ADDIO CUESTA / QUEL PREANNUNCIATO FULMINE A CIEL SERENO…
(Gmajo) – Quel preannunciato fulmine a ciel sereno: l’addio di Carlos Cuesta Garcia, tecnicamente ratificato come separazione consensuale dal club, oggi, nell’ultima tranquilla domenica di settembre, addì 27.09.2026, non se l’aspettava proprio nessuno, men che meno i miei tradizionali informatori di Alcatraz – sfruttando la prima domenica senza campionato della lunga sosta, chi giustamente a riposo, chi addirittura in vacanza – sicché rimarranno delusi coloro, tra i lettori, che da me, noto retro-scenista, si stanno aspettando chissà quali rivelazioni sullo scazzo decisivo all’origine del divorzio. Invece, non avendo particolari pettegolezzi al riguardo, se avrete la bontà di leggermi troverete qualche ragionamento per cercare di meglio capire come possano essere andate le cose.
Più volte, nelle mie articolesse e nei direttoni che precedono e seguono le gare dei Crociati, ho avuto modo di esprimere che, a mio avviso, il peccato originale della presente stagione fosse l’armistizio estivo tra il Plenipotenziario Cherubini e l’ormai ex mister Crociato, i quali, erano venuti a collisione già nella stagione felicemente conclusa con la promozione in anticipo di 4 giornate ed ipotecata almeno due 2/3 mesi prima del traguardo finale. Tutto tempo perso che meglio avrebbe potuto esser impiegato nella costruzione della presente stagione.
Le ragioni del mancato feeling tra il capo macchina e l’autista proprio non ve le so dire con certezza, ma ai miei occhi appare piuttosto evidente come il primo non avesse gradito le esternazioni del secondo, circa il materiale umano a disposizione ed il conseguente modo di metterli in campo, in modo utilitaristico, per raggiungere l’obiettivo prefissato. Che, in una società “normale” che concorre per non retrocedere è appunto la salvezza anticipata. Ma noi siamo lo special Parma, dove la vera mission di un allenatore è quella di saper valorizzare calciatori da poi rivendere. Specie ora che l’armatore, ha detto al suo ammiraglio di fare andare avanti la nave col carburante che via via questi riesce a procurarsi, senza dover contare sulla sua carta di credito.
Avete presente la botte piena e la moglie ubriaca del celebre motto della saggezza popolare italica: ecco, l’allenatore del Parma, chiunque sia, dovrebbe ottenere entrambe per accontentare gli incontentabili. Altra situazione che ha finito per nuocere a Cuesta è stato il plebiscito nei suoi confronti (inclusa la festa di fine campionato del CCPC che il povero Manfredini avrebbe finito per pagare, a propria volta, a caro prezzo…), che, secondo me, potrebbe essere andato a guastare i piani del CEO, il quale avrebbe voluto contare sul dissenso (alimentato ad arte) delle folle dal palato fino per convincere il proprietario a cambiare rotta, al di là dei (concreti) meriti del più giovane allenatore della Serie A italiana.
L’idea poteva essere quella di puntare a rilanciare le ambizioni (parola che in quei giorni era sovente pronunziata), con prospettiva Europa, scegliendo un tecnico di superiore pedigree: ma, a rovinare il progetto, il fatto che non fosse saltato fuori nessun Marotta della situazione a portarselo via come dodici mesi prima quello vero Chivu e la mancata volontà da parte del patron di tornare ad investire, anziché insistere sull’auto-sostenibilità.
E così, alla fine, si raggiunse il compromesso, con lo spagnolo obbediente a restare al suo posto, peraltro col consiglio di rivedere liberamente imposto il proprio credo tattico, al fine di accontentare proprietà, dirigenti, critici e semplici tifosi che non apprezzavano il suo catenaccio senza contropiede (quest’ultima unica colpa reale che mi sento di ascrivergli, poiché, come sovente scritto anche in passato, le ripartenze avrebbero dovuto completare l’oliata organizzazione difensiva, suo vero e proprio marchio di fabbrica, perché, una fisionomia identificativa, al Parma l’aveva saputa imprimere, checché ne pensino gli influencer che si prodigano a dire che il Parma non aveva un’identità. Ce l’aveva, eccome! Poi che non piacesse…).
Parimenti, dalla Società, probabilmente, gli saranno state date rassicurazioni circa l’organico che avrebbe avuto a disposizione per la mission affidatagli, anche se tutti quanti ben sapevamo che sarebbe stata dismessa la colonna vertebrale (Suzuki-Circati-Keita-Pellegrino), operazione riuscita solo per 3/4 e non 4/4. Sulla confusione regnante tra ritiro e prime gare, tra sistemi di gioco e calciatori impiegati, stenderei, un pietoso velo.
C’è chi ha messo in relazione il criptico post di Krause del 23 settembre 2026 – che StadioTardini.it per primo aveva rilanciato in Italia (a seguire da altri copia-incollato come d’abitudine senza manco ringraziare la fonte che si sbatte a trovare e tradurre contenuti interessanti) col fatto accaduto oggi. KK aveva concluso così la sua riflessione: “La pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili. Dobbiamo comunque imparare da ciò che non funziona, adattarci e assumerci le nostre responsabilità. Una responsabilità che parte da me. Una prospettiva a lungo termine dovrebbe accrescere la nostra ambizione, non abbassare le nostre aspettative”.
In sostanza la decisione difficile preannunziata sarebbe stata proprio quella dell’esonero (sì, vabbè, separazione consensuale, ma sempre esonero è…) di Cuesta: personalmente, però, resto dell’idea che il filosofico messaggio del tycoon non fosse propriamente correlato alla specifica guida tecnica del Parma: a conferma di questa mia tesi un po’ controcorrente, il fatto che negli stessi minuti in cui si stava consumando il divorzio, egli, sempre sui social, festeggiava la magnifica giornata del Casa Pia, che giocava per la prima volta una partita di campionato con la neonata squadra femminile da lui voluta.
Che tempismo! A Parma cambia l’allenatore e lui su LinkedIn scrive così: “Oggi è un giorno significativo per Casa Pia. Oggi, per la prima volta, una prima squadra femminile di Casa Pia scenderà in campo in gara. Quando siamo diventati proprietari di Casa Pia, uno dei nostri primi mandati è stato creare questa squadra. Non abbiamo ereditato un programma della prima squadra femminile. Abbiamo scelto di costruirne uno. Questo per me è importante perché la proprietà comporta una responsabilità. Se un club può creare opportunità che prima non esistevano, soprattutto per donne e ragazze, credo che dovrebbe farlo. Oggi è il primo risultato visibile di quella decisione”. Etc etc… Poi, a seguire, la gioia per la vittoria 5-0… E del bye bye a Cuesta nada…
Ovviamente, come avviene in questi casi, preannunziati o meno che siano, gli specialisti del calciomercato hanno già messo in circolo i nomi dei papabili sostituti (cosa personalmente che mi astengo dal fare), ma come scrivevo nello spazio commenti, sovente chi entra papa in conclave ne esce cardinale, questo, a maggior ragione, vale al Parma, società a cui piace stupire. Specie piace a Cherubini, salvo lasciare le paternità (magari quando sono scomode…) ad altri, come quando sostenne che fu Pettinà a voler Cuesta… Frase che potrebbe tornare di moda proprio in queste ore…
Se si presta fede alle indiscrezioni che i mercatologi hanno raccolto, ma anche da quanto si intende sulla scorta della notula del club, ci sarebbe stato un fatto scatenante proprio nelle ultime ore: non ho idea quale sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, fatto sta che se Cherubini avesse avuto già una soluzione in mano, l’avrebbe comunicata contestualmente con la news del ribaltone tecnico. Oppure, dal momento che è indubbiamente abile e capace in questa materia, la soluzione è lì già pronta, anche se la seduta di domani, lunedì, sarà guidata dallo strano trio Pavarini, Persichetti e Morabito (superstiti perché uomini del club e non del mister).
Ma se, in questa stagione, in cui di tempo se n’è perso tantissimo, ad iniziare dalla scorsa primavera su e giù per l’ottovolante col tecnico sulla punta del badile, ora infine inclinato, dovesse trascorrere ancora qualche giorno, si vanificherebbe l’effetto della inedita super sosta prima della ripresa con Inter-Parma di sabato 10 ottobre 2026 (ore 18, San Siro). Peraltro, gli altri club dubbiosi, hanno confermato i mister pericolanti (tipo De Rossi sconfitto dai due tiri di Romero ed Almqvist) e, appunto, possono utilizzare questo periodo per sistemare le cose: il Parma, invece, ha risolto con Cuesta esattamente sette giorni dopo l’ultima vittoria. Con questo preannunciato fulmine a ciel sereno… Gabriele Majo
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Hai presente il presidente della longobarda no ? Non ti ha insegnato nulla 🤭,tu guardavi la moglie ,comunque i due tifosi gemelli della longobarda avevano preso l’allenatore per un coglione..nel senso letterale e cuesta non lo era nemmeno lui
Se fossi un allenatore mai verrei a Parma sotto i despoti Krause e Cherubini.
Vedrete verrà l’ allenatore della primavera del Parma che ha tutto da guadagnare e niente da perdere perché per venire a Parma e non poter fare come uno vuole ma dover fare come vogliono Krause e Cherubini è da cre….tini.
Fa pure rima.
COME RIMPIANGO I NAGNIFICI 7
Meglio la D con loro che la serie A con loro due.
I tifosi come te meritano la D e basta….
Secondo me eri uno che fischiava anche crespo….
Questi sono i tifosi del Parma…
Ignobili e ingrati
Fra l’altro immagino che “allenamentoni faranno da oggi quei 4 run away from home rimasti a colèc ,ripeto tutto calcolato o caccolato 🤭 furgone catering in modalità on
Quando capirete tifosi che Krause il Parma lo ha preso solo per lucrare avrete capito tutto Cherubini delusione assoluta, molto probabilmente ( questo è un mio pensiero) aveva minacciato di andarsene se fosse rimasto Cuesta un allenatore che odiava e che gli era fortemente antipatico.
Infatti lo dimostrano chiaramente
Chi sarai il prossimo allenatore?
Semplice come bere un bicchiere d’ acqua.
Sarà l’ allenatore della primavera del Parma.
L’ unico che ha tutto da guadagnare e niente da perdere in quanto mai ha allenato squadre di calcio nemmeno in serie D se non ragazzi
Altri allenatori non accetterebbero mai di prendere una squadra senza capo né coda, una vera patata bollente avendo tutto da perdere e niente da guadagnare.
Da quando c’è CHERUBINI il Parma e nel caos assoluto.
Viene esonerato Cuesta perché ‘ di esonero si tratta e Krause che fa?
Del Parma se ne frega altamente parla nei post non dell’ esonero di Cuesta ma solo della sua Porta Pia perché è lì che è tifoso e non vuole lucrare a differenza del Parma in cui vuole lucrare e non è tifoso.
È da una vita che invito i Boys a farsi sentire. In curva ci vorrebbe un bel cartello con scritto ” VENDI.IL.PARMA KRAUSE IL PARMA NON FA PER TE. NON SEI UNO DI NOI.
Vediamo nella prossima partita in casa se tireranno fuori gli attributo o come al solito accetteranno di prenderla in quel posto dov’è non batte il sole, senza sputo
È giunto il momento cari boys di combattere facendo capire a Cherubini e Krause che avete capito tutto perché nn il tifoso del Parma non è scemo come lui crede
Caro direttore concordo con lei che l’origine del male sia da ricercare nel tempo, colpevolmente, perso questa estate. Si è buttato via tutto il vantaggio ottenuto dall’aver ottenuto una salvezza tranquilla. Cuesta invece di godere della fiducia della società era atteso da una missione direi quasi impossibile, finire il campionato con i fucili puntati addosso. Non reputo Cuesta un allenatore fantastico e insostituibile, anzi. Ma un cambio di guida tecnica gestito in questo modo, dopo una vittoria con una diretta concorrente e senza essere in zona retrocessione, mi lascia allibito. Non riesco a capire dove voglia arrivare questa società. Dopo un mercato micragnoso, non in termini di denaro ma di qualità, temo che chi conduce il carrozzone stia compiendo un grave errore di valutazione. A mio parere quello del Parma non è un gruppo forte, a cui serve una scossa per invertire la rotta. La rotta secondo me è una sola, stante la situazione, e cioè arrivare alla salvezza tra tribolazioni e patemi. Questa mossa invece mi sembra che lasci allo sbaraglio la combriccola di pulcini spaventati che vestono la maglia crociata. Spero di sbagliarmi.
Il problema era la palese mancanza di fiducia. Chissà se il nuovo che arriva potrà goderne di più. Comunque, appunto, era una mission impossible andare avanti coi fucili puntati, sicché meglio così. Non si tratta di un classico esonero scossa: è il naturale epilogo per una coppia scoppiata…
Sono assolutamente d’accordo!
Direttore, le do un paio (anzi 3) di letture su quanto (possa essere) accaduto:
– “La buia”: dopo la ripresa degli allenamenti, verosimilmente può esserci stato (l’ennesimo) scontro/divergenza di vedute (acceso) tra Cuesta e la società e il tutto sarebbe sfociato con una rescissione consensuale. Quindi un’qualcosa di non programmato, e il tutto sarebbe rafforzato dal fatto che poco più di 72 ore prima, il mister ha partecipato alla riunione con i vertici AIA insieme al “club referee manager” Lorenzo Manganelli (ci sono le foto). Che senso aveva la sua partecipazione se poi qualche giorno più tardi se ne sarebbe andato? Tanto valeva c’andassero solo Cherubini e Manganelli
– il “già programmato”. Tutto ciò era già in programma, a prescindere dal risultato di Genova, teoria suffragata anche dal fatto (come sostiene il Trupo) che Gilardino sarebbe stato contattato già da prima della partita col Genova, e pure i vice di Gilardino erano presenti in tribuna, dubito fossero li per caso.
-opzione bonus: “la via di mezzo”: alla ripresa degli allenamenti, i dirigenti (compreso il “Sio”) hanno visto (come sempre immagino) le varie sessioni speranzosi del fatto che in queste 3 settimane si potesse provare a portare di nuovo (soprattutto in termini offensivi), dopo 3 allenamenti han capito che non sarebbe andata così. Riunione tra allenatore, staff e dirigenza. Allenatore che rimane della sua “linea”, inamovibile, società pure… Rescissione inevitabile.
Lei cosa ne dice sulle tre teorie?
Poi sappiamo che al netto di tutto, come dice lei, i problemi partono già da maggio giugno quando non si è trovato il “Marotta” della situazione…
La tempistica un po’ così mi fa propendere per la busta numero 1, ma come spesso accade potrebbe esserci un mix tra le varie soluzioni da lei immaginate. Quel che è certo è che il rapporto fiduciario si era incrinato già nella passata stagione, con, appunto, i famosi quaranta giorni su e giù per l’ottovolante, col mister sulla punta del badile. Lo sbaglio è stato quello di andare avanti, anziché accontentarsi di quanto fatto (che già era miracoloso). In diversi pezzi avevo come “suggerito” al Mister e allo stesso Cherubini di cercare di raccogliere altrove nuove soddisfazioni, potendo ostentare gli allori raccolti: entrambi han preferito tentare la difficile strada del ripetersi in meglio e si è visto dove siamo finiti…
Sarebbe molto interessante capire esattamente su cosa Allenatore e Società, non andassero più daccordo. Spesso si è parlato di sistema di gioco. Ma se così fosse, allora bisognava fare un mercato diverso di quello che si è fatto, per consentire all’allenatore di giocare in un modo diverso da quello della scorsa stagione.
E invece mi pare alla fine, la partita col Genoa, ha dimostrato che l’unico modo con cui poter trovare risultati con questa rosa, è quello di chiudersi e ripartire.
Questa separazione, fatta con queste tempistiche, non sembra avere una spiegazione logica, quanto piuttosto figlia di un evento specifico, un litigio o altro, avvenuto nelle ultime ore.
Ma ammetto di fare molta fatica ad immaginare la verità dei fatti.
Magari Gilardino e i suoi collaboratori erano venuti a vedere il Genoa…
Non penso, ma il fatto che fossero venuti a vedere il Parma, era circostanziato a quel preciso momento storico, ossia la possibilità che Cuesta venisse esonerato in caso di insuccesso col Genoa. Probabilmente, dopo la vittoria dei Crociati sul Grifone, lo stesso Mister Violino non si sarebbe più aspettato la chiamata di ieri dei dirigenti del Parma. Propendo per una classica goccia traboccata dal vaso, non a un qualcosa di preordinato, che peraltro sarebbe diabolico, perché scientificamente voler buttare prezioso tempo nel cesso non sarebbe consigliabile…
Saremo stupiti con un nuovo Carneade!
Peraltro con un nuovo Caronte. Il traghettatore Gilardino…
Io ho sempre reputato Cuesta come l’ ultimo dei colpevoli perché, pur non ammirandolo come allenatore, ritengo sia letteralmente l’ ultimo dei colpevoli. Il problema più grande lo abbiamo in casa dal 2020 , poi a cascata, Cherubini, bravo a vendere i giocatori presi da chi c’era prima di lui ma non in grado di costruire una squadra con caratteristiche omogenee, praticamente sembrano acquisti random, solo perché economicamente convenienti da prendere. A lui andrebbe affiancato un ds di livello, no Pettinà. Con quasi 80 milioni incassati, abbiamo finito il mercato con ruoli scoperti, addirittura dovendo poi prendere uno svincolato per sostituire Caviglia, infortunato già da settimane. Proprio uguale all’ Atalanta, che prese Retegui 24 ore dopo l ‘ infortunio di Scamacca. Uguale proprio .
Il problema è che Cherubini, amante del controllo, preferisce avere figure controllabili, per cui un DS di razza, maturo, difficilmente lo vedo lavorare con lui. Pettinà, peraltro, è un uomo del presidente, e nel passato, con Lacome, rappresentava il duo potentissimo, cui tutti i MDS dovevano soggiacere. Cherubini, che è abile, lo ha tolto dall’ombra e gli ha dato visibilità (ma non diritto di parola), magari anche scaricandogli qualche responsabilità di troppo (tipo l’aver scelto Cuesta, quando è abbastanza risaputo che l’invenzione possa essere sua…). A inizio stagione gli ha affiancato Crovari, pronto ad assumermene il ruolo, qualora venisse presentato a Pettinà il conto per Cuesta (o altre situazioni). Tutto questo sempre sia confermato al comando Cherubini, cosa che, in casa Krause, non è mai certa al 1000%, anche se privarsi di lui sarebbe un vero e proprio suicidio (anche per le plusvalenze da player trading che tanto piacciono al padrone, che non so quanto sia contento che l’operazione di smantellamento si sia fermata a 3/4…).
Faccio mea culpa, ho detto una cazzata.
Invece si sa cosa facesse Pettinà prima di venire al Parma?
era uno studente del master sport…
A questo punto Gilardino lo vedo come il traghettatore che accompagnerà la squadra a fine anno in attesa di Corrent…
A meno che non arrivino risultati positivamente inattesi facendo tornare fuori il dilemma…
Sono curioso come verrà schierata la squadra… secondo me tanto casino per rivedere il solito 3-5-2
La figura di Gilardino Caronte l’avevo per primo spesa poco fa in un commento: alla faccia della programmazione, dunque, si prende un allenatore a tempo, con tanto di contratto in scadenza (sempre ammesso siano confermate le qualificate indiscrezioni giornalistiche, anche se ricordo che lo stesso Romano venne preso in contropiede da Suzuki/PSG…). Poi se debba traghettare per poi lasciare all’attuale tecnico della primavera a me parrebbe una vera e propria corbelleria: se proprio vuoi provare Corrent in prima squadra, gliela dai adesso, non tra pochi mesi, con in mezzo, appunto, un traghettatore. Se questa è la programmazione, a me lascia oltremodo a desiderare…
‘Scolta, mi am sa che anche il “quasiplenipotenziario” sia sul badile, prima chiama Nevio che elogia Cuesta, al gioron dopa gambe() al fa al post su linkedin e poi , sembra, che il colloquio con Gilardino al la fa sempor gambe()…….Se fossi Cherubini comincierei a guardarmi attorno se non l’ha già fatto e non abbia apparecchiato un bel trappolone per gambe()
Che il colloquio lo faccia Cuesta è quanto scrivono fonti giornalistiche. Ma Krause, immagino, sarà solo video collegato per un video saluto di conoscenza con l’allenatore scelto da Cherubini e Pettinà.
Poi, che i ribaltoni, nel Krause Group come nel Parma, siano sempre all’ordine del giorno lè netor discors, e anch’io sono convinto che potrebbe non essere finita qui.
Tralascerei il post su LinkedIn de Krause, poiché, secondo me, non si riferiva al Cuesta (cosa che sarebbe inquietante) ma a qualcos’altro maggiormente “corporate”. Come già segnalavo in altro commento, proprio sull’ultimo Venerdì di Repubblica, quelle poche righe che il magnate ha dedicato al calcio maschile, riportavano il solito disco rotto dell’allenatore più giovane della serie A (e dei manager, aveva aggiunto): secondo me il patron ha fatto buon viso a cattivo gioco, lasciando a Cherubini libertà di agire (a suo rischio e pericolo) circa il ribaltone e la sostituzione della risorsa in uscita, ma non lo credo attore in prima persona.
Se Pettinà è figura cara all’americano , allora è ovvio dedurre che, per presentargli il conto, Cherubini debba prima convincere il padrone. La vedo difficile. Vedo molto più concreta l’ ipotesi che lo stesso Cherubini saluti nei prossimi mesi, non appena riceverà la proposta di un vero progetto sportivo.
Come già scritto anche in altri commenti, probabilmente la scelta migliore per entrambi era quella di lasciare in estate. Rilanciare a certe condizioni era un azzardo per tutti, specie la stagione successiva a quella in cui inequivocabilmente si era over-performato, perlomeno nel senso di risultati raggiunti.
Sicuramente sarebbe stato meglio separarsi a giugno. Considerando le tempistiche, credo sia andata più o meno così: Cuesta, pur non essendo soddisfatto del mercato, ha fatto l’aziendalista, per ” far notare” gli errori sul mercato in risposta ai malumori della dirigenza, riferiti al gioco e/o l’ aver messo da parte investimenti dispendiosi, tipo Daffara, Ndiaye, Ordonez e prima ancora Sorensen ed Ondrejka. Se Cuesta non avesse voluto fare l’ aziendalista, avrebbe sbroccato il 2 settembre, non appena finito il mercato, invece ha manifestato perplessità 20 giorni dopo, evidentemente in risposta a chi voleva imputargli anche colpe non sue.
Però anche Cherubini è neofita nel ruolo che ha qui a Parma, non credo lo abbia mai ricoperto prima… Oltre tutto ha venduto bene lo scorso anno e questo, ma in quanto a costruire deve dimostrare tutto… Magari non c’è la fila di squadre di primissima fascia per accaparrarselo e forse se deve andare in un’altra squadra come il Parma rimane qui dove sa già dove legare l’asino