COSA AVRA’ VOLUTO DIRE IL CRIPTICO KRAUSE?
(Gmajo) – C’è un criptico post di Kyle Krause che da un paio di giorni mi sta frullando in testa. Sul social del lavoro, infatti, ha esternato i principi della sua filosofia della pazienza con visual dell’investimento a lungo termine e non nel breve. E questo già lo sapevamo: tuttavia, egli ha aggiunto la sibillina considerazione: “La pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili. Dobbiamo comunque imparare da ciò che non funziona, adattarci e assumerci le nostre responsabilità. Una responsabilità che parte da me. Una prospettiva a lungo termine dovrebbe ampliare le nostre ambizioni, non abbassare le nostre aspettative”.
Qualcuno potrebbe pensare, riferendosi al Parma Calcio – ma l’universo Krause, sebbene potato del ramo più verde dell’albero (Kum & Go), è piuttosto variegato – finalmente un po’ di autocritica da parte del founder, il quale, dopo aver profuso enormi capitali in fase di avviamento, ha voluto che il club procedesse con le proprie gambine, indipendentemente dai contrattempi incontrati (leggi la retrocessione in B ed il tardivo ritorno in A, che, ovviamente, ha scombussolato i numeri della programmazione, invero piuttosto ottimistica) e non calendarizzati, poiché ascrivibili alla voce “imprevisti” che sono considerati come le “probabilità” anche nel Monopoly.
Non ho le prove provate per affermarlo, ma mi sono costruito, in modo indiziale, una mia verità putativa, secondo cui l’attuale gestore operativo del club (il CEO Cherubini) potrebbe aver suggerito al proprietario, sul finire della passata stagione a salvezza se non ancora matematica, per lo meno ipotecata, di rilanciare (magari in vista Europa): erano i tempi in cui il capo macchina pronunziava la parola “ambizione” e teneva sulla punta del badile Cuesta, in quanto, se avesse ricevuto (a differenza di quanto poi sarebbe avvenuto) il via libera, avrebbe cercato di costruire una squadra se non in grado di conquistare un posto europeo, almeno per provare a rincorrerlo. Penso, tuttavia, che l’armatore potrebbe aver risposto all’ammiraglio di procedere sulla rotta tracciata, quella dell’auto-sostenibilità.
Di qui il film proiettato questa estate, assai simile a quello di quella precedente, con le super-vendite perfezionate dall’AD con la dismissione di quasi tutta la colonna vertebrale (Suzuki, Circati, Pellegrino), ma non Keita. 3/4 dei 4/4. Ecco, dunque, l’ennesima stagione con le aspettative abbassate (o almeno pari) a dispetto di quelle ambizioni ampliate che lo stesso Kyle riconosce che dovrebbe avere una prospettiva a lungo termine. Gabriele Majo
A seguire il testo tradotto del post di Kyle Krause:
“Credo nel capitale paziente. Non credo nella proprietà passiva.
Nel mondo del vino, del calcio e dell’immobiliare, i progressi significativi non sempre si conciliano con i cicli di rendicontazione trimestrale.
Al Krause Group, la nostra ambizione è possedere e far crescere le aziende nell’arco di generazioni. È questa prospettiva a dover guidare le decisioni che prendiamo oggi.
Significa investire in persone e competenze il cui valore potrebbe richiedere anni per emergere. Significa rispettare gli elementi distintivi di un’impresa, fornendo al contempo le risorse e gli spazi necessari per crescere.
Tuttavia, la pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili. Dobbiamo comunque imparare da ciò che non funziona, adattarci e assumerci le nostre responsabilità. Una responsabilità che parte da me.
Una prospettiva a lungo termine dovrebbe ampliare le nostre ambizioni, non abbassare le nostre aspettative”.
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
TUTTI I SEGRETI DE KRAUSE GROUP SVELATI DA GIULIA BETTAGNO ALL’ARENA
LA CAPA DEI CAPI “SI BEVE” LA HEAD OF WINE: GIULIA BETTAGNO IN USCITA DA KG E INTANTO MUNN…
DIARIO CROCIATO / LUNCH MATCH E SERAFINO LOUNGE CON KRAUSE
HELEN IMMORTALA KYLE A MONOCLE. LA CAPA DEI CAPI A VINITALY. PETTINA’ E IL NEW TARDINI
ABOAH ROOTS, LE RADICI DELLA CAPA DEI CAPI
NOTARI AFFAIRE: SE PARTONO I FRATELLI, PRONTI CROVARI E BASCHIERI
LA LEADERSHIP FORTE E LA GOVERNANCE SOLIDA SECONDO KRAUSE
DIARIO CROCIATO / LA DOPPIETTA DE KRAUSE. IL NEW TARDINI RESTITUITO A CHERUBINI?
L’ESPANSIONE DI ABOAH E MUNN: CHERUBINI E’ CIRCONDATO…
LA CAPA DEI CAPI E MUNN ENTRANO NEL CDA DEL PARMA CALCIO
FINALMENTE L’ORGANIGRAMMA UFFICIALE CON LA PRIMA LINEA DEL PARMA
SCOTT MUNN: “E’ COSI’ BELLO ESSERE A DES MOINES” (CON OLIVER…)
KRAUSE A DAVOS: “RIDURRE IL GAP UOMINI/DONNE NELLO SPORT PROFESSIONISTICO” (VIDEO)
KRAUSE PARTECIPA AL WORLD ECONOMIC FORUM E DEBUTTA SU LINKEDIN
KRAUSE GROUP, CON KYLE A DAVOS ANCHE LA CAPA DEI CAPI. PORTE GIREVOLI: OUT LA LEADER COMUNICAZIONE
DA LINKEDIN IL DISCORSO D’INSEDIAMENTO DELLA CAPA DEI CAPI (CHE CITA PER PRIMO IL PARMA)
A CHERUBI’, DOPO AVERGLI DATO LA FACCIA, DIA LA VOCE A PETTINA’…
LA RESA DI CHERUBINI: “DELLO STADIO SE NE OCCUPANO GLI AMICI DEL KRAUSE GROUP REAL ESTATE”
DIARIO CROCIATO / LUNCH MATCH E SERAFINO LOUNGE CON KRAUSE
KRAUSE PRESENTE. E ANCHE LA CAPA DEI CAPI…
PARMA, RIVOLUZIONE GOVERNANCE: ESCE MARTINES, ENTRA CHERUBINI (COME AD)
ED ECCO A VOI LA CAPA DEI CAPI…
HELEN ABOAH: SECONDO SCHIRA E CALCIO STYLE SARA’ COINVOLTA DIRETTAMENTE NELLA GESTIONE DEL PARMA
GRUPPO KRAUSE, ARRIVA HELEN ABOAH: LA CAPA DEI CAPI
GRUPPO KRAUSE, LA PROSSIMA PRESIDENTE HELEN ABOAH E IL CONSIGLIERE CHERUBINI
SE KRAUSE SALTA IL WOMEN’S FOOTBALL LAB…
CHERUBINI E IL NUOVO SEMMENS: POSSIBILE LA CONVIVENZA?
SCOTT MUNN: CHI È E QUALE SARÀ IL SUO RUOLO AL PARMA?
TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / SCOTT MUNN, PER CALCIO E CALCIO IL CREATORE DELLA GALASSIA
NUOVO ADDIO / MARTIN SEMMENS LASCIA KRAUSE GROUP
CHERUBINI-SEMMENS: POSSIBILE LA CONVIVENZA?
AARON RUBEN E’ DA GENNAIO “HEAD OF REAL ESTATE AT KRAUSE GROUP”
MARTIN SEMMENS CEO AL LONDON CITY WOMEN
NUOVO ADDIO / MARTIN SEMMENS LASCIA KRAUSE GROUP
PARMA, RIVOLUZIONE GOVERNANCE: ESCE MARTINES, ENTRA CHERUBINI (COME AD)
PER MARTINES LA VERA SFIDA E’ TROVARE UNA CORRETTA GOVERNANCE DELLA SOCIETA’
CHERUBINI, ABBRIVIO IN CONTINUITA’…
QUELLA FRASE DI CHERUBINI (IN UNIVERSITA’) CHE PREOCCUPA I TIMOROSI (VIDEO)
VACIAGO: “CHERUBINI-KRAUSE, COPPIA PERFETTA”
CHERUBINI ALLA TGR: “IL MERCATO NON È FINITO. TROILO? PROBLEMI DI VISTO, NIENTE JUVE”
CUESTA, LA PAZZA IDEA DI PETTINA’ BENEDETTA DA CHERUBINI E KRAUSE
RAGIONANDO SULLE DICHIARAZIONI DI CHERUBINI ALLA GAZZA
RAGIONANDO SULLE DICHIARAZIONI DI CHERUBINI ALLA GAZZA
PARMA, OBIETTIVO STAGIONALE? CONSOLIDARSI IN A LONTANO DAGLI ULTIMI 6 POSTI
LA NEXT GEN? PARTE NELLA FEMMINILE…
CHERUBINI A 12 TV PARMA: “I TIFOSI MERITANO CHE IL PARMA COMPLETI L’ORGANICO”
CHERUBINI ALLA TGR: “IL MERCATO NON È FINITO. TROILO? PROBLEMI DI VISTO, NIENTE JUVE”
VIDEO DIARIO CROCIATO / NUOVE LUCI E STELLE AL TARDINI PER IL RITORNO DELLA FEMMINILE
ARIANNA CRISCIONE HEAD OF WOMEN FOOTBALL DI KRAUSE GROUP
CHERUBINI, PLENIPOTENZIARIO (MA NON TROPPO…)
POTERE CROCIATO: AL NOCE LO STAFF ANGLOAMERICANO DI KRAUSE TRA STADIO E MERCATO
GRUPPO KRAUSE, NO TENGO (PIU’) DENARI…
CONTRORDINE: GRUPPO KRAUSE HA ANCORA (UN PO’ DI) DENARI
NEW TARDINI: DENARI CI METTE IL CAPPELLO, MA TUTTO RESTA IN ALTO MARE
CASAGRANDE, PRIMA USCITA PUBBLICA DA EX CFO PARLANDO DI BUONA GOVERNANCE
PARMA CALCIO, L’USCITA DI SCENA DEL CFO VALERIO CASAGRANDE
PARMA: DOPO DS ED ALLENATORE VIA ANCHE IL CUOCO…
NEW TARDINI, L’INTERLOCUTORIO CHERUBINI NEI 6 MINUTI SU DAZN
LA DITTATURA DEMOCRATICA DI CHIVU, PROVA DI FORZA DI CHERUBINI
BRAVO CHERUBINI, 7+ – L’opinione di Gabriele Majo
PARMA, SENTITO CHERUBINI? APPARTENENZA, ATTEGGIAMENTO E ZERO ALIBI
CHERUBINI SI PRESENTA (E RIDIMENSIONA PEDERZOLI)
CHERUBINI, ABBRIVIO IN CONTINUITA’…
DIARIO CROCIATO / CONTESTAZIONE
CHERUBINI E LE NON ARRIVATE SOULOUKOU E GRANOVSKAIA
LE TENTAZIONI DI KRAUSE, DALLA VICE PRESIDENZA BUFFON ALL’UOMO FORTE DONNA
UMBRIA GALEOTTA: KRAUSE RIVEDE CHERUBINI…
MANAGING DIRECTOR: MARTINES UP, VAEYENS DOWN (E OUT)
LA RIVOLUZIONE CHERUBINI, PARTE SECONDA
PARMA, LA RIVOLUZIONE CHERUBINI
LEGGETE E DIFFONDETE
Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo





Una capacità incredibile di non dire niente. È stato a lezione dall’ assessore di Ronco fritto alle attività varie ed eventuali?
Beh, sostanzialmente dice che lui crede negli investimenti a medio-lungo termine, nel breve possono essere performanti o meno, che per lui poco conta; non vuol essere nemmeno uno che mette i soldi e basta, tra le righe si legge che andrebbe giudicato tra un bel po’, che cio’ che accade ora non conta nulla, ne’ per lui, ne’ per la natura dell’investimento.
Un patient capital e’ una cosa tipo un titolo in borsa che deve performare tra 20 anni o un btp che se porti alla scadenza ti rende, non e’ cosa per meri speculatori
In quest’ottica, il suo investimento, il suo operato a Parma , necessita di tempo per tirare le somme
quindi, si, parrebbe da queste parole che potrebbe restare almeno un po’….
Dal punto di vista tecnico, invece la natura e’ diversa; perche’ anche se il “giocattolo” ha bisogno di tempo, le cose singole che non vanno, dice Krause, van cambiate qui ed ora…..quindi, by the way, se fossi Cuesta non dormirei tra 2 guanciali, la vita per lui potrebbe essere non un “bed of roses” per dirla come in Iowa.
All’interno di questa operazione da paziente cassestista al contrario vige la legge del vorticoso scambio appena la plusvalenza lo permette tipico da speculatore di breve termine. Io penso che il suo obiettivo come tutti gli speculatori pazienti o impazienti sia guadagnare e basta.
Secondo me potrebbe non essere contento non tanto della gestione tecnica, quanto del club. Che sarebbe un incontentabile: vero che la mission è stata centrata per tre quarti e non per quattro quarti, ma hai voglia a teovare manager che possano migliorare questo bottino…
In pratica non si leverà dai coglioni molto presto mi sembra di capire…,capito Davide?
Non capisco il perché di questa conclusione…
Calma e gesso?
Tutto e il contrario di tutto. Di solito ho la presunzione di saper interpretare mosse e movimenti, ma in questo caso ammetto di essere in difficoltà
È una prospettiva drammatica per chi ama il Parma se fosse così. Anche se continuo a non capire cosa stia qui a fare. In realtà purtroppo penso di averlo capito anche troppo bene
Perfetta l’analisi anche se aggiungerei la parola “fine” (l’ha detto lui) sul risultato sportivo. Il Parma è un capitale. Tutto qui.
“investire in persone e competenze il cui valore potrebbe richiedere anni per emergere… ” Ma se vende i giocatori non appena si affermano, sostituendoli con nuove scommesse, come fa a parlare di ambizioni nel corso delle generazioni ? Su 10 scommesse, se ne affermano 3 , che poi vengono ceduti e si ricomincia. E se un anno non vincono neanche quelle 3 scommesse, cosa succede ?
“la pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili” . Quali sarebbero queste decisioni difficili ? Decisioni che non vorrebbe prendere ma che si vede costretto a fare ?
Cambierà qualche dirigente, come ha sempre fatto. Dubito che si riferisca all’allenatore del quale gli imposta come dei tarzanelli
Non credo faccia riferimento a questo, perché non vedo il motivo di comunicarlo in questo modo. Può darsi pure che abbia solo voluto fare un pò di filosofia , senza però riferirsi a nulla di specifico.
Secondo me nel mirino non era la gestione tecnica…
Premesso che le decisioni si prendono senza preannunciarle, come scrivevo anche in risposta ad altro commento, non credo proprio si riferisse all’alenatore…
Qualsiasi fosse il bersaglio, gestione tecnica, dirigenti , non vedo il senso di manifestare insoddisfazione su linkedin. Come quelle persone che mandano messaggi criptati al partner con un post Facebook, invece di sedersi e parlarne faccia a faccia. E naturalmente, non credo sia un messaggio criptico per giustificare un’ uscita dal business, come a dire, ” credevo nel progetto generazionale ma ho preso coscienza che non sarà possibile in questo caso” , proprio perché le uscite si fanno in silenzio, per interesse di tutti i soggetti coinvolti. Quindi, o ha fatto filosofia oppure potrebbe non riguardare il Parma.
Dirigenza? Voleva incassare di più? È questa l’ambizione da migliorare?
Sono mie libere interpretazioni, ma, pur azzeccandoci spesso, non ho ambizione di voler essere considerato il vangelo…
Mah… solita frase che non vuol dire molto, infarcita di banalità. Partendo poi dal presupposto che non sappiamo se facesse riferimento al Parma e/o al calcio in generale oppure ai suoi resort, alle cantine ecc. Poi, aggiungo… Che il Parma fosse un investimento finanziario, non lo scopriamo certo oggi, basta analizzare le mosse che fanno e si arriva presto ad una conclusione, bella o brutta che sia
PS. Direttore, il fatto che Cherubini volesse mandare via Cuesta, non significa per forza di cose che si debba alzare il livello. Si può fissare lo stesso obiettivo, ma cambiando comunque mister per avere un tipo di gioco diverso, che non significa tornare a un Pecchia della situazione con il suo 4-1-5, per capirci.
Il Cagliari ad esempio, dopo Nicola ha preso Pisacane, ma non per alzare il livello, ma per mettere lì un allenatore malleabile che non si lamentasse del mercato, uguale noi… Non certo per alzare il livello
Mettiamoci nell’ottica di vedere il Parma come un Lecce, come un Verona (anche se ora in B, ma la “pasta” è quella), o come un Cagliari. Qui di progetto sportivo c’è ben poco. Anche perché come ho già detto più e più volte, le altre squadre hanno un progetto sportivo (chi più e chi meno) con annessi interessi finanziari. Qui secondo me abbiamo un progetto finanziario, con una parvenza sportiva di cui però il primo obiettivo non è sportivo, ma finanziario (cioè la plusvalenza). Non è un caso che infatti anche gli allenatori che vengano presi siano tutti malleabili, gente che non si lamenta, alla prima o prime esperienze. Qui un Vanoli della situazione non verrà mai. Anche il sostituto di Cuesta uscito questa estate era un allenatore malleabile (Luis Pinto), e anche con Corrent (se mai sarà lui il prossimo mister) sarà così… E aggiungo poi che se il mister adotta un sistema di gioco (non modulo, Gianni Barone approva), il parma comunque tende ad acquistare gente che non c’entra nulla con quel sistema, e ne abbiamo avuto ampia dimostrazione…
Per me la situazione è chiara, non capisco chi si fa illusioni stile Papirus…
la penso esattamente come te…certo quando paragona i cicli lunghi del vino e dell’immobiliare con quelli del calcio dà l’idea di aver capito ancora poco della passione e delle dinamiche che riguardano il football nostrano. credo però cha se ne accorgerà quando rimarranno 3000 abbonati, peraltro a me pare che ci siano sempre più ampi spazi vuoti al Tardini, sintomo che pure gli abbonati si sono rotti di dormire allo stadio
Circa Krause, mi astengo perché, appunto, pur cercando di capire dove volesse andare a parare col suo post, non ci sono riuscito, e vedo che tra i lettori c’è chi lo interpreta come indizio di imminente addio o viceversa di sempiterna permanenza.
Sul discorso Cherubini, invece, non mi trovo d’accordo, in quanto, a mio modo di vedere, il Plenipotenziario, dalla sua avventura a Parma intende trarre il massimo profitto personale. E questo, logicamente, è proporzionale alle soddisfazioni che dà al suo datore di lavoro (in termini di ricavi) e alla piazza (risultati sportivi) cercando di mantenere il massimo equilibrio possibile in tutto. In questa ottica, non vedo un suo lungo interesse permanere a Parma a fare il “liquidatore”, avendo alle spalle una, sia pure finita male, lunga esperienza nel massimo club italiano. L’alzamento dell’asticella, in questo senso, era per mostrare urbi et orbi il suo valore nel riportare il Parma non dico dell’Olimpo del calcio, ma per lo meno nelle sue vicinanze, ossia lontano, al contrario, dai bassifondi. Per farlo gli sarebbe servito derogare non di poco al mandato che ha (auto-sostenibilità, ergo player trading) per puntare maggiormente sulla competitività e i conseguenti possibili ricavi da miglioramento della rendita di posizione. Credo che il progetto KK si possa tradurre nella classica botte piena con la moglie ubriaca: Cherubini conosce perfettamente i pericoli che si corrono (e corre lui per primo, che è il capomacchina) nel voler tirare troppo la corda. Peraltro, in questa sua perenne ricerca di far collimare i diktat della proprietà con le esigenze derivanti dalla competitività (che sa benissimo non si possa continuare a trascurare, perché un’eventuale nuova registrazione comporterebbe danni incalcolabili per il club, ed ovviamente al suo prestigioso personale, al quale tiene parecchio), talora gli capita di derogare se non proprio disobbedire alla linea. Circa la permanenza di Keita, ad esempio, tutti noi siamo contenti, ma vendo perseguito la mission della dismissione della colonna vertebrale solo per 3/4, quanto sarà contento il padrone? Nello specifico, circa l’allenatore: Cherubini, secondo me, non gode Cuesta, ma per cacciarlo via, alla fine della passata stagione dopo che aveva perseguito in anticipo l’obiettivo richiesto, serviva una giustificazione non tanto alla piazza (di cui. al di là dei blablabla, in cabina di comando impipa nulla) tanto alla proprietà che, appunto, poteva non capire perché continuare a pagare un allenatore, che aveva fatto bene oltre le aspettative) per pigliarne un altro da iscrivere a libro paga. Chiaro, però, che se fosse stato avallato il piano di aumento dello step, anche un impopolare (allora, perché il popolo bue era tutto salito sul carro di Cuesta, da cui sono discesi in questo principio di stagione) cambio di guida tecnica sarebbe stato pienamente giustificabile. Anche se in tutta la storia l’aspetto che ha pesato di più è stata l’assenza del Marotta di turno che aiutasse tutti a superare ogni ostacolo
Che vende il fu parma, visto che non produce utili per usare un eufemismo
“Capitale paziente” è un’espressione fumosa per dire che ha fatto degli investimenti di merda.
Ma no…è per indicare che il capitale non sta bene…il prossimi passo sarà il “six feet under capital”
😂😂
È un’ espressione che indica un investimento con prospettive di ritorno a lungo termine e non immediato profitto. Io resto sempre dell’ idea che il Parma non potrà mai valere quanto da lui investito, quindi non intravedo possibilità di ritorno neanche a lungo termine. Ad oggi, se non mette più nulla, parliamo di quasi mezzo miliardo, un valore d’ impresa che possono raggiungere solo poche squadre in Italia, praticamente le squadre metropolitane, che hanno un bacino molto più grande . Neanche la Fiorentina fu venduta a quelle cifre.
“Lungo termine”.
In effetti il Monogiacca parla di archi generazionali. Forse intende rientrare dell’investimento giusto in tempo per la prima Coppa Intergalattica (ex Champions League), da disputarsi al largo dei bastioni di Orione. VAMOSSSSSS ❗❗ #payattention #capitalepaziente #coppaintergalattica #chebrutzugadoralmqvist
In caso di investimento sbagliato, non è matematico che chi lo ha effettuato intenda recuperare l’intera somma investita, ma magari (magari, appunto) disfarsi del “bilino” accontentandosi di non rimetterci troppo…
Purtroppo la situazione è molto chiara. finchè potrà cercherà di mungere più milioni possibili dalle mammelle del Parma. Quando non potrà più, ci venderà per monetizzare a un fondo finanziario che ci farà fare la fine del verona, questo in estrema sintesi il mio pensiero. Spero di sbagliare, ma temo di non essere molto lontano dalla realtà
Nello scorso miracoloso mercato (leoni, Bonny ecc) ha recuperato a malapena i soldi per la gestione ordinaria del club (- 1 milione) e per qualche ammortamento di future scommesse.
Altro che mungere milioni!!!!!
Sig Cavallo Pesto. È esattamente così ma certi tifosi creduloni, pensano che KK si stia arricchendo col Parma. Perché la stampa locale lascia che certe castronerie vengano diffuse? Per servilismo? Per mera ignoranza? Per ordini… di scuderia? Cmq il messaggio di KK è tutt’altro che criptico e per quelli a cui è rivolto… è forte e chiaro.
https://www.fastcompany.com/91609853/fast-companys-best-dressed-in-business-2026
Poi dite che si veste male…
Mancano le brache con le gambe storte…
Molto difficile capire cosa avesse in mente Krause con questo post.
Sicuramente non mi sembrano le riflessioni a cuore aperto di un teenager in crisi ormonale, per cui, seppur nascosto, un motivo per cui ha deciso di scrivere questo post, dovrà pur esserci.
Non è detto neppure che riguardi principalmente il Parma, ma magari più direttamente la gestione del Krause Group. Chissà che non si sia già stufato della “Capa dei Capi” e non stia meditando l’ennesimo ribaltone societario.
Quando parla di “investimento paziente” mi pare chiaro volersi distinguere da tutte quelle gestioni tipiche dei nostri tempi, dettate esclusivamente da dinamiche speculative, che necessitano di avere un ritorno dell’investimento in tempi brevi.
Come avevamo già imparato a comprendere, Krause è un tipo che sa aspettare, e probabilmente ci tiene a sottolinearlo, magari anche per venedere un immagine di forza e di “solidità” imprenditoriale.
Riconducendo il tutto al Parma Calcio, io non riesco a vedere come questi concetti, quasi filosofici, circa il modello di Business cui tendere, possano riferirsi a Cherubini o a Cuesta.
Mi sembrano pensieri molto più alti rispetto alle dinamiche di gestione sportiva di questo avvio di campionato.
Cherubini, mi pare che sta operando secondo le linee che gli sono state date, e Cuesta, sta cercando di fare il suo lavoro al meglio possibile. Si possono certamente criticare sulle scelte del mercato e sulla formazione che va in campo, ma non mi sembrano questi i temi toccati dal post di Krause.
Quando dice che il saper aspettare, non esime dal fare “scelte difficili ora”, potrebbe voler dire molte cose, compreso il voler aumentare gli investimenti o l’accelerare su alcuni progetti ancora non avviati.
Chi lo sa, magari si ributterà a capofitto sul progetto di Collecchio o del New Tardini.
Se parliamo di Parma Calcio, in fin dei conti, l’incrementare le infrastrutture a disposizione del club, mi pare la scelta più difficile ma al contempo necessaria, per poter davvero far crescere il club e ambire a qualcosa di più. Certamente, andrebbero riviste anche alcune politiche di investimento sulla squadra, tutte cose molto più terra-terra rispetto al suo post, ma se non alzi le possibilità di ricavo e di attrazione anche internazionale del club, difficilmente riesci ad elevarti ad un livello sostenibile nel lungo periodo.
Buona sera,
Io penso che al di là delle parole prese singolarmente, bisogna considerare il timing con cui sono state scritte. Lui che di solito si nasconde e si fa proteggere dietro a un labirinto di sottoposti dirigenti di vario genere, varie spesso scarsa capacità comunicativa, ha deciso di venir fuori con questo post dopo la vittoria in casa del Parma, la prima stagionale contro una squadra più modesta della nostra.
Questo fatto non può non essere tanto considerazioni, perché ovviamente secondo me, sposta il riferimento tutto sul Parma calcio. Io credo che lui abbia ricevuto delle osservazioni delle critiche che l’abbiano offeso nel profondo nell’orgoglio e queste peraltro supportate da fatti inconfutabili ed incontestabili come ridimensionamento del progetto tecnico una spending review estrema e di fatto una conclamata assenza di progetto tecnico questo non può non essere considerato per quanto mi riguarda. Inoltre, non a caso in un post precedente sempre del patron su LinkedIn, lui ha ribadito il suo concetto americano e commerciale di stadio che l’aspetto sportivo tiene scarsamente in considerazione.
Quindi, per me, per lui è una autoreferenzialità atta a ribadire la bontà del suo lavoro in linea con la sua filosofia.
E ha voluto mandare, come quando i Boss parlano durante gli interrogatori facendo discorsi generali che però hanno riferimenti e mandano messaggi specifici e persone che sono in grado di leggerlo, un messaggio generico a tanti senza fare un comunicato ufficiale.
Riprova di tutto ciò, se si va a vedere sotto queste sue frasi, c’è sempre il commento della porta borse, dalla non pronunciata personalità e probabilmente ancor meno competenze calcistiche, non esalta e se in accordo con ciò che ha scritto il capo .
A me sembra un messaggio abbastanza chiaro: “La pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili”. Ossia che la sua pazienza sta terminando e ci sono accordi e termini temporali da rispettare, probabilmente già scaduti o prossimi alla scadenza.
Il punto è capire il bersaglio di queste decisioni difficili. Riguarda il Parma o il suo gruppo in generale ? E qualora riguardasse il Parma, cosa lo spinge a non essere soddisfatto ? Sta ottenendo la sostenibilità che voleva, cosa vuole di più ? Forse pensa che su 10 scommesse, se ne debbano vincere almeno 8, in modo da fare 150 milioni di plusvalenze ogni anno e riuscire contestualmente ad arrivare in Europa ? È questo che si aspetta dai suoi dirigenti ? Non lo so cosa volesse dire, è tutto molto vago e comunque, qualora ci fosse realmente un bersaglio, non ci si sfoga sui social ma si fa una riunione privata. Non mi sorprenderebbe se stesse solo facendo filosofia, casomai dopo aver letto qualche libro motivazionale .
Per potere capire la situazione attuale e soprattutto quella che si svilupperà a breve termine, servirebbero dei dati che a lei mancano. Le mancano, perché fin dai primi giorni dell’era Krause, siamo entrati in una “età oscurantista”. Il diktat era forte e chiaro: censura giornalistica e politica, accettazione e divulgazione dell’assioma “Krause è un Supermegamiliardario” che può permettersi di dilapidare mezzo miliardo di dollari solo per soddisfare un proprio capriccio, i 7 non ci avrebbero mai lasciato nelle mani di un avventuriero spiantato, lo stadio (e quello che c’è intorno) e il centro polifunzionale di Collecchio sono business alla sua portata. Una narrazione senza logica, ripetuta a pappagallo da tutti i giornalisti e gli pseudogiornalisti della città e accettata senza nessun senso critico da politici ed opinione pubblica cittadina. Credo che a breve (meno di un anno) vedremo la “seconda fase” del “progetto”.
Terrapiattismo.
E se stesse parlando del Casa Pia?
Ma vah
Non avendo capito dove volesse andare a parare, ho provato a fare un giro in varie chat , cercando qualche mente superiore in grado di spiegare a noi umili appassionati la corretta interpretazione delle parole del gran capo. Non ho trovato una sola persona convinta di averci capito qualcosa. Hanno dato le stesse interpretazioni che si sono lette qui. C’è chi ha pensato ad un messaggio rivolto a qualche head of, chi ha pensato a Cuesta, chi ha pensato fosse riferito più al gruppo Krause in generale ed addirittura chi non lo riconduce a nulla ma solo a semplice filosofia imprenditoriale. Su due cose la gente però è d’accordo : 1) che il riferimento agli orizzonti generazionali sia la conferma della volontà di tenere il Parma ancora per molti anni 2) che diventa difficile pensare di alzare le aspettative se ogni anno bisogna tenere il monte ingaggi tra i più bassi e vendere i pochi giocatori che si sono affermati, perché altrimenti non c’è la tanto richiesta sostenibilità.
Noto che le parole di Krause hanno destato diversi malumori su Parmafans…
Brancolo nel buio circa significato e portata…
Da ciò che ho letto in giro, i malumori non sono riconducibili alla preoccupazione che possa lasciare, anzi, c’è chi lo spera, ironizzando anche sulla delusione del gran capo (come se non fosse prevedibile la mediocrità sportiva, dopo aver spinto per incassare 150 milioni in 2 anni). Piuttosto c’è chi è preoccupato dalla prospettiva di vedere davvero il Parma passare di generazione in generazione.
La serie B può essere la nostra liberazione. Il gambe storte non ha più i soldi per risalire e la B è un bagno di sangue per uno senza soldi oltre a non consentire il mercato del bestiame con “plisvalenze”. Per non subire un tracollo non avendo più entrate di sorta sarà costretto a vendere per limitare i danni. Ripeto la serie B è la nostra liberazione da questa disgrazia
Ma basta con questa cazzata! La serie B complicherebbe ulteriormente le cose. Per cui piantiamola lì. Grazie
Non è una cazzata. Costringerebbe il gambe storte a levare le tende non avendo più i soldi per risalire e non potendo più contare sulla tratta. Sarebbe la nostra liberazione
È una cazzata. Punto.
Non sto parlando di serie B programmata (su cui ho alcune idee) ma di retrocessione tout court. In B di Benevento è oggettivo che la tratta di plusvalenziabili (la gioia dei pro plus e di Rugolotto) non è fattibile e serve spendere per risalire senza introiti immediati. Ergo il viso lungo non avendone le possibilità dovrebbe mollare l’osso per limitare i danni. È fattuale.
Tu vuoi la serie B perché sei tifoso del Como… Io se penso alla serie B ho un attacco fulminante di orchite