KK FASHION
(Gmajo) – I detrattori di Kyle Krause, in giro per il web e non solo (non è facile per nessuno avere un consenso di stampo coreano, immaginarsi quando si chiudono i rubinetti…) gli hanno affibbiato il nomignolo “Monogiacca”, traendo ispirazione dal fatto che, a loro dire, manco fosse un Manenti qualsiasi, avrebbe un unico capo spalla da sfoggiare.
Ovviamente, il possidente, magari similari tra loro, ma di indumenti ne possiede a bizzeffe: che poi non soddisfino il gusto estetico dei raffinati denigratori alle nostre latitudini è un altro discorso…
Io, che cerco sempre di mantenere una certa obiettività, credo che l’abbigliamento di KK, con il passare degli anni, sia indubbiamente migliorato e già in altre occasioni avevo accennato che dietro questa positiva metamorfosi potesse celarsi il noto imprenditore Brunello Cucinelli, titolare dell’omonima casa di moda, nota per la produzione di maglieria pregiata in cashmere, nata e sviluppatasi nel borgo medioevale di Solomeo che ospita il Trofeo dell’Armonia Sportiva, con annesso l’European Golden Boy promosso da Tuttosport, eventi frequentati dallo stesso Krause e da Cherubini, tanto che a giugno 2024 avevo vaticinato che l’Umbria potesse essere galeotta per lo sbocciare di un ingresso in società di quello che fino a quel momento e per qualche mese dopo ancora era solo un consiliore, ossia uno di quei privilegiati che gli sussuranno all’orecchio.
Ora, a confermare il mio pensiero che Cucinelli possa essere una sorta d’image consultant de Krause, è lo stesso Kyle, il quale, conversando con Diana Budds, scrittrice di Fast Company, rivista economica statunitense pubblicata su stampa e online che si occupa di tecnologia, business e design (nel 2014 nominata “Rivista dell’Anno” dall’American Society of Magazine Editors), ha riferito della sua stima per Brunello Cucinelli: “non solo il brand, ma Brunello come persona. Lo conosco e ammiro il modo in cui ha trasformato il “Capitalismo Umanistico” da filosofia a modello di business concreto: profitto equo, crescita armoniosa, dignità morale ed economica nel lavoro, rispetto per il creato e la responsabilità di restituire valore al territorio, rendendo i luoghi più belli”.
La valutazione, sul piano umano di Cucinelli, espressa dal founder di Krause Group, è diametralmente opposta a quella di Selvaggia Lucarelli, giornalista e scrittrice nota per il suo stile caustico e per le sue posizioni sovente divisivem che a febbraio di quest’anno, in un articolo apparso su Substack.com aveva scritto del lato oscuro suo e della sua azienda, riferendo di sfuriate, bestemmie, divieti di saluto, di dipendenti-camerieri, ossessione per l’estetica, orari diversi da quelli raccontati, dopo aver raccolto le testimonianze di dipendenti ed ex dipendenti. Secondo KK, invece, i capi sono eccezionali, ma è la sua convinzione che un’impresa possa essere al contempo di grande successo e profondamente umana a rendere questo marchio così importante per me.
Ai parmigiani snob che irridono il look de Krause, suonerà davvero curioso apprendere quanto rivelato dalla giornalista Diana Budds (di stanza a New York, interessata a come il design racconti storie di cultura, politica e storia) nel suo articolo pubblicato mercoledì 23 settembre 2026, che già nel titolo strilla: “Kyle Krause conosce il valore di un buon sarto. Il CEO di Krause Group è tra i manager più eleganti del 2026 secondo Fast Company”. Per il rinomato magazine, “Nel corso degli anni, Krause – oggi sessantatreenne – si è guadagnato la fama di uomo tra i più eleganti del mondo degli affari”. E che non ci sia qualche bontempone che aggiunga: chissà gli altri…
Il 2 agosto 2026, il collettivo canaglie Artillo dell’Armadillo, aveva chiosato il carousel de qualità della sempre più Divina, la Presidentessa Helen Aboah, la quale, sul social del lavoro, ha spiegato alle amiche e ai lettori che gli stessi abiti che sfoggiava prima, quando lavorava nel mondo della moda, del lusso e della bellezza, van bene anche ora che si occupa di sport, vino e investimenti. Davvero interessante…
Il founder, tuttavia, non ha voluto certo esser da meno della sua President e Ceo piglia tutto, sicché, nella chiacchierata con Diana Budds, non si è risparmiato dal raccontare il suo rapporto nel tempo con il vestiario: «Ciò che indosso non è poi così diverso da quello che avrei messo dieci anni fa», afferma, ricordando di aver seguito con attenzione riviste come GQ ed Esquire quando era più giovane e stava definendo il proprio stile. «Personalmente, preferisco essere leggermente troppo elegante piuttosto che troppo trasandato», aggiunge. «Una giacca la si può sempre togliere, ma è difficile indossarla se non è adatta all’occasione.»
Annotiamo, dunque, che a KK piaccia più essere troppo elegante, piuttosto che troppo trasandato, anche se, mantenendo un approccio pragmatico e tipico del Midwest nella scelta del vestiario afferma: “Deve essere funzionale”. “Funzionale”, aggettivo che – come sa chi mi segue con attenzioni nei miei scritti o anche nelle dirette streaming sul nostro canale YouTube – a me piace parecchio. specie se contrapposto alla qualità tout court che piace tanto ai cronisti e ai tifosi se abbinato ai calciatori della propria squadra del cuore. Per me, invece, appunto, è più importante la loro funzionalità, ossia che un singolo, magari non eccelso come altri nelle qualità individuali, faccia rendere al meglio l’insieme, in modo utile e pratico. In una sola frase, comunque, Krause sintetizza così il suo stile qui da noi non forse del tutto compreso: “Contemporaneo, non alla moda; rilassato, non informale; distintivo, non appariscente”.
E’ stato lo stesso Kyle, in un post su LinkedIn, ad allargare all’intero globo terraqueo l’articolo di moda a lui dedicato da Fast Company, spoilerandone parte dei contenuti, tra cui quello che più gli è piaciuto: condividere perché indosso ancora l’orologio di mio padre, spiegando che qualunque cosa i miei nipoti mi chiedano di indossare si adatterà sempre allo stile di Nonno. L’orologio del padre, dunque: “Indossava un Rolex d’oro che aveva acquistato probabilmente cinquant’anni fa; è venuto a mancare tredici anni fa. Il mio stile è piuttosto diverso dal suo, ma per quell’orologio non è una questione di stile: è una questione legata a lui. Ha un valore affettivo che nessun orologio nuovo potrebbe sostituire. Lo indosso quando voglio che mio padre sia presente a un evento o a un’esperienza particolare. Due mesi fa c’è stato il battesimo di mio nipote e ho voluto assolutamente indossarlo per l’occasione. E lo stesso vale per la Festa del Papà o ricorrenze simili”.
Durante la videocall, collegato dal suo appartamento di Parma, invece, Kyle “al polso – racconta Diana Budds – porta un orologio Patek da viaggio con funzione doppio fuso orario e cinturino in pelle marrone”, indossa una giacca sportiva in lino blu navy con un discreto motivo a quadri, una camicia di lino, pantaloni color pietra (“Li definirei pantaloni ‘alla JFK’”, afferma) e un paio di mocassini da guida. “Per i miei standard, sono vestito in modo molto normale”. E aggiunge: “Al di là dell’abbigliamento, uso Acqua di Parma da oltre trent’anni, molto prima di acquistare il Parma Calcio. Trovo affascinante questa coincidenza”.
Pur avendo alienato quel vero e proprio ciclostile di denaro rappresentato da Kum & Go, la storica azienda di famiglia che ha dismesso nel 2023, rimangono molteplici gli interessi di Krause in variegati campi e la curiosa giornalista statunitense, gli domanda quali abiti sceglie per ogni occasione: “Per una riunione importante, di solito una giacca morbida e ben tagliata, una camicia con il colletto aperto, pantaloni e scarpe adatte al contesto. Scelgo il mio abbigliamento per sentirmi bene con me stesso: questo mi permette di affrontare la riunione con sicurezza, a mio agio e concentrato”. Sebbene abbia iniziato la sua carriera in un’epoca in cui giacca e cravatta erano d’obbligo – riferisce Budds –, ha costruito il proprio guardaroba sovrapponendo capi maschili classici, ma di taglio più informale. Di tanto in tanto, Krause indossa una cravatta per le occasioni più formali e, quando si trova in Italia, tiene in auto un paio di scarpe da trekking Roa, nel caso in cui la giornata preveda una visita ai suoi vigneti. Ma, a prescindere dal capo scelto, la qualità sartoriale rimane una costante. “Compensa il mio aspetto”, scherza.
Kyle sceglie nel dì di festa come abbigliarsi nei giorni feriali seguenti: “Ci penso la domenica. Valuto dove dovrò andare, cosa farò e quali sono le esigenze dei vari contesti, e organizzo il guardaroba della settimana di conseguenza. Una volta iniziata la settimana, voglio concentrarmi sulla giornata che mi aspetta, non dover decidere cosa indossare”. Il miglior consiglio di stile che abbia mai ricevuto è: “Non confondere la formalità con lo stile. I capi migliori sono quelli che ti fanno sentire te stesso, pur rimanendo adatti all’occasione”. Mentre quelli che dà lui: “Curare la vestibilità. Una semplice modifica sartoriale può fare più differenza della marca, e i vestiti devono comunque rispecchiare la tua personalità; per gli acquisti puntare sulla qualità, non sulle mode del momento. Io cerco capi che possano durare anni, ma lo stile non deve mai diventare così serio da ostacolare ciò che conta davvero. Se uno dei miei nipoti mi porge qualcosa da indossare, io lo metto. Magari non sarà in linea con l’outfit, ma rispecchia perfettamente lo stile di “Nonno”. KK Fashion. Gabriele Majo
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
UMBRIA GALEOTTA: KRAUSE RIVEDE CHERUBINI…
L’AMORE DI KRAUSE PER CHERUBINI, L’INVENTORE DELLA NEXT GEN, SECONDO SCHIRA
LA STRAORDINARIA STORIA DI CARLOS CUESTA (VIDEO)
NELLA TANA DEL PONGONAZZO: CUESTA PASSA IN SOCIETÀ
SE CHERUBINI SMENTISCE CUESTA (ED ELOGIA GASP)…
CHERUBINI E LE MOTIVAZIONI DI CUESTA
SE CHERUBINI SMENTISCE CUESTA (ED ELOGIA GASP)…
CHERUBINI E LE MOTIVAZIONI DI CUESTA
TUTTI I SEGRETI DE KRAUSE GROUP SVELATI DA GIULIA BETTAGNO ALL’ARENA
LA CAPA DEI CAPI “SI BEVE” LA HEAD OF WINE: GIULIA BETTAGNO IN USCITA DA KG E INTANTO MUNN…
HELEN IMMORTALA KYLE A MONOCLE. LA CAPA DEI CAPI A VINITALY. PETTINA’ E IL NEW TARDINI
ABOAH ROOTS, LE RADICI DELLA CAPA DEI CAPI
LA LEADERSHIP FORTE E LA GOVERNANCE SOLIDA SECONDO KRAUSE
KRAUSE PARTECIPA AL WORLD ECONOMIC FORUM E DEBUTTA SU LINKEDIN
KRAUSE GROUP, CON KYLE A DAVOS ANCHE LA CAPA DEI CAPI. PORTE GIREVOLI: OUT LA LEADER COMUNICAZIONE
DA LINKEDIN IL DISCORSO D’INSEDIAMENTO DELLA CAPA DEI CAPI (CHE CITA PER PRIMO IL PARMA)
DIARIO CROCIATO / LUNCH MATCH E SERAFINO LOUNGE CON KRAUSE
KRAUSE PRESENTE. E ANCHE LA CAPA DEI CAPI…
PARMA, RIVOLUZIONE GOVERNANCE: ESCE MARTINES, ENTRA CHERUBINI (COME AD)
ED ECCO A VOI LA CAPA DEI CAPI…
GRUPPO KRAUSE, ARRIVA HELEN ABOAH: LA CAPA DEI CAPI
GRUPPO KRAUSE, LA PROSSIMA PRESIDENTE HELEN ABOAH E IL CONSIGLIERE CHERUBINI
LEGGETE E DIFFONDETE
Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo













