mercoledì, Ottobre 14, 2026
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DIARIO CROCIATO / EFFETTO SCALA

(Gmajo) – Una suggestiva lettura del successo di ieri, domenica 20 settembre 2026, mi è nata spontanea durante la parte conclusiva della lunga direttona post Parma-Genoa 2-1, allorquando siamo riusciti ad intercettare nientepopodimeno che Andrea Schianchi (che non intervistavo in diretta dagli anni ’90…) mentre stavamo parlando del ruolo che potrebbe avere avuto (e che potrebbe continuare ad avere) Nevio Scala, il quale, ospite al Mutti Training Center, aveva assistito alla seduta di rifinitura, prima di recarsi assieme alle altre Legends, di cui è l’indiscusso capogruppo, alla Dallara.

Parlando con il direttore Rinaldi nell’auditorium di Varano, secondo quanto appuntato sulla Gazzetta di Parma dal cronista presente alla conversazione Pietro Razzini, Nevio ha affermato: “Ho salutato la squadra e ho assistito all’allenamento. Sono rimasto impressionato per la qualità della seduta. Ho visto lo stesso entusiasmo che vedevo nei miei ragazzi. Sono fiducioso per la continuazione del campionato”. Ché, se lo avesse detto dopo la vittoria sul Grifone (peraltro messo in arnese peggio del Parma, sicché, comunque, manteniamo equilibrio), qualcuno potrebbe chiosare bella forza, ma alla vigilia, con Carlos sulla graticola, è stato un indubbio atto di coraggio, oltre che un certo endorsment all’attuale allenatore.

Durante l’Anteprima, provocando Zurlini, il sacerdote della qualità, riportandole, avevo forse un po’ troppo sintetizzato le parole di Scala, creando una sorta di involontario paragone tra l’attuale undici e quello di allora, con lo Zurlo che, in ogni caso, ha rimesso subito le cose a posto alla sua maniera, ossia specificando che nella squadra che allenava Nevio c’erano per lo meno otto calciatori su undici che davano del tu al pallone, mentre in quella di Cuesta solo due, mentre tutti gli altri non darebbero neppure del lei, ma del voi…

Ma, al di là di questo, vorrei focalizzare l’attenzione sull’attuale ruolo di Scala che penso vada al di là della mera funzione di ambassador (peraltro in eventi funebri come oggi, in rappresentanza del club, alle esequie di Sandro Mazzola, così come qualche settimana fa a quelle di Franco Baresi) o di coordinatore tecnico delle Legend, che per stessa pubblica ammissione del Ceo Cherubini organizzano più cene che partite. Ecco, come azzardavo ieri sera in diretta, credo che ci sia proprio la longa manus del Plenipotenziario, dietro la nascita dello spontaneo (ma favorito) feeling tra i due tecnici Crociati di epoche diverse, ma uniti da reciproca stima.

Penso che l’avere messo in correlazione questi due mister sia stato una vera genialata, tutt’altro che casuale, di Cherubini e l’aver favorito un nuovo incontro ravvicinato tra i due proprio nell’imminenza del primo vero snodo cruciale della stagione, un modo intelligente per caricare/motivare quello in carica, prevenendo situazioni decisamente meno simpatiche come l’esonero che in tanti davano per scontato in caso di batosta col Genoa (a mio modo di vedere, ad onta della inedita lunghissima sosta, penso che Cuesta Garcia l’avrebbe comunque scampata, proprio perché a Parma non sono avvezzi a prendere decisioni sommarie, bensì ponderate, quando si tratta di guida tecnica.

Nevione, oltre a dispensare serenità, aveva distribuito ai Cuesta Boys una poesia di Rudyard Kipling (“SE”), che lui stesso aveva regalato, in pergamena, ai suoi ragazzi di allora (altra analogia). Potrebbe essersi esaurito qui il suo repertorio, oppure, nella mente del capo-macchina, Scala potrebbe rappresentare la stampella giusta per sorreggere Cuesta, qualora dovesse tornare a claudicare? Alla Roma lo scherma Ranieri advisor e Gasperini allenatore non aveva affatto funzionato, né avrebbe potuto essere diversamente visto che i due sono più o meno in età ed il controllore l’immediato predecessore in panchina del controllato: ma qui la situazione è diversa, visto che, come canterebbe Guccini, abbiamo Il vecchio e il bambino…

Durante il “direttone” Schianchi mi ha bacchettato perché dice che sono sempre alla ricerca di ufficialità (questo, quando, appunto domandavo se possibile sancire coi crismi il siffatto ruolo) e che comunque Nevio lo aveva già fatto. Indubbiamente a Cherubini piace attorniarsi degli eroi degli Anni 90, i cui principali simboli una seconda giovinezza, qui a Parma l’avevano già vissuta con Nuovo Inizio, prima del brusco ribaltone, però non penso che il tutto si possa limitare al progetto Legend. Insomma, Scala potrebbe essere ancora una risorsa, del resto come Apolloni cooptato nel Settore Giovanile quale curatore degli “individuals” come già Ze Maria fino a due stagioni fa. Cambiare l’allenatore è da tutti, affiancare un saggio a supporto del titolare molto ma molto più inclusivo…

Fatto sta che, secondo la testimonianza di Lorenzo Fava nel Direttone, il Cuesta si sarebbe persino commosso, in conferenza stampa per ringraziare Scala per il pensiero ed il supporto. Effetto Scala.

La hit “Fuori le palle” continua ad essere un motivetto ricorrente allo Stadio Tardini: dopo esser stato intonato per almeno due volte dal rettilineo Nord, stavolta è accaduto in Sud, laddove i tifosi genoani, piuttosto delusi per il nuovo capitombolo dei propri beniamini (si fa per dire), peraltro per mano del Parma, a loro inviso atavicamente per questioni di gemellaggi incrociati contrapposti e di concreta posizione in classifica, come poi evidenziato in un post.

La doppia magia (individual, come rimarcato da Barone) Romero-Almqvist (con Ampollini che, a microfono aperto, si è sgolato con il classico Pontus, cui la Nord, con entusiasmo ha replicato con cognome), non deve, però, far troppo illudere, in quanto il malato sta meglio, ma non è guarito del tutto. E, appunto, ha avuto la meglio (individualmente) su chi stava anche peggio…

Motivo per cui l’auspicio è quello che questa lunghissima sosta possa davvero essere utile a schiarire le idee e, soprattutto, a recuperare non solo gli infortunati, ma a rimettere in forma chi palesemente ha mostrato di non esserlo ancora in queste prime cinque giornate. Avevamo concluso l’Anteprima sostenendo che, non importava come, ma l’importante era vincere. Ora si tratta di immettere ulteriore carburante per continuare a farlo. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

12 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / EFFETTO SCALA”

  • Per correttezza oggi è doveroso ringraziare Almqvist che è l’unico capace di saltare l’uomo in questo momento. Giocatore che doveva essere mandato sulla luna fino all’ultimo giorno di mercato e che si è ritrovato seduto in panchina e chiamato alla causa vista la pochezza della rosa del Parma….Pensate che programmazione… siamo ancora in vita grazie ad un giocatore che era ai margini della rosa e che non è mai stato veramente considerato…… Meditate gente meditate…

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    • Siberianhusky

      Ne avevamo un altro. Cardinali, che sta “starreggiando” con lo Spezia. Ha fatto un bel goal poco fa.
      Ma c’era da prendere Diallo, che è costato più di Mohamed Ali Zoma e mandare Cardinali in Serie C, Mikolajewsky in Svizzera e Kouda a Mantova… credo che il Parma sia, quanto a scelte, il club tecnicamente più incomprensibile della Serie A

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  • Poi leggere il commento del ferramenta dove dice che siamo un squadra vera…. spero che venga pagato per dire certe cose….

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    • Simone T.

      Ha degli interessi da tutelare, io ho smesso di leggere le sue cagate ormai da tempo

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  • Che bello vedere i genoani che bruciano!!

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  • Metodologo

    Al di là delle giuste celebrazioni post Parma-Genoa, mi è giunta voce che Davide sta carosellando non-stop da ieri sera per il trionfo del Casa Pera pardòn Casa PIA.
    Dopo 15 pere 🍐 in stecca nelle prime 5 giornate, infatti, la nuova arrivata nella Galassia monogiacchiana ha finalmente portato a casa la prima vittoria. VAMOSSSSSS !!!

    Nel suo castello di Des Moines, il Monogiacca si è detto “very excited”, ed ha accolto questi 3 punti come un segnale degli Dei che il suo Progetto sta funzionando. Ha subito ordinato alla Capa dei Capi di spingere al massimo i prossimi progetti:
    – il Casa Pia Women,
    – la seconda squadra del Casa Pia Women,
    – il Progetto-Stadio (per il quale sono già stata avviate delle interlocuzioni positive),
    – l’assunzione di una decina di nuovi dirigenti (Head Of).

    Nel frattempo lo speaker del Casa Pera, Lucas Ampollinho de la Rosa, si è già precipitato su Feisbuk per tessere le lodi del Monogiacca e per ricordare ai tifosi che senza di lui si torna ad Arzinhão.

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  • Giovanni Bellini

    Grande Nevio, ma la lacrima di Cuesta in conferenza stampa non era di commozione ma di disperazione perchè rivedendo Nevio ha ricordato la qualità della rosa anni 90 confrontandola con quella attuale (Zurlini chiarissimo nello spiegarlo). Godiamoci Romero prima che muti a plusvalenza, Tourè ha giocato bene ma quando ha sbagliato un goal che lo faceva anche Davide ho capito perchè l’Atalanta l’ha venduto, Almquist merita più minutaggio, Lontani si è sbattuto con generosità ma con meno efficacia del solito. Valeri sembra tornato ad alti livelli, Del Prato siamo fortunati che è un bravo ragazzo ed anche che nessuno era interessato a portarlo a casa per pochi spicci altrimenti avrebbe fatto la fine di Strefezza. Corvi, per non debordante fisicità, non trasmette massima sicurezza ma il suo lo fa, Troilo molti bassi e pochi alti, Diego Carlos un onesto picconatore. Noi speriamo che ce la caviamo anche quest’anno

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