DIARIO CROCIATO / BOSI SPIA QUEL RESTYLING SUL LAGO DI COMO…
(Gmajo) – Lasciando perdere le gioie sul campo regalate da Como-Parma – con la formazione europea che, sia pure a folate, ha dominato quella provinciale a noi cara – c’era molta curiosità in noi giapponesi che ancora ci interessiamo di New Tardini per vedere quanto fosse più verde l’erba dei… lontani. Eh sì, perché il Como non possiamo certo considerarlo vicino, sebbene partiti allo stesso punto (la comune promozione in A) loro sono decisamente più avanti di noi attardati nel rispetto di scelte aziendali differenti… Il nuovo manto erboso del Giuseppe Sinigaglia, ibrido di ultima generazione, che unisce erba naturale e fibre sintetiche, al fine che siano garantite maggiori stabilità e resistenza dei calciatori, è stato completato a luglio 2026 in modo tale da essere, nei tempi stabiliti, in pieno rispetto degli standard Uefa per poter ospitare la massima competizione continentale (il debutto giovedì 10 settembre 2026: 4-1 al Lipsia), la Champions League, cui, loro, i lariani, sono iscritti, senza dover migrare, come pareva in principio al Mapei Stadium di Reggio Emilia.
Ovviamente, al di là del prato – ammorsato ed ampliato alle misure internazionali di 105 x 68 metri, risultando, così, più largo rispetto al passato –ovviamente nostra ultima visita del 17 maggio scorso inclusa – c’erano da rispettare anche ulteriori criteri infrastrutturali, per ottenere l’abilitazione dell’organismo: l’intervento principale, portato avanti a tempo di record (struttura portante completata in 89 giorni!), ha riguardato la Curva Ovest con la demolizione della vecchia struttura in tubolari, e l’edificazione di un nuovo manufatto in cemento armato con l’installazione di oltre 4.250 sedute ribaltabili, portando la capienza complessiva dell’impianto a circa 12.400 posti per la Serie A, ma ridotta a quasi 11.000 posti per le competizioni europee organizzate dall’UEFA.
Ovviamente il colpo d’occhio ne ha beneficiato, al di là dei maggiori comfort e safety degli occupanti quel settore rispetto a prima, anche se, come per la nostra Nord, a propria volta ampliata negli anni ’90 in circostanze similari (ossia la scalata della squadra controllata dalla Parmalat in Europa) la pecca è la mancata copertura del rettilineo popolare. Epperò, così è stata concepita per rispettare nei tempi i parametri urgenti richiesti dalle autorità e per l’adeguamento UEFA.
Situazione, tuttavia, che sarà ovviata, probabilmente, in un secondo momento, essendo stata progettata con una predisposizione tecnica per una futura copertura, ovviamente subordinata (tutto il mondo è paese, anche in quell’enclave…) all’ottenimento dei successivi permessi definitivi e all’avanzamento del piano di restyling globale ed integrale dell’intero impianto, quando, probabilmente, almeno si spera, sarà ottimizzata pure la tribuna stampa che ancora presenta gli strettissimi banchi nei quali, noi panzuti, facciamo fatica ad inserirci…
Encomiabile Sandrone Piovani, il quale, stoicamente, ha persino (e non poteva essere diversamente, per forza di cose, dovendo confezionare i pezzi in tempo reale) tenuto in posizione lavoro il reclinabile mini-tavolino, cosa che io, non avendo impellenza di scrivere, ho ben evitato di fare, traendone indubbio giovamento personale.
A occhio nudo e da lontano poteva sembrava che il Sinigaglia non offrisse cambiamenti sostanziali nel Settore Ospiti, ieri occupato da 320 tifosi Crociati (che sarebbero stati una quarantina di più ove, alla vigilia, non si fosse verificato l’increscioso appiedamento da parte ci aveva prenotato col CCPC, che non è riuscito ad accontentarli per difficoltà nell’accreditamento on line). In realtà un adattamento anche di questa parte dell’impianto (portato in Categoria 4 UEFA) in seguito ai lavori di riqualificazione generale e ammodernamento curati dallo Studio Populous, c’è stato con l’installazione di nuove vetrate protettive, che dovrebbero offrire una visuale migliore. Inoltre, ma non mi pare ieri fosse in funzione, sarebbe prevista la posticcia copertura della parte inferiore in tubolari con appositi teloni.
Sotto, invece, un selfie ricordo dei villeggianti di StadioTardini.it ospitati dal club lariano. La nostra testata era la più numericamente rappresentata al New Sinigaglia, tant’è che il nostro Andrea Belletti, autore della diretta testuale sul nostro portale, sarebbe stato l’unico cronista di media parmigiani ad assistere alla conferenza stampa di Mister Carlo Cuesta Garcia e a porgli quesiti, ovviamente ricevendone le solite risposte fumose e non puntuali. Piovanone sarà rimasto incastrato nella postazione in tribuna stampa a concludere i propri elaborati. Tanto dalla redazione fan meno fatica a raccogliere i virgolettati e a metterli direttamente in pagina… Ma le domande…
Noi, invece, malgrado la spending review che mi sono auto-imposto – essendo terminata la Naspi post licenziamento, ed essendo al momento senza entrate di alcun tipo, in attesa di tornare produttivo nel mondo del lavoro, alla veneranda età di 62 anni (questo sito non genera ricavi, ma solo costi) – al fine di garantire un miglior servizio, ci siamo recati lo stesso direttamente sul posto, anche perché, come ammonisce Barone, sul campo si colgono dettagli d’insieme che per tv non si notano.
Al di là, ovviamente, della nostra passione, hobbystica nella professionalità, di confezionare direttoni pre e post gara. Ieri, essendo arrivati con un certo anticipo (poiché l’imprevisto è sempre in agguato, siamo partiti prestissimo) siamo entrati in diretta streaming con l’Anteprima ben due ore prima del kick off di Como-Parma. Una delle mie principali preoccupazioni era quella rinvenire un parcheggio per la Jellow, magari meno oneroso rispetto a quello di maggio (ben 25 euro), l’oculato Barone di Roccasecca, dopo qualche tentativo, avrebbe scorto ed indicato delle economiche (considerato che siamo in riva al Lago) righe blu, al prezzo complessivo di euro 3.50. Poi, pedibus calcantibus, avremmo salutisticamente percorso i circa 3.000 passi che separavano il parking dal Sinigaglia.
Ad alleggerire i conti delle uscite, oltre all’apprezzato volontario spirito di compartecipazione di Belletti, l’ospitalità dei club lariano, il quale, come le altre Società della massima serie, dona ai giornalisti quello che pomposamente definisce un dinner box, che altro non sarebbe se non la versione lacustre del nostro sacchetto della Comunità di Sant’Egidio. Quello elargito da Krause, rispetto a quello degli Hartono, è, però, un dinner box quantitativamente più ricco, poiché in quello lombardo manca la decisiva Luisona, ossia il dolce. In compenso, tuttavia, qualitativamente, pur essendo basico, il panino cotto e formaggio pare superiore alla focaccia, specie se eccessivamente farcita di salse, che poi rendono più difficoltosa la digestione.
Debbo, in questa sede, confessare un peccatuccio: come al solito, visto che con l’Anteprima ci dilunghiamo parecchio, corriamo il serio rischio di non ricevere la vitale food bag, e così, mentre stavamo transitando nell’ampio corridoio sottostante la tribuna per raggiungere le postazioni assegnate, ho notato che un vivandiere ingiaccato ed incravattato con lo stemma del Como, stava trasportando la preziosa cesta in zona fotografi. Temendo di rimanere a bocca asciutta, l’ho rincorso sino all’interno del campo per destinazione, ottenendo ben due dinner box (uno per me, uno per Gianni. Belletti entra sempre una mezzoretta prima di noi). La lieta sorpresa, però, è stata trovare ai nostri posti altrettante dinner box, nutrendoci, così, il doppio (pareggiando l’assenza del dolcetto…). Benny, nello spazio commenti, ci chiedeva cosa avremmo mangiato a cena: caro te, con i direttoni post gara facciamo le ore piccole, sicché o andiamo di dinner box o salta boby…
In occasione della trasferta di maggio all’Old Sinigaglia (siamo stati l’ultima di seria A a giocarci dentro lo scorso campionato, ed i primi a spianare il New Sinigaglia, a parte il vernissage di Champions League di giovedì con il Lipsia), avevo titolato il Diario Crociato: “A lezione dai tabaccai”. Era presente, infatti, il presidente Kyle Krause con la sua corte (ad iniziare dalla Capa dei Capi Helen Aboah per arrivare a Cherubini, Pettinà e Mamo Notari). La foto sotto l’avevo scattata all’intervallo di quel match, ponendo l’obiettivo verso la Tribuna d’Onore (colà la chiamano ancora così).
Anche ieri, tra un tempo e l’altro, mi sono recato in quella zona (facilmente raggiungibile, poiché mancava l’asfissiante marcatura dei gendarmi perroniani) per vedere se riuscivo ad individuare la delegazione gialloblù: purtroppo, però, stavolta, approfittando dell’assenza del grande capo, evidentemente non hanno mantenuto le posizioni, spostandosi. Debbo quindi accontentarmi di un Cherubini inquadrato da Dazn con facilmente intellegibile il suo disappunto per quanto stava osservando sul campo…
Barone, ieri particolarmente vivace, mi avrebbe segnalato un simil Cherubini alla mia destra: peccato, però, che il tipo ritratto lo possiamo annoverare solamente tra i vari sosia, o presunti tali che talora ci capita d’immortalare.
E’ invece autentico l’ex (molto amato) portiere Crociato Antonio Mirante, individuato negli spalti…
…così come l’attuale designatore arbitrale Daniele Orsato (poco amato dal Barone)…
Alle nostre spalle, invece, il noto milanologo Carlo Pellegatti, col figlio Andrea, FIFA licensed Football Agent. Egli ci avrebbe riferito che il Crociato più amato in famiglia è Diego Carlos, la cui rovesciata (con deviazione di Lukaku) avrebbe deciso ad agosto 2020 la finale di Coppa Uefa di Colonia Siviglia-Inter 3-2, la prima persa in Europa da Conte da allenatore. Pochi mesi dopo, il neocrociato dichiarà che quella rete gli cambiò la carriera.
Carrambata, all’intervallo tra addetti stampa – attuali ed ex – del Parma: con Francesco (“Francy”) Munari e Federico Golfieri, l’ex responsabile comunicazione della femminile meteora gialloblù Angelo Frusciante (peraltro doppio ex ed oggi al Lugano).
Il Diario Crociato odierno, tuttavia, è dedicato a Marco Bosi, assessore allo sport del Comune di Parma. Per lui mai una gioia: lasciando perdere le delusioni circa il New Tardini, ieri è sgattaiolato via dal New Sinigaglia qualche istante prima della fine, perdendo il primo gol Crociato di David Romero (accontentandosi del palo colto poco prima…) in pieno recupero.
Forse ormai, non ci credeva più, un po’ come la riqualificazione dello stadio parmigiano, per il quale ha brigato, brigato, senza riuscire (sinora) a metterlo a terra… Chissà non ci sia anche qui un po’ di recupero… Al di là dell’essersi perso il piacere di quella rete, l’amministratore pubblico in missione (nonostante per questo abbia saltato la contestuale seduta consigliare di ieri), almeno ha potuto fare un po’ di benchmark spiando quel restyling sul Lago di Como… Gabriele Majo
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Direttore…il mainstream inizia a parlare di Cuesta a rischio… Che dicono ad Alcatraz?
Mica lo frequento…
Cmq è il solito fuoco amico. Corsi e ricorsi storici…
Il Genoa sta caricando l’ambiente per darcene 2 come ovviamente sempre negli ultimi anni
Il Parma col Genoa si toglierà la maschera e vedremo se sotto quella maschera ci sarà una squadra di zombies che poi sono morti viventi oppure una squadra che vuole salvarsi.
Intanto giustamente a Bologna hanno dato un calcio nel culo a Tedesco. Ma ovviamente sono società a cui interessano i risultati sportivi e la categoria
Se perdiamo col Genoa il calcio nel culo lo prende anche cuesta, ovviamente servirà a poco, pensa te se arrivasse pirlo, che ridor
…ma no, state tranquilli che Pirlo non verrà, faremo lo scambio allenatore con Casa Pia ci costa molto meno e potrebbe essere un inizio di una lunga serie di scambi !!!!!