IL GRAFFIO DEL LEONE / RIFLESSIONI IN RIVA AL LAGO
(Markness) – Un Como, appesantito dalle fatiche di Champions, e con le “seconde linee” in campo, domina completamente il Parma e porta a casa con semplicità i tre punti. Il 72% di possesso palla dei lariani, alla fine del primo tempo, dice tutto e forse di più, sulla dinamica della partita, che non ha mai dato l’impressione potesse veramente girare in altro modo. Troppo poco quello che è riuscito a produrre il Parma che, un po’ per la consistenza del Como e un po’ per i suoi problemi di fondo, ha prodotto, come al solito, davvero troppo poco per sperare di cambiare il corso della gara.
Era difficile attenderci qualcosa di molto diverso: questo Parma continua ad assomigliare molto più ad una squadra alle prime sgambate estive che ad una formazione di Serie A.
Un allenatore che ad ogni partita alterna moduli e uomini, alla continua ricerca di una quadra che latita ancora ad arrivare ed una squadra che, per mille motivi, ognuno valido, presenta troppe incognite, con una condizione di forma generale che appare molto in ritardo rispetto al livello medio del campionato, ed un livello tecnico complessivo davvero, ma davvero, inferiore alla media del torneo.
Analizzando i singoli, tra i migliori ieri, almeno guardando in prospettiva, segnalerei Diego Carlos e Sierro, che nonostante un livello di forma ancora scadente ed un assemblamento con la squadra ancora da raffinare, dimostrano di essere dei giocatori su cui puntare per forgiare il carattere della squadra. Indubbiamente il migliore dei Crociati è Romero che ha trovato, nel finale, anche il suo primo gol “italiano”, con la speranza che ne seguano al più presto molti altri.
Tra i peggiori invece, non si può non segnalare la prestazione dei due laterali, Britschgi e Valeri, pedine assolutamente fondamentali se si vuole applicare uno schieramento a 3 dietro e che per l’ennesima volta, dimostrano di non essere all’altezza della Serie A. Tecnicamente scarsi ed incapaci a saltare l’avversario o a creare una vera occasione da rete per gli attaccanti.
La mancanza di alternative in rosa è, a mio avviso, il principale limite di questo Parma che, colpevolmente, in sede di mercato non è stato in grado di trovare uno straccio di alternativa all’altezza, quando, ricordiamo, perfino Hainault, troppo frettolosamente ceduto al Venezia, sarebbe stato tanta roba al confronto…
Impalbabili anche i vari Elphege, Traoré e Frigan, che oltre che visibilmente fuori condizione, appaiono anche spaesati, come se non avessero un’idea precisa di come muoversi in campo.
Purtroppo, anche quest’anno il Parma impiegherà molto tempo a trovare la propria identità e bisognerà attendere almeno dopo la sosta, per iniziare a vedere (forse) qualche progresso.
Dispiace che anziché partire dalle basi consolidate sul finire dello scorso anno, si sia sprecata tutta l’estate per costruire una squadra che, ad oggi, non ha né capo né coda, con i ruoli fondamentali occupati da giocatori che o sono fuori condizione perché arrivati alla fine (o addirittura dopo) del mercato, o sono tecnicamente mediocri come il caso dei due laterali.
Il campionato è ancora all’inizio e la lunga sosta alle porte, potrà sicuramente far bene e cambiare leggermente gli equilibri, ma l’impressione è che sarà un campionato difficile, dove salvarsi all’ultima giornata con un punto in più della terz’ultima, appare essere l’unico reale obiettivo perseguibile.
Chissà se Krause, passeggiando sulla riva del lago di Como, avrà pensato a come gli indonesiani, con gli stessi investimenti (più o meno) e lo stesso tempo, siano riusciti a creare un gioiello di squadra, ammirata in tutta Europa, mentre lui non è stato in grado di raggiungere nessuno degli obiettivi prefissati al suo arrivo e dopo sei anni, deve ancora capire, come tutti noi del resto, cosa ci sia entrato a fare nel mondo del calcio… Markness
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I tabaccai hanno obiettivi sportivi e ambizioni sportive. Il gambe storte ha obiettivi diversi, ambizioni e obiettivi sportivi non sono assolutamente tra le sue priorità oltre ad essere senza soldi. Sarebbe ora che chi ha cuore questa maglia si svegliasse e si iniziasse una protesta sullo stile Lazio Lotito.
Ma qualcuno dei pro plus si è reso conto di che cesso sia Bruschi?Preso dopo 2 partite nel Lucerna con la speranza di lucrare sulla rivendita, giocatore che in serie C se ne trovano 23 migliori, per non parlare di Nesta, Frigan, Ondreica, Ordognes, grami presi solo per sperare di lucrare con Stefrezza lasaciato al Palermo. Questo tè Kraus e finchè c’è Kraus il “consolidamento” non cin sarà mai. Sveglia!!!!!!!
Tet per grossi…
Il problema vero non è neppure che Brischi sia scarso o meno, ma la mancanza di pianificazione su un ruolo così fondamentale come quello dell’esterno in un 3-5-2.
L’acquisto di un giovane come lui, a basso costo, fa parte della politica societaria e ci può stare.
Ma la cosa grave è il non comprendere la necessità di affiancare il ragazzo con un altro giocatore, magari più esperto o comunque in grado di rappresentare una alternativa valida nel ruolo.
La stessa cosa poi, è stata fatta anche a sinistra dove a parte Valeri, che in ogni caso ha diversi limiti, non ha nessuno, valido, che si possa alternare a lui anche a partita in corso.
Il non avere spessore tecnico e neppure alternanza numerica sulle fasce, all’interno di un 3-5-2 o altri moduli simili, la ritengo una grave colpa di Cherubini e di tutto lo staff deputato alla costruzione della rosa.
Dover rimpiangere perfino un elemento come Hainault, lasciato partire per due spiccioli e che oggi sarebbe titolare indiscutibile di questa squadra, perché in due anni non sei stato capace di trovare un sostituto degno, la dice lunga sulle qualità dello scouting di questo Parma e sulla gestione generale della parte sportiva del club.
Sbaglio o all’inizio di questa gestione societaria queste cose venivano fatte (es. Ansaldi e Di Chiara)? Cosa è cambiato? Secondo me che il progetto tecnico non è più una priorità.
C’è stato un cross ieri di Bruschi talmente inguardabile che sono robe che non si vedono nemmeno negli amatori. È incredibile come cessi del genere calchino comunque i campi della serie A
Fra l’altro era da solo e libero di calciare in superiorità numerica
Concordo su tutto, in altro commento sotto un altro articolo mi pongo più o meno le stesse domande. Non esiste una formazione titolare, ne una disposizione classica. Ad ogni partita gli interpreti cambiano continuamente ed anche le loro posizioni in campo. In 4 partite Cuesta ha già impiegato una ventina di giocatori disponendoli una volta di qua e una volta di la. Hanno giocato praticamente tutti (pure Diallo, Drobnic, Konate). Mi chiedo se la conferma a “certe condizioni” non abbia finito per rimbabire il mister.
I limiti di Britschgi e Valeri erano noti, la società evidentemente sperava che potessero essere colmati in un’estate per via di qualche congiunzione astrale epocale. Arrivare quart’ultimi è il solo realistico obiettivo di questa stagione e per riuscire a farlo ci sarà da investire cifre importanti nel mercato di riparazione.
Li tiri fuori te vehhhhh i soldi a gennaio???? Non siamo mica il Como veeeeeehhhh autostenibilità il progetto mamo Notari questa società loro essi lo avevano in mano non è alla nostra portata
Qualsiasi persona con un minimo di conoscenza calcistica avrebbe fatto risparmiare un sacco di soldi alla società nel mercato estivo del 2025, visto come hanno reso e stanno rendendo gli acquisti più importanti fatti in quella sessione…
Non ce ne sarebbe bisogno
Effettivamente, con i soldi degli acquisti di Ordonez, Sorensen e Ndyaie ci prendevi mezzo centrocampo del Como.
Ma occorre dire anche che i giocatori vanno scelti e fatti giocare all’interno di un progetto tattico chiaro, definito e a cui va data continuità.
A Parma, sono anni che vediamo solo confusione e scelte che sembrano fatte a caso o comunque senza un filo logico razionale.
Questo secondo anno, doveva essere l’opportunità di consolidare una determinata identità, che bella o brutta che sia, aveva forgiato una anima alla squadra.
A me sarebbe bastato proseguire su quella linea e coprire i buchi manifestati lo scorso anno.
E invece no, ancora una volta, ci si è mossi sul mercato in una maniera poco razionale e con scelte quanto meno discutibili che non si capisce dove dovrebbero portare.
Così parlare di progetti sportivi, seppure a lungo termine, è davvero difficile, perchè non si capisce dove si vuole arrivare, e il rischio è che non lo capiamo noi, ma non lo sanno neppure loro.
Cuesta ha detto che i primi 10 minuti abbiamo giocato bene, poi ci hanno dominato. Io sono a posto così…
Gineprio