martedì, Ottobre 6, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL BACO DEL SISTEMA

(Gianni Barone) – Appena Giampaolo arriva a Parma, sebbene, lo stesso fosse stato di nascosto già esonerato, senza saperlo, prima della partita, incredibilmente, ecco che il Parma va in tilt e non riesce a mettere a fuoco al meglio l’impegno. Eppure, entrambe le formazioni avevano messo in campo due schieramenti quasi sperimentali con tanti giocatori che finora non avevano avuto spazio nelle prime due di campionato.

Ma l’atteggiamento, che per molti risulta determinante, fra le due compagni è sembrato alquanto diverso fin dall’avvio, con la compagine grigiorossa molto centrata nell’impegno capace di sfruttare al meglio le prime ghiotte occasioni, mentre quella gialloblù ha dato l’impressione di essere svagata indietro e molto fumosa in avanti, al punto che il tecnico si è visto costretto ad operare tre cambi fondamentali nell’intervallo per rimediare alla frittata già in atto.

Nonostante tutto, però, le cose non sono cambiate affatto con l’ingresso di Keità, Romero e Touré, considerati i buoni, ossia coloro i quali avrebbero dovuto rimediare alle “falle del sistema” che si erano verificate nel primo tempo al cospetto di un avversario che, non godendo di buona salute pregressa, è stato capace di mettere in campo una prestazione molto attenta in difesa e capace di ribaltare il gioco con velocità ed efficace fino a sfiorare il gol del 3-0 in più di un’occasione. Per contro il Parma non è mai stato in grado di rientrare in partita, denunciando crepe in difesa preoccupanti e un alto grado di sterilità offensiva al limite dell’asfittico nel trovare spazi per arrivare in area e per andare al tiro, cosa che sta diventando un qualcosa al limite tra la chimera e il miraggio.

Ma cosa non ha funzionato, oltre alla consistenza e alla compattezza avversaria? Cosa ha generato questo vero baco che si è insinuato nel sistema che ha smesso di funzionare fin dall’inizio? Il tutto oltre al fattore Giampaolo, inteso come tecnico che quando vince o fa salvare la squadra viene esonerato e quando non riesce nelle imprese di cui sopra riceve la fiducia per la sua riconferma. Un’anomalia che ha dell’incredibile al pari del Parma di Cuesta, che, nella ricerca di un gioco convincente, alla luce di una serie di metamorfosi tattiche che tolgono il respiro anche a chi accetta di buon grado i cambiamenti in un ottica di miglioramento del gioco e delle prestazioni, non riesce a sfondare e non riesce a produrre una manovra per liberare gli avanti e sia imprevedibile e capace di superare le resistenze altrui.

Per molti la natura di questo “baco del sistema” è dovuta proprio alla scelta del “modulo” (system senza bug) il più delle volte inadatto a quelle che sono le caratteristiche e le qualità dei giocatori che si hanno a disposizione, anche se tale interpretazione risulta essere alquanto fragile in rapporto a quanto una scelta di calcio posizionale potrebbe far presumere o presupporre, quindi non è che la difesa a due o tre centrali sia dirimente più di quanto non lo sia l’interpretazione del gioco, in ossequio al principio di gioco della “mobilità”, che occorre seguire per creare un gioco offensivo credibile o degno di questo nome.

Niente di tutto ciò è stato possibile, in quanto gli stessi movimenti dei singoli non sono mai apparsi coordinati fra loro per lo sviluppo della organicità, che necessita di una partecipazione più combinata e più proattiva. Ciò che ne deriva è una sorta di caos poco organizzato, senza slanci e senza sussulti in chiave individuale, che non riesce a produrre gli effetti di creare superiorità qualitativa in zona d’attacco. Per altri, in questo senso, è solo questione di qualità che manca, che con prestazioni del genere rischia di diventare un vero e proprio tormentone che difficilmente in assenza, di una svolta che non sia solo di natura tattico e strategica, potrebbe essere smentito e abbandonato del tutto.

E’ ovvio che il lavoro svolto finora sembra quasi non avvertirsi in presenza di un gioco troppo slegato e incapace di produrre accelerazioni in fase di ripartenza, la quale essendo poco praticata o praticata male con poca convinzione, non diventa di supporto e di ausilio ad una fase difensiva che dovrebbe ritornare ad essere pari a quella prodotta nella passata stagione, da ritrovare e da inseguire per raggiungere quei risultati che non vanno mai dimenticati.

Serve tempo, aggiunge il tecnico, per superare questa impasse che ha portato al malfunzionamento della manovra che ha generato un risultato inatteso frutto di errori di interpretazione e valutazione, dovuti ad errata applicazione del sistema. Questo difetto di tipo funzionale con gravi carenze di prestazione in quasi tutti gli interpreti, ha evidenziato falle di insicurezza, leggi vulnerabilità, che un programma attiva quando contiene “bachi” che interferiscono e che necessitano di un atto di correzione, e di successiva adattabilità a quelle situazioni che andranno affrontate con maggiore consapevolezza e con determinazione finora non evidenziata con le giuste proporzioni.

In poche parole occorre “darsi una mossa”, direbbe lo sportivo medio che agisce sotto la nostra postazione in tribuna al posto numero 10, che mi è stato assegnato, e che di tutte queste teorie evolutive del gioco non sa cosa farsene e che stenta a voler comprendere fino in fondo. Ora il mercato è terminato: i giocatori sono questi, occorre trovare metodo e sistemi idonei, seppur non fissi ed immutabili, che possano eliminare incongruenze e anomalie che purtroppo tre sconfitte in stecca hanno generato con l’aggiunta di un’eliminazione bruciante dalla Coppa, ad opera di una squadra guidata da un tecnico già sfiduciato in partenza che si è preso una rivincita su chi lo ha cacciato, e ha dato una lezione su come stare in campo senza fronzoli per evitare inciampi o brutte figure da non ripetere per il bene di tutti. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

Un pensiero su “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL BACO DEL SISTEMA”

  • Brianti non Brrrrrrrrrrrianti a palla da bravo servo del gambe storte era tutto sommato soddisfatto e fiducioso. Questi personaggi sono il cancro che insieme al magnate senza soldi ci sta uccidendo

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