretti nessun tifoso li pensava possibili ….. Poi se si vuole migliorare la squadra bisogna vendere e comperare non capisco chi vuole gli stessi giocatori se confermi tutti non migliori ! Razionalmente daffarra sostituisce suzuchi che in realtà ha giocato mezzo campionato …. e il sostituto corvi era già presente .Pellegrino viene sostituito da romero che è più realizzatore in attesa di frigan quindi direi sostituito bene poi circati stanno cercando un sostituto e lo troveranno per cui sicuro la squadra non si è infebolita poi toure sostituisce strfezza Non vedo un depotenziamenton della rosa non capisco dov’è la vedete voi che parlate di competitività la mission la sappiamo L ha detto cuesta lanciare i giovani innutile che insistete rimanere in serie A ma quando mai realmente il parma poteva ambire allo scudetto ? Un paio di anni in più di 100 anni per cui cosa volete cosa pretendete guardate che i gioielli li vendeva anche tanzi vedi crespo Buffon Cannavaro e molti alla Juve …. e non vi siete mai lamentati
Una sequenza di paragoni e però da cerchiobottismo funzionale,complimenti per la trasmissione
E’ stato dimostrato … ma da chi? cos’è un teorema?
Ok il prezzo è giusto, e la ruota della fortuna non c’entra nulla, anzi Passaparola ha permesso di vendere con grandi guadagni. manca solo Indovina chi, ha la barba, ha gli occhiali, è Romero?, è Circati?. Comunque è una Ghigliottina e l’Eredità la spartiranno ad Amici.
e c’è De Martis che sostituisce Romero che sostituisce Pellegrino che vendo Bonny che mio padre al mercato comprò… e poi c’è Toure che sostituisce Strefezza che sostituisce Oristanio che sostituisce Ondrejka che vendo Man che mio…. ecc in 2 anni.
A inizio estate, dirigenza e allenatore parlavano di “voglia di migliorare la stagione precedente”. Adesso si parla solo di salvezza… che fa rima…con amarezza…
È davvero desolante continuare così….
Ci si può migliore anche vendendo
(AP, rielaborazione)
Effettivamente è così l hanno già dimostrato questa non è una verità putativa ma una verità un dato di fatto …. pur vendendo man mihalia somh leoni bonny ! Cambiando chivu , Sono riusciti a migliorarsi con una salvezza tranquilla ha fatto bene a ricordarlo perché i tifosi sembrano non saperlo
Certo di può migliorare anche vendendo pezzi pregiati se la società ha culo ma si può più facilmente peggiorare se al posto dei nostri big vengono GIOCATORI SEGA e la cosa è più che probabile anzi oserei dire quasi certa.
Mah, il trende delle vendite dimostra che quelli che a lei sembravano giocatori sega in realtà non li erano, e forse, nelle medesime circostanze anche i “plusvalutandi” prossimi venturi…
Ma non crede che uno sport di squadra non sia la semplice accumulazione di figurine provenienti da posti sperduti che si ritrovano il giorno prima per iniziare il campionato? Una volta non c’era quel presidente che voleva comprare Amalgama !? Credo servirebbe pure “lui”. Anche per aiutare il povero mister, che non può mettere becco nelle mosse di mercato ma poi deve mettere insieme la “sporca dozzina”. Mi spiego meglio, se ogni 6 mesi rimescoliamo sempre le carte (il Parma non si limita a sostituire i big ma fa ampio turn over anche di mezze figure vedi Oristanio Cutrone Ondrejka e altri), anche se siamo bravi nelle sostituzioni, non c’è il rischio di ritrovarsi sempre al punto di partenza?
Guardi, io potrei essere anche d’accordo con lei, giacché mi piaceva il calcio degli anni 70/80/90 che aveva logiche diverse dalle attuali, per cui condivido che il famoso “amalgama” sarebbe l’acquisto principale da perfezionare, però, dobbiamo farcene per forza una ragione, sic stantibus rebus, la priorità d’azione, in regime di auto-sostenibilità – è quello di cedere i pezzi migliori (e non solo, come giustamente afferma anche lei) e poi ricostruire il puzzle. Del resto, Cherubini, attorno alla 10^ giornata del passato torneo, quando il Parma se pareggiava era una festa, si giustificava dicendo: “abbiamo cambiato il 50% della squadra”.
Per cui, per la realtà che stiamo vivendo, è già tanto consolarsi vedendo che buona parte degli introiti ancora viene reinvestita (non tanto per farci divertire, quanto perché così il player trading continua ad essere alimentato) e non solo incamerata per le spese correnti (non pareggiate dai ricavi che non mi paiono essere in rialzo e che, anzi, potrebbero scendere, vedesi la contrazione dei diritti tv) o per il ritorno dall’investimento del proprietario.
Speriamo bene
Boia d’un mond ledar
Non c’entra il culo ma la capacità di scovare giovani talenti. E’ una professione fatta da bravi professionisti come distrano i fatti da tre anni.
Migliorare, sì. La posizione di AP e basta.
Ma scusa forza parma chi parla di salvezza !?? Forse davide forse dei opinionisti forse io ma del parma calcio nessuno ha dato un obiettivo come salvezza , non mi risulta l l ha detto cherubini ? O altro dirigente che la salvezza è L obiettivo ? Se lo dico io non ha valore …. solo se lo dice la società
Il “Suo” Cherubini, nella famosa intervista a Rinaldi, era stato ben chiaro parlando (del resto come nella stagione precedente) di “consolidamento”, per cui, come un anno prima, l’auspicio è (ancora) quello di restare tra le 13-14 squadre che stabilmente stanno in serie A. Peraltro, questa intervista andava ad abbassare le aspettative alzatesi dopo la precedente conversazione, a salvezza aritmetica centrata, con Mondellini (direttore Calcio Finanza), in cui aveva fatto capolino la parola “Europa” e la collezione, alle spalle, dei Trofei vinti da Calisto. Secondo la mia “verità putativa” Cherubini ci aveva provato a convincere Krause a rilanciare, ma evidentemente il patron ha preferito restare ancorato alla linea editoriale tracciata un anno fa… Per cui, sì, l’obiettivo certificato è la salvezza: poi speriamo di raggiungerla davvero e, magari, ci stupiscano come un anno fa…
maio ma rimanere fra le 13 stabili in serie A non vuole dire salvezza almeno salvezza tranquilla o centroclassifica mi pare diverso molto diverso . Invece mi e piaciuto tantissimo quando lei dice che ” Per cui, per la realtà che stiamo vivendo, è già tanto consolarsi vedendo che buona parte degli introiti ancora viene reinvestita (non tanto per farci divertire, quanto perché così il player trading continua ad essere alimentato) ” ecco questa non e’ una verita’ putativa ma una verita’ 1 ) che comunque una parte degli introi la rinnvestono fin che lo fanno va bene ! 2) non lo fanno per farci divertire ma perche’ il play trading continui ad essere alimentato e su questo siamo d accordissimo e non l avvevo pensato ottima intuizione , e questo forse e la cosa piu delicata lo fanno ormai solo per fare utili non per fare divertire noi il timore che se il giochino non riesce piu scaravcoltino il tavolo per la gioia di davide .Comunque non per essere fun di cherubini ma IL MIO TIMORE CHE SE VA VIA LUI IL GIOCHINO NON RIESCA PIU
A mia volta quoto la sua frase finale, perché, a mio avviso, un manager ambizioso e bravo come Cherubini non credo avrà voglia a lungo di restare qua a fare super-vendite…
Ma infatti l’obiettivo è vincere il mondiale non la salvezza
E intanto da “One planet, one club” abbiamo perso due continenti…
Occhio che questo qua ti fa arrivare un prospetto dall’antar….tide 😂 dal tide ne abbiamo
Perfettamente d” accordo con te Forza Parma
Il ,95% di chi arriva è straniero, non conosce il campionato italiano, non conosce il gioco di Cuesta, sono solo scommesse che possono andare bene o male
Prevedo al Tardini col Cagliari la prima sconfitta e l’ inizio di una nuova VIA CRUCIS.
Se avessimo avuto il presidente del Como che prima pensa alla squadra e poi al suo conto in banca…….
Trova tu allora i soldi per fare un grande Parma da champions. Bisogna inculcarsi nella zucca che i bei tempi della Parmalat sono solo uno sbiadito ricordo per i vecchi come me. Oggi c’è solo la salvezza tra lacrime e sangue e accendiamo un cero ogni giorno in chiesa per Cherubini e Pettina’
Quindi Krause non è solido economicamente?
Io non ho scritto questo. Ho solo scritto che non volendo, giustamente, mettercene del suo, l’unica via era vendere. Ma siccome c’era chi adduceva che non era vero che si doveva vendere pwr forza e che non c’era alcun obbligo al riguardo…
maio lei ancora non ha capito le parole di pettina’ immagino perche’ se fossero altre parole a cui si riferisce di blogger, tifosi e opinionisti ( alla zurlini ) e riportate malamente valgono zero, e non dovrebbero essere fonte di discussioni …. Vede Simone t ha avuto la mia stessa sensazione e stessa interpretazione delle sue frasi per cui non e’ molto chiaro . e’ si o no solida la societa’ parma calcio ? dovrebbe dare risposte piu chiare lei che e’ stato dipendente mentre kk tirava fuori un centello all anno , che chiaramente non poteva continuare all infinito. ….Mi sembra strano che un giornalista che e’ stato da 40 anni nel mondo del calcio come lei persona intelligentissima non riesca a collocare le parole di pettina’ nella giusta maniera . Il parma ha ormai conclamato ( come faceva l atalanta percassi non metteva soldi ) l autosestentamento ( come l atalanta tanto ammirata ) e per fare questo fa play trader ( come faceva l atalanta tantro decantata ) ovvero ogni anno lancia e vende giovani calciatori e’ l oggetto sociale che deve dare reddito e far rientrare dei capitali immessi prima . Cio non tolgie che se fatto bene possa portare a miglioramenti continui anche nei risultati sportivi nessuno lo vieta che romero sia meglio di pellegrino ! Va anche capito che la societa’ e ambiziosa ma conviene non sbandierarlo ( se no ce maio che va a riprendere le parole di questo di quest altro eccc di tempo addietro in un certo contesto o mentre doveva dare un messaggio e inizia a chimicare e a dire aveva detto aveva fatto ecc ) dire la salvezza e’ il ns obiettivo e’ piu facile da gestire se le cose vanno male ma non escludo che in realta si punti all europa senza pero dirlo o dirlo in alcuni occasioni dove conviene o ci sono motivazioni ( sponsoer tifosi ecc) ….Detto cio’ pettina’ dava un messaggio non a maio ( di cui frega zero al parma calcio anzi lo vaòluta 50.000 eur ottima vlautazione ) ma a chi doveva acquistare !! E ai procuratori E ALLA COMUNITA DEL CALCIO ecc che il parma non svende il non abbiamo bisogno di vendere non era per lei maio ne per me ne per i tifosi …. ( deve capire il contesto e a chi e il messaggio e rivolto ) .Detto questo se c’e bisogno kk li mette ancora i soldi la societa’ e solida questo era l altro concetto l ho gia spiegato se un anno non riesco a vendere ai loro prezzi possono aspettare hanno la forza di aspettare il prezzo giusto .Infatti sono rispettati sul mercato ( in altri tempi pellegrino finiva in prestito alla juve che con arroganza offriva qualche milionata per il prestito ) invece alla fine HANNO VENDUTO AD OTTIMI PREZZI quando mai il parma vendeva i suoi giocatori a 30 ml l uno ? mai e questo e possibile perche anche a livello internazionale sanno la forza di kk . ULTIMA COSA caro maio tutti ripeto tutti sono in vendita dipende solo se arrivano le offerte e al prezzo che vuole il parma ,uiondi si sbaglia
sbaglia quando dice la spina dorsale delle vendita era pellegrioo suzuchi circari keita ecc in realta’ tutti sono in vendita ) circati era in vendita come del prato e bernabe’ solo che a quelli non arrivano offerte al prezzo giusto a circati e arrivato il benfica e l hanno venduto come ovvio . Se domani arriva uno e danno 20 ml per britisg lo vendono se arriva uno e dice 10 ml non lo vendono idem keita . il qule probbailmente non ha ancora raggiunto QUOTAZIONE DESIDERATA ma certo che e in vendita tutti sono in vendita , questo senza vergognarsi tanto se parte uno arriva il sotuituto come fanno tutte le squadre ne piu ne meno ……..Non solo lei cita spesso 100 ml che non si capisce se plusvalenze o di vendite ?? ma lei sabglia non c’e un limite anceh 200 ml se riesco a vendere tutti non ci sono limiti massimi di vendita o plusvalenze perche mai ? chiunque e in vendita e verra’ sostuituito con un giovane che dovra’ dare plusvalenze dopo un anno o due ………obiettivo rimanere fra le 10 sempre in serie A piu’ chiari di cosi !! non vi va bene cambiate squadra ma quante puntano allo scudetto in italia due tre le altre sono messe come noi …….. non comprendo perche gente che ha visto il parma di ceresini in c per 30 anni o il parma di ghirardi che non puntava certo allo scudetto o il ridemensionamento di tanzi in amm controllata che ci siamo salvatia bologna per il rotto della cuffia ( eppure lo ricordarte come grande cosa ) o chi ha visto la serie A con i 7 magnifici fatta di salvezze stentate , perche si deve adesso lamentare tanto e pretendere tanto ? bho forse solo perche kk e’ americano se no non cpaisco perche ceresini tanzi con angiolini ghirardi la serie d le salvezze dei 7 magnifici vi andavano bene e adesso siete diventati tutti ambiziosi ? non accetate di rimanere in serie A belli tranquilli e rilassati e godervi futuri campioni che giocano un paio di anni qua ( nell inter campione d italia c erano parecchi ex dall allenatore chivu a darmian a bastoni bonny e dimarco ! )
Signor Puntini, lei spara dei commenti che fanno invidia alle mie articolesse (intendo come lunghezza, lasciamo perdere la forma ed ovviamente i contenuti), per cui risulta difficile rintuzzare ogni singolo punto. Tante volte, non le nascondo, scelgo uno solo degli argomenti da Lei toccati, ma, come in questo caso, quanto sono talmente tanti, anche fare la cernita su cosa rispondere diventa difficile.
Magari, però, non tanto perché io posso essere permaloso, ma almeno per rispetto per il tempo che le dedico (a gratis, anzi, pagando per mandare avanti questo libero spazio), mi piacerebbe che evitasse antipatici riferimenti personali (cosa che fa spesso e qui ha ribadito) alla mia precedente attività professionale, con apprezzamenti (chiamiamoli così) che sarebbe meglio evitasse.
Detto questo: giacché mi riconosce l’intelligenza, penso che condividerà che posso da solo riuscire ad interpretare le parole (per me infelici) di Pettinà al giornale locale, peraltro non penso di essere stato l’unico a manifestare perplessità. Inoltre, non credo il suo Vate Cherubini si faccia problemi su cosa potrà chiosare Majo in base alle esternazioni che fa su obiettivi e dintorni. Del resto, sia che dica Europa, sia che dica salvezza, qualcosa lo scriverei comunque (e lo scrivono anche altri), per cui, in modo adulto, serio e sereno, basta dire la verità, che in certi casi è la soluzione più logica e semplice, senza arrovellarsi oltre o nascondersi dietro un dito. Asserire che il Parma è solido e che per questa non ha bisogno di vendere, si commenta da sé, specie quando si sapeva che Suzuki, Circati e Pellegrino sarebbero stati i primi. Eppoi: a me dice che sono in vendita (potenzialmente) tutti. Credo di averlo sempre affermato, anche se mi premeva segnalare la famosa colonna vertebrale Suzuki-Circati-Keita-Pellegrino, anche al fine di evitare, come accaduto, che qualcuno (leggendo la cannella che non avevamo bisogno di vendere) pensasse che la colonna vertebrale restasse assieme ai nuovi acquisti…
Appunto poiché tutti sono in vendita, va sottolineato con chiarezza, come cerco di fare, che, nel rispetto dell’auto-sostenibilità il bilancio del Parma 2026 dovrà somigliare a quello 2025 (magari migliorandolo, visto che non eravamo in pareggio, ma quasi). Avevo previsto 4 cessioni big (a pari con l’ambizione di vendere per 100): siamo a 3/4 del percorso ed in più si potrebbero aggiungere altri come Brit o Valeri, viceversa ho dubbi che si riesca a far fruttare quelli a scadenza (Bernabé, Delprato e Valenti).
Sul fatto di Simone T., purtroppo anche lui, del resto come lei, legge inforcando gli occhiali scuri della prevenzione, sicché interpreta quel che gli pare e non quello che realmente ho scritto. Infatti, io, non ho mai, ribadisco MAI, scritto che la società Parma Calcio non è solida, né mi capacito di come si possa pensarlo, leggendo i miei articoli. Anzi, parafrasando uno storico modo di dire nato negli anni ’50 sugli spalti dello stadio San Paolo per indicare una ricchezza immensa, paragonabile alle casse piene di soldi della celebre banca, per me Krause “è caruto ‘o banco ‘e Napul”), ossia ha una potenza economica tale da sembrare inesauribile. Peccato, però, che dopo i 500 pali iniziali (purtroppo non certo investiti nel migliore dei modi), egli – fedele a quanto programmato nel piano decennale – dopo la fase di avviamento ha smesso di foraggiare la società che deve andare avanti con le proprie gambe (appunto: auto-sostenibilità). C’è da dire che qualcuno gli aveva fatto credere che nel frattempo ci sarebbero stati chissà quali ricavi, fallando, sapendo di fallarle, le previsioni… Quindi: per capirci, la proprietà del Parma è solida (sebbene da quando ha ceduto quella fabbrica di soldi che era Kum & Go è venuto a mancare il cassetto liquido quotidiano), ma non è volontà del proprietario aggiungere ulteriori quattrini ai tanti già in precedenza investiti. Questo vo scrivendo da settimane e non da oggi: basta saperlo leggere, appunto cavandosi gli occhiali scuri che non rendono ottimale la lettura dei miei scritti.
Tornando alle dichiarazioni di Pettinà, secondo lei rivolte extra moenia di Parma: ma, mi scusi, lei pensa che la Gazzetta sia letta dagli altri operatori di mercato, o dai tifosi o da Majo? Quindi non parliamo di messaggi al mercato, dai…
Circa Delprato e Bernabé (aggiungo Valenti), il problema non è che non ci siano offerte (a parte che uno bravo le offerte le trova anche dove non ci sono, ed io pensavo che per lei Cherubini fosse onnipotente…) quanto il fatto che siano a scadenza, per cui è palese che gli acquirenti preferiscano aspettare quattro mesi e poi prenderli a parametro zero… (piuttosto: perché ci si è portati così avanti col discorso rinnovi? Ah già sempre colpa di quei mercenari dei calciatori…).
Per quanto riguarda lo Spareggio di Bologna, sta parlando di una delle pagine più epiche di un Parma precipitato dalle stelle alle stalle e che à riuscito a mantenere la categoria (se no, forse, ad Arzignano ci si andava prima, e sottolineo forse, perché non era certo il momento, quello, per cui altri industriali di Parma raccogliessero l’eredità di Calisto) nonostante le ingiustizie di Calciopoli e i 42, dico 42, punti raccolti nella regular season ed insufficienti, da solito, a garantire la salvezza. Salvezze lei dice stentate dei Magnifici 7: ma si rende conto che gli investimenti profusi erano ben minori, e soprattutto, D’Aversa si era salvato anche meglio di Cuesta, sicché…
Poi che in serie A ci restiamo belli e tranquilli, se mi consente aspettiamo il responso del campo, perché, ad esempio, non credo che la Fiorentina della passata stagione avesse pianificato di lottare per non andar giù…
Va bene maio cercherò di evitare riferimenti personali su questo ha ragione ( alle volte è un po di arlia noi veniamo da un calcio in cui era ammesso ) alle volte non me ne accorgo stato più attento , poi siamo d accordo che cherubini di cui lei sa sono fun non ci azzecca nulla con il parma non so quanto può restare …. per cui mi godo questi momenti perché quando andrà via dovrò darle ragione da mattina a sera
In realtà la pensiamo molto più allo stesso modo di quanto sembri…
però direttore mi perdoni, sicuramente in assoluto avrà ragione lei. Ma nei casi delle 3 cessioni di cui si discute (Suzuki, Pellegrino e Circati), il Parma ha incassato grosso modo quello che si era prefissato. Dunque ha ceduto alle sue condizioni. Dunque ha dimostrato di NON essere obbligato a vendere.
Essere obbligati a vendere vuol dire che se arriva la Juve e propone un prestito con obbligo di riscatto etc etc ti appecoroni e vendi, se invece non sei obbligato ti permetti di attendere l’offerta del PSG (o Aston Villa). Anche con Pellegrino pareva che all’inizio la Fiorentina fosse intenzionata a prenderlo in prestito con obbligo condizionato di riscatto e poi invece si è chiuso per una cessione a titolo definitivo. La trattativa di Circati sembra essere stata più rapida ed estemporanea, ma probabilmente perchè il Benfica è andato subito dove voleva andare il Parma (20 milioni + Bonus).
Se sei obbligato a vendere il prezzo lo fa il compratore, se non sei obbligato lo fa il venditore. Questa è una vecchia legge del mercato (non solo del calcio-mercato). E a me sembra che in queste 3 cessioni il prezzo lo abbiamo fatto noi (poi logicamente con tutte le trattative del caso).
Guardi, nel quadro dell’onestà intellettuale che mi contraddistingue e per la quale sono apprezzato da tanti (meno coloro che inforcano gli occhiali della prevenzione e ragionano sempre con il dilagante divisismo dell’o sei con me o sei contro di me) io ammetto di essermi sbagliato nel pronostico sulle presunte difficoltà che avrebbe potuto avere Cherubini nella seconda annata di grandi vendite, non potendo beneficiare dell’effetto sorpresa. Questo mio ragionamento (che, appunto, non era una verità putativa, ma, appunto, una legittima considerazione frutto dell’esercizio del cervello che ancora non mi è stato del tutto lobotomizzato) nasceva dalla mia considerazione che, nell’estate 2025, il Plenipotenziario – del quale avevo tessuto le lodi di abile venditore, nonostante mi si accusi di fare solo critiche, che del resto dovrebbe fare ogni iscritto all’ordine dei giornalisti – aveva potuto beneficiare del cosiddetto “effetto sorpresa” (fino all’anno scorso nell’ambiente si conoscevano le generose doti del mecenate KK che spendeva circa un centello l’anno), cosa, a mio avviso, difficilmente replicabile nell’attuale esercizio, appunto perché si sapeva della necessità del Parma di vendere. Necessità, ovviamente, non imposta da terzi, ma per precisa linea aziendale, in quanto il proprietario, dopo 5 anni di investimenti durante la fase di avviamento ha virato, appunto, sull’auto-sostenibilità, prendendoci gusto col player trading.
Probabilmente, la bontà della merce (mi riferisco, evidentemente, alla famosa colonna vertebrale Suzuki, Circati e Pellegrino, cui, si potrebbe aggiungere Keita) ha fatto sì che questa difficoltà, assieme alle già accennate capacità di vendita del Sommo Dirigente, potesse venire aggirata con estremo gaudio del suo datore di lavoro e di tutti i tifosi esperti contabili così amanti della plusvalenza, quasi ne ricavassero dividendi…
Dunque, come canterebbe Guccini, va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia… , tuttavia, sulla seconda parte del suo ragionamento mantengo le mie riserve, ossia, il fatto che le cessioni siano state effettivamente perfezionate e sostanzialmente alle cifre volute, non è affatto un segnale – come asserisce lei – che il Parma non aveva necessità di vendere, in quanto, il mandato ricevuto, a me appariva chiaro ed evidente, ossia (come ho sempre scritto fin da principio) bissare qualitativamente e quantitativamente i movimenti dell’estate precedente, dunque sia come numeri (di operazioni, ma soprattutto di gettito) sia come tipologia di alienazione (ossia soprattutto i big e qualcun altro minore di complemento). Per cui se l’ordine di scuderia era VENDERE (e nelle segrete stanze la cifra che si sussurrava era tonda tonda, come quella citata nel titolo di questo mio approfondimento) a me appariva chiaro come quello fosse un obbligo. Poi, che Cherubini sia riuscito a farlo rispettando i parametri che si era posto è bravura sua, ma anche bontà della merce esposta (qualcuno, peraltro, a mio modo di vedere anche un po’ sopravvalutato, poiché alla moda e pompato).
Pertanto, a differenza sua, la mia conclusione è che le tre vendite perfezionate, sia pure alle condizioni volute, rappresentano in modo manifesto che il Parma DOVEVA (e DEVE tutt’ora, perché siamo a tre quarti dell’opera) vendere, con buona pace di chi, abbeverandosi a proclami che io avrei evitato, già sognava un Parma nelle coppe con Pellegrino in tandem con Touré e Suzuki tra i pali protetto da Circati…
Però io il dubbio su quali fossero le richieste del Parma ce l’ho… Cioè siamo certi che per Ciracati abbiano chiesto 20 mln e non 30?
Beh, dai: non esageriamo… Comunque tutto fa “massa critica”… Dai che siamo ai trequarti del lavoro…
Sparavo numeri a caso, ma il concetto è quello… Decide se vendere e a che cifre poi però le trattative le fanno loro, noi che commentiamo cosa ne sappiamo?
Volevo chiedere una roba però? Nel conto dei 100mln ci finiscono gli introiti delle televisioni? Cioè il Parma deve fare 100 compresi o esclusi i 30 che arrivano dalla tv?
L’obiettivo è farne cento di player trading: in realtà, per la gestione, ne basterebbero anche meno, infatti sarà interessante capire coi 25/30 di esubero cosa accadrà…
1) secondo lei quei 25-30 milioni in più, potrebbero essere utilizzati per Collecchio/Tardini o conservati per l’anno prossimo visto che di ricche plusvalenze…in teoria… non ce ne saranno moltissime come in questi due anni?
2) premesso che le cose possono sempre cambiare da un momento all’altro…a suo parere la regola dei 100 milioni varrà per tutti gli anni (scommesse vinte permettendo) o pian piano si punterà a una cifra minore in vista di un miglioramento in termini di competitività e di conseguenza in termini di ricavi da sponsor/tifosi?
3) Il buon Cheru potrebbe arrivare a un punto in cui si annoia del player trading e dice chiaramente a KK: “o mi dai qualche stimolo in più facendomi puntare all’Europa o vado via”?. Quando arrivo’ a Parma mi risulta fosse convinto ci fossero le condizioni per tornare in Europa… qualche miocugginata parlava addirittura di Champions…
1) Rinchiuse nel deposito di Zio Paperone
2) Secondo me ci han preso troppo gusto… Poi mi son fatto il film che Cherubini avesse tentato KK di rilanciare, salvo esser rimbalzato. Per cui non credo probabile un rialzarsi dell’asticella delle ambizioni
3) Secondo me il dialogo non andrà cosi: penso che direttamente saluterà [ovviamente quando avrà in mano una situazione più soddisfacente]
Bravo
Buongiorno Direttore
C’è e quale sarebbe nel caso, a suo avviso, una società nel panorama italiano che lei vede come vero e realizzabile modello di riferimento, in grado cioè di combinare sostenibilità e piano sportivo?
I nomi li aveva fatti Cherubini a suo tempo e non li aveva sbagliati: Atalanta, Bologna, Udinese (in ordine alfabetico). Chi prima, chi dopo, ma la ricetta applicata era sostanzialmente quella che i nostri vorrebbero emulare (pur nella prosopopea di aver inventato il calcio…): a differenza loro, però, l’aspetto della competitività è nettamente inferiore (malgrado la buona volontà di Cherubini, che, oggettivamente, è uno che sa stare al mondo, specie quello del calcio) rispetto a quello della vendita dei prospetti, che, viceversa, dovrebbe essere alla base e la plusvalenza il premio o effetto collaterale. In più, le nostre “scommesse” sono pagate troppo (vedi certi acquisti palesemente non sbocciati – ancora? – ma pagati attorno agli 8 milioni, non 1 o 2, anche se si preferisce scaricare la colpa sull’allenatore che non li saprebbe valorizzare, senza dimenticare che anche quest’ultima scommessa era della società e ha pienamente ripagato, sotto il profilo della competitività, anche se incredibilmente gli si imputava il non aver saputo valorizzare i talenti, che evidentemente così talenti non erano/sono) ed andrebbe abbassato o commisurato alla tipologia di rischio.
Vado però a vedere le cessioni di Udinese e Bologna degli ultimi 10 anni… Dove sta la differenza? A livello di risultati sportivi, l’udinese vivacchia da anni a centro classifica con punte verso il basso… Il Bologna è tornato in Europa dopo più di 10 anni di Saputo… Io tutta questa incoerenza non la vedo…
I nomi dei modelli li ha fatti Cherubini, non io. Ma invito sempre a separare i due concetti di vendita prospetti e competitività, che, specie all’Atalanta funzionano molto bene assieme (anche perché comprano la materia prima da modellare ad importi più bassi e rivendono a prezzi più alti, noi, al momento, sembriamo il Verona di Setti…), mentre da noi il primo aspetto è quello di vendere, mentre sugli acquisti, con tutti i parametri da rispettare, si fa quel che si può, peraltro pagando troppo alcuni, salvo scaricare colpe sull’allenatore che non li valorizza (ma co gal da fer, puvret?).
Appunto poiché non bisogna confondere i risultati sportivi col player trading (che da noi ha una netta precedenza), eviterei di confrontare il rendimento dell’Udinese che, sì!, rispetto a quando avevano inventato quest’arte 30 anni fa (poi perfezionata da un certo Leonardi, prima che arrivasse da noi) sono calati. Circa il Bologna, è vero che sono arrivati in Europa dopo 10 anni, ma da loro l’auto-sostenibilità non è stata conclamata.
Al Bologna non sarà stata conclamata ma lo è di fatto. Se vado a vedere i forum dell’Udinese, squadra della quale conosco anche diversi tifosi, sembra un copia e incolla di questa chat. Sull’Atalanta possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma la vera svolta l’hanno avuta quando hanno avuto la bravura (e il culo) di trovare la continuità tecnica con un certo signor Gasperini. E infatti quello che io vorrei e che auspicavo, al di là dei giocatori che vanno e vengono (e spesso quelli che vanno non sono quei fenomeni che si credeva, vedi ancora Atalanta, grande distributore di pacchi) è che la scelta del signor Cuesta derivasse anche dalla volontà di trovare una figura col quale fare un discorso di progetto tecnico pluriennale… Anche perché secondo me abbiamo avuto la fortuna di trovare un personaggio piuttosto intelligente a mio avviso…
Forse non è solo fortuna, ma anche bravura, nell’averlo individuato. Certo, a mio modo di vedere, andrebbe, però, meglio protetto e senza troppi personalismi, in quanto i famosi 40 giorni sulla punta del badile, nonostante la salvezza raggiunta con congruo anticipo, potrebbero aver avuto origine da una frase (sinistramente simile a quella pronunziata ieri) letta come critica alla società, ma che è un dato di fatto, ossia che il trainer al fa col cal po con il materiale umano a disposizione.
Al di là della retorica da Mulino Bianco, sarebbe in effetti un bel lavoro se ad Alcatraz regnasse l’armonia, ma, purtroppo, temo che ognuno guardi il proprio orticello…
Convengo che la continuità nel tempo con la stessa guida tecnica possa essere un valore aggiunto, ma, al di là dei personalismi, qua si ragiona un po’ troppo col diktat della plusvalenza da centrare messo al primo posto sul discorso sportivo (competitività) che, viceversa, dovrebbe avere il primato… Per cui, se il primo compito dell’allenatore non è fare bene in campionato, ma valorizzare i “plusvalendi”…
Bologna,Atalanta e Udinese vendono anche loro i magazzinieri con buone offerte. E ai loro prezzi. Come sta facendo il Parma di Cherubini. Chapeau
Solo che a differenza nostra i “plusvalendi” li acquistano non a botte di otto milioni (per poi lamentarsi se il trainer non li valorizza…)
Kraus non è né solido né liquido. È ormai uno che cerca di lucrare quello che può da un investimento fatto e che non era e non è alla sua portata. Questa è la realtà chi afferma il contrario è ovviamente in malafede sapendo di esserlo. Escludendo i contabili e pro plus che ormai è gente con il cervello lobotomizzato
Sicuramente il Parma è in fase “work in progress” e non da oggi…vedremo, per ora resta tutto indecifrabile, ma sabato ci faremo un’idea di dove siamo. Per quanto riguarda Circati direi che malgrado mi sia sempre piaciuto, anche dopo l’infortunio, con prestazioni più o meno buone, la cifra a cui è stato venduto resta per il sottoscritto incredibile! Probabilmente la valutazione della Juventus era più reale di quanto è stato sborsato dal club portoghese.
La partita di sabato conta quanto un amichevole agostana.
Il campionato inizia a settembre con la fine del mercato, queste prime partite, al pari della Coppa Italia, vanno considerate come un prolungamento della pre season purtroppo.
Non darei troppo conto al risultato di sabato qualunque esso sia.
No, no e poi no! Non si può ragionare in questi termini: quando inizia la competizione, i punti contano, ed eccome se contano! Non puoi partire con l’handicap. E, soprattutto, non sempre ti piazzi lontano dalla zona rossa come (a sorpresa) nella passata stagione, per cui anche ogni singolo punticino fa la differenza, indipendentemente sia esso conquistato alla 1^ giornata o alla 38^.
Per cui asserire che la partita di sabato conta quanto un’amichevole agostana è una bestemmia! Pertanto, al risultato di sabato, qualsiasi esso sia, va dato il giusto conto.
Poi, che ci vorrebbe un allineamento tra fine mercato ed inizio campionato è un altro discorso, ma fin quando questo non c’è, bisogna considerare che, al di là delle difficoltà, anche la prima giornata è importante ed ha il suo peso, nell’economia di una classifica che va mossa immediatamente.
I punti a disposizione contano eccome e fanno certamente classifica.
Ma non credo potremmo ricavare delle valutazioni esaustive dalle prossime partite dal momento che purtroppo il mercato è ancora aperto e la squadra è in piena costruzione.
Mi riferivo principalmente a questo nel mio commento precedente.
Speriamo di vincere ma che sia vittoria pareggio o sconfitta credo bisognerà rimandare le valutazioni sulla squadra
Che le valutazioni debbano essere rimandate ok, ma testa (e niente alibi) alla partita, che, appunto, mette in palio punti veri, che contano e fan classifica.
Ma chi sei un nipotino di Kraus?
Perfettamente d” accordo con Maio
Sabato i punti valgono come settembre e aprile
Ad ogni modo Io preferisco
GIOCARE DA CANI E VINCERE
che
GIOCARE BENE E PERDERE
Ah quindi i punti di sabato che farà il Cagliari a fine anno vengono non conteggiati?
Dall’analisi puntuale del Direttore, che condivido ampiamente, ricorderei anche la volontà di vivere esperienze di carriera superiore dei calciatori.
Se parliamo di Circati, ovvero di un ragazzo che deve tutto al Parma, il suo primo post dopo la cessione non è stato un grazie Parma ma quanto è figo il Da Luz di Lisbona.
Ecco, per dire, chi pensa che esista ancora il romanticismo nel mondo del calcio vive in un mondo che non esiste più.
Tutto è puramente interesse e business.
Pertanto in un simile scenario perché mai la società non dovrebbe sfruttare a suo vantaggio le occasioni che si presentano?
Ricordiamo infine che La Rosa del Parma è composta da giocatori che ancora non hanno espresso il loro massimo talento.
Il valore economico sta proprio in quel potenziale intravisto ma non ancora espresso.
Chi compra Suzuki Circati Pellegrino spera di rivenderli tra due anni, esattamente come ha fatto il Parma quando li aveva presi due anni fa, ma nel caso, lo farebbe ad un livello più alto perché Aston Villa Fiorentina e Benfica viaggiano ad una dimensione superiore al Parma.
Il sistema è lo stesso per tutti ma i livelli sono diversi.
La crescita di cui si parla per il Parma, non passa dal mantenere i giocatori ma dal consolidare la società al punto da poter operare allo stesso modo ma da un gradino superiore della scala.
La vera competitività nel nostro caso è saper trovare il giusto equilibrio tra le uscite obbligate e le entrate, cercando possibilmente di riuscire a migliorare il livello tecnico della squadra.
Alcune precisazioni:
Circati deve al Parma, come il Parma deve a Circati: il rapporto professionale è biunivoco. Circati deve a Pincolini, perché è stato lui a pescarlo dall’altra parte del mondo e a riportarlo, suggerendolo a Luca Piazzi, nel Parmense (praticamente a giovanili concluse), dove ha costruito il suo trampolino di lancio verso il Benfica, dopo il mondiale (intelligente la sua scelta di giocarlo da aussie), logicamente.
Che lo stadio La Luz (che io ricordo sempre con piacere, anche nell’episodio di Nicola Calathopoulos, inviato Mediaset, di cui sarebbe diventato capo della redazione sportiva, che mi reggeva il microfonino per le interviste in diretta, avendo tutto ovviare personalmente ad alcuni problemi tecnici dovuti proprio alle dimensioni extra large dell’impianto) possa impressionare il ragazzo, ci sta (come sentenzierebbe Giuseppe Milano…), ma non starei lì a guardare se ringrazia Parma o meno…
Che Aston Villa e Benfica (più che la Fiorentina) sperino di rivendere a prezzo ancora più alto gli acquisti appena fatti dal Parma, nutro qualche ragionevole dubbio, dal momento che è vero che anche le grandi (specie in Italia) non sono estranee al player trading, però, a differenza nostra, loro, prima cosa, se identificano un calciatore funzionale non è che poi pensano di rivenderlo subito, quanto di utilizzarlo al meglio per i propri bisogni (di competitività).
Altro ragionamento: era palese che Suzuki e Circati, dopo la supervetrina mondiale, dovessero salutare la compagnia: forse dei tre iti, l’unico che avrebbe potuto restare per alzare ulteriormente la propria valutazione era Pellegrino, però, oggettivamente, trattenerlo (posto ci fosse la forza per farlo) quando questi già si era fatto la bocca a Juventus (ma anche Fiorentina) sarebbe stato controproducente. Per cui, non ho difficoltà a dire che il Parma ha fatto bene a cederli. Quello che mi preoccupa, però, è mettere sempre al primo posto le plusvalenze future, quando, per concretizzarsi, queste hanno bisogno della “competitività”, ossia della salvezza garantita, che tale non è, neppure se singolarmente hai l’impressione di aver preso una individualità migliore della precedente, perché in un gioco di squadra, tutti debbono essere funzionali, e non è detto che uno più dotato lo sia di uno meno.
Per cui la vera competitività resta la competitività che dovrebbe tornare al primo posto (senza tante seghe mentali di allenatori che non valorizzano i singoli) e, grazie a questa, che sta alla base (pur da trascurata o secondaria) delle super-vendite delle ultime due estati, garantirsi la permanenza in A e magari una crescita graduale verso traguardi più ambiziosi, sicuramente utili non solo per tenersi vicini quei rompiscatole dei tifosi che vogliono sempre che la propria squadra vinca, ma gli stessi protagonisti desiderosi di andare un po’ più in là del semplice vivacchiare (cosa che farebbe bene anche per attrare sponsor).
L’esempio fatto su Circati non intendeva in nessun modo criticare il ragazzo, quanto semplicemente evidenziare come nonostante sia una persona sentimentalmente legata a Parma e al Parma, di fronte alla possibilità di cimentarsi in ben altri palcoscenici non ha avuto certamente alcuna remora o pensiero verso la sua vecchia squadra.
Figurarsi quindi tutti gli altri.
L’esempio da me citato credo debba farci capire che sono finiti i tempi in cui Totti rifiutava il Real Madrid per restare a vita nella sua Roma o Riva declinava la Juventus di agnelli per restare a Cagliari.
Questo è il calcio business, di poetico. On c’è rimasto nemmeno più il Borghetti allo stadio purtroppo.
Sul discorso delle future rivendite, credo che il Benfica possa tranquillamente essere considerata una Atalanta con più blasone storico. Non è certo un club che può definirsi un punto di arrivo, al contrario gestisce i calciatori con l’intento di rivenderli a club superiori a cifre molto più alte. (Real Barca club di Premier).
Esattamente quello che facciamo noi ma ad un livello molto più alto.
Se Pellegrino fa 20 gol in serie A, lei crede che di fronte a un offerta di 60 mln la Fiorentina se lo tiene per mantenere la competitività o lo cede per reinvestire?
Mi creda direttore sono tutti dentro lo stesso schema, semplicemente noi siamo ad un gradino inferiore della Piramide del calcio mondiale rispetto ai club citati e le nostre operazioni si muovono su cifre relativamente inferiori.
Ma tutti alla fine devono far quadrare i conti come prima cosa.
Rispetto al Parma, io non credo che se fossero rimasti Suzuki e Circati i nostri obiettivi sarebbero cambiati.
Avremmo sempre giocato per la salvezza senza molte certezze in più di raggiungerla.
Stiamo pur sempre parlando di calciatori funzionali mica di campioni assoluti.
Se così fosse stato, lo scorso anno non avremmo faticato così tanto e le offerte sarebbero arrivate a cifre ben più alte.
Come sono felice che il Parma abbia fatto le plusvalenze, posso anche stare a casa quest’anno che il mio campionato l’ho già vinto. Che bello fare le plusvalenze. Che bello avere un presidente che non parla mai, non si vede mai, se ne sbatte le balle dei tifosi, della squadra e della città, cambia dirigenti come cambiarsi le mutande e caga solo il Parma woman e il Noce.
Io sono già eccitato al pensiero di quelle della prossima estate. Pensa se Romero fa 10 gol… ah beh City o United ci coprono di euro, sterline e dobloni… ah non noi? beh sono contento per KK e il Chero che avrà una percentuale sul venduto immagino
Un cippo americano, alla memoria del fu parma in piazzale risorgimento 1
D’accordo al 100% . W le plusvalenze
Idem, quando tornerò a casa dal Tardini incazzato, penserò ai libri contabili del Parma Calcio e dirò: “abbiamo fatto schifo, rischiamo la serie B ma sono contento che i conti siano a posto!”
Beh dai per sopravvivere in A il Parma deve vendere (anche il magazziniere con una buona offerta) soprattutto quei calciatori che manifestano il desiderio di proseguire la carriera verso lidi più luminosi, come Circati appunto.
E 20 mln per un difensore che non sarà mai Thiago Silva o Beckembauer e’ un ottimo affare. Soldoni subito e 100% di plusvalenza. Ottimo affare a mio modesto avviso
Su questo non c’è dubbio, non è il massimo pensare di partire sempre da capo…. tocca affezionarsi ai balordi perché i buoni van via subito… Per quest’anno sceglierò Sorensen che a spanne dovrebbe rimanere a Parma almeno un paio di lustri prima di trovare qualche squadra disposta a prenderlo
Se fosse come dice lei Direttore, il Parma calcio ogni anno per mantenere il baraccone dovrebbe vendere per un centello, ma così non è, già quest’anno con le uscite fatte, gli ammortamenti abbassati e diminuzione spese dovremmo già essere in pari, guardando la rosa attuale non mi sembra che dal prossimo anno si possa fare una vendemmia con media di più di 20 milioni a giocatore, in difesa potrebbe uscire Troilo, ma dovrebbe fare una grande annata, in una difesa a 4 bisognerà vedere chi gli sarà di fianco, altro Drobnic ma non penso sia per il prossimo anno, Britscghi, le chiacchiere del procuratore di interessamenti vari lasciano il tempo che trovano, a centrocampo direi Keità se rimane, ma secondo me deve dimostrare ancora tante cose per certe valutazioni, in fondo al recente campionato giocando a fianco di HNC, si sono viste delle potenzialità persino un gol, infine in attacco Romero dovrebbe fare un’annata in stile Retegui, tutto da verificare, Tourè potrebbe tornare a livelli pre Atalanta, ma già riscattarlo costerebbe 12 milioni, lasciamo stare i vari ragazzini su cui bisognerebbe fare tombola, la verità è che ogni anno è una storia a sè e se non saremo a parità di bilancio, qualcuno li dovrà mettere, come affermato dalla proprietà.
Ogni anno è una storia a sé, ha ragione, ma lo schema sempre quello è: chiaro che, a differenza dei (veri) commercialisti ed esperti contabili, io non sto lì ad armeggiare con gli ammortamenti, ma i costi fissi quelli sono e hai voglia di tentare di abbassarli, così come gli altri ricavi più o meno quelli sono (secondo me, anzi, in diminutio, poiché diritti tv sono in ribasso e circa gli sponsor sinora non mi pare di aver visto incrementi favolosi), per cui l’andamento del 2025 (e il 2026 già lo ha raggiunto e tenderà a migliorarlo), è questo: ossia fare il player trading. E lo fai con chi hai a disposizione, ossia con chi hai comprato prima, più nell’ottica della plusvalenza, che non della funzionalità di campo (e per me è errore capitale tenere in secondo piano la competitività). E’ inutile, oggi, arrovellarci su quali vendite si faranno tra dodici mesi…
Invece è importante programmare il futuro, anche perchè niente entrate, niente acquisti con il player trading, oppure acquisti in prestito con diritto, che stiamo cominciando a fare, cosa che avremmo dovuto fare fin dall’inizio, ma in questo caso c’è una forte concorrenza, il Cagliari ogni anno ci sfila un giocatore da sotto il naso, oppure affidarci al vivaio in maniera massiva e in questo caso i costi di produzione sarebbero notevolmente abbassati.
Ma comunque la si rigiri, anche in prestito, se non si prendono giocatori di qualità che ti possono fare alzare l’asticella e portare maggiori introiti, sarà uno svivacchiare al limite della retrocessione con una proprietà che dovrà appianare i bilanci.
Non capisco il suo invece iniziale: condivido, infatti, il concetto che il Parma, dopo 6/7 anni di gestione Krause, anziché vivacchiare con l’auto-sostenibilità garantita a colpi di player trading, dovrebbe cercare di alzare il proprio livello, appunto per sperare in maggiori introiti dagli investitori, che non credo siano entusiasti di abbinare il proprio nome ad una squadra appena sopra la zona rossa (sperando, sempre, di non finirci sotto). Per di più, il principale rischio cui si va incontro, è quello di inciampare in una retrocessione che significherebbe un danno incalcolabile, non solo per i conti economici del presente, ma anche futuri, perché non puoi fare un proficui player trading se vieni retrocesso.
Io credo che i nostri si siano innamorati del proprio modello e lo ritengano funzionale eternamente: con umiltà, invece, forse certe posizioni dovrebbero essere riviste.
Circa i prestiti con diritto: è una formula praticata (se in entrata) per differire i costi all’esercizio successivo: sì facendo, però, è un dare un calcio al pallone affinché vada un po’ più in là, ma dopo un anno i nodi vengono al pettine, per cui, oltre al fatto che non sempre la vendemmia può essere felice, vanno considerati tra i costi anche quelli differiti. Sempre ammesso che poi a sbrogliare le cose ci siano le stesse persone, perché è naturale che abbiano ambizioni i calciatori, ma anche i dirigenti che non si limitino a fare i Masterclass…
“L’invece”, riguardava il suo non pensiamo alle vendite che si faranno fra 12 mesi, la programmazione riguarda anche le possibili future vendite, altrimenti il titolare con questo andiamo sarà costretto ad investire pesantemente, non solo per appianare i debiti ma anche per gli eventuali acquisti, quindi penso che si dovrà cercare di alzare l’asticella, prima o poi..
Siamo d’accordo, ma il problema appunto è l’asticella che non vogliono alzare… ad oggi, però, per me è esercizio inutile domandarci noi quali aaranno le prossime plusvalenze
Obiettivo salvezza.
E’ superfluo dire che senza teorie soddisfacenti non possono sussistere analisi adeguate.
Qual è allora la teoria, il piano, escogitato da kk e Cherubini per raggiungere la salvezza? A mio avviso non è chiaro. Per prima cosa abbiamo smontato la difesa (cioè il reparto che l’anno scorso ci ha garantito la salvezza) e ci siamo messi a 4 dopo che per un’intera stagione (e in particolare dopo l’inchino alla Schettino, in casa, contro i gobbi) avevamo stabilito che la difesa a 4, pur con supporti posizionali, non avrebbe mai funzionato. Nel frattempo, in questo precampionato ci siamo o dovremmo esserci accorti che le ali sono bloccate a centrocampo e che lo svitol è doping. Abbiamo mantenuto un centrocampo tendenzialmente gentile e da zona 30km/h (cioè abbiamo dato fiducia al reparto meno efficace della passata stagione) e ipotizzato un tridente che, come l’unicorno, è cosa di fantasia.
Basteranno allora la classe di Tourè o l’intuito di Lontani (entrambi ragazzi fragili) a salvarci? Basterà la bravura della coppia di difensori della Primavera (entrambi novizi) a limitare i passivi che si preannunciano copiosi? Infine, ho trovato bizzarra l’idea di cedere Zouin (giocatore per me di grande avvenire) al Pia.
Purtroppo, in accordo con la premessa non credo si possa procedere con un’analisi adeguata della situazione se non dire come le tante coniugate-in-Cherubini che evidentemente il potenziario è un gigante amico.. che ci prenderà per mano (ps chiedo per un amico…quanto gli manca alla pensione?).
L’altra sera però ho sognato che dopo le prime 6 partite (a metà Ottobre) eravamo in piena zona retrocessione…per fortuna era solo un incubo
Condivido l’analisi sulla squadra, specie sul desiderio di applicare la difesa a 4 con gli stessi interpreti che già lo scorso anno, avevano dimostrato di non riuscire a praticare con profitto.
La scelta appare quasi un atto di sadomasochismo, ma ritengo anche probabile che a breve si ritorni alle modalità tattiche applicate lo scorso anno, se non altro per spirito di sopravvivenza.
Per il resto, purtroppo oggi 21 agosto, non possiamo ancora esprimere un giudizio definitivo sulla rosa che affronterà il campionato, dal momento che mancano ancora diversi giorni alla fine del mercato, e tutto può ancora cambiare.
Le cessioni erano nell’aria e da quello che sembra sono state definite alle nostre condizioni.
Per quanto concerne le entrate, non ritengo sia concluso qui il nostro mercato, ma direi che gli arrivi sono tutti profili del livello cui possiamo al momento ambire.
Capisco che si vorrebbe iniziare ad acquistare calciatori di maggior livello ma come è stato ripetutamente scritto in molteplici interventi, la linea societaria del percorso che è stato intrapreso, fatica a raggiungere prospetti con livelli di ingaggio superiori dal momento che la gestione economica di tali somme, rischierebbe di far saltare gli equilibri della rosa con un effetto domino al rialzo sui costi operativi che il Parma di oggi, non può permettersi purtroppo.
Markness dici cose corrette ma non correttive… e non mi pare che siamo di fronte a problemi senza soluzione; però la cessione di Circati è stata davvero sanguinosa. Tra gli addetti ai lavori c’è chi propone in mezzo la coppia di centrali Troilo-Ndiaye… a questo siamo arrivati. Anche la coppia di mediani Ordonez-Keità è male assortita e rischia di condizionare Nelson a fare incursioni palla al piede come Mattheus…. Sulle fasce (a meno che non siano occupate dal Maliano) siamo innocui ed Almqvist mi piacerebbe giocasse, Lontani ha intuito ma temo che soccomba (in particolare a cospetto di un centrocampo forte come quello del Cagliari) e Tourè che è un fuoriclasse per me se non riusciranno a prenderlo lo meneranno….
Insomma, io forse sono troppo pessimista ma la gestione del mercato è stata finora pessima e l’impressione che l’allenatore sia l’ultimo a sapere quello che accade intorno a lui è manifesta (altrimenti perché Circati avrebbe dovuto giocare le amichevoli?).
Aggiungo… Cherubini o non Cherubini, per me DS della stessa stoffa di Pederzoli, non ci facciamo mai trovare pronti
Direttore ma stiamo parlando di due buoni giocatori circati e pellegrino niente di più….non fasciamoci la testa e non parliamo di retrocessione….come fa a sapere se i nuovi acquisti sono peggio dei tre venduti… suzuki e’ un buon portiere ma il parma può anche avere un portiere meno performante…. cerchiamo di remare dalla stessa parte… il parma rimane una squadra da salvezza… penso che lo sappia anche lei…. cosa avrebbe dovuto fare?? se retrocederemo pazienza, l’atalanta l’ha fatto per una vita e adesso è una delle squadra migliori in italia …
Sarà sicuramente colpa mia che non mi so spiegare (eppure ce la metto tutta, nel cercare un’esposizione che possa risultare chiara, illustrando con dovizia di particolari il mio pensiero, peraltro reiterato all’infinito), però, mi piacerebbe capire il perché lei mi debba venire a dire di non fasciarmi la testa per le uscite di Circati e Pellegrino. Ma quando mai io mi sono fasciato la testa? Anzi, sono stato il primo ad indicare, senza se e senza ma, la cosiddetta spina dorsale delle vendite 2026, con loro due, Suzuki e Keita, per me di prossima uscita. Io non mi fascio la testa per l’uscita di nessuno (se proprio vogliamo, ho fatto un po’ di malattia per il solo Strefezza, che reputavo assai funzionale a dare un senso al gioco offensivo di Cuesta), per cui non capisco questo suo invito.
Né mi pare di aver parlato di retrocessione: del resto mi allineo con l’obiettivo indicato dalla società di un’onesta salvezza: poi, né Lei né io (e purtroppo neppure i dirigenti, sebbene preposti a farlo) possiamo ad ora sapere come la squadra che si sta assemblando risponderà alla prova del campo.
Né ho asserito che i nuovi acquisti siano peggio dei tre nuovi venuti: aspetto, appunto, il verdetto del campo per capire quale possa essere la loro funzionalità (anche perché, come ripeto a sfinimento, nello sport di squadra che è il calcio le singole qualità individuali di ogni calciatore da sole non sono di garanzia al buon funzionamento del team, che è la cosa della quale preoccuparsi di più. Sicché, sinceramente, io me ne impipo se Romero è in assoluto più forte di Pellegrino: mi interessa che nell’impianto sia funzionale perlomeno come lo è stato lui che ci ha garantito, coi suoi gol, la salvezza.
Sul remare dalla stessa parte, mi perdoni, ma io faccio un altro mestiere: io sono un giornalista professionista che, nel rispetto della deontologia professionale, esercita un libero dovere/diritto di critica. Non penso sia utile che io mi metta qua a perdere il mio tempo per scrivere quant’è bono questo, quant’è bbbravo quest’altro. Penso di essere un valore aggiunto per la comunità nel mostrare punti di osservazione differfenti rispetto alla comune offerta.
Sul fatto del “retrocederemo, pazienza”, penso sia un’affermazione molto superficiale, perché, evidentemente, non si rende conto dei danni incalcolabili che avrebbe un declassamento sia, in generale, sul conto economico del club (che già è in regime di auto-sostenibilità), sia, in particolare sulle prossime plusvalenze, perché col cavolo, le rifaremmo se andassimo in B (così come non sarebbero state fatte dopo le ultime due salvezze).
Circa l’Atalanta, penso che dovremo mangiare parecchi anolini…
Sul fatto che dovrei sapere che siamo una squadra da salvezza, mi dovrebbe dimostrare perché lei ritiene che io pensi il contrario…
Però direttore, più volte ha criticato chi pensa più ai conti societari che alla competitività della squadra poi mette in guardia sul danno economico di una eventuale retrocessione. Non è un po’ una contraddizione? Io penso che i conti societari siano importanti sia nel bene che nel male. Certamente il danno di una retrocessione sarebbe enorme, nessuno lo nega. Ma se una società lavora bene nulla vieta che possa fare come Monza e Venezia, tornando in A dopo un anno. Chi va in B ne paga di tasca propria alla fine
C’è chi santifica, a torto, il famoso “paracadute”, credendo, nel caso delle società retrocesse, sia un “salvavita”: in realtà è un sussidio, in certi casi non nego di importi interessanti, che aiuta chi incorre nel dramma (più economico che sportivo) della retrocessione. In certi casi, una retrocessione è foriera di danni economici incalcolabili, per cui va schivata peggio delle pocce.
Lei, Simone T., intravvede una contraddizione nella mia critica a chi, secondo me, metterebbe davanti le plusvalenze alla competitività, che, viceversa, a mio avviso dovrebbe avere il primato: guardi, le ricordo che lo stesso Plenipotenziario, il primo anno, aveva una paura fottuta della retrocessione, proprio per gli effetti nefasti che avrebbe avuto sia sui conti tout court del club, sia, soprattutto, perché sapeva perfettamente che col cavolo avrebbe perfezionato quel tipo di vendite che poi è stato bravo a concludere. Dunque, alcuna contraddizione: la competitività (in questo caso la salvezza, più tranquilla possibile, si spera) dovrebbe restare, a mio modo di vedere, il “core business”, del resto come lo è per tutti. Noi, invece, secondo me ci siamo un po’ troppo lasciati far prendere la mano, innamorandoci di questo meccanismo, che indubbiamente sta funzionando, ma che, appunto, una retrocessione andrebbe oltremodo a vanificare.
Circa Monza e Venezia, bravi a tornare un A un anno dopo, ma a noi l’impresa non era riuscita, sicché…
Ho trovato interessante gli accenni che ha fatto il direttore ai plusvalendi presi a botte di 8 milioni. In effetti mi sono andato a guardare, su autorevole sito, valutazioni e costi di acquisto di alcuni pedatori rimasti in casa. Sorensen costo d’acquisto 8,1 mln; Ordonez 9,75; Frigan 9; Troilo 7,98; Ndiaye 7,35. Da qui due considerazioni: la prima, non è che i talent scout del Parma girino proprio con due spicci in tasca, quindi anche la solfa che bisogna accontentarsi perché la dimensione è quella che é non vale mica tanto. La seconda, è dura fare plusvalenze su questi signori se al massimo miri ad arrivare quart’ultimo e quell’anno non ci sono i mondiali come vetrina.
Sì, a mio modo di vedere, tra i limiti del modello Parma di Player Trading, c’è, soprattutto – al di là di certi parametri un po’ troppo maniacali e che, come ogni forma di integralismo dovrebbe essere superati – il fatto che molti giocatori – che si spera di trasformare in pepite d’oro come coloro che li hanno preceduti – vengono pagati troppo: partendo da una base già alta, la plusvalenza non potrà mai essere monstre, specie se il valore non si dimostra adeguato. Sicché, bisognerebbe darsi dei parametri di spesa per gli acquisti…
Sulla seconda considerazione, ossia le ambizioni, io resto convinto che tutto il meccanismo potrebbe meglio funzionare nel caso in cui ci fosse un contemporaneo 8concreto) innalzamento delle ambizioni, al di là di proclami che lasciano il tempo che trovano e poi smentiti. Il Parma, oggi, è un piccolo club provinciale: gli investitori internazionali non credo possano essere attratti da un team che al massimo concorre per la salvezza (si auspica tranquilla).
A mio modo di vedere (ma è una mia verità putativa che non è detto coincida con la verità reale), Cherubini, che è uomo di mondo, magari ci ha anche provato a convincere il suo padrone a provare a rilanciare (sull’entusiasmo di una stagione che ci ha visto arrivare ben più in là di ogni rosea previsione), ma mi sa che quest’ultimo abbia ribadito la linea dell’auto-sostentamento, di qui il dover vendere (anche se puerilmente negato)…
Direttore guardi che l’atalanta ha fatto sali scendi per diversi anni….. e allora gli anolini li mangiavano loro….. se andremo in B vorrà dire che il progetto è naufragato….. torneremo ad arzignamo ….. tanto penso che anche lei sappia che krause una volta rientrato dai sui debiti scappa via…
Se KK dovesse scappare via, una volta rientrato dai debiti, non è matematico il ritorno ad Arzignano: l’attuale gestione più oculata da parte del Pres (dopo che in fase di avviamento aveva tanto scialato) potrebbe essere propedeutica (così come la maggiore attenzione al bilancio, tendente al pareggio) ad un’eventuale onorevole vendita, probabilmente in precedenza non tenuta in debita considerazione (con lo storytelling dei nipotini…), ma che dopo qualche anno potrebbe avere maturato.
Non credo, tuttavia, che le attuali super vendite in corso (che non possiamo certo definirle liquidazioni, considerati gli importi in ballo) abbiano come finalità un suo rientro dall’investimento iniziale, quanto un non volercene mettere ancora.
L’Atalanta, prima di raggiungere l’attuale invidiabile situazioni, indubbiamente ha mangiato molti casoncelli, ma, in generale, resta un club che ci è sempre stato superiore (ovviamente decennio di Calisto a parte).
Dovendo fare un’ipotesi basata sul suo intuito, crede sia possibile un addio di KK nell’arco di 5-6 anni?
O mesi?
La prendo come una notizia o come un modo per prendermi bonariamente in giro?
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Io direi che da un punto di vista finanziario, Krause se volesse puntare a recuperare i soldi investiti dal Parma dovrebbe puntare a cedere il club dopo averlo elevato ad una dimensione più alta.
Una volta inserito stabilmente nella fascia di club che appartengono stabilmente alla serie A, magari dopo aver migliorato le attuali infrastrutture quali appunto Tardini e Collecchio, allora forse il Parma potrebbe anche attrarre investitori disposti a spendere diversi milioni nel Parma.
Ma i tempi non sembrano ancora maturi.
Poi chissà se quell’investimento iniziale del gruppo Krause non sia già stato coperto in altri modi a noi oscuri che potrebbero spiegarci meglio anche le ragioni per cui un ricco imprenditore del Iowa sia interessato a gestire una squadra italiana come il Parma o una portoghese come il Casa Pia.
Ma questa, nel caso, è tutta un’altra storia.
Non so quanti si sono sorbiti la serie D, la lega pro, tre anni di B…. Io in B a vedere quel campionato osceno non vorrei tornarci
Sinceramente non mi sembra il modus operandi di uno che voglia vendere… Poi oh, tutto può essere
Comunque Circati a livello umano zero meno. Neanche la briga di due righe da uno nato.a Fidenza è veramente uno schifo. Ma avendolo purtroppo conosciuto in alcuni dopo partita in cui faceva fatica a cagare due ragazzi delle curva non mi stupisce. Era qui per farci un favore e non vedeva l’ora di andarsene. A mai più rivederci australiano del Coduro
Eh, è impressionato dallo stadio nuovo.
Markness facci un favore. Vai a scrivere sul Memento fiscale o su Milano Finanza o sul giornale di Kraus. Qui c’è ancora gente che delle
Plusvalenze dei bilanci di Kraus non frega un cazzo. Vai da Rugolotto e Frigeri va
Ma facci un favore a chi?
Fino a prova contraria l’unica persona che può legittimamente intimare agli utenti di non scrivere è il direttore Majo, non certo il primo cretino che va sparando balle dall’alto della propria ignoranza conclamata e perpetuamente ripetuta come te.
Dai va, che tra poco inizia la champions League del Como così finalmente avrai altro a cui pensare, e poi c’è la Cremonese in serie B da tifare.
Cosa stai a fare ancora in questo disgraziato sito di tifosi del disgraziato Parma di quel poveraccio di Krause.
Fantastico.. Davide che intima altri di scrivere altrove. Questa non potevo mai immaginarmela😂
certo che se vuole rientrare dei 500 pali, campa cavallo che l’erba cresce, ci aggiorniamo tra 10 anni nella piu’ rosea delle previsioni, tenendo conto che se riesce a tirare fuori 50 pali all’ anno di ricavi da una gestione di una squadra di serie A, che di introiti ne genera con il contagocce (a parte la solita atalanta e simili) …
Quindi sono 10 anni (pu’ o meno) … ma tirare fuori 50 pali di ricavi … «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che kk entri nel regno di quelli in attivo» …