martedì, Ottobre 6, 2026
Bar SportNewste lo do io il tubo catodico

A BAR SPORT, LA COSTANTE IN TUTTO È LA SOCIETÀ

(Ale Pongonazzo) – …E si scoprì che l’esonero di Cuesta prese corpo per dar modo a questi programmi di parlar di qualcosa. Alberto Dallatana e Maddalena Ferroni in conduzione; turbati o sostenuti dalla notizia dell’allontanamento del Carlos dal Ducato, nel poter allestire una trasmissione in cui gli argomenti non scarseggiano? Oppure contrariati dall’aver preparato una scaletta per poi doverla sovvertire? Scopriamolo nella puntata di bar sport del 28 settembre 2026 su 12 Tv Parma assieme agli ospiti di serata: Luca Romenghi, Marco Libassi, Alberto Rugolotto e Simone Brianti. Collegamenti con Sandro Piovani e Guido Schittone.

Alberto Rugolotto informa che, nella passata stagione, vi sono stati malumori fra l’allenatore ed il CEO Cherubini, non bastasse: mancanza di identità di gioco, differenze di vedute sul mercato, comportamenti oltre il consentito, come ad esempio richieste di giocatori differenti da quelli ingaggiati, oltre a un feeling venuto meno con alcuni giocatori (anche alcuni senatori). Ordunque, tutte queste motivazioni sarebbero alla base dell’allontanamento di Carlos Cuesta. e pensare che fino ad una settimana fa, ascoltavamo nelle conferenze prima e dopo le partite di un totale allineamento con società e proprietà, cuànti bàli. Modi garbati o ipocrisia?

In ogni caso il giornalista di 12 Tv Parma, in questa occasione in veste di opinionista, ritiene che sia incomprensibile la tempistica dell’esonero, perché di questo si tratta, come già specificato nel pezzo del Direttore Majo: “Cuesta: fu esonero o rescissione consensuale”. Simone Brianti concorda sulle tempistiche sbagliate, indicando si sarebbe dovuti intervenire prima del mercato estivo nel poter concordarlo ed indirizzarlo in modo corretto. A suo parere Cuesta è un ottimo allenatore a cui non si può imputare niente a parte il gioco. V’è chi potrebbe obbiettare si chiami proprio “gioco del calcio”.

Sempre Brianti crede si sarebbe dovuta lasciare maggiore autorevolezza al Cuesta nel poter esprimere le proprie idee in tema di calcio mercato. Romenghi invece sottolinea come il filo conduttore sia il frammentare il lavoro di dirigenti ed allenatori, esponendo la squadra a continue ripartenze dal via, il medesimo concetto espresso nel: “Nella tana del Pongonazzo / Basterebbe l’acqua calda” del 23 agosto 2026, il cui finale riassume: ” Si riparte dal via: è l’allenatore che ha carenze e non ha la benché minima idea di come organizzare una semplice manovra offensiva o è la società a mettergli a disposizione una squadra inadeguata? Perché scegliere, quando si può avere tutto.​”

Marco Libassi ritiene vi possa essere stato qualcosa di davvero significativo all’interno dello spogliatoio. Chi ha osservato alcune immagini degli allenamenti diffuse recentemente non può non aver notato un Cuesta spendersi per creare coinvolgimento in un modo tanto teatrale quanto poco efficace nel raccogliere, da diversi ragazzi, una totale indifferenza se non una malcelata sopportazione, al di là di quanto indicato dal buon Nevio Scala nel suo riferire di giocatori molto uniti con l’allenatore. Certamente Nevio ha avuto maggiori possibilità di osservare il rapporto fra i coinvolti ma, altrettanto probabilmente, l’amicizia nata col Carlos potrebbe aver in qualche misura modificato alcune percezioni. Del resto, come dicevamo qualche riga sopra, fino a ieri v’era un totale allineamento.

Arriva Guido Schittone in collegamento da Bologna e subito si trova d’accordo col Romenghi nel rimarcare come in tutto questo la costante sia la società, una società che pare indicare progetti senza dargli forma con fatti concreti. Anche da lui arriva l’indicazione per un esonero che si sarebbe dovuto consumare in estate. Invero, in questo caso, con un nuovo allenatore ai nastri di partenza del ritiro, sarebbe emersa una sorta di obbligo morale per fare un mercato di un certo tipo, ed invece… Per Schittone: Cuesta è stato sopportato e non supportato“.

Un insolito sentimento critico pervade tutto lo studio, nessuno escluso: Rugolotto, Brianti, Romenghi e Libassi. Una domanda, quasi sorretta da rancore, esce ad una voce: “La società cosa vuole fare? Qual è il progetto?”

Forse il progetto è unicamente quello indicato in un commento che esprimevo, non da autore ma da commentatore, in calce ad un articolo del 18 marzo 2025 sempre su queste pagine: “Il male nel calcio è rappresentato dal “progetto”. Non solo da noi a Parma, ma anche in altre squadre, quando si inizia a sentir parlar in ogni occasione di progetto, inevitabilmente la situazione non prende una buona piega. Il “progetto” pare non portar con se la necessità della verifica dello stesso con risultati reali, obbiettivi raggiunti o con segnali che, almeno, indichino la strada intrapresa come l’esser quella corretta. Sembra che il “progetto” prenda sempre forma su vari e non sempre chiari obbiettivi, su cicli temporali non ben definiti e pare divenire il paravento di ogni accadimento. Il “progetto” ha ormai ammorbato tutti gli ambiti sociali, economici e culturali, il progetto di riqualificazione urbana, in do’ gh è pjén ‘d droghè, fanno un centro culturale e ricreativo, il progetto volto ad un minor impatto ecologico, i mèton zò ‘na pjantén’na con dò foji e via, o i progetti industriali: “faremo confezioni più piccole che costeranno il doppio”, ma “lo faremo per la salute del consumatore”. Anche la rezdòra se va a far la spesa pär far n’ ov fritt ha un “progetto”. Arriveremo anche al momento in cui, quando qualcuno dovrà assentarsi per recarsi alla toilette, con garbo dirà, “scusatemi devo assentarmi per un progetto”. Tornando ai giorni nostri, discostandoci dalle passate vene tappate, dopo questo anno abbondantemente trascorso, dovremmo pensare di essere in questa ultima condizione?

Come farà giocare la squadra Gilardino, nuovo allenatore del Parma? Secondo la grafica esposta esattamente come Carlos Cuesta. ‘Na barzlètta. Il Gila dovrà necessariamente lavorare sullo spirito dei giocatori oltre a doverli utilizzare al meglio in ragione delle loro caratteristiche, questo il pensiero di Libassi sollecitato da Maddalena.

Brianti lancia quella che definisce “provocazione”, nonostante sia invero il pensiero che alberga da tempo in molte menti: un Gilardino ingaggiato per condurre la squadra fino al termine della stagione per poi passare tutto il faldone nelle mani di Nicola Corrent.

Tutto giustificato e lasciato presagire dall’aver stipulato un contratto con l’ex allenatore di Pisa e Genoa in cui si prevede unicamente l’arrivo a fine stagione ed un eventuale anno di opzione, senza alcun obbligo, e con una possibilità di attivazione della stessa esclusivamente nelle mani della società. Almeno fin quando non usciranno comunicazioni ufficiali differenti, questi sembrano essere i confini dell’accordo.

Anche il collegamento con Piovani svela l’esistenza di uno strappo estivo fra allenatore e società e la convinzione di quest’ultima di aver allestito un gruppo adeguato. In questa ultima settimana opinioni divergenti avrebbero fatto precipitare la situazione. Interessante vedere come tutti sapevano e conoscevano dissapori, strappi, litigi e faide ma, solo ora, se ne da informazione. In ritiro erano tutti fiorellini, erba fresca, trote affumicate e funghetti magici. Piovani indica anche la forma fisica come uno degli aspetti su cui il nuovo allenatore dovrà impegnarsi, e non poco, rimarcando una intensità fisica fin ora assente.

Dallatana, circa il parallelismo fra la situazione vissuta da Cuesta e precedentemente da Chivu, capaci di ottenere buoni risultati ma non di aver buoni rapporti con la dirigenza, ricorda come qualcuno abbia definito la questione con: “non è arrivato un Marotta”. Grave impreparazione per chi non avesse individuato chi potesse essere quel qualcuno: ma è il Direttore Majo, che da tempo ha coniato questa espressione. Chi non ne è a conoscenza, doppiamente colpevole, Majo al va sempor adrè.

Parimenti al biasimo per le tempistiche scelte da parte della società per l’affaire Cuesta v’è unanimità nel ritenere imprescindibile la necessità di mettere i giocatori al loro posto per esaltarne le caratteristiche, un po’ come se finora non lo si fosse fatto. Magari questi, come altri, sono aspetti che si racconteranno fra alcuni mesi con più spontaneità. Carrellata di reti di Gilardino, il giocatore by Remo Gandolfi è Stefano Impallomeni. Complimenti di rito al Parmaclima per il successo in Baseball Champions League Europe a Brno, a Parma, invece, la settimana prossima ancora assieme con Bar Sport. Ale Pongonazzo

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14 pensieri riguardo “A BAR SPORT, LA COSTANTE IN TUTTO È LA SOCIETÀ”

  • Il progetto della proprietà è fare cassa. Le ragioni le conosce il presidente e non mi interessano. Non ne esistono altri di progetti , partire dallo stadio di des moines che sembra una farsa. Il punto è che a fronte di un’evidenza così lampante, i giornalisti di gazzetta e TV parma sembrano sempre cadere dal pero. Domanda ci sono ci devono essere o ci fanno per la solita ragione? Puntualmente, dopo il fatto, tutti a parlare e tutti sapevano.

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    • Pierluigi

      Siamo alle solite.
      Parlare sempre bene, dare un immagine positiva, tendere tutto azzurro e zuccheroso.
      Come con Pecchia, fino al giorno prima il miglior allenatore del mondo, il giorno dopo praticamente un pirla.
      Una visione sempre falsa e aziendalista.
      Per questo ho smesso di guardare queste trasmissioni .
      E’ due anni che non vedo giocare a calcio, daila’…….
      Vedrete il divino Ampo giovedì….

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      • Metodologo

        100%.

        Il cortigiano rosa su Feisbuk ha messo su le ginocchiere e sta lustrando il pomello al Monogiaccia non-stop da domenica sera. Cuesta è un pirla, con Cuesta il Parma non giocava a calcio, tutti i mali del mondo sono #colpadiCuesta e la società è divina e intoccabile.

        Vomitevole.

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  • Siberianhusky

    La proprietà sta dando a tutti i tifosi e agli addetti ai lavori la sensazione di non avere le idee chiare.
    Diventa difficile anche commentare le scelte, perché sembra non esista un filo logico che possa collegarle.
    Inutile pensarci… speriamo di riuscire ad arrivare almeno quart’ultimi e di poter finalmente iniziare un campionato con idee ben definite in un contesto tranquillo

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    • RinoneGandiniFansClub

      mmmmmmm con questi al timone? La speranza dei malvestiti è che faccia un inverno mite

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  • Ecco, appunto, la società sperava che arrivasse una chiamata alla Marotta a fine campionato scorso per non dovere pagare lo stipendio per un altro anno, ma di fenomeni come il Parma, che vanno a cercare il fenomeno con il lanternino non ce ne sono purtroppo, dopo 5 giornate a 4 punti, ed essere stati cacciati dalla coppa Italia, umiliati nella coppa della birra e non aver vinto una partita amichevole, senza trame di gioco significative, ma con una percentuale di realizzazione altissima, diciamo l’80-90% di realizzazione da tiri in porta, grazie alle capacità dei nostri attaccanti non sicuramente del Mister, è cascato l’asino prima che sia troppo tardi, viene fuori quello che tutti sapevano ma non dicevano che il nostro giovane Mister conosce una sola fase del giuoco del calcio, meglio tardi che mai.

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  • VELENOSO

    Secondo me
    Ha sbagliato Krause
    Ha sbagliato Cherubini
    Ha sbagliato Cuesta
    Ha sbagliato la società
    Hanno sbagliato i giocatori
    Hanno sbagliato i Boys
    Hanno sbagliato tutti.
    Speriamo di non retrocedere.

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  • Con Gilardino spero riusciremo a vedere 3 passaggi di fila nella metà campo avversaria e 4 tiri in porta a partita. Immagino restituirà centralità a Bernabe’, spesso bistrattato da Cuesta.
    Finalmente capiremo se è la rosa ad essere scarsa oppure era l’allenatore a non essere all’altezza

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    • L allenatore non all altezza ha fatto 45 punti l’ anno scorso. Basta con queste cazzate, se vedi delle brutte partite è perché i giocatori sono scarsi. Scusami per il tono che non è per te in particolare, ma continuare a leggere di un allenatore inadeguato quando ha centrato pienamente l obiettivo mi fa girare le palle

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      • Poi, aggiungerei che in piena crisi è anche la serie A italiana, per tacere della Nazionale, al di là dell’exploit isolato dell’altra sera: le occasioni da gol sono scarse in gran parte delle partite che coinvolgono anche squadre costruire per obiettivi superiori a quelli del Parma. Con questo, però, non va taciuto che è vero che Cuesta ha raggiunto i suoi 45 punti, conquistando la salvezza con un mese di anticipo, dopo averla ipotecata altri 2/3 mesi prima, però le difficoltà nella manovra offensiva non possono essere taciute. Non puoi fare catenaccio, senza contropiede. E su questo eravamo molto molto deficitari…

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        • Fabrizio

          E vai , già due volte che sono d’accordo con lei, finirà mica che nevicherà?
          PS intanto finirà che se e dico se il Parma dovesse salvarsi in modo onorevole,il carro si riempirebbe anche stavolta

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  • ForzaParma

    Ho visto la trasmissione e mi hanno fatto ridere due cose…
    La prima è che adesso tutti fanno finta di sapere tutto da tempo… sapevano delle frizioni, delle vedute diverse ecc… peccato che fino a lunedì scorso parlavano di tutt’altro….

    La seconda è che il conduttore l’ha citata due volte in maniera indiretta…
    “Qualcuno ha detto che non è stato un fulmine a ciel sereno”…
    “Qualcuno ha detto che è mancato il Marotta di turno”….
    Cavolo…e cita Majo, che ti costa?
    Vabbe’, almeno ora sa che è un suo assiduo lettore….

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    • Si si, so che mi seguono. Però è ridicolo questo ostracismo che dura da anni ormai. E non certo per volontà dei conduttori ma della gerenza… Contento, tuttavia che se anche Majo è bandito viaggino le sue idee…

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