mercoledì, Ottobre 14, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’INIZIO DELLA FINE

(Gianni Barone) – Sarebbe stato troppo scontato farlo a campionato in corso e soprattutto subito dopo la prima vittoria ottenuta sul campo, che si sarebbe ripetuto ciò che la Cremonese aveva fatto con Giampaolo, all’indomani o nello stesso giorno, se non prima, di una vittoria sul campo del Parma che aveva favorito una qualificazione in Coppa Italia sicuramente insperata. Ma il Parma che aveva voluto stupire con effetti speciali, tutti, nessuno escluso, al momento dell’ingaggio e dell’insediamento di Cuesta, tecnico esordiente sotto ogni profilo non ancora trentenne, non ha voluto essere da meno nel comunicare il suo esonero, consensuale agli atti, con un gesto che più sorprendente non avrebbe potuto essere, pur con motivazioni che al momento sfuggono il reale senso di quello che in realtà è avvenuto tra le parti che convengono e concordano il distacco perché non si sono verificate le condizioni per proseguire insieme, di comune accordo, il progetto tecnico, iniziato un anno prima, ma che avrebbe dovuto essere variato nel suo intrinseco essere ad inizio di stagione con accelerazioni non compiute.

Però, le condizioni non si sono verificate e non si sono sviluppate bene o a dovere, a tal punto che la società si è vista costretta a fare macchina indietro e cercare altre e nuove strade con una nuova gestione tecnica affidata ad un tecnico – ancora non si è ufficializzato chi, anche se i mercatologi massimi convergono su Alberto Gilardino – che possa essere più incline al cambiamento tattico strategico che non si è potuto attuare bene o in pieno con Cuesta in panchina, che deve cedere le armi in una maniera singolare ed imprevista al tempo stesso, dopo essere stato sulla graticola per un paio di settimane prima e dopo la sconfitta di Como, ma che dopo la vittoria ottenuta col Genoa, grazie a due azioni personali non frutto di combinazioni di gioco collettivo ahinoi troppo assente, sembrava che l’avesse sfangata alla bene e meglio, ma, invece, sotto la cenere covava, a quanto pare, ben altro, che una vittoria, pur importante, su un avversario diretto per la salvezza, non sarebbe stata in grado di eliminare o dissolvere.

Ci si domanda ora: ma cosa non ha funzionato per davvero e cosa di così grave possa essere successo per arrivare a questa decisione che come “un preannunciato fulmine a ciel sereno”, proprio nella giornata del bomba-day a Parma per il disinnesco bomba americana nella zona del Castelletto, ha fatto deflagrare gli equilibri di un Parma Calcio che si ritrova ora a doversi reinventare una nuova identità tecnica, perché quella vecchia dell’ancora giovanissimo tecnico spagnolo, non ha funzionato alla perfezione.

Colpa del non aver inseguito, con forza e convinzione, il miraggio di un calcio propositivo che non ha attecchito dopo le prove tecniche di 4-3-3 andate in fumo, dopo l’illusione vacua di un precampionato sterile sotto l’aspetto offensivo?

O forse più grave è risultato essere il ritorno alla difesa a 3 o 5 (sistema caro anche al Gila, peraltro) che per molti assertori del calcio champagne (che esiste solo nella loro mente) risulta essere sinonimo di difensivismo bieco che fa del catenaccio la propria ragione di vita?

Forse entrambe le cose o forse nessuna delle due, sono alla base di questo incredibile divorzio definito “clamoroso” come il risultato del Cibali tra una grande che perde al cospetto di una provinciale, attribuita a Ciotti anche se non se ne ha certezza che l’abbia pronunciata per davvero proprio lui.

Nessuno è riuscito ad avere sospetti o premonizioni al riguardo in anticipo: chissà perché? Nemmeno i grandi indovini che a mezzo social rendono edotti i propri seguaci di tutte le novità del pianeta 🪐 Parma Calcio sono stati in grado di prevedere un tal tipo di sviluppo di un connubio – che già aveva dato segni di cedimento in estate con il mancato rinnovo del contratto del tecnico con quaranta giorni di suspence circa la riconferma che avrebbe dovuto essere pressoché automatica – ma che stava già scricchiolando dopo i primi risultati negativi nelle prime quattro giornate con un solo punto ottenuto col Monza.

Ma di cosa si sarà ulteriormente macchiato Cuesta per meritare un tale trattamento (anche se tra le interpretazioni c’è quella molto dignitosa che si sia dimesso lui, con sommesso gaudio di Cherubini) sembra non sia dato sapere, oltre alle motivazioni tecniche che in molti potrebbero solo intuire, senza conoscerle bene o fino in fondo. Anche se ci potrebbe stare la mancanza di una proposta di gioco accettabile e convincente circa un gioco offensivo mai ben strutturato a dovere per renderlo efficacemente organico per presentare – alla Fabregas, tanto per intenderci – alla vigilia di ogni partita un “piano gara” in grado di soddisfare il gusto e il palato fine di dirigenza e presidenza, alleati nel pretendere dal tecnico quel qualcosa in più che come una sorta di isola che non c’è, non si mai verificato e che non è mai stato presentato con i dovuti crismi di posizionalità e propositività sbandierate solo a parole e rimaste inattuate in campo alla stregua di una lettera morta mai inviata, ma neppure scritta o meditata.

Finisce così, dopo solo 5 partite con 4 punti, l’avventura del Signor Bonaventura Cuesta Garcia, che si porta in dote, come il personaggio mitico del Corrierino dei Piccoli, il palloncino🎈 con il milione (non di lire, ma di euro o giù di lì, perché nella transazione intercorsa avrà rinunciato a qualcosa, ma non a tutto ed il club potrebbe generosamente aver abbozzato) che gli rimarrà come ricordo di questa magnifica, a suo dire, esperienza, che lascia tutti con tanto di naso, compresi i suoi detrattori che non sono mai stati la maggioranza dei tifosi e dei critici che seguono le vicende di questa squadra, che ora, magari, pretenderebbero una soluzione suggestiva quasi al pari di quella che si era verificata con l’ingaggio del tecnico ora giubilato tra lo stupore generale.

Ma chi l’avrebbe mai detto che l’inizio della fine fosse così prossimo? Ancora una volta KK e Cherubini, in fatto di effetti speciali non si sono certo risparmiati. E ora chi arriva? Di questo ne parleremo nelle prossime puntate e pensare che credevamo di aver davanti ancora quindici giorni in cui non ci sarebbe stato niente da dire o da scrivere… Le ferie sono finite andiamo e mettiamoci l’anima in pace e cerchiamo d’inventarci la realtà che verrà… Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’INIZIO DELLA FINE”

  • VELENOSO

    Krause pensa solo a PORTA PIA
    Quello è il suo amore
    Differenza per Krause tra Porta Piave il Parma?
    Di Porta Pia Krause è proprietario e vero tifoso
    Del Parma Krause è proprietario ma non è tifoso pensa solo a lucrare
    Lui ama Porta Pia
    Il Parma gli serve solo per guadagnare soldi dalla vendita dei migliori del Parma per rinforzare PORTA PIA.
    Capito questo capito tutto
    Ora però si devono fare sentire in curva i Boys se sono veri tifosi e non pagliacci da circo

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  • Benedetto

    Ciao Gianni. Sicuramente questa rescissione del contratto ha lasciato tutti noi osservatori delle vicende del Parma Calcio molto sorpresi. Le premesse di questa rottura si sono manifestate quest’estate quando è passato più di un mese prima del rinnovo del contratto di Cuesta. Secondo punto in questione è la richiesta da parte della società di un gioco propositivo all’allenatore, senza peraltro una campagna acquisti di rafforzamento della qualità dell’organico, ma anzi indebolito con la cessione di alcuni giocatori chiave.
    Se la separazione è stata consensuale, significa che Cuesta non sentiva più la fiducia della società.
    Adesso è tutto in salita. A partire dai punti da guadagnare per la salvezza. La prossima partita è a San Siro contro l’Inter.

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  • VELENOSO

    Il prossimo allenatore di facciata del Parma calcio sara’ CORRENT l’ allenatore della primavera del Parma
    Perché ho detto allenatore di facciata?
    Semplice
    Corrent farà esattamente al 100% quello che Cherubini gli dirà va di fare, sistema di gioco , giocatori da mettere in campo
    Il vero allenatore sarà CHERUBINI sotto mentite spoglie
    Corrent sarà bil suo burattino.

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    • Siberianhusky

      Corrent sta facendo un ottimo lavoro con la Primavera, la squadra gioca bene e diverte. Se fosse l’allenatore per la prima squadra nel prossimo campionato sarebbe una scelta intelligente.
      Solo che ora c’è estremo bisogno di concretezza, non di rifondare. Occorre trovare un allenatore capace di creare coesione e ottenere disponibilità al sacrificio da parte dei giocatori. Per assurdo ci vuole uno scafato difensivista.
      Quindi ci si è separati da Cuesta per essere poi obbligati a ingaggiare un tecnico che sarà costretto a fare giocare la squadra allo stesso modo fino alla fine del campionato.
      Credo che il tutto sia avvenuto per via di un litigio estemporaneo dove qualcuno dei soggetti coinvolti sia andato sopra le righe, perché la tempistica della separazione è totalmente irrazionale.

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  • VELENOSO

    Chi viene ad allenare il Parma sapendo che è come cadere con Cherubini e Krause nella tela del ragno, è indubbiamente uno che ha passato una triste gioventù

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  • “Le motivazioni che al momento sfuggono”, sono che nell’arco di un campionato e 5 partite di quello successivo, + 2 coppe Italia, a Parma non si è visto uno straccio di gioco decente, sul piatto ci sarebbero le lamentele di un allenatore che vedeva una squadra in grado di salvarsi solo giocando in una maniera, e per modificare il gioco aveva bisogno di un certo tipo di esterni a suo dire, dall’altro lato una società che ambirebbe non dico tanto, ad un gioco accettabile, magari basato su ripartenze, con qualche occasione da rete creata, mantenendo una certa solidità difensiva, difesa basata ancora sul collaudato 532, che ci ha permesso di salvarci l’ultimo campionato e qui la scelta parrebbe cadere in via definitiva su Gilardino, assertore di questo sistema di gioco, che nell’ultimo campionato, con un Pisa di una pochezza tecnica incontestabile e con un Genoa in precedenza, ha fatto vedere del buon calcio. E pensando che il Parma ultimamente su DAZN, è la squadra meno seguita non solo per il bacino di utenza, si può capire magari non giustificare perché andava fatta prima la mossa della società.

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    • E’ tutto corretto, però credo che anche questa scelta sia dettata dal voler perseguire l’obiettivo societario che è quello di far aumentare il valore dei giocatori anche attraverso un maggior appeal del club (il dato sui pessimi ascolti in tv è un segnale sicuramente poco apprezzato in società)… E col gioco di Cuesta è difficile riuscirci tutti gli anni…
      Temo non ci sia la volontà di migliorare i risultati sportivi.

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      • Io per il momento mi accontenterei di vedere un po di buon calcio, con la rosa attuale è possibile, poi si vedrà….

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          • Certo, se le dicessi che penso che Cuesta non ha la minima idea di come far giocare una squadra, capirebbe che secondo la mia visione, mettere al suo posto un allenatore che ha già dimostrato qualcosa, non porterebbe che benefici, visto che siamo tutti Soloni del calcio e pensiamo di avere la verità assoluta, vero Majo…le dico chi vivrà vedrà….

          • No, chiedevo per un amico…

            Comunque, al di là delle battute, io penso che si tratta di contestualizzare sempre il tutto, magari con una certa obiettività, senza condizionamenti di simpatie/antipatie. Resta, dunque, fattuale, che con una rosa che lo stesso Cuesta non riteneva completa o adeguata, egli fosse riuscito a centrare l’obiettivo (sportivo) richiesto, addirittura con 4 turni di anticipo, dopo averlo ipotecato già a metà febbraio. Per riuscirci, con intelligenza, si è adeguato e ha fatto di necessità virtù, costruendo un meccanismo difensivo (ahinoi, solo difensivo, perché latitava del tutto quello offensivo, salvo aver risolto Strefezza col suo arrivo, quello Strefezza che non è stato ripreso dalla dirigenza, piociona e tintognante che si è fatta precedere dal Palermo, Serie B) pressoché perfetto, e dando, checché ne pensino i giochisti dal palato fino, una precisa fisionomia alla squadra. Che poi non piacesse, è un altro discorso. Ma il Parma aveva una fisionomia riconosciuta da tutti, specie i detrattori. Ma a Cuesta (così come sarà per i suoi successori) veniva, inoltre, chiesto di valorizzare i calciatori, scopo plusvalenza, che è il vero oggetto sociale di questo club lasciato in piena autonomia gestionale da un patron che ha ribadito non voler investire ulteriormente dopo i 500 pali iniziali. Anche su questo punto, oggettivamente, se determinati singoli sono stati ceduti a prezzi altissimi, significa che l’allenatore non li aveva poi rovinati così tanto, benché, lontano da qui, gli esuli lo abbiano criticato in coro…

            Io, come noto, aborro il bipolarismo, per cui non mi va di schierarmi pro o contro Cuesta o pro o contro Gilardino, sicché, come ho sempre fatto, mi limiterò a chiosare i fatti: dunque non raccolgo il discorso che Gilardino ha già dimostrato qualcosa (in serie A come allenatore, perché di questo stiamo parlando) men che meno sul piano del gioco, che, sinceramente, è l’ultima cosa che mi interessa, dal momento che la cosa fondamentale è portare a casa la pellaccia, ogni volta, e chisse di come. Formiche, non cicale…

          • Giovanni Bellini

            Grazie Majo, sposo la sua linea editoriale. La rosa dello scorso anno era probabilmente la peggiore della serie A, quest’anno andava dato tempo a Cuesta per capire pregi e difetti e costrure la squadra per una nuova sudata salvezza. Se avesse deciso sua sponte di andarsene, dopo che gli hanno venduto i meno peggio, come dargli torto ? Tanti auguri a Gila, speriamo che sulla panca rispolveri il violino

    • VELENOSO

      Ma perché Krause non vende il Parma e il ricavato lo mette tutto a Porta Pia il suo amore?
      Proprio non lo capisco.
      Il Parma per Krause e come la moglie e Porta Piave e come l’ amante.
      Ora che la moglie ( il Parma ) lo sa spero che chieda il DIVORZIO)

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  • …la non presenza di questa ..a open…era la vigilia della fine..ma gli organi locali non hanno evidenziato la gravita della cosa..non ce stata trasmissione televisiva o di radio che ha sottolineato la gravita’ della situazione ..possibile che nessun giornalista o opinionista non sapesse nulla?… nessun fulmine a ciel sereno…osservazioni fatte solo in questo sito..

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    • Ringrazio per la stima, però, per onestà intellettuale, va ammesso che l’assenza di Cuesta ad Open dovrebbe essere circostanziata a quel preciso momento storico. Ossia, si era all’antivigilia di un decisivo match, non tanto per lui, quanto per la squadra, che sino a quel momento aveva raccolto il singolo punticino col derelitto Monza. Ripensarci oggi, dopo i fatti di ieri, non credo abbia molto senso. Peraltro: è la stessa direzione comunicazione istituzionale del Parma che lo mandava a destra e manca, mettendolo in esposizione (peraltro solo pochi giorni fa, Krause, nelle due parole spese sul Venerdì di Repubblica sul calcio maschile, aveva rimarcato lo storytelling della gioventù di Cuesta e quella dei dirigenti): per esempio, oltre ad Open, avrebbe dovuto presenziare al Festival dello Sport di Trento, dove era preannunciato tra gli ospiti (anche se ora non lo vedo più in elenco). La CEO di Open Alice Mentana, rampolla di Enrico, nipote di Franco – storico giornalista della Rosea – che quando secoli fa in diretta radio lo introdussi definendolo il padre di Enrico s’inalberò, rettificando che semmai era lui ad essere suo figlio – mi spiegò, off the records, che le era stato riferito che Cuesta non poteva onorare l’impegno, dovendo restrare concentrato sulla delicata sfida con il Genoa. Io non credo, dunque, che si possano leggere prodromi all’evento di ieri, nella precedente diserzione al festival: peraltro il giornale locale, che aveva dato conto dell’inserimento di Cuesta tra gli ospiti della kermesse, avrebbe per tempo dovuto riferire ai propri lettori dell’assenza.

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  • Su per na braga

    La motivazione è che fra un po’ si leva di culo , get his ass out of here,le off shore sono piene di fondi americani

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  • gabriele

    Le voci purtroppo erano fondate, io sono molto dispiaciuto e continuo a pensare che Cuesta sia un buon allenatore, magari non da top club ma sicuramente in linea con la dimensione Parma.
    Quello che lascia ancora più perplessi è la scelta del sostituto perchè se come qualcuno sostiene si vuole cercare di proporre dei concetti di gioco diversi Gilardino sembra il meno adatto, perlomeno per chi ha visto il suo genoa o il suo pisa, squadre magari ordinate e con una buona fase difensiva ma che sapevano proporre poco o niente, il miglior genoa di gilardino è stato quello del primo anno dove il gioco era difendere forte e lanciare lungo per retegui gudmundsson

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  • Una settimana di sosta per decidere un esonero scritto in ritiro. Nel mentre 47 milioni di pseudo plusvalenze che non rimangono in società e chissà dove vanno ( pagare debiti? Probabile) e si sommano ad altri 35 dello scorso anno. Nel mentre diallo al posto di strefezza, la conferma di cremaschi ( 6 milioni di krause per due cosi che non possono definirsi calciatori), le cessioni di pellegrino , Suzuki e circati sostituiti da El Bilal, daffara ( 6 milioni per un panchinaro , dimenticavo ah già ma alla Juve la mamma di cherubini per cui si è sporcato la fedina sportiva e entro il 30 giugno per sistemare un il solito bilancio in bordeaux ) e Diego Carlos. Siamo sicuramente molto più forti. Molto. Già perché El Bilal super bomber ha segnato 5 gol in 27 partite al besiktas squadra forte mentre benedyczak 10 in 14 in una squadraccia e dunque wunderbar. Ogni singola mossa di questo duo nefando puzza di bisogno di soldi. Estremo bisogno di soldi. Cuesta in due anni non ha mai avuto i giocatori che voleva per metterli in campo come avrebbe voluto. Ora arriva un pluri esonerato che nessuno voleva e che ha vinto ben 1 partita su 25 l’anno scorso con una squadra che non era inferiore al parma mentre l’anno prima aveva abilmente portato il genoa in fondo alla classifica. Beh ha tutto senso

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    • Lei lavora in uno studio legale, per cui si assume le responsabilità di quanto ha scritto, che pubblico, nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione che garantisce la libertà d’espressione, ma molti contenuti che lei esprime possono ledere onorabilità di altri, per cui mi dissocio totalmente dai contenuti.

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