mercoledì, Ottobre 14, 2026
L'ìnsostenibile leggerezza del palloneNews

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA… / DUE GOL NATI DA MOVIMENTI SIMILI NON CASUALI

(Luca Tegoni) – Se il Genoa non avesse segnato il goal del pareggio, non avremmo visto il Parma combattere come da molto tempo non succedeva.
Parma e Genoa è stata una partita scialba che nessuna delle due squadre voleva perdere e che tutte e due hanno faticato a voler vincere. E’ comunque da rimarcare come i due goal Crociati nascano da movimenti molto simili e non casuali con due diverse coppie di attaccanti. Un evento, direi, nel percorso evoluzionistico di Carlos Cuesta Garcia che con ogni probabilità rimane ben saldo sulla punta del badile decisamente in equilibrio su un angolo piatto e non più su un piano tendenzialmente inclinato.

A parte i due goal, il Parma si dimostra la solita squadra con poche idee e poco ritmo. Bene, come dicevo, la scossa caratteriale che, soprattutto dopo il secondo vantaggio con Almqvist, ha garantito al Parma di concretizzare la prima vittoria in campionato.

Nonostante il gol in contropiede subito, frutto di distrazione e indecisione, il Parma ha condotto una fase difensiva ordinata facilitata da una scarsa vena offensiva del Genoa che ha mostrato di valere la posizione che occupa in classifica.

Dal Parma, nonostante le difficoltà tecniche sempre troppo spesso palesate, ci si aspetta più coraggio e determinazione in fase di possesso e conquista del pallone, i giocatori si mostrano ancora troppo timidi e indecisi.

Una vittoria che vale tre punti come le altre e non molto di più se non un pizzico di autostima per il ritrovato vigore gladiatorio degli ultimi minuti, che speriamo non si disperda durante la lunga pausa dovuta alle partite della Nazionale, e uno schema di gioco la cui applicazione è riuscita bene.

Parma batte Genoa due a uno al Tardini (che finalmente esulta) con reti di Romero nel primo tempo e di Almqvist nel secondo. Luca Tegoni

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

ANTEPRIMA PARMA-GENOA, diretta streaming

DOPO PARMA-GENOA 2-1: COMMENTI LIVE POST GARA (diretta streaming)

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA… / DUE GOL NATI DA MOVIMENTI SIMILI NON CASUALI”

  • Triple-sec

    Molte grazie ai Titani.
    Un Parma schierato ancora con un’inedita formazione, senza giocare meglio di altre volte, si è intascato 3 punti preziosi.
    Romero e Almqvist, i più in forma di tutti, come Atlante ed Ercole, si sono caricati con azioni personali la squadra sulle spalle. Bizzarramente lo Svedese non è mai stato titolare ed è stato impiegato in minime dosi. Forse il dr.Cuesta temeva di scatenare una reazione avversa o pensava che fosse un giocatore omeopatico, visto che 24, 6, 13, 10, 33 sono stati i minuti che gli ha concesso nelle 5 partite, mentre il compagno Brischi è stato utilizzato per mesi… Il giovane Drobnic invece si è meritato un bel 6 e un posto tra i 18 titolari. Anche Carlos e Sierro si sono dedicati alla causa ma la loro condizione atletica è sembrata ancora assai approssimativa mentre Fabbian, (0-45-10-23 il suo minutaggio) e Cremaschi (5, 29, 0, 0, 0) non sembrano godere della fiducia del mister e Ordonez ha perso posizioni proprio adesso che aveva migliorato il suo rendimento. In particolare, mi preoccupa che Cuesta non riesca a trovare per l’ex Viola una posizione sufficientemente posizionale per i suoi canoni. Sarebbe un vero peccato (per me ha somiglianze, in potenza.. con Dino Baggio…chissà cosa suggerirebbe Scala).
    Il nostro gioco cmq continua ad infrangersi al limite delle colonne d’Ercole del centrocampo, come se da lì in su non sapessimo che parte recitare, parti che Nicolussi e soprattutto TOM-TOM-Bernabè conoscono a memoria.
    Per concludere, si può supporre che la panchina scricchiolante di Cuesta sia stata salvata dal Calendario (e quindi dalla sorte), non dal gioco. Se ieri fosse arrivata l’Inter al posto del Genoa (la peggior squadra affrontata finora) probabilmente ne avremmo prese abbastanza da suscitare l’urgenza di cambiamenti.
    Bene, non sfidiamo adesso la fortuna. Ci sono tre settimane per compiere le necessarie metamorfosi. Diventeremo farfalle, rimarremo bruchi o giaroni…?
    PS io continuo a pensare che questa squadra fin da ora abbia qualità per giocare meglio

    Rispondi
    • Con te sul fatto che Pontus abbia visto poco il campo e che non sia tra i preferiti del coach anche se lo svedese in passato non ha mai dimostrato la solidità necessaria per entrare nell’occhio di Cuesta e non uscirci più (come la trave), ora sembra aver trovato la sua forma migliore e si auspica un minutaggio più esteso. Di questa squadra a parte Romero, che gioca con il cartellino del prezzo cucito alla maglia, mi piace il bistrattato Elphege che mostra a tratti un notevole potenziale tecnico tattico che tuttavia non scoppia mai e rimane latente, e quei pregevoli tocchi e spizzate fossero il massimo che il francese può offrire. Un paragrafo a parte su Brischi che fu incensato dagli addetti ai lavori lo scorso campionato, ma che grazie alla sua collocazione in panchina, sostituito nel ruolo da Del Prato, il Mr. riuscì a far quadrare la difesa e salvarsi … Brischi dovrà giocare per la famosa plusvalenza ma più lo mostri più si deprezza. Poi la selva di incompiuti a partire da Ordonez, Cremaschi, Diallo ecc … ecc … che forse in campo valgono il loro stesso volume come i birilli nel bowling e altri ancora persi dal radar come Andraje e Valenti il reo. Mi soffermo ulteriormente sul povero Bernabè, l’oggetto delle critiche più aspre, ovvero colui al quale si può dir di tutto … tuttavia quando non c’è si vede e penso lo si vedrà molto poco, visto l’apparente difficoltà di dialogo tra i vari attori per il rinnovo e le “precarie condizioni di salute”. In ultimo il Sig. Corvi che ha dalla sua una parmigianità non tradita dall’accento neutro, che già per questo dovrebbe prendere un bell’8 ogni domenica, oppure condurre le trasmissioni sportive dell’emittente locale in sostituzione dei signori del vehhhh, dehhhh, ohhhh leeeee, no vehhh te lo dicooooo … Per la porta aspettiamo in virtù della sua passione per i felini, sui tiri dalla distanza. Non che miao suzuki fosse esente da quest’amore per i gatti ma sai com’è … tal fu la disfida che portò due editorialisti a dirsi quello che hanno taciuto per quarant’anni.

      Rispondi
      • La cosa scocciante è che a me impipa il giusto di difendere un calciatore perché è parmigiano o perché si chiama Corvi e di solito, essendo all’antica e poco inclusivo, preferisco infatuarmi di fanciulle e non di calciatori… Questo per dire che la diatriba con Schiroli, se non lo si è capito, personalmente l’avrei evitata: mi ci sono trovato in mezzo mio malgrado.

        Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *