mercoledì, Ottobre 14, 2026
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LO STRANO CASO DELL’ARCHITETTO FAROLDI SCELTO PER IL TARDINI A STRALCI, DOPO AVER AVALLATO “L’ASTRONAVE”

(Gmajo) – Lunedì sera 14 settembre 2026, in posticipo, il Parma Calcio affronterà il Como nel rinnovato stadio “Giuseppe Sinigaglia”; il 17 maggio 2026, invece, quella Crociata era stata l’ultima squadra ad essere stata ospitata nel fatiscente Old. In mezzo pochi mesi di lavoro, a marce forzate, per riuscire, con una vera e propria corsa contro il tempo, ad apportare le migliorie necessarie per essere in regola con i criteri previsti dalla Uefa, per poter partecipare alla Champions League, dove i lariani debutteranno questa sera, giovedì 10 settembre alle ore 21, ospitando l’RB Lipsia, che inaugurerà l’impianto. Il Parma si limita ad essere stato l’ultimo team di Serie A a giocare nel vecchio ed il primo nel nuovo.

Lasciando perdere la diversa evoluzione sportiva dei due club, pur a fronte di immissioni di denari equipollente, ci limitiamo, in questa sede, a rimarcare la diversa efficienza sul versante delle infrastrutture: mentre a Parma il New Tardini è rimasto un blablabla, il New Sinigaglia è una realtà. Certo, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, per cui qualche magagna va senz’altro messa in preventivo, del resto, nel nuovo Camp Nou, durante la sfida di Champions League tra Barcellona e Feyenoord diluviava in tribuna stampa, come documentato da Tuttocalciomercato.it

Nell’Old Tardini, noi giornalisti, pur decentrati sempre più a Sud, siamo fortunati: a noi non piove addosso e neppure sulle nostre attrezzature, poiché siamo protetti dalla tettoia della Centrale Petitot: come sanno bene, invece, i malcapitati presenti all’ultimo Parma-Cremonese 0-2 in Curva Nord (ma anche in quella Sud) nell’anno domini 2026, quando si aprono le cataratte del cielo si torna a casa bagnati come pulcini (nel caso specifico con sul groppone anche una cocente eliminazione dalla Coppa Italia) pur se preventivamente protetti da cerate. Eppure, basterebbe una funzionale semplice copertura anche lì, per lo meno per limitare il disagio…

Chissà che non ci stia lavorando su l’Architetto Faroldi, incaricato dal Parma Calcio – adesso lo possiamo dire chiaramente, dopo che lo ha dichiarato ufficialmente il CEO Cherubini al Gruppo Gazzetta, dapprima sul giornale, nell’intervista a Rinaldi e poi, più recentemente in Tv, quando era stato ospite di Bar Sport (puntata nella quale si distinse per aver affermato che nessuno lo ferma per strada per chiedergli di rifare il Tardini, in ciò non mostrando rispetto appunto per coloro che per amore del Parma si buscano la polmonite) – di predisporre il progetto per la variante switchata a stralci dopo il ritiro (ultimo atto formale, datato aprile 2025, attraverso una PEC firmata dal CEO e recapitata e protocollata negli uffici municipali) del precedente griffato dall’Archistar Zoppini.

E qui veniamo al tema del giorno, ossia quello che già nel titolo abbiamo definito “Lo strano caso dell’Architetto Faroldi, scelto per il progetto a stralci dopo aver avallato l’astronave”. Eh sì, perché il Parma Calcio – il CEO Cherubini, ma anche il COO Perrone, che ben lo conosce, avendo instaurato nel tempo un rapporto non solo professionale – ha curiosamente deciso di far progettare il Nuovo Tardini (slim) a stralci, proprio a colui che aveva fornito il decisivo endorsment per quello mastodontico.

StadioTardini.it, infatti, è in possesso di un documento – che la società aveva depositato in Comune assieme a tutto quanto – firmato dal Prof. Emilio Faroldi Full Professor Politecnico di Milano Direttore del Master Universitario in Sport Design and Management – su carta intestata del Politecnico, sì da meglio apparire parte terza non coinvolta (che a me fa tanto tornare alla mente quando da bambini con mio fratello in Piazza Lubiana, con le figurine giocavamo a cip e facevamo finta di non conoscerci, quando lo chiamavo a testimonianza di nuove regole e lui mi dava ragione davanti al mio avversario…) in un parere terzo (espresso da un parmense) sì da sgombrare il cielo da eventuali nubi di perplessità.

E allora, proprio come nel celebre racconto dello scrittore Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, pare di trovarsi di fronte a due distinte personalità: prima il club gli fa esaminare il progetto (milionario) Zoppini, cui Faroldi offre un endorsment dottamente motivato, poi, quando decidono di trasformarlo in carta straccia, ecco che sempre lui, Faroldi (già storico consulente del club, incluso anche per il progetto fantasma di Collecchio, poi finito sul binario morto), viene scelto per presentarne uno nuovo che immagino del tutto differente e dai costi ridotti rispetto al precedente. Io trovo la cosa un po’ contradditoria…

Da una parte Faroldi ci affabula (in Perrone style, altresì inclusi) sostenendo: “Il Tardini, essendo costituito da una sommatoria non organica di molteplici interventi funzionali, architettonici e ingegneristici eseguiti, in particolare, dagli anni Ottanta ad oggi, suggerisce una totale o comunque significativa opera di sostituzione dei suoi elementi e delle parti che lo compongono”, in sostanza promuovendo il totale reset (ingresso Monumentale a parte) avanzato da Zoppini, il cui progetto mono-cantiere prevedeva totale abbattimento al suolo dell’esistente e ricostruzione); dall’altra, invece, accetta di progettare una soluzione a stralci che immaginiamo (per evidenti ragioni di contenimento dei costi) più conservativa.

Nel documento pro Zoppini, Faroldi annotava: “La corretta azione di rigenerazione che uno stadio urbano può garantire, dovrà prevedere il raggiungimento di elevati standard di comfort e sicurezza: solo una nuova e aggiornata attività di riprogettazione e costruzione organica dell’intero sistema potrà, altresì, garantire un dimensionamento adeguato delle sedute, delle aree comuni e degli spazi di socializzazione, delle strutture tecnologiche, riservando un fondamentale approccio ai temi della sostenibilità ambientale e sociale e al tema dell’inclusività e accessibilità, per mezzo anche di una rinnovata concezione illuminotecnica sulle coperture e l’utilizzo di materiali altamente performanti”.

Il progetto low cost sul quale sta lavorando ora, potrà garantire, appunto, il raggiungimento di quegli elevati standard di comfort e sicurezza, che sempre secondo lui solo una nuova e aggiornata attività di riprogettazione e costruzione organica dell’intero sistema potrà, altresì, garantire?

Nei giorni giorni scorsi sono accidentalmente incappato in una copia preziosa della Gazzetta di Parma, che era finita tra quelle che in casa teniamo per ogni evenienza: nel caso specifico era destinata sotto la lettiera di Giulia, la gatta di casa. L’ho salvata da quella fine ingloriosa, dopo che mi era caduto l’occhio sulla foto in prima pagina ed il titolo: “Ecco il nuovo Tardini. Uno stadio di tutti”.

Era del 12 settembre 2023. Esattamente tre anni dopo (vabbè, meno due giorni) possiamo dire che quella prima pagina potremmo accoppiarla a quella celeberrima della sezione sport “MatriMonio annunciato” mai celebrato, ma dato per scontato dal quotidiano egemone. Nel catenaccio (non quello di Cuesta, ma dell’articolo), si poteva leggere: “Sarà un impianto attento alla sostenibilità ambientale autonomo, dal punto di vista energetico grazie ad un ampio impianto fotovoltaico e con un sistema di recupero delle acque piovane. Ogni settore sarà coperto e dotato di aree ristoro e all’esterno della tribuna ovest nascerà una piazza pubblica. Questi alcuni dei dettagli del progetto del nuovo stadio Tardini che oggi viene depositato in Comune”. Gli aspetti evidenziati nell’articolo, sono ben presenti anche nella consulenza del professore del Politecnico.

Oltre alla prima pagina, la Gazzetta di Parma, quel 12 settembre 2023, avrebbe dedicato, all’interno, ulteriori due pagine nobili, la 8 e la 9 (ossia l’apertura della Cronaca della Città) per il servizio a firma del giornalista Giuseppe Milano (il quale vanta con Perrone una consolidata amicizia nata quando assieme, negli uffici del Parma di Calisto, curavano la rivista patinata del club), il cui incipit, riportava un’ulteriore data della Telenovela: “Era il 6 aprile 2021 quando, dagli spalti del Tardini, Kyle Krause annunciava la volontà di costruire il nuovo stadio di Parma mostrando i primi disegni realizzati dallo studio Zoppini associati di Milano. Ora, a distanza di quasi 30 mesi da allora, il Parma presenterà oggi il progetto definitivo del nuovo stadio Tardini”.

Quel 6 aprile 2021, come si evince dal video sopra, era ancora Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che poi avrebbe lasciato in eredità – con l’assessore allo sport Marco Bosi anello di congiunzione – al suo successore (ossia Michele Guerra) il progetto stadio che è bene che Federico Cherubini si renda conto era stato liberamente proposto dal suo munifico datore di lavoro, mai tirato per la giacchetta dai tifosi, che, non hanno mai accampato pretese al riguardo. Capirà bene, però, che se si fanno promesse del genere e se si costruiscono campagne elettorali, poi gli sportivi, i cittadini ed i votanti, magari qualcosa si aspettano anche…

Quella preziosa copia della Gazzetta di Parma, salvata dalla fine ingloriosa che vi dicevo, era del 12 settembre 2023:  appena una settimana prima Erin Kuhl, l’allora capo in ascesa del gabinetto Krause, il 5 settembre 2023, attraverso una email, indirizzata ai vari attori interni coinvolti nella telenovela New Tardini, confermò il Progetto Definitivo – definito, appunto anche solo Definitivo – scrivendo a nome suo e di Kyle, l’autorizzazione a procedere, ossia a presentarlo alla municipalità. E, non a caso, sette giorni dopo la Gazzetta di Parma avrebbe anticipato, con tutti i particolari e i dettagli del caso, il progetto definitivo ufficialmente prodotto in Municipio.

Trattandosi di definitivo, con un po’ di polso in più, forse Guerra avrebbe potuto esigere il rispetto degli accordi, anziché accettare supinamente il cambio d’idea di Krause, che il 20 maggio 2024, accompagnato da Kuhl e Martines, gli riferì personalmente la sua intenzione di fermarsi temporaneamente, a causa dei costi lievitati, in attesa di trovare altre soluzioni. Giova ricorda che, nel frattempo, Krause aveva alienato ai concorrenti di Maverik, Kum & Go, ossia la catena di autogrill che gli consentiva introiti liquidi quotidiani. L’accordo di cessione venne siglato il 21 aprile 2023 con closing il 29 agosto 2023: nonostante questo, però, meno di una decina di giorni dopo, avrebbe dato comunque l’ok, per il tramite di Erin Kuhl (la cui email era del 5 settembre 2023) a procedere con il Definitivo di Zoppini. Poi bloccato da Cherubini ad aprile 2025, sino al cambio guida con Faroldi, lo stesso che lo aveva avallato… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

48 pensieri riguardo “LO STRANO CASO DELL’ARCHITETTO FAROLDI SCELTO PER IL TARDINI A STRALCI, DOPO AVER AVALLATO “L’ASTRONAVE””

  • Francesco Canali

    Direttore, siamo sempre lì: quello Stadio Nuovo che ci si immaginava, del quale vecchie copie della Gazzetta e consulenze politecniche descrivevano i vantaggi impiegando forme verbali coniugate al futuro, alla prova dei fatti (la progettazione definitiva) si è visto che non può essere contenuto nel sedime dell’attuale Tardini. Non ci sta. E se glielo ficchi dentro a forza non funziona più nè lui nè quel pezzo di città. Preso atto di questo, società ed architetti stanno semplicemente immaginando una soluzione diversa per un impianto che resta dove è.
    Forse lo si poteva capire prima, che non ci sarebbe stato. Quando si fanno manovre con veicoli ingombranti ci vuole un certo qual “occhio”: ma questo è un altro discorso.

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  • Direttore ma il doppio ruolo del professor Faroldi come componente nella Commissione Criteri Infrastrutturali e della Commissione di Primo Grado licenze Uefa della Figc e progettista per uno stadio privato di una società professionistica, non sarebbe un palese conflitto di interessi? Non c’è una precisa norma del NOIF che impedisce il doppio ruolo per i dirigenti federali? Non è che rischiamo una sanzione?

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    • Il prof. Faroldi ha progettato anche altri stadi. Non credo che esistano precise norme della Noif al riguardo, per cui escluderei il pericolo paventato.

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    • Sig Antonio, in realtà le relative norme NOIF che fanno divieto assoluto ai dirigenti federali di svolgere attività di qualsiasi tipo presso le società affiliate alla FIGC, ci sono eccome. Tuttavia sono sicuro che nel momento in cui un dirigente del Parma esperto e astuto come Cherubini, ha annunciato l’investitura del prorettore del Politecnico, come progettista del New Tardini, sapesse come rimanere nella legalità. Quindi stia tranquillo.

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      • Sig. Antonio mi dimenticavo dirle che lo studio EFA di Faroldi aveva già progettato due stadi, entrambi di proprietà comunale, un po’ diverso da uno stadio di proprietà privata per quanto avallati dal “Pubblico Interesse”. Il “Prato Plaza Stadium” progetto avveniristico con “tribune mobili” e capienza “variabile” e il “Lucca Plaza Stadium” l’altrettanto avveniristico e polifunzionale stadio della Lucchese. Inutile dirle che entrambi i progetti, per quanto belli e “sostenibili” sono rimasti sulla carta o meglio sui plastici dei rendering. Se il dott. Majo è a conoscenza di progetti di altri stadi progettati e realizzati dallo studio sarebbe bello ci facesse un articolo.

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        • Anche il Tardini è uno stadio comunale, il cui rifacimento era in fonancial project [in cambio di una lunga concessione, altro tema che fece discutere e su cui la stessa maggioranza era assai divisa] mentre non ho idea [non conoscendo costi ed altro dettagli importanti] come sarà quello Faroldi, che ricordo non essere stato ufficialmente inviato in Comune. Altro aspetto interessate è la ricerca di fondi fatta presso il Ministero (la famosa letterina ad Abodi): di chi, a none di chi? Magari davvero ci prova il Comune, proprietario del bene, a riatrutturarlo…

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          • Sig. Majo, al professor Faroldi sarebbe impedito di avere rapporti remunerati con società iscritte alla FIGC e quindi di “prendere soldi” dal Parma Calcio, anche se ovviamente Cherubini avrà valutato come aggirare (legalmente) questa norma. Diverso se lo stadio lo “rigenerasse” il comune per poi darlo in concessione al privato, anche per decine di anni. In tal caso però si tratterebbe di una clamorosa presa per il naso di un’intera città per 11 anni di fila e per quanto avallata dai “poteri forti” e supportata dalla “stampa amica” (praticamente tutta), potrebbe diventare un clamoroso autogol per la Giunta

        • Antonio C

          Sig Andrea, non ho capito. Faroldi può essere il progettista del Tardini si o no? Se ha progettato altri stadi come dice Majo, significa che è possibile. Si possono sapere quali stadi ha già progettato?

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          • Sig Antonio, stante il regolamento attuale nessun dirigente federale può avere un rapporto remunerato con una società iscritta alla FIGC. In linea puramente teorica il Parma Calcio 1913 srl a Faroldi non potrebbe lasciare neanche un “caffé pagato” al bar. Ripeto se il progetto lo sviluppa il Parma Calcio, come con lo studio Zoppini, non potrebbe essere possibile, diversa la situazione se il progetto dovesse portarlo avanti il comune. Intendiamoci sempre fermo restando che le norme del NOIF possono essere “derogate” su esplicito intervento del Presidente Figc, (vedi caso “cessione del titolo” che Nuovo Inizio è riuscito a ottenere, mettendo in liquidazione il Parma del come noi nessuno mAi). Sugli stadi progettati dallo studio EFA del prof Faroldi, io conosco solo quelli miseramente naufragati a Lucca e Prato entrambi rimasti alla “progettazione preliminare, definitiva”, aggiungerei per fortuna, visto che le squadre delle due città si trovano in serie D. Naturalmente se il dott. Majo ha notizie diverse dalle mie e EFA ha progettato altri stadi, è liberissimo di smentirmi.

          • Io, prima, avevo risposto “a caldo”, andando a memoria perché mi ricordavo che in passato avevo dato la notizia di progetti di stadi italiani dell’Architetto Faroldi.
            Facendo una ricerca nell’archivio di StadioTardini.it, si può trovare ad esempio questa news circa una riqualificazione dello Stadio Garilli di Piacenza: https://www.stadiotardini.it/2024/07/larchitetto-parmigiano-faroldi-e-la-riqualificazione-del-garilli.html

            Per il resto prendo atto delle correzioni di Andrea, che ha richiamato la questione delle Noif e citato altri due impianti.

            Per il resto ribadisco come Faroldi sia stato negli anni già più volte consulente del club, in particolare, negli ultimi anni, era co-firmatorio (in questo caso con il suo studio Efa) del progetto di riqualificazione del Centro Sportivo di Collecchio, purtroppo finito sul binario morto. https://www.stadiotardini.it/2026/07/ecco-il-progetto-del-centro-sportivo-di-collecchio-finito-sul-binario-morto.html

            Da ultimo, ribadisco che per il New Tardini, anche nel caso del progetto rigettato Zoppini, non è corretto parlare di impianto privato, trattandosi di soluzione in financial project, con il bene che resta pubblico, in cambio di una concessione d’uso pluriennale. In Italia il tutto è inquadrato all’interno del cosiddetto partenariato pubblico-privato (PPP) ed è regolato dal Codice dei Contratti Pubblici per la realizzazione di opere o servizi di pubblica utilità, quale è stato riconosciuto lo Stadio Ennio Tardini di Parma.

          • Sig. Majo, non ho seguito la vicenda del Garilli ma credo che la progettazione sia stata commissionata dal comune di Piacenza e non dal Piacenza Calcio. Zoppini i soldi li prendeva direttamente dal Parma Calcio e non dal Comune di Parma.

          • Sì, certo, io ho riportato la storia del Garilli perché mi ricordavo che ne avevo scritto, non per contraddirla (né poi avevo seguito come fosse andata a finire, ma non mi pare ci fossero stati sviluppi).

            Ed è anche vero, come afferma Lei, che Zoppini lo paghi il Parma, così come questa ed altre consulenze di Faroldi_ evidentemente sarà possibile, boh… Io, nel trattare l’argomento, intendevo rimarcare la curiosa situazione che venisse scelto l’architetto che aveva offerto il proprio endorsment all’astronave, salvo poi accettare l’incarico (sempre ammesso sia davvero così: la cosa è di pubblico dominio dopo che ne ha parlato sul giornale e in tv il CEO) di Cherubini/Perrone di ridisegnare il progetto per renderlo a stralci.

            Peraltro, come al solito, c’è molta “fumosità” attorno alla questione stadio: non se ne sarebbero dovuto occupare i colleghi ed amici (di Cherubini) del Krause Group Real Estate? A nome di chi e perché c’è stata la corrispondenza con il ministro Abodi (per attingere a chissà quale finanziamento?).

          • Sig. Majo, il professor Faroldi aveva già lavorato con il Parma Calcio 1913 di Nuovo Inizio, avendo progettato il Museo e lo Store del Tardini. Non so se a quel tempo fosse già un dirigente Figc, se così fosse significherebbe che l’interpretazione della normativa federale non è così stringente.

          • Si ma il feeling col Parma [e coi dirigenti superstiti] vige dall’era Tsnzi

  • Augusto Maini

    Se si aspetta Krause lo stadio non verrà mai ammodernato l unica soluzione sarebbe accedere al credito sportivo per la giunta che verrà per coprire almeno le curve non penso sia un intervento così oneroso a lecce lo hanno coperto interamente per quanto riguarda gli ex distinti si può intervenire in un secondo tempo la tribuna penso rimarrà uguale forse cambieranno le sedute ci sono troppi vincoli da rispettare.
    Speriamo che la nuova amministrazione comunale operi celermente senza perdite di tempo ulteriori.
    Ricordo che il progetto Krause per lo stadio a des moine è naufragato così come l ampliamento del Mutti center.
    L americano vuole rientrare dei soldi spesi in questi anni certo ci vorrebbe più chiarezza da parte della società sulla questione tardini

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  • Ma ancora con lo stadio ? Non ha altro da fare ?ma si faccia una passeggiata Le parole di cherubini erano chiare al momento non ci sono le condizioni per farlo , e non si sentono obbligati a farlo non V e ritorno economico ! il resto è solo fuffa , né al comune interessa l argomento che non ne parla né mette comunicati né ad altri media o giornalisti , ormai è rimasto l ultimo soldato giapponese contento
    Lei contenti tutti e non
    La meni che è un opera prioritaria per la città che c è tanto altro da fare .razionalmente lo stadio interesserà si e no no al 3 % dei cittadini di parma tra l altro la maggioranza non lo vuole assolutamente tanto più dove si trova ora ( non vogliono che una cosa pubblica venga data in concessione gratuita a un privato americano ! per decine di anni ) Per cui di cosa stiamo parlando ? Di quei 5000 della curva nord su 200.000 abitanti che possono essere interessati . Di centri commerciali , cinema ecc siamo pieni e faticano a reggere per cui non c è bisogno di un altro , economicamente non ha senso oggi non c è ritorno per uno stadio giusto non farlo stop Poi se lei vuole che kk faccia scuse pubbliche sé lo sogna ha già detto non sono obbligato ma continui pure a scartabellare un giorno l accontenteranno . Questo è il mio
    Pensiero tutti vorremmo stadi nuovi ma se non c è ritorno economico bisogna capire che non si possono fare e accettare la realtà’ dei fatti

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    • Va mò là! Vehhh! Ci sono cose più importanti del pallone veh

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  • aforsaaddajedajavenpulonglaborsachealpincaj

    Parlare di New Senigallia però Egregio Direttore è quantomeno “fuorviante”, visto che di New non si tratta se non di un adeguamento ad UNA curva del Fatiscente Senigallia… Operazione che abbiamo vissuto anche noi nell’ ammodernamento dei primi anni 90. Paragonare quindi Il New Senigallia al progetto del New Tardini lo trovo non corrispondente alla realtà… Se poi questo serva a portare l’ acqua ad un mulino piuttosto che ad un altro non sta a me dirlo… ma il pensiero viene… poi se “bisogna farcela arrivare”… Buona continuazione Direttore.

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    • I lavori di adeguamento dello Stadio Giuseppe Sinigaglia di Como sono stati completati in soli 3 mesi nell’estate 2026 per l’esordio in UEFA Champions League.Gli interventi principali riguardano la Nuova Curva Ovest: Struttura in muratura (4.250 posti) al posto dei vecchi tubolari; il terreno di gioco col campo allargato e il nuovo manto erboso ibrido (sintetico/naturale). Il tutto consente di rispettare i criteri infrastrutturali dello Standard UEFA con nuovi spazi media, sala stampa, interviste, panchine, tunnel, sicurezza e luci potenziate.

      Il 3 settembre 2026 c’è stata l’Omologazione UEFA ufficiale, confermata dal Como 1907, mentre nell’estate 2028 è è previsto il termine del progetto complessivo del nuovo stadio. E’ previsto un investimento stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro (raddoppiabile con le opere urbane/viabilità) per il nuovo Sinigaglia polifunzionale e terzo polo lombardo, i cui passaggi burocratici (conferenza dei servizi e piano di fattibilità definitivo) restano il prossimo step per la trasformazione complessiva.

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      • Lo stadio del Como Faceva schifo lo scorso anno e fa altrettanto schifo quest anno… alla faccia del new Seinigallia…. ma perfavore, di cosa stiamo parlando?!?!?!?!?

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          • Ernesto Calindri

            Ripeto,ma gli rispondi anche ? Non sanno neanche scrivere il nome dello stadio di Como già quello la dice lunga

  • Il Comune dovrebbe ammodernare lo stadio di Parma per trasformarlo in un vero e proprio monumento della città. Un luogo capace di raccontare la storia del Parma Calcio, valorizzare la sua identità e diventare, al pari di altri monumenti, una meta turistica per chi visita Parma.
    Non si potrebbe partire da un nuovo progetto complessivo per il Tardini, rivedendo la concessione al Parma Calcio e riducendone spazi e canone? Al Parma potrebbe spettare la gestione e la riqualificazione della parte prettamente sportiva — seggiolini, spogliatoi, campo e tutto ciò che serve alla squadra — mentre la struttura e le nuove aree commerciali potrebbero essere realizzate e finanziate da investitori privati.
    La parte museale, invece, potrebbe essere affidata a una fondazione come Cariparma, creando un museo immersivo capace non solo di raccontare la storia del Parma, ma di far rivivere la passione degli anni ’90 e farla conoscere anche a chi quella storia non l’ha vissuta, trasformandola in un’attrazione per tifosi e turisti. La parte esterna e quella più a contatto con la città potrebbero infine essere sostenute dal Comune e da altri enti pubblici.
    In questo modo ogni soggetto contribuirebbe alla parte che gli compete, dividendo i costi e trasformando il Tardini non solo in uno stadio, ma in un vero patrimonio della città.

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    • Credo che la soluzione sarebbe un po’ troppo dispersiva. Penso che un unico interlocutore sia più funzionale. Parere mio, eh… Peraltro non mi pare che ci siano esempi analoghi in giro…

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      • Sicuramente macchinoso e probabilmente infattibile, ma studiata bene sarebbe la soluzione ideale. I privati avrebbero solo la concessione metre il propieterio e amministratore rimarrebbe il comune o un ente creato ad hoc.
        Le tre aree potrebbero vivere anche autonomamente, ma in modo sinergico e complementare: la parte sportiva, quella commerciale e quella museale/culturale si alimenterebbero a vicenda, creando soprattutto per l’area commerciale un flusso di persone non legato esclusivamente alle partite.

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        • Credo che una proprietà – soprattutto l’attuale – preferisca essere unico interlocutore. Penso, altresì, che per il Comune resterebbe una bega oltremodo onerosa da gestire… Però annotiamo il suggerimento e vedremo…

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  • È tornato quello piccolino degli Asprilli a favorire la mia evacuazione dopo pranzo. Con delle chicche meravigliose.

    Lunedì vinciamo 3 a sero con gol di Diallo, Cremasdhi e De Matis! Grazie Presidente Krause.

    Vito
    Cagnó
    Rino
    Davidone

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  • Questa è l’unica testata, ed il suo direttore l’unico giornalista, che a Parma spulcia documenti, trova fesserie e contraddizioni, racconta le cose come stanno.
    Tutti i protagonisti di questa vicenda sono, a voler essere gentili, degli ominicchi o dei quaquaraqua.

    PS: a chi scrive che il presidente FIGC potrebbe sanare eventuali conflitti d’interesse di Faroldi, vorrei fare notare che non sa neanche se lui potrà rimanere, presidente della FIGC, non essendo stato tesserato al momento della sua elezione.
    E al CONI ha lasciato un così buon ricordo, che sembra non vogliano passarci sopra…

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    • Signor Fiber, infatti mi riferivo a Gravina che ha concesso a Nuovo Inizio nel 2020 di mettere in liquidazione il Parma Calcio 1913 srl (quello nato nel 2015 e morto nel 2020) e fondare un’altra società chiamata Parma Calcio 1913 srl (quella attuale) mantenendo il titolo sportivo e la categoria. In deroga all’articolo 52 comma 2 del NOIF che lo impedisce in maniera categorica e stabilisce che la violazione della norma o i tentativi di eludere questo divieto rappresentano illecito grave e infrazione di primo grado all’ordinamento sportivo. Per spiegarlo a chi non mastica di normative è come se io domani con aprissi una società che si chiama Football Club Internazionale Milano S.p.A e potessi giocare la Serie A e la Champions al posto dell’Inter vera. Se ci hanno “concesso” una deroga per una mostruosità simile può capire se non ce la concedono per un Faroldi qualsiasi. P.S. naturalmente la notizia della messa in liquidazione del Parma è stata “bucata” da tutti i giornali e blog, se non con un laconico e fuorviante articolo di Boellis intitolato “il Parma cambia partita iva”, come se la partita iva si potesse cambiare come dei calzini.

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      • Non per decolorare il suo giallo, ma quell’artifizio tecnico, ossia il cambio della società (che per altro rimase in tutto e per tutto la stessa, non come se lei aprisse una nuova Internazionale Milano), si rese necessario per la piena tutela del prossimo compratore (Krause), sul quale non si poteva certo far pendere la spada di Damocle della eventuale rivalsa di LiZhang, dopo che le sue azioni tornarono ai venditori (Nuovo Inizio) a seguito delle sue inadempienze. Fu un eccesso di zelo visto che il cinese non prosegui la battaglia legale, accettando di averla persa. Nel caso in cui, però, fosse andato avanti ogni rischio legale sarebbe rimasto sui vecchi soci, senza conseguenze per il club ed il nuovo compratore.

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        • Probabile sia andata così come dice lei. Il “giallo” semmai è perché la notizia a suo tempo è stata “censurata” da tutte le testate giornalistiche.

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          • Questo è un giallo ancor più scolorito dell’altro: non mi pare, infatti, che la piazza di Parma (soprattutto versante calcio) vanti giornalisti ed assimilati che siano dei segugi sopraffini.
            Personalmente, illo tempore, sia pure demansionato, come amabilmente mi ricorda spesso il Signor Puntini, lavoravo per il Parma Calcio, sicché ero fuori gioco. Epperò, debbo aggiungere che, per coscienza, ci sono momenti e momenti in cui certe notizie – che possono rivelarsi dei boomerang – è corretto ponderare quando possano divenire di pubblico dominio. Per esempio, quando si brigava per non far perdere la categoria al Parma dopo il crac Parmalat (Legge Marzano) io ero perfettamente a conoscenza delle mosse fatte e se giornalisticamente avrei fatto uno scoop rivelando in anticipo le cose, probabilmente avrei rotto le uova nel paniere facendo saltare tutto, ossia creando un enorme danno alla comunità Crociata (oltre a bruciarmi le fonti che, riponendo in me fiducia, si erano più che altro con me confidate anche per ascoltare un parere). A cose fatte, però, potei contare su quel vantaggio indiretto e, in generale, della conoscenza approfondita dell’argomento. Tornando al – chiamiamolo così per semplicità e sintesi – cambio di partita iva: posto che ne avessi potuto sapere qualcosa stando fuori, e dunque fossi stato libero da vincoli per poterne scrivere/parlare, conoscendo la finalità dell’operazione – che era quella esposta nel commento precedente, e le do la mia parola d’onore, se qualcosa può contare, che le cose stavano effettivamente così – probabilmente non avrei scritto nulla, in quanto avrei potuto solo arrecare dei danni a fronte di uno scoop che scoop non era.
            Sinora abbiamo parlato di partita iva, facendo riferimento all’articolo da Lei citato nel suo commento, ma il vero numero che conta, quando ci si occupa di società di calcio, è quello di matricola Figc. Ho provato a fare qualche ricerca su Google e relativa intelligenza artificiale, ma, come al solito (anche perché non bene alimentata dagli umani, intelligenti o meno che siano), le risposte non sono esaustive o vanno interpretate: in particolare la mia curiosità (poiché è un dettaglio sì fondamentale, ma non lo ricordo) era volta a sapere se in quella occasione fosse cambiato il numero di matricola Figc o se fosse rimasto quello precedente. Ebbene, pur non avendo la sicurezza per affermarlo, direi che il numero di matricola attualmente valido dovrebbe essere sempre il 953217 assegnato in sede di ripartenza al Parma Calcio 1913, che raccolse l’eredità sportiva del fu Parma F.C. cancellato col fallimento Ghirardi, che aveva la storica matricola 65210 in quel mentre cessata.
            Ricorderà, poi, come il Krause Group acquistò il ramo d’azienda femminile dell’Empoli Calcio (tutti quanti parlano di acquisizione di titolo sportivo, tra le women prassi comune, ma nel nostro caso, per via di alcuni accidenti federali, diciamo così, dovettero acquisire l’intero ramo d’azienda) e lo fece con l’insegna Parma Calcio 2022: nella stagione successiva ci sarebbe poi stata la fusione per incorporazione in Parma Calcio 1913, ma il numero di matricola tutt’ora vigente sarebbe sempre quello assegnato in sede di fondazione, ossia 500679.

  • Sono disposto a pagare quello che serve di tasca mia per avere Vito, Rino, il Cagnò e Davidone a casa Ferrari. Sarebbe l’unico bel momento di questa annata devastante

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  • Ma è più forte Bernamèl o Nico Paz???? Veeeeeehhhhhh ahahahhahahahha questa società il progetto sostenibilità Mamo Notari futuro roseo veeeeeehhhhhhhhhhh

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  • Veeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ahahahhahahahaha il Real Como veeeeehhhhhhhh se van via i tabaccai vanno ad Arzignano veeeeeeeehhhhhh noi invece siamo sostenibili vehhhhhhhj grazie al Presidente Kraus questa società il progetto

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  • Il como stasera ha dato via 4 pappine in champions, si sente aria di imbarcata per lunedì, chissà che non serva per smuovere tutto l’ambiente

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    • Ma vaaaaaahhhhhhhhhhhhhh ma sai che se i tabaccai vanno via tornano ad Arzignano veh meglio il progetto sostenibile del Presidente Kraus

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    • Penso che l’attività di ricerca di un nuovo compratore non fosse limitata alla sola lettura di Forbes (troppo semplice): in ogni caso, al netto di determinate manie che avrebbero finito per condizionare non poco la resa, resta il fatto che Krause ha investito per il Parma circa 500 “pali” come documentato dai bilanci. A maggior ragione, se non è un possidente da Forbes, comunque uno sforzo immane da apprezzare ancora di più.

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      • E’ fin più ricco Iervolino…non serve aggiungere altro…la sostanza è che il mito di Kraus Taicun è stata l’ennesima fola raccontata da chi di dovere ai parmigiani. Kraus è quanto di più lontano ci sia da un taicun. I bilanci documentano l’immissione dei pali da parte di un soggetto, ma astrattamente quel soggetto potrebbe avere ottenuto i relativi pali facendoseli prestare. Dico questo perchè ho sentito troppo spesso questa semplificazione per creare la canna del Taicun. Cmq in due anni ha recuperato 180 pali, retrocedendo cmq tra i vari Troilo, Bruschi, Keita e altra rumenta altri 50 li fa cmq, più un deca del paracadute va a 260, aggiungendo cmq il primo anno di A e contando che in B con Corrent e Conato spende due biadini alla fine il suo obiettivo l’ha raggiunto e possa pensare di mollare.

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        • Markness

          I dubbi sul patrimonio di Krause furono già evidenziati alcuni anni fa da diversi articoli circolati su siti di informazione locali a seguito della cessione della ditta di famiglia (Kum & Go).
          Forse il Direttore ne ricorderà i passaggi, che a mia memoria, dovrebbero coincidere anche con le riflessioni circa la ripagabilità dell’investimento sullo Stadio Tardini, che poneva già allora diversi dubbi circa la reale possibilità del gruppo Krause di finanziare l’opera.
          Opera che poi non ha mai visto luce, e stando alle ultime dichiarazioni di Cherubini, probabilmente non si farà mai, almeno non nel breve periodo.

          L’entità del patrimonio della famiglia Krause, veniva inizialmente stimata in circa 3 miliardi di dollari. Ancora oggi, su google, è presente questa indicazione che tuttavia io non sono mai riuscito a confermare da fonti ufficiali. Di certo Forbes non lo ha mai indicato all’interno delle sue liste, ma non ho modo di poterlo escludere con certezza.
          Altrettanto vero che sfogliando all’interno dei dati di bilancio del Krause Group, i dati del fatturato delle singole aziende che compongono la holding sono abbastanzi piccoli se paragonati ai costi della gestione di un club di serie A.

          Ceduta la vera Gallina dalle Uova d’Oro di Kum & Go, il brand che presenta il fatturato più alto sembra infatti essere proprio il Parma Calcio, che tuttavia è un azienda che non produce alcun utile, visto che gli ultimi bilanci sono stati tutti negativi.
          Da qui i dubbi che venivano espressi da quegli articoli cui facevo riferimento prima.

          Quello che è certo è che l’investimento fatto sul Parma è stato importante , tutti i conti sono sempre stati pagati con regolarità e i bilanci sono sempre stati coperti da nuova immissione di capitale. Pertanto, stando ai fatti di questi anni, possiamo dire che i soldi a casa Krause ci sono. Che siano i propri o quelli di qualche banca o fiduciaria, cambia poco perché se mi presento io a chiedere un prestito di 500 milioni di dollari, senza garanzie adeguate, non credo che me li prestano.

          Se fosse vero, come scrivi da tempo Davide, che Krause voglia valutare una futura cessione del Parma Calcio, mi pare più che ovvio che sarebbe molto meglio per lui, cederla in serie A, con il bilancio magari in attivo ed un valore capitale della rosa di tutto rispetto.
          Quindi, come ho già più volte provato a spiegarti, non ha alcun senso logico né pratico, puntare alla retrocessione in serie B per Krause.

          Rispondi
  • Andrea Concari

    L’immagine IA della curva coperta, come del resto molti dei “render” che vedo sul tardini non sono realizzabili.
    Credo che Faroldi sia ben a conoscenza delle normative e delle problematiche legate al rifacimento del tardini e quindi sono fiducioso che questa volta esca finalmente un progetto realizzabile e sensato.

    Se avesse bisogno di una mano ci sono, lo scrivo perché quando sono stato chiamato per arbitrare le vecchie glorie crociate ha portato bene, quindi tato vale tentare 🙂

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