martedì, Ottobre 6, 2026
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DIARIO CROCIATO / ROSA SHOCKING

(Gmajo) – Già alla vigilia della partita avevamo raccontato della crepa, non saprei dire quanto sanabile, tra la tifoseria Crociata e la dirigenza gialloblù, evidenziatasi, dopo le braci accese a lungo covate sotto la cenere, con la diserzione in massa del tifo organizzato – Boys e CCPC – dall’evento, un tempo identitario “Andiamo al Parma” di giovedì 3 settembre 2026. In quel contesto gli ultras avevano vergato un comunicato, postato su IG e curiosamente ignorato (Sport Parma e StadioTardini.it a parte) da tutti coloro che li avevano sempre branditi ed esaltati, con la spiegazione del loro ammutinamento.

Come già ho chiosato in quel contesto, ritengo, tuttavia che i due casus belli (la maglia rosa shocking e la presenza di uno stand educativo della Polstrada) siano, come spesso accade, solo dei pretesti, appunto occasioni di scontro che danno sfogo ad un malcontento via via montato sempre di più per altri concreti motivi, omessi nel dispaccio, ieri distribuito anche in forma cartacea, tipo il requisito (dal club) chioschetto dei Boys all’ombra della Nord, ove quei ragazzi vendevano il proprio merchandising, ora costretti a farlo in modalità vu cumprà, per tacere, passando al CCPC, del passaggio della gestione dei bar alla Doppio Malto.

L’avversione alla maglia rosa shocking, però, non è rimasta isolata alla sola notula post diserzione di massa di Andiamo al Parma: come prevedibile, infatti, la Curva Nord, ha dato seguito al proprio disappunto srotolando un mega striscione che per fotografarlo serviva il gran d’angolo, motivo per cui ci avvaliamo di quanto pubblicato sul proprio profilo personale X da Guglielmo Trupo di Parma Today e Corriere dello Sport Stadio ove ben si legge il contenuto (“Maglia del PArma simbolo di passione, amore. Passione e gloria. Rispettate la nostra storia”), assieme alla carrellata di maglie esemplari che desidererebbero fossero tenute in considerazione in futuro per eventuali rielaborazioni maggiormente rispettose della storia della nostra Comunità.

Capisco che il Palermo non sia un club particolarmente amato dai nostri ultras, specie da quando simpatizzano con quelli del Catania, a propria volta nemici sino a poco tempo fa, e che dunque non si riconoscano nello shocking pink su fondo black: tuttavia stiamo ragionando della terza maglia, non della prima, né della seconda, che – va riconosciuto con onestà intellettuale – continuano ad essere, ad onta dei timori che io per primo avevo manifestato, rispettose della nostra tradizione.

La terza maglia, nel nostro Campionato, comunemente è quella che si distacca dalle consuetudini per spiccare voli di fantasia: in questo caso di fantasia – a parte sovvertire il forse più idoneo giallo fluo (proposto dal nostro Crusader 69, quello del Tardini Asimmetrico, che, come la Settimana Enigmistica vanta innumerevoli tentativi di imitazione) col rosa, non ce n’è stata – essendo, per il resto, nero come la pece, ma, indubbiamente, funzionale per evitare l’eventuale confondibilità con squadre che condividano le nostre tinte sociali.

Certo, non è stato il caso di ieri, quando a misurarsi col simil-Palermo era il Monza di rosso vestito, con tanto di dotta disquisizione, sulla chat dei reduci di Onda Emilia, tra quel distinto provocatore di Riccardo Schiroli e l’oculista Enrico Groppi, che eccepiva: “Ma si può giocare con due divise praticamente uguali?!”. Al che lo Schiro: “O sei daltonico o hai la TV in B/n 🤣”. E il luminare: “Schiroli, sono allo stadio e sono oculista. So bene di cosa sto parlando. E se li guardi nei piazzati vedrai che per i compagni può essere difficile riconoscersi. Se poi mettiamo che nella visione periferica la percezione dei colori precipita, mi sento di affermare che è una c*** mondiale”. Per poi aggiungere: “Tra i 40 partecipanti alla partita, effettivi e potenziali, tutti maschi, la possibilità che ci sia per davvero un daltonico, più o meno profondo, vedrebbe tutti con la casacca nera…”. E infine: “Schiro ti faccio fare per il futuro un esperimento: al semaforo, in attesa che arrivi il verde, guarda avanti e cerca di riconoscere con sicurezza tra rosso verde. E dire che sono bene diversi…”.

Ma che quella di ieri, come poi avrei abbondantemente sottolineato durante la diretta fiume dei Commenti post gara sul canale YouTube Stadio Tardini, non fosse la giornata giusta per spianare la nuova casacca, non lo era solo per un evidente dispregio dell’armocromia, quanto per il totale menefreghismo – alla Marchese del Grillo, come lo avrebbe azzeccatamente definito Leonardo Gabelli di Sport Parma ai nostri microfoni –  mostrato dalla dirigenza del club alle istanze dei Boys.

Andiamo bene se è questa la risposta a quei ragazzi che avevano appena finito di scrivere apertamente di tavolo di confronto svanito, di dialogo spento, decisioni prese altrove senza ascolto e senza rispetto per chi sostiene questa squadra ovunque. Su quest’ultimo punto (sostenere ovunque) si potrebbe eccepire, giacché, tante volte, e sempre più spesso, l’amore per la squadra è stato messo in secondo piano rispetto alla fedeltà alla mentalità ultrà (vedi l’altro casus belli per la defezione, peraltro già da loro programmata ad Andiamo al Parma, ossia lo stand della Stradale), o campagne di bandiera, tipo quella (lodevole, per carità) richiedente prezzi popolari calmierati, motivo per cui hanno evitato di andare ad ingrassare le casse della Juve, con il costo del ticket attorno a 40 euro…

La locandina sopra, evidenzia la firma congiunta di Boys e CCPC: il richiamo a gremire il sagrato di Piazzale Risorgimento per ieri alle 13 per accogliere con calore la squadra al suo arrivo in pullman, mi pare di capire che l’organizzazione fosse dei soli ultras, vivendo il Coordinamento momenti d’inquietudine dopo la vicenda dei bar passati alla Doppio Malto. In effetti non mi pare di aver scorto affiliati al CCPC, men che meno Manfredini, le cui presenze al suo posto (in pettorina di fianco alle panchine) si son nel tempo diradate dopo il fattaccio: ieri a presidiare quella zona c’era il suo storico vice Bia.

Come già per il noto Patto della salamella, a suo tempo proposto da Chivu, non sono stati in molti ad aderire all’invito: non ho sentito, al riguardo, né gli organizzatori, né la questura, ma, ad occhio, non credo si andasse oltre i 200 partecipanti, non tantissimi, indubbiamente, ma all’ora di pranzo a Parma si preferisce stare coi piedi sotto la tavola: quelli nell’enclave del Petitot possono ottimizzare, degustando i piatti sfornati da Marchinetti (“non mollare…”) sulla terrazza pronti a farsi sentire al passaggio dei torpedoni: fischi per quello rosso fiammante del Monza (che aveva trascorso la notte in un noto hotel sotto la Stazione Ferroviaria), arrivato con abbondante anticipo (poco dopo le 13.15) e cori d’incitamento per quello ducale.

Il tutto lo si è potuto vivere live nella nostra diretta streaming di Anteprima Parma-Monza, per l’occasione anticipata alle ore 13, in coincidenza con l’orario di raduno proposto dai Boys. Oltre ad aver documentato l’arrivo delle due corriere, abbiamo avuto – dai potenti altoparlanti del Petitot – l’accompagnamento audio in sottofondo, o forse in soprafondo, per l’intera durata del nostro talk in piedi, che spaziava da Un’avventura di Battisti fino alla Marciale trionfale dell’Aida e all’inno Forza Parma, che erano spariti, questi ultimi due, dal palinsesto ufficiale di Parma-Cagliari, stravolto per rendere il doveroso omaggio allo scomparso storico “cassiere” Corrado Sani.

Il sistema di amplificazione del Tardini, che in occasione della prima giornata di Campionato avrebbe diffuso un dis-apprezzamento nei confronti di Pontus Almqvist (il quale pur essendo ritenuto un brut zugador, genera sempre scompiglio, appena inserito in campo, nelle retroguardie avversarie, e anche ieri si è confermato…), stavolta – e l’ho percepito anch’io dalla mia postazione in tribuna stampa laterale (affacciata sul manto verde dell’Ennio, con invidiabile vista) – è stata oggetto di cacofoniche interferenze, che sembrava arrivassero dallo spazio, non facilmente intellegibili, al di là del lessema Monza. Ho incrociato Ampollini all’uscita che mi ha chiesto se le avessi sentite, specificando che lui non c’entrava nulla…

Non aveva bisogno di microfoni ed amplificazione il dissenso della Curva Nord in occasione di Parma-Cremonese 0-2, costata – martedì scorso 1° settembre 2026, l’eliminazione dei ducali dalla Coppa Italia – con sonore bordate di fischi ed il coro “Fuori le palle”, replicati, paro paro, all’intervallo di ieri, domenica 6 settembre 2026, allorquando i rosanero sono tornati negli spogliatoi sotto di un gol, quello siglato da Mister Robinson.

Anche al triplice fischio finale, sebbene ridotti, si sarebbero potuto ascoltare ancora dei fischi, ma più significativo – sebbene coperto dalla colonna sonora – il dissenso verso la maglia cracoliciana, con esposizione del cartello che la barrava con una X rossa, e soprattutto i cori: “Questa maglia non ci appartiene”. 

La protesta dei Boys, riportata oggi, lunedì 7 settembre 2026, con un misero trafiletto dalla Gazzetta di Parma, in passato, specie attraverso la penna amica di Sandro Piovani, beneficiari di maggiori spazi (ma non certo stavolta che nel mirino c’era la Società)…

 

… ha travalicato i nostri confini, arrivando sino sulle pagine del sito specializzato Footy Headlines (abituale nostra preziosa fonte per ghiotte anticipazioni sul territorio, in materia di maglie, come lo era stato per l’anticipazione dell’alveare ex Buffon rilanciato da Puma per tutti gli estremi difensori del loro network tecnico in questa stagione) che ha dedicato un post intitolato “Rispettate la nostra storia”: gli ultras del Parma contestano la nuova terza maglia nero-rosa con una coreografia allo stadio.

“I tifosi del Parma hanno espresso in modo inequivocabile il proprio disappunto per la terza maglia del club (stagione 2026-27), dando vita a una protesta coreografica prima della partita di Serie A contro il Monza allo stadio Ennio Tardini. Presentata da Puma solo pochi giorni prima e fatta debuttare in casa – una scelta giudicata inappropriata –, la divisa presenta una base interamente nera abbinata a vivaci dettagli color rosa corallo neon.

Prima del fischio d’inizio, la Curva Nord ha srotolato un grande striscione sulla tribuna con la scritta: “La maglia del Parma simbolo di passione, amore e gloria, rispettate la nostra storia”. Sopra lo striscione, i tifosi hanno esposto diverse maglie classiche del Parma che omaggiavano l’iconica croce nera e le strisce gialloblu del club, in netto contrasto con una grande grafica della nuova terza maglia, nera e rosa, su cui era stampata un’enfasi a forma di X rossa. La manifestazione ha trovato eco tra i gruppi di tifosi, con il messaggio chiaro che “questa maglia non ci appartiene”.

Footy Headlines rimarca anche: “La divisa non tradizionale è stata indossata nelle partite casalinghe: un’abitudine molto amata dalle squadre italiane, ma vietata in alcuni campionati”. Tra l’altro, l’attuale SLO del Parma Calcio, Giuseppe Squarcia, quando anni fa era tenutario del sito Settore Crociato, aggiornava una classifica di utilizzo delle casacche da parte delle squadre italiane, bacchettando quelle che in casa non schieravano, come da circolare, la prima divisa (nel nostro caso la Crociata). Chissà cosa pensa ora di questo tourbillon…

Comunque anche altre pagine social hanno dato evidenza a questo caso, come Mondo degli Ultras (sopra) e quelle più specificatamente locali tipo il (ben alimentato) Parma Zone…

…oppure Around Parma che non esita a scrivere: “E’ una maglia orribile: l’unica cosa nostra è lo stemma, i colori sono quelli del Palermo. Sembrava un Palermo-Monza oggi. Spero di non rivedere più questa maglia”.

Controtendenza a questo generalizzato dissenso, e non poteva essere diversamente, Luca Ampollini, che una volta ufficializzato dal club il Third Kit aveva postato il proprio endorsment, nota garanzia di successo: “Spettacolo puro”, con cuoricino rosso e, a far da contraltare, con gli imbarazzante o inguardabile dei suoi followers...

Del resto, però, il noto influencer, è un amante dello shocking pink, nato nel 1937, anno in cui Elsa Schiaparelli lanciò il profumo Shocking de Schiaparelli, la cui bottiglia (creata dalla scultrice Leonor Fini) aveva la forma del corpo dell’attrice Mae West. La confezione esterna era del colore che sarebbe diventato uno dei simboli della maison, appunto il rosa shocking.

Curioso che nel Parma la brand manager (o director), Eva Visentin, cui si deve (ovviamente con l’avallo del Grande Capo, o Uomo solo al comando), l’idea di questa terza divisa che ha fatto indubbiamente parlare molto di sé (Ampollini ed io siano cultori del purché se ne parli…), abbia a propria volta promosso l’identità olfattiva del club, attraverso una fragranza pensata per caratterizzare le aree hospitality dello Stadio “Ennio Tardini”: una composizione che unisce freschezza, eleganza e intensità: accordi agrumati e floreali che si fondono con un fondo legnoso e aromatico, dando vita a una firma olfattiva riconoscibile e identitaria.

Identitaria? C’è forse la Violetta di Parma? No, no: “Le note di testa di bergamotto, arancio e limone esprimono energia, luminosità e slancio; il cuore floreale di rosa e iris richiama passione e sicurezza; il fondo fougère, arricchito da sfumature legnose e dal cuoio, conferisce struttura, carattere e profondità. Il vetiver, con il suo sentore di terra, aggiunge una dimensione di solidità e radicamento, evocando forza spirituale ed emotiva. Anche nella piramide olfattiva si ritrovano simbolicamente i colori del Club: il giallo nelle vibrazioni agrumate e brillanti delle note di testa, il blu nella profondità elegante e avvolgente dell’iris. Un tocco distintivo che contribuisce a rendere l’atmosfera del Tardini ancora più iconica, immersiva e coerente con l’identità di Parma Calcio”.

Lasema ster: se questa è l’identità parmigiana che negli uffici di Collecchio pensano di contrabbandarci, non possiamo che, per l’ennesima volta, ribadire gli elementi ritenuti fondamentali dal compianto Prof. Zannoni per garantire il radicamento di una squadra nel territorio e fra la tifoseria: i colori sociali, la maglia e talvolta anche lo stadio e l’inno. Visto che a Parma li abbiamo tutti quanti, teniamoceli stretti.

Quante volte lo abbiamo appuntato su queste colonne? Ma anche gli stessi Boys glielo avevano già lenzuolato… Ma, appunto, alla Marchese del Grillo, chisse frega del popolino… E allora piantiamola anche con la finta ricerca del consenso e del supporto (specie nelle difficoltà, perché quando si va a gonfie vele, tronfi, gonfiano ancor di più il petto…) e con lo storytelling della grande famiglia allargata, che poi appena uno va via…

 

Il nostro Luca Casoni ci ha fatto pervenire un collage con una serie di “maglie strane” sfoggiate in questi anni dal Parma Calcio, senza che ci fossero stati moti di piazza come quelli delle ultime ore, cagionati, lo voglio sottolineare ancora una volta, da altre motivi.

In particolare la tinta rosa, o fuxia, aveva già fatto la sua apparizione in epoca Krause, nella stagione 2022-23, quando lo sponsor tecnico era ancora Erreà, prima del doloroso divorzio con 1.400.000 andati in fumo per la causa persa, quella tinta era predominante sul terzo kit maschile, e, per contrappasso, sul terzo kit femminile, era, invece, azzurro. Tutto molto fluido… All’epoca, quella divisa, su base blu scuro proponeva un motivo a righe ed ampie bande diagonali fucsia composte da originali striature del medesimo colore. Le bande – scriveva al tempo la nota del club – si distinguono per una nuova sensazione di movimento, creando una sorta di immaginaria ulteriore energia per i calciatori in campo. Nessuno aveva avuto da eccepire allora. Anzi, erano state accolte con simpatia: ma erano altri tempi e si era nel pieno di quel dialogo che ora i Boys sostengono essersi interrotto. Ma se tutto, in quel periodo, veniva condiviso con la tifoseria, anche la scelta di quel fucsia che ora non va più bene?

Avevo già accennato, sabato scorso, all’autogol Agnelli: ossia la scelta di non mantenere privata, ma rendere pubblica, la visita di cortesia ai vecchi amici ex bianconeri ora di stanza qua, di Andrea accolto con tutti gli onori a Collecchio. Tra le varie autoreti che stanno caratterizzando questo inizio di stagione annovererei anche la risposta in prima persona del presidente Kyle Krause (in lingua italiana!) al rappresentante dei Vecchi Inutili, che aveva postato su LinkedIn le sue considerazioni sulle Women che dovrebbero essere considerate alla stregua dei Men del Parma Calcio.

Il ragionamento potrebbe anche filare, ma vi pare il caso di tirarlo a mano in un momento di storica e grave rottura tra tifo organizzato e club e con tutta la Comunità per lo meno preoccupata per il pessimo avvio di stagione? Non nascondiamoci dietro a un dito: alla maggior parte dei tifosi Crociati, saranno anche retrogradi o patriarchi, ma della femminile impipa nulla, specie se calata dall’alto in modo dirigistico. Insomma: così facendo si inaspriscono ulteriormente gli animi, sortendo l’effetto opposto, ossia quello di rendere antipatiche le nostre portacolori donne e la figura di un patron percepito sempre più lontano, visto che pare proprio non avere altri pensieri che per la sua ossessione – non condivisa – per il calcio women, non intervenendo mai su quello men che resta, volente o nolente, il core business, almeno per il volume d’affari che genera.

Lodevole, la sfilata all’intervallo – mentre azzannavo la crostata all’albicocca gentilmente offerta dal self service della Comunità di Sant’Egidio (causa l’orario non ho fatto la consueta verifica qualità della focaccia) – degli atleti del Parma Baseball, neo vincitori del proprio 12° scudetto. Indubbiamente meglio questo tributo pubblico, davanti ai quasi 15.000 presenti, rispetto all’idea inizialmente ventilata di un qualcosa di più riservato dinnanzi al Museo Ceresini.

In questo caso la Comunità Crociata è stata ascoltata, dal momento che a caldo erano arrivati sproni ad invitare i neocampioni d’Italia postati via social da tifosi Vip quali Crociato 63 o Cesare Frambati.

Importante anche la presenza, sia pure limitata al COO Stefano Perrone, allo SLO Giuseppe Squarcia e per le Legends Gigi Apolloni ed il presidente Paolo Benecchi all’iniziativa del Comune di Parma con la pulizia di strada del Traglione per ricordare, davanti al cippo, nel giorno del suo compleanno, il piccolo Tommaso Onofri, con la consegna alla madre Paola della Maglia Crociata a lui dedicata.  Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

14 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / ROSA SHOCKING”

  • Rosa Palermo….a proposito Strefezza altro gol contro la Samp

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    • Assolutamente si. Non andava perso a nessun costo. Era ancora giovane e con lui la squadra giocava a meraviglia. È stata follia pura. Non è da B assolutamente

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    • Una maglia vergognosa, poteva metterla il Palermo, non. Oi. Vedrete Krause sostituirà questa maglia con una che richiamerà i colori della ScoReggiana

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  • ForzaParma

    Direttore…ha letto le recenti dichiarazioni di Buffon? Secondo lei potrebbe tornare a Parma?

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      • Buffon lo prenderei a occhi chiusi.
        In società sarebbe l’ unico che di calcio se ne intende ma Krause non lo prenderà mai.
        Buffon non sa dire SIGNORNO’

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  • Veeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh Stefrezza?????ahahahahahahahhaha ma non è mica Maradona veeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhb questa socieà vehhhhhh glielo paghi te lo stipendio????Se vendono giocatori a 80 milioni vehhhhhhhhhhh la qualità il progetto ahahahahahhahaha abbiamo Konate e Frigan veh cosa vuoi anche la pensione????? Non siamo mica il Como vehhhhh ahahahahah Bernabè veh Momo Notari il progetto

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    • Avevamo Strefezza e lo abbiamo regalato al Palermo.
      Si vede non sapeva l’inglese

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  • Questo qui (KK) arriva a casa nostra a dirci di tifare le woman….ma io vado a casa sua a dirgli di guardare il basket o il football femminile? Stessa presunzione del SUO presidente…Trump!
    Vorrebbe ampliare i nostri interessi ( calcistici) per incrementare i suoi interessi (economici). Non gli interessa minimamente di come gratificare i tifosi, per lui siamo solo una fonte da cui attingere.
    E cmq, piuttosto, vado a vedere la primavera….

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    • L: hai capito finalmente Matteo
      Lo scopo di Krause è lucrare facendo plusvalenze indebolendo in modo folle il Parma e ingrossando a dismisura il suo conto in banca
      Voi direte “e il Parma?”
      E io rispondo
      Del Parma se ne frega

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