mercoledì, Ottobre 14, 2026
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A CALCIO E CALCIO, PRESENTE IL GIOCO ASSENTE DEL PARMA

(Ale Pongonazzo) – Ultima puntata del mese di settembre per Calcio e Calcio, nonostante la sosta per le nazionali, il programma, come del resto Bar Sport, non osserva interruzioni, nessuna pietà. In studio, nella serata del 24 settembre 2026, troviamo Carlo Chiesa, accolto al banco che simula bagliori di un altoforno da: Andreoni, Goni, Ampollini e Milano. A Montzé, a casa del Ferrari, un classico intramontabile, Massimo Bizzi e, in veste di opinionista, Marco Balestrazzi.

Irrompe subito in trasmissione il sondaggio “chi può fare coppia con Romero”. Questioni di cuore. La coppia scelta dal pubblico si rivelerà essere: Romero affiancato da Lontani.

Fin da subito apprezziamo la sensibilità di Goni verso chi è dotato di un udito non completamente efficiente. La siga cme ‘n strasär. Probabilmente in Monticelli riescono ad ascoltarla senza l’ausilio di alcuna tecnologia. Senza dubbio alcuno deve averla sentita Ampollini, nel momento in cui viene sollecitato dal di lei quesito volto a dirimere se la vittoria col Genoa sia stata frutto di due individualità o di uno spirito collettivo rappresentativo di un gruppo solido.

Senza indugio l’Ampo sottolinea come il risultato non si sia ottenuto grazie ad una proposta di gioco convincente e tanto meno autorevole, confermando i due suggerimenti offerti da Francesca come quelli a cui attribuire i punti raccolti. La fortuna di avere giocatori come Romero, capaci di scardinare partite bloccate, non è una condizione trascurabile, tuttavia una proposta di gioco “prima o poi deve arrivare”.

Carlo Chiesa sceglie le giocate individuali fra le due possibilità indicate dalla co-conduttrice, minore il credito nei confronti dello spirito di squadra, a suo avviso non così evidente. Conferme nel gradire Almqvist schierato non a piede invertito, così come permane la convinzione che il Parma non riesca mai ad imporre il proprio gioco (per i fortunati che lo conoscono), nemmeno fra le mura amiche contro squadre di pari livello.

A Monticelli, evidentemente, effluvi gastronomici devono conferire particolari sensibilità e preziose intuizioni, la prova la abbiamo quando Massimo Bizzi indica come si debba sfruttare il tempo della sosta per lavorare. Sarà fondamentale trovare un modo di giocare per sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione. “Con due soli centrocampisti si fa fatica”.

È Balestrazzi a puntualizzare che il Parma, assieme al Venezia, sarà la squadra ad offrire meno giocatori alle nazionali, favorendo in questo modo il lavorare col gruppo quasi al completo rispetto ad altri club interessati da convocazioni numericamente più impattanti.

Il centrocampo sembra essere il reparto in cui urgono i più significativi interventi, la presenza o meno in campo di Nicolussi Caviglia, pur con l’evidenza della sua utilità, non può essere l’unica discriminante in grado di condizionare una manovra che funzioni. Questo lungo pit-stop dovrà necessariamente far tornare in pista una vettura più performante. Si arriva così al “cosa va” e “cosa non va”.

La discussione si allontana dal protagonista della serata: un gioco assente che si mostra sempre più presente nei pensieri di osservatori e tifosi. Inevitabilmente vi ritorna ben presto e si rivela essere questo il fulcro attorno a cui tutto ruota o, quantomeno, dovrebbe farlo, essendo secondo un’opinione diffusa, pregiudizievole del corretto utilizzo di diversi giocatori. Cuesta, pär färla cùrta, a gh’è da dezdäros.

Carlo Chiesa stigmatizza un mercato estivo condotto senza nemmeno conoscere con certezza quale sistema di gioco si sarebbe adottato, avendo così inserito in rosa figure di cui non si riesce a comprendere l’utilità. “La quadra non è stata trovata”. Provare nella vicina Reggio, dovrebbero esservene abbondanti scorte.

Ferrari si maschera con i Brezel o Bretzel (grafia originale tedesca) anche indicati come Pretzel (variante ortografica anglofona). Al sta gnànca mäl, sicùr méj che prìmma. Evidenza al valore delle rose in serie A, proprio quando Balestrazzi solleva dubbi sul valore di quella del Parma, anche in ragione delle assenze di Bernabè e Nicolussi. A parere di Ampollini, le assenze momentanee non possono e non devono essere considerate in sede di valutazione complessiva di un gruppo squadra, rendendosi necessario, per converso, il giudicare l’assieme di tutti gli effettivi.

Interpretazioni varie sul concetto di qualità dei singoli giocatori in relazione ad una buona organizzazione della squadra, considerata imprescindibile per creare sinergia fra i due aspetti. Difficile accordarsi su quale delle due peculiarità influenzi maggiormente l’altra. Impossibile ritenere si possa sviluppare situazioni di rilevo con giocatori di scarsa qualità ed altrettanto ragionevole il valutare che, senza una organizzazione collettiva, si possano raggiungere determinati obbiettivi in termini di gioco ed autorevolezza.

Le convocazioni di Mancini suscitano qualche disapprovazione nel ritenerne alcune strumentali e senza una reale motivazione di campo. La memoria va inevitabilmente anche alle chiamate del precedente ciclo in nazionale dell’allenatore di Jesi. Convocati giocatori come Pafundi, tutt’ora in cerca di una propria dimensione in serie B nelle fila del Catanzaro.

Daniel Maldini unitamente a Sebastiano Esposito in azzurro infiammano lo studio. Da un lato Ampollini, si mostra infastidito per la chiamata al neo giocatore del Sassuolo, reo di aver caratterizzato la propria estate con una disputa biasimevole nel voler lasciare la Sardegna. Al contrario, viene sottolineato come Maldini sia stato ingiustamente esposto al pubblico ludibrio a causa di titoli fuorvianti pubblicati anche da testate autorevoli, nell’essere indicato come assuntore di sostanze stupefacenti, unicamente dopo le prime analisi e senza il conforto del responso relativo alle contro analisi di rito.

Di parere opposto Milano e Balestrazzi, nel rimarcare come non vi sia stato nulla di fuorviante in ragione di una verità putativa che, nel momento della redazione, riportava unicamente il fatto: positività ai test preliminari effettuati regolarmente. Rimane l’evidenza del superamento della soglia alcolemica per potersi accingere alla guida, condizione completamente ignorata da Ampollini censurata invece dai colleghi.

Giocatore della settimana Bo Åsulv Hegland, ¾ista in ascesa, atteso nell’evolversi in un intero, nella peggiore delle ipotesi: parzialmente scremato.

La puntata volge al termine, si intuisce che la prossima settimana, sarà ancora presente Francesca Goni, evidentemente non osserverà un turno di pausa per ferie. Un certo sconcerto assale il pubblico. Whistleblowing all’orizzonte?

Saluti finali fin troppo numerosi nell’ostacolare un’irrefrenabile smania da parte di Francesca nell’attesa di poter declamare “la rima della settimana”. “Romero e Almqvist finalmente, che magia, a Parma si è mangiata la pasta al pesto in compagnia e in allegria”. Scendono lacrime; sarà il troppo aglio nel pesto. Ale Pongonazzo

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4 pensieri riguardo “A CALCIO E CALCIO, PRESENTE IL GIOCO ASSENTE DEL PARMA”

  • Franco Corradi

    Gabriele Majo,il tuo narrare mi ricorda l’estensore di”finestra sulla cittá”,penna graffiante e godibilissima.Giornalismo d’altri tempi e di caratura.

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      • Mi accorgo ora, tuttavia, che il graditissimo commento è postato sotto la recensione di Calcio e Calcio che è a cura di Ale Pongonazzo, sicché non vorrei che le qualità che mi riconosce le abbia sottratte a lui…

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  • Faccio notare che nelle due volte che la signora del giovedì sera titolare era assente la partita seguente si è pareggiata o vinta e non persa. La mia sensazione che ho fin dall’inizio di trovarci di fronte ad una Minotti al femminile sta iniziando ad essere suffragata dai fatti. Richiamate la Mercadanti anche con la insopportabile cantilena e mandate alle Maldive 🇲🇻 o alle Seychelles 🇸🇨 la signora. O piuttosto fate senza “spalla femminile”.

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