martedì, Ottobre 6, 2026
L'OpinioneNews

LO STORYTELLING DELLA GRANDE FAMIGLIA E L’AMMUTINAMENTO DEI BOYS

(Gmajo) – “Si sale tutti assieme!”, così rispose qualche tempo fa l’ex MDS Crociato Javier Ribalta ad un tifoso con lo scooter che lo stava quasi investendo sul marciapiede sotto casa per fargli i complimenti: “Bella squadra, direttore. Si sale, si sale…”. Lo storytelling ultimamente molto cavalcato dalla comunicazione del Parma Calcio della “grande famiglia” – alimentato da video un po’ bimbom dal ritiro di Pinzolo con calciatori sorridenti a far team building (“Si vede che c’è il gruppo quest’anno!”, si bevevano tutto, a valle, supporters ingenui a vederli sui social…) – da queste parti è di gran moda da tempi immemorabili, tipo quelli della celeberrima Festa di Squalificazione, quando la Banda di Scala venne eliminata al primo turno di Coppa Uefa 1991/92 per mano dei bulgari del CSKA Sofia.

Il feeling naturale, senza bisogno di esser artatamente alimentato, tra squadra (in tutte le sue espressioni) e supporters, da queste parti nasce spontaneamente, come dimostrato proprio da quei cori intonati non certo in segno di sfottò, ma di ringraziamento per le emozioni inaspettate fatte vivere dai gialloblù che, da matricole in serie A, seppero raggiungere inaspettatamente la prima qualificazione europea della propria storia. La pancia del tifoso, in quei giorni, non era certo piena, affatto, perché solo anni dopo avrebbe fatto indigestione di Coppe, al punto che un quotato giornalista oggi canuto, se ne uscì (al Bentegodi) con una frase infelice: queste coppette hanno stufato, vogliamo lo Scudetto. Sì, tà ben…

Oggi la pancia del tifoso è piena di rabbia, come si evince da quanto postato ieri dai Boys sui propri canali per spiegare la loro diserzione di massa (condivisa de facto anche dal CCPC, ché, pur non firmando la nota, né affiancando col proprio logo quello degli ultras, non si erano fatti vedere) dall’evento “Andiamo al Parma”, dove, in pratica, di appartenenti al gruppo ne sono stati avvistati solo poche unità e per pochi minuti, il tempo di schiumare ulteriormente di rabbia nel vedere, tra gli espositori, la Polizia di Stato con il proprio stand sull’educazione stradale, che dato il contesto degli invitati – le famiglie gialloblù – aveva, a mio modo di vedere, ben diritto di starci, senza che venisse interpretata come una violazione di domicilio.

Tra i pretesti per litigare, i Crusaders hanno aggiunto, nella propria nota, anche l’infelice scelta della terza maglia Cracoliciana, appunto coi colori sociali del Palermo in luogo di quelli canonici del Parma, ma, appunto di pretesti si tratta, poiché prima della conclamata rottura (tale è ipso facto), la rabbia già covava sotto la cenere da tempo, visto che loro stessi asseriscono che il tavolo di confronto è svanito, il dialogo si è spento, e le decisioni vengono prese altrove, senza ascolto e senza rispetto per chi sostiene questa squadra ovunque. Così, nell’edizione 2026, qualcosa si è rotto definitivamente. Rotto definitivamente: come sostiene Nanni Moretti in Palombella rossa: “Le parole sono importanti”…

Il dialogo, stando alla nota, è venuto meno da due anni (“siamo diventati estranei a tutto”), ossia da quando è svanito quel tavolo di confronto, varato nel 2022 (da cui, appunto, sarebbe poi scaturito il format), allorquando, post Kalma, in attesa di Martines, nel club funzionava una sorta di autogestione con coordinamento del Direttore Operativo Stefano Perrone e supervisione di Alessandro Rivella, per diversi anni una figura chiave all’interno del Krause Group (CFO e HR Director di Krause Group Italia) che ad interim aveva partecipato attivamente ai tavoli di lavoro e al dialogo con la tifoseria parmigiana prima di concludere (come diversi altri suoi colleghi) il suo percorso nel gruppo più o meno improvvisamente.

E’ stata, quell’epoca, forse quella in cui di più il Gruppo Krause, proprietario del Parma Calcio, era riuscito meglio a radicarsi sul territorio, sapendo intessere interlocuzioni continue e positive non solo con le istituzioni (a quei tempi il New Tardini viaggiava a grandi vele e vinceva premi per la miglior comunicazione del progetto stadio), ma, appunto, anche con la base. Arte, quest’ultima, che poi, avrebbe portato avanti anche Luca Martines, non a caso il più rimpianto tra i vari manager dismessi dal Tycoon ed accolto in maniera trionfante in Curva Nord nel giorno del suo ritorno.

Federico Cherubini è, senza dubbio, il dirigente sportivo portato da Krause con le migliori qualità professionali – ed il proprietario farà bene a tenerselo stretto, poiché è senza dubbio l’ideale a guidare una macchina ad auto-combustione -, però, gli ultimi fatti stanno dimostrando che non è certo amato dalla base, avendo egli preferito dialogare soprattutto con l’altezza, trascurandola. Da Gran Cerimoniere qual è (non buca mai un evento Vip) non si lascia sfuggire occasione per esser immortalato col Sindaco Guerra o col Rettore, ma è assai difficile che si contamini con i tifosi ruspanti di casa nostra.

C’è anzi da aggiungere che determinate sue scelte dirigiste fatte negli ultimi tempi hanno finito per incrinare rapporti, prima assai consolidati con la tifoseria organizzata che da anni, come nel caso del CCPC, gestivano i bar, o come nel caso dei Boys, un chioschetto per la vendita del proprio merchandising (ora costretti alla bene-meglio a fare i vu cumpra dietro la Nord), attività necessarie, indispensabili per l’auto-sostenibilità (eh sì che dovrebbe capirne in materia, essendone mago…) dei tifosi, sia pure con un aiuto indiretto della società.

Aver interrotto il quarantennale rapporto col CCPC, passando da una gestione amatoriale dei bar a quella commerciale con Doppio Malto, non è certo stata una mossa popolare, sia pure, forse, inevitabile, dato che dopo gli intrecci scoperti in Curva a San Siro, ora ci sarebbe l’occhio addosso delle istituzioni sui rapporti incestuosi tra società e tifoseria anche in altri club. E lo stesso dicasi per il fu chioschetto dei Boys in Nord, anche se il dialogo non deve esser del tutto assente se resta il compromesso di mantenere in un qualche modo un loro magazzino aperto, sia pure sotto il controllo (non sempre rigidissimo, dati certi striscioni scomodi, comunque esposti dalla Bagnaresi) di polizia e società.

Federico Cherubini è un manager che ama avere tutto, ma proprio tutto, sotto il proprio controllo: penso, dunque, che lo infastidisca non poco il fatto di non riuscire a controllare la tifoseria al punto che questa non solo riesce (talvolta) a lenzuolare il proprio malessere, ma addirittura a volantinare digitalmente di questa rottura che sembra essere, prima di tutto, verso di lui. Però, appunto, quando si trascura la base, pensando solo all’altezza, questo diventa pressoché inevitabile, specie se si realizzano anche dei clamorosi autogol.

Nel loro dispaccio i Boys hanno dimenticato (del resto come la questione chioschetto) di citarlo, ma il clamore dato alla recente visita, con tutti gli onori, a Collecchio di Andrea Agnelli, li aveva fatti irritare. Nessuno gli vietava di ospitarlo al Centro Sportivo, per carità: ma era proprio necessario, in una piazza evidentemente anti-Juve qual è quella di Parma, per via di ormai atavici trascorsi, rendere la cosa pubblica attraverso la comunicazione del club? Era Agnelli, non il CT della Nazionale o qualsiasi altra istituzione…

Ma anche la recente uscita in Tv, in cui ha sminuito il problema del rifacimento/riqualificazione dello Stadio Tardini (“Nessuno mi ferma per strada per chiedermelo”), non è stata felice: vero, che per l’upper class dei salottini potrebbe esser già sufficiente anche l’attuale Ennio, che in quelle zone, per forza di cosa viene curato, ma, appunto, faccia un salto in Curva, dove non lo si è mai visto, magari durante un forte acquazzone come è accaduto proprio durante il secondo tempo di Parma-Cremonese per vedere come il problema di avere, almeno, uno straccio di copertura, al di là dei sogni faraonici del suo padrone,  è sentito da tutti…

Parma sarebbe anche una piazza facilmente gestibile, specie quando si beneficia dell’endorsment pressoché incondizionato dei mezzi d’informazione, però, non riuscire ad avere un rapporto felice nemmeno con loro, inseguendo autoprodotte inutili regole e regolucce (salvo poi o far figli e figliastro o a smentirle clamorosamente) non aiuta certo a far remare tutti nella stessa direzione, come spesso auspicano, specie quando le cose vanno male (perché quando vanno bene chissefrega…)…

Lorenzo Fava, l’unico tra i giornalisti parmigiani ad aver documentato il flop di questa edizione di “Andiamo al Parma” che altri han visto trionfale (!), si è concesso anche una stoccatina, a proposito di regolette: “Tutto è filato liscio – così doveva essere – ma in un clima freddo, distaccato e lontano. Come la postazione che era prevista (nella parte più elevata della tribuna centrale) per giornalisti, operatori media e fotografi, inusualmente collocati lontano dal rettangolo verde. E anche la canonica festa dietro la Curva Nord, al termine della cerimonia, ha risentito dell’assenza di Boys (e Centro di Coordinamento Parma Clubs). È mancata l’anima della festa.”

“Le postazioni dedicate ai media presenti saranno quelle della tribuna stampa. Non sarà possibile accedere al terreno di gioco, nemmeno per i fotografi e operatori”, questo è quanto ha fatto venire la mosca al naso al mite Fava, che avrebbe desiderato che il proprio fotografo (Lorenzo Cattani, peraltro accreditato in Lega Serie A quale regolare iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco dei Pubblicisti) potesse lavorare da bordo campo e non dalla tribuna. C’è questa ossessione per l’accordo con Getty Images davvero non comprensibile, se si considera che all’agenzia possa bastare abbondantemente la quota fissa strappata, senza lucrare su modeste royalty, peraltro come fossero queste a far la differenza anche per il club, che forse avrebbe più vantaggi, anche concreti, se circolassero liberamente (com’era sempre stato) immagini patinate con in evidenza i propri sponsor sulle maglie…

Andiamo al Parma, dunque, non è stato quel successone cantato in coro dal mainstream, ma appunto il momento di massima rottura tra il Parma Calcio e la sua tifoseria organizzata, che ha snobbato l’evento, poiché si sono sentiti, prima, snobbati loro dalla società. Si dirà: non esistono solo Boys e CCPC, vero, ma senza il loro apporto, i disorganizzati non bastano, né quantitativamente (le presenze sugli spalti, realisticamente, erano di circa un terzo rispetto a precedenti edizioni), né qualitativamente, se prestiamo fede alla freddezza di cui ha appuntato Fava nel proprio onesto reportage.

A proposito dello storytelling della grande famiglia: mentre nelle ultime ore mi ero concesso in Laguna qualche ora di svago, sono sobbalzato (rischiando di precipitare in un canale) nel leggere le dichiarazioni dell’esodato (per la gioia di Zurlini) Sorensen il quale – facendo il paio con quelle di Pellegrino di qualche giorno prima alla Fiorentina – ha sostenuto che a Parma non si gioca per vincere, ma per non perdere.

A parte che, con calciatori delle sue qualità, il povero Cuesta non può far diversamente – e per averlo ammesso, un anno fa, il mister aveva a messo a grave repentaglio la propria permanenza al Parma per lesa maestà di Cherubini, cosa a me ovvia da tempo e non nascosta nei miei scritti (qualcuno mi criticò per il mio pezzo Armistizio, quando dopo 40 giorni sull’ottovolante i due scesero), anche se ora fa sensazione il post di Ceresini (noblesse oblige) – ma penso che un calciatore dovrebbe riflettere sulla tipologia di obiettivo della squadra in cui milita: un conto è esser nel Parma che lotta per salvarsi, un altro nel Celtic ai vertici di un campionato in cui concorre da solo per la vetta…

Ma se Pellegrino e Sorensen, una volta lasciato Parma, beninteso, si esprimono in questo modo, siamo tutti così sicuri del gruppo sano ed unito, della famiglia, di cui si fa abbandonante abuso? Forse, a livello di gestione interna del gruppo squadra, qualcosa potrebbe non esser così ottimale e magari frutto del mutismo di chi ne ha le redini (ed in questo caso non mi riferisco a Cherubini, bensì, evidentemente, a Pettinà, anche se le responsabilità dovrebbero sempre risalire sino al più alto in grado, sia pure impegnato su mille fronti tra sport (un mago, specie per le vendite) e corporate (rivedibile).

In questo momento, anche prestando ascolto ai saggi Tarocchi della nostra Claudia Baldini (autrice della rubrica le “Carte in Campo”), il Parma avrebbe bisogno più che mai di essere sul serio una famiglia, mentre le fratture, più o meno ricomponibili, sono ora evidenti: “Per il Parma compare l’Innamorato, un Arcano che parla di relazione e che porta con sé anche un significato molto importante legato alla scelta, all’unione e alla necessità di trovare una direzione condivisa. Pensando a una squadra di calcio, è difficile non vedere in questa carta il valore del gruppo. L’Innamorato non è un’energia solitaria: vive nell’incontro con l’altro, nella capacità di riconoscersi, di fidarsi e di scegliere insieme verso quale direzione andare. Per il Parma potrebbe quindi rappresentare proprio la necessità di giocare come una squadra capace di sentirsi unita, nella quale le individualità riescono a trovare forza quando entrano in relazione fra loro.

E qui mi piace pensare anche al Tardini e ai suoi tifosi, perché in una carta come questa il rapporto fra chi è in campo e chi sostiene dagli spalti diventa quasi inevitabilmente parte della lettura. Ci sono partite nelle quali il pubblico osserva e altre nelle quali sembra riuscire ad accompagnare la squadra dentro la partita: l’Innamorato, domenica, mi fa pensare proprio a questa seconda possibilità. Naturalmente, anche questa carta porta con sé una difficoltà, perché scegliere significa assumersi una responsabilità e, quando le possibilità sono molte, si può rischiare l’indecisione. La sua forza sta quindi nel trovare una direzione e crederci, senza disperdersi fra troppe alternative. Per il Parma vedo soprattutto questo: la possibilità di trovare energia nell’unione e nel riuscire a compiere insieme le scelte che la partita richiederà”.

Il tifo (organizzato), tornerà ad essere Innamorato in tempo utile (attenzione, perché lo snodo col Monza è già basilare)? Con i chiari di luna che corrono non sarei particolarmente ottimista: la latitanza nelle ultime gare di Angelo Manfredini dalla sua postazione lato panchina, potrebbe essere indicativa di un malessere profondo, che potrebbe addirittura sfociare in un qualcosa di storico, se si considera che è a guida dal Coordinamento da anni, e che sarebbe già maturato nelle ultime ore.

In ogni caso i Boys han confermato, anche nello stesso duro comunicato di ieri (“…partecipare a quello che sembra sempre più un teatrino – fatto di marionette e servi – non è ciò che vogliamo”) l’iniziativa di accoglienza all’arrivo del pullman della squadra, con tutti chiamati a raccolta per riempire il sagrato di Piazzale Risorgimento sin dalle 13.

Forse può sembrare contradditorio dopo i fischi e i “fuori le palle” con la Cremonese, ma questo sprone iniziale preventivo potrebbe essere più funzionale del malcontento dopo, anche in considerazione del fatto che, per ora, nel mirino della rabbia sembra esserci più la Società, che non la squadra, anche se questa, in campo, dovrà mostrare maggiore attaccamento alla Maglia… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

19 pensieri riguardo “LO STORYTELLING DELLA GRANDE FAMIGLIA E L’AMMUTINAMENTO DEI BOYS”

  • Una simpatica canaglia

    I Boys sono imbestialiti.
    Al Tardini è come giocare fuori casa.
    I giocatori sapendo di non essere mai fischiati corrono come lumache
    CI FOSSI IO BEI BOYS….

  • Scantanador

    Se noi escludiamo alcuni pseudo tifosi rappresentati di società di capitali che vanno allo stadio per mera visibilità e public relation, e qualche opinionista con manie di protagonismo ( se krause vende, per coerenza, dovrebbe togliersi dalle scatole!!!!) questa società non è più goduta da nessuno, ma non per partito preso ma perché sono stati sette anni di nulla.

    E allora con un nuovo acquirente si auspica che il pacchetto azionario venga acquisito per il 100% (!) e come quando c’è un nuovo imperatore azzerare tutto: dirigenti e giullari vari, e quest’ultimo per coerenza non farsi più vedere a parlare di parma.

  • Ormai la valanga sta venendo giù…a parte quei 4 sfigati di succhiapiffero che imperversano a Tele e Radio Upi il gambe secche non lo può vedere nessuno…

  • Il tifoso parmigiano è sempre stato ipercritico ma anvhe super educato e rispettoso. Purtroppo c’è qualcuno in società che se ne approfitta. È giusto cambiare approccio nel momento in cui ilnrispetto non è più reciproco. In mondo sempre più capitalista ti vendono tutto tranne quello che ti serve davvero. Questa è una società di “plastica”!

  • Vorrei fare una considerazione più ampia e accendere il faro su un tema che probabilmente farà storcere il naso a molti, ma che eventi come quello appena trascorso come l’edizione 2026 del “Andiamo al Parma”, non fanno che evidenziare.

    Spesso ci chiediamo se il livello dei nostri giocatori sia o meno “da Parma” così come se i dirigenti scelti Krause siano all’altezza della situazione.
    In ultimo ci interroghiamo sulle capacità e sulla volontà di Krause di riportare il Parma Calcio ad un certo livello del calcio italiano.

    Ma francamente, io credo sarebbe anche giusto chiedersi se Parma, ed il suo pubblico di tifosi, sia all’altezza di un certo tipo di calcio e se questa piazza, e la sua gente, si meriti veramente determinati investimenti e determinati progetti.

    Vista da fuori, Parma non sembra poi così interessata al calcio.
    Se eventi di questo genere raccolgono una miseria di spettatori, se la curva sud si riempie soltanto grazie ai tifosi ospiti, se l’impatto visivo del Tardini, presenta un effetto scenico dignitoso solo nelle partite contro le strisciate e se gli unici cori dei tifosi che si percepiscono dallo stadio o dalla TV, sono quelli degli ultras ospiti, beh, forse sarebbe il caso di farci qualche domanda e chiederci se, dopotutto, sia davvero lecito chiedere a Krause di fare di più di quello che si è fatto finora.

    Siamo sicuri che esista veramente una base a cui interessa e soprattutto che se lo merita?

    Io a leggere e vedere certe cose me lo chiedo spesso, e la risposta che mi do, non è sempre quella mi piacerebbe sentire.

    Forse siamo tutti figli di quell’incantesimo creato sapientemente dal cavalier Tanzi e dal quale non siamo mai più riusciti a svegliarci?
    O forse, preferiamo continuare a vivere quel sogno, per non affrontare la verità e doverci guardare allo specchio e vedere che non siamo quello che pensiamo di essere?

    • Il tifoso vive di emozioni, se queste sono sempre negative passa la voglia. Pensa soprattutto ai bambini, guardano più volentieri una partita del Parma barricato in difesa o senza idee di gioco o preferiscono i trofei e le giocate di giocatori forti? Per fortuna sono riuscito a trasmettere alcuni valori che vanno al di là del risultato a mio figlio, ma inter napoli l’ha voluta vedere. Come dicevo il tifoso parmigiano è critico, ma sa essere anche riconoscente se ci sono i presupposti e in questo momento non ce ne sono molti. Già il pullman davanti alla porta non mi enusiasmava, ma almeno portava punti. Sbandierare di volersi approcciare al bel gioco e poi vedere 11 ragazzi che non sanno cosa fare col pallone tra i piedi ti fa chiedere “ma cosa sto guardando?” “Cosa sta facendo Antonelli?” “Quando torna Sinner?”

    • Non hai pensato che forse per lo schifo che il tuo idolo dalla gamba secche ci propina da 6 anni la gente sia anche troppa? Bari Parma 4 a 1, Lecce Parma, roma Parma, Parma Cosenza, Parma Udinese, Parma lecce, devo andare avanti?

  • Simone T.

    Caro Markness, da uno come te non mi aspettavo un inciampo del genere. Direi che Matteo ha centrato in pieno quello che clamorosamente non hai capito tu. Il disinnamoramento detto tifosie del Parma non è che è piombando dal cielo o perché c’è l ambizione dei vecchi tempi. Magari fosse quello il motivo, altroché. Purtroppo l allontanamento progressivo detto tifosi è dovuto al fatto che quando vai allo stadio non vedo l ora arrivi il novantesimo e sovente capita che vai anche a casa da sconfitto. Alla lunga questo allontana non dico i tifosi storici, ma sicuramente quelle nuove generazioni che vanno allo stadio in cerca di emozioni e invece trovano solo noia e delusioni. Quindi il problema non è se ci meritiamo il calcio a certi livelli, ma sono giocatori e società che non meritano i nostri sacrifici. Io domani dopo 36 anni di abbonamento me ne starò a casa perché non ho voglia di sopportare 90 minuti con 36 gradi in curva nord, checché ne dica il grande Cherubini, la faremo venire un mandamento xc vedere undici fannulloni che camminiamo in campo non mi va proprio

    • Però bisogna essere onesti fino in fondo e guardarci anche intorno, magari con meno paraocchi.
      La mancanza di risultati importanti, così come il gioco non esattamente al livello del PSG, o l’assenza di calciatori che facciano innamorare, non sono situazioni che riguardano solamente Parma, ma praticamente la stragrande maggioranza dei club italiani.

      A me pare che le critiche ci siano dovunque, così come i problemi societari.
      Però in altre città gli stadi sono pieni e i tifosi nelle curve si fanno sentire e rispettare.

      La maglia si ama a prescindere da tutto, se aspettiamo di avere lo squadrone per “andare al Parma”, allora mi sa che non sono io a non aver capito, anzi, purtroppo mi sa che ho proprio centrato il problema.

      Il tutto poi va anche contestualizzato nel contesto generale del calcio italiano odierno che per molte ragioni, attrae meno di una volta, ma anche qui, è un problema generale presente anche in altre piazze.

      Speriamo che nel corso del campionato si possa avere una tendenza diversa e che il miglioramento dei risultati che tutti ci auguriamo, possa contribuire a riempire lo stadio.

      • Simone T.

        Chi ha parlato di squadrone?Io credo che la gente a Parma sia stanca di essere presa in giro. Di sentire dichiarazioni roboanti per poi fare l opposto. Da due anni andiamo allo stadio x vedere il nulla, un allenatore che non è in grado di mettere in campo undici uomini con un senso logico con i risultati che tutti conosciamo. In Italia quanti parlano del Parma parlano tutti di una squadra inguardabile, bella soddisfazione. Io non pretendo chissà quali risultati per carità, però penso che mettere in campo qualcosa di più decente sia il minimo e ad ora non sta ancora accadendo perché abbiamo una proprietà che sembra vivere alla giornata, altro che programmazione. I miei figli di 15 anni non si come sto riuscendo a fargli tifare Parma, fino ad ora è così, ma sarà dura da qui in avanti, si annoiano a morte a guardare le partite e li capisco

      • Personalmente sono molto emotivo e preferisco pensare al mio benessere prima di quello dei dirigenti e calciatori pagati migliaia o milioni di euro. Sai quanta passione ho messo, quanta pioggia, sole, in casa e in trasferta ho preso prima di cadere dal pero e rimanere annichilito dai fallimenti socoetari? Stare male per amore ci sta, lo metto in preventivo ed è anche il suo bello, ma continuare a essere cornuto anche no. Forse chi c’è adesso al vertice non può neanche immaginare cosa abbiamo passato prima del suo avvento. Ecco io chiedo solo questo (e forse anche i boys): rispetto per chi c’è sempre stato! Basta prese per il cu..! Non chiedo nomi altisonanti e trofei, ma almeno 2 passaggi di fila e la speranza di vincere un incontro si. Cherubini che dice che nessuno gli tira la giacchetta ti fa venire voglia di tirarla più forte….capisci cosa intendo? Poi è ovvio che la magia che si vive al tardini, l’arrivo a piedi, salutare tanta gente, vivere qualche ora di forti emozioni dal vivo, dare il proprio sostegno alla squadra con la voce, ti fa sentire vivo e partecipe. Però ci deve essere chimica, magia e feeling, non un obbligo morale verso persone che non sanno neanche chi sono e i sacrifici che faccio per la squadra. Rispetto.

      • Pierluigi

        Scusami ma dissento.
        Non mi interessa lo squadrone, ma mi interessa il rispetto per la squadra. Per la città, per la maglia.
        Perché ci sono lavoro, famiglia, vita e non puoi misurare tutto con la presenza ad una manifestazione.
        Dissento su comunicazione, rapporti con i tifosi, con le dichiarazioni scandalose del ceo.
        Chi prende una squadra di calcio non prende una ferramenta o una merceria.
        E dovrebbe comportarsi di conseguenza.
        Io rimpiango la serie B o C e me ne frego dello squadrone.
        Io ero vedere Bonci e Ascagni e Salsano e il grandissimo Corapi.
        Il problema è questo : è avere a cuore il Parma e non il portafoglio.

  • .........

    Che due palle se non confermavano cuesta vi lamentavate ora vi lamentate per il gioco l avete glorificato un mese fac….lasciategli il tempo . Cosa ha fatto la società negli ultimi 3 anni ? Una promozione non vi è piaciuta manco quella ? Una salvezza all ultima giornata non vi ha dato andremslina e emozione ? Terzo anno un 12 posto più che onorevole il ns corretto posizionemrnto … Questi sono i fatti si è migliorata ogni anno il resto è fuffa ….sui boys stendiamo un velo pietoso ormai politicizzati ogni minuto hanno una lamentela ora la birra ora il cesso sporco ( lo sporco o loro siano più educati
    ) ora non vanno in trasferta ! Come tifo una pena si sentono di più gli ospiti e la nord non è piena . Poi gli altri ccp o come cazzon si chiama gli hanno tolto il bar te credo che sono incazzati !! Ma il parma rispetta le regole se qualcuno gli è lo spiega che vengono puniti i rapporti economici tifosi società …..il dio denaro comando chi per un coschietto chi per vendere birra sé gli tocchi il loro aggio di anni si incazzano il soldo comanda la festa e finita ! Direbbe agnelli finalmente aggiungo io i boys facciano il tifo e meno politica e si facciano le trasferte come facevo io in serie c e Ceresini mica ci sovvenzionava

    • Simone T.

      Beato te, chi si accontenta gode di dice, giusto? Tu godi pure, io quando vado allo stadio vorrei vedere un minimo di spettacolo e non annoiarmi e soprattutto non voglio essere preso per il culo da un Ds presuntuoso col discorso stadio. A te va bene così? Sono molto contento x te…

      • .........

        Caro simone T se tu mi
        Leggessi invece che attaccare liberamente scopriresti che sono L unico e maio ne è testimone che reputava quando voi e anche tu glorificavate cuesta ! Dicendo che non c era programmazione ! Se non lo confermavano ero l unico ripeto L unico che mettevo in dubbio la sua capacità di cambiare gioco ….. ma una volta confermato l accetto e gli lascio il tempo la squadra non si è indebolita e lo stagista bisogna ammetterlo che comunque ne sa lasciagli tempo ti sorprenderà già da oggi !

  • comunque non comprendo la polemica dei boys per lo stand della polizia che faceva informazione sulla guida sicura.la società può essere attaccata su tutto ,tranne su quello.

    • Era un evidente pretesto. I veri motivi sono altri, come ho cercato di spiegare nell’articolo

  • Il tifoso non dovrebbe neanche pretendere questo ipotetico bel gioco… le vedete le altre partite? Di tutti i campionati? Io le guardo… il bel gioco lo fa il barcellona, il como a volte, il bayern monaco a volte e il psg a volte…. Lo faceva il man city con guardiola….Punto. Tutte le altre 95 squadre dei 5 campionati principali NON fanno bel calcio… io ho goduto l’anno scorso a vedere da febbraio in poi un parma solido ed equilibrato che teneva le partite in equilibrio e riusciva a portare a casa il risultato… a volte…. Certo proprio il mio parma era particolarmente brutto da vedere ma almeno era efficace (anno scorso). Tutto sta’ nelle aspettative del tifoso… io sono consapevole che il bel gioco e’ moooolto difficile da attuare di questi tempi. Sopratutto con un proprietario abbastanza miope come questo americano… certo anche io vorrei vedere un parma che almeno 5 passaggi di fila e una verticalizzazione riuscisse a farla piu volte a partita… invece siamo la peggior squadra della categoria in questo senso e lo vedo bene purtroppo. Sono punti di vista. Il bel gioco a parma lo abbiamo visto un anno nella serie b di pecchia… salvo l’anno dopo in serie a rischiare di retrocedere proprio in favore di quel dogma….

  • Crusaders

    Spero che qualche pensante che ci dovrebbe essere in società se Cherubini non ci arriva da solo ,che da sempre l’ essenza del tifo a Parma,QUELLI CHE CI SONO SEMPRE , Da sempre,Ovunque E COMUNQUE sono BOYS in primis , altri gruppi della Nord e COORDINAMENTO PARMA CLUB…. ecco se fai festa andiamo al Parma senza di loro nano non hai capito un cazzo. Poi fai pure incontri istituzionali , MA IL PARMA E’ QUELLA GENTE LI. PERSI LORO NON C E’ IL PARMA. GAME OVER , FINE TRASMISSIONI NADOR. Guarda che qui non c’ e’ nessun ndranghetista calabrese che ti ricattava come eri abituato alla Juve di merda.

    Non mi sembri uno stupido mi fa specie tu non abbia ancora capito niente

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