NELLA TANA DEL PONGONAZZO / PESSIMO RISULTATO
(Ale Pongonazzo) – Nessun disfattismo e nemmeno incapacità di comprendere limiti e possibilità di una squadra che non può far altro che cercare di mantenere la categoria. Punti vitali che consentiranno di lavorare con meno turbamenti generati dalla classifica, nonostante questa non sia particolarmente incoraggiante, avendo incontrato in casa ben tre squadre in cinque giornate iscritte al campionato per rimanere nella massima serie. In particolare l’allenatore, dovrebbe sentirsi sgravato dal peso delle voci addensatesi sulla propria testa in queste settimane. Invero, questi punti potrebbero tramutarsi nelle ultime fatali gocce di anestetico che già hanno contraddistinto la stagione fino ad oggi.
Non sembra azzardato ipotizzare che la confidenza ottenuta con questo risultato, salvifico per la classifica, possa tramutarsi in un respiro mortifero nell’errata percezione della propria condizione.
La squadra pare molto motivata e coesa, principalmente nei momenti antecedenti il fischio d’inizio e durante i festeggiamenti per le reti segnate; meno, molto meno, durante le gara, palesandosi spesso slegata e senza un’idea chiara sul da farsi. Anche contro il Genoa, formazione che al Tardini ha mostrato ben poco sotto ogni punto di vista, il Parma non si è mostrato solido ed in grado di, come suggerirebbe Cuesta, portare la partita dove voleva, al netto dei tre punti raccolti. Risultato che stimola maggior riconoscenza verso giocate individuali rispetto ad una manovra collettiva che non può dirsi tale. Come accaduto spesso nella passata stagione pare che la partita sia scivolata da sola nella giusta buca.
Cuesta rimarrà in sella ed il quesito che mostra un’urgenza superiore ad altri riguarda l’allenatore spagnolo. Riuscirà il Carlos a costruire in questo mese quello che non è stato edificato dalla metà di luglio ad oggi? Il tempo, lamentato come necessità mancante, ora viene elargito dagli insensati calendari legati alle nazionali, pause che rendono i campionati competizioni svuotate del loro significato di continuità. Settimane nelle quali l’imperativo sarà non ritenersi sulla buona strada ma comprendere che, almeno fin ora, non v’è stata una strada, solo sentieri mal tracciati.
Se davvero, come raccontato in conferenza dopo l’incontro dallo stesso Cuesta, lo spirito della squadra, dei ragazzi, di tutto il gruppo è solido e forte, non si dovrà commettere il peccato capitale di disperdere questa condizione con una inappropriata convinzione di essere altrettanto solidi sull’erba verde. Ammettendo ed accettando la narrazione del gruppo, meno credibile è convincersi di essere al cospetto di un gruppo ben allenato dal punto di vista fisico, pur escludendo da questa valutazione gli ultimi arrivati: Diego Carlos, Sierro, Romero e Fabbian.
Le sostituzioni pare siano state effettuate per il grande dispendio energetico a causa di temperature elevate ed in ragione della presenza in campo di diversi giocatori malconci. A gh’èmma i zugador tutt botè. Siamo a fine settembre e sembra lecito domandarsi se e quando saremo pronti ad affrontare i novanta minuti con un certo livello di vigoria. Nevio Scala, in questi giorni sempre più protagonista delle cose Crociate e non, racconta di aver assistito ad allenamenti molto intensi in cui i ragazzi erano ben disposti nei confronti di Cuesta. Ma pär cuànt? Un cuärt d’ora?
Speriamo che, come sottolineato nella diretta post partita di StadioTardini.it, la causa sia da ricercarsi in una preparazione mirata a portare in dote una condizione duratura nell’arco della stagione, anche se i problemi, a parte una assente dinamicità, si riscontrano proprio a livello di resistenza agli sforzi.
Onesto e corretto considerare che diversi elementi hanno patito infortuni durante il periodo di preparazione, così come sarebbe curioso comprendere i motivi per cui alcuni di loro, pur confermati e riscattati, non vengano mai utilizzati, nemmeno quando ve ne sarebbe necessità per dar respiro a chi finisce i novanta minuti sulle gambe; e va ancora bene che son le proprie.
Come sempre i risultati intossicano e corrompono le valutazioni, se oggi si fosse perso sarebbe già pronta la pira accesa davanti al Tardini. Sufficienti sono i tre punti per ribaltare tutte, tante, almeno alcune valutazioni. Se volete chiamatelo desiderio di felicità.
Le note positive esistono, abbiamo un’attaccante; Cristian Romero: voglia, grinta, velocità, il sentire la porta come da tempo non si vedeva dalle nostre parti. Nesta Elphege, lucido nelle sponde e abile nel giocare con i compagni di reparto. Certo il Genoa non è parso irreprensibile e sotto di una rete è sembrato ancora meno lucido. Keita, sempre impegnato anche se innamorato un po’ troppo del pallone una volta recuperato. Almqvist, se finalmente riuscisse a render fruttifera la propria velocità potrebbe favorire nuovi scenari, sia per la squadra, sia per se stesso.
Permane invero la sensazione che molto vada sprecato, che non si faccia un utilizzo complessivo e corretto delle forze a disposizione. Diego Carlos non è peggio di Circati e Romero, pur con evidenti differenze nelle caratteristiche, non è un giocatore inferiore a Pellegrino. Fabbian per anni è stato descritto come uno dei migliori talenti in circolazione e Tourè, pur sotto tono nelle prime uscite, anche a causa della posizione che spesso gli è stata riservata, ha innegabilmente doti da poter mostrare, almeno qualcuna di quelle pagate 31 milioni dall’Atalanta solo tre anni fa.
La fase offensiva è sempre caratterizzata da situazioni più dipendenti dall’approssimazione degli avversari o da slanci personali, piuttosto che da una manovra conosciuta e replicabile, pur supponendo che le due reti contro il Genoa arrivino in seguito a verticalizzazioni ricercate e non occasionali. Davvero troppo poco. Attaccanti spesso soli a causa di una frattura scomposta nel centrocampo, sempre meno territorio di costruzione e sempre più luogo di semplice transizione casuale. Una soluzione esiste: spostar la porta avversaria nel cerchio di centro campo.
La costruzione dal basso che si pratica allo sfinimento l’hanno imparata anche i piccioni del circondario: Corvi passa al centrale di destra che la ripassa a Corvi, Corvi la passa al centrale di sinistra che la ripassa a Corvi, Corvi la passa a Keita o, come in alcune malaugurate occasioni a Konate, che la ripassano a Corvi per il rinvio. Ormai pressati pericolosamente dagli avversari, Keita con uno di loro in groppa oppure Konate che si ipnotizza nel guardare l’attrezzo del mestiere come accaduto a Torino. Ma tutt col cazén chi per poi rilanciare? Si è capito che volete far alzare la squadra avversaria per diluire l’occupazione degli spazi, ma il rischio assunto vale davvero quello che poi si andrà a raccogliere?
Generalmente gli allenatori quando perdono sollecitano il valutare la prestazione, quando vincono si concentrano sul risultato, invero dopo la partita il Carlos riconosce, forte della vittoria ottenuta, vi sia molto lavoro da fare. La questione non è assolutamente giocare un bel calcio, semplicemente giocare a calcio.
L’aver raccolto i tre punti contro i liguri si accompagna ad un calendario che, vedendoci di scena contro l’Inter alla ripresa del campionato, per fortuna esporrà anche le squadre attorno a noi ad un turno non favorevole, questo consentirà almeno di non scivolare nella melma già alla prima occasione. Poi si presenterà la seconda, contro il Torino, ed allora potremo pesare se questo risultato ottenuto contro il Genoa sia stato un buon risultato o un pessimo risultato. Ale Pongonazzo
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Sei sicuramente sul podio come titoli: anche questo riassume pienamente l’articolessa. Che ti devo dire fratello: su con il morale e aspettiamo l’evoluzione considerando che la fase dell’australopiteco l’abbiamo sfangata, siamo a cavallo tra l’uomo habilis e l’herectus (speriamo di aggiornare i tuoi grafici). P.S.: sempre bello leggerti.
Ancora più bello ricevere questi commenti, grazie Lele.
Mi associo a Lele, sempre ironico, originale e mai banale l’analisi di Pongonazzo.
La sintesi è corretta: schiacciati dal genoa, ma vincenti. Sarà vera gloria ? Alle prossime partite la facile sentenza
Ciao Ale,
la sintesi di Gianfranco è perfetta, ma non è una novità. Vedi anno scorso.
Io penso che per Cuesta l’evoluzione quest’anno sia
sviluppare al meglio le ripartenze: niente di più.
In effetti potrebbe essere sufficiente, a patto di rendere la dinamica non episodica e lasciata esclusivamente alla buona giornata di qualcuno. Non sono un assertore vi sia un calcio giusto ed uno sbagliato, un calcio bello ed un altro brutto. Il bello si nasconde in forme differenti, poi è naturale entrino a far parte della discussione anche i gusti. Amo ed ho amato molte espressioni del dar dei calci al pallone, il preoccupante inizia quando senti lo stimolo di dar dei calci a qualcuno.😜🤣
Mi associo al Pongonazzo, un grazie sincero per l’apprezzamento. Ciao Gianfranco.
Però qui si parla di lavoro da fare, di lavori in corso, di dover lavorare, di cantiere aperto, ecc. come se Cuesta fosse arrivato l’altro ieri… é qui da oltre un anno, possibile che non abbiamo ancora uno straccio di idea di gioco?
Secondo me l’allenatore ha sbagliato sport o mestiere.
Credo che anche Mourinho potrebbe avere le sue difficoltà in un porto di mare come questo…
Dipende da quale è la causa scatenante del porto di mare…. potrebbe essere l’allenatore? …..che raccoglie lodi dai giocatori finché sono a Parma e critiche appena se ne vanno…
Non nascondiamoci dietro un dito: ma qual è il progetto di crescita del Parma, se la principale mission è portare soldi in cassa per l’autogestione, vendendo i migliori, facendosene un baffo della “competitività” che dovrebbe restare, invece, al centro del villaggio come la chiesa? I giocatori vanno via, giustamente avendo migliori ambizioni, per carità, ma con piena soddisfazione di chi deve fare quadrare i conti. Per cui, col materiale umano che aveva/ha a disposizione Cuesta sta facendo il suo. Poi, che sia migliorabile come ognuno di noi è ovvio, ma da qui ad imputargli ogni responsabilità ce ne passa… Non sta allenando il Parma di Calisto, per capirci…
Tutto vero direttore, però non mi venga a dire che abbiamo una rosa nettamente inferiore al Frosinone, che non so dove arriverà, ma almeno gioca a calcio, non dico bene o male, ma gioca a calcio. Qui nessuno credo ambisca a vedere calcio champagne, ma porco giuda dopo più di un anno come dice Gosino non è cambiato nulla, ma proprio nulla. Quando ha provato a fare qualcosa di diverso è incappato in figuracce incredibili. Non è responsabilità del manico? Allora mi chiedo quando mai potrà esserlo. Al netto di tutto quello che ha scritto lei, ma non è per niente sufficiente come giustificazione
Il peccato originale di questa stagione sono stati i 40 giorni con Cuesta sulla punta del badile: se lo si voleva cacciare, lo si sarebbe dovuto cacciare. Non confermarlo senza convinzione cercando di indirizzarlo ad una diversa offerta. Era forse troppo impopolare cacciarlo, perché tanti erano saliti sul carro del vincitore? Non credo ci si dovrebbe lasciar condizionare da questo, se si è convinti del proprio pensare.
Penso che Cuesta (e gli allenatori giovani e inesperti come lui) faccia invece comodo al Parma delle plusvalenze, una società che non vuole che l’allenatore metta il becco nelle scelte di mercato chiedendo rinforzi mentre la società vuole solo lucrare sui giovani.
Forse quei 40 giorni non sono dovuti al dubbio della società sulle capacità del tecnico, ma solo a mettere in riga un allenatore che chiedeva più soldi e giocatori già pronti ed esperti…
Detto questo rimango dell’idea che il direttore sia il principale colpevole se l’orchestra suona male
No sta allenando 24 cessi. Ma anche Alvini e Pisacane anche se Pisacane ha qualche cesso in meno ma stanno fabendo nettamente meglio
Ordognes lo ha “scovato” il migliore Scout del mondo Momo Notari? Anche Cremaschi e Frigan????? Veeeeeeeeeehhhhhhhhhhhh Friiiiiiigaaaaaaaaaaaaannnnnnnnnn!!!!!
Brutto lunedì…. a volte capita….
Cambia disco!!!
Oggi brucia molto ha perso anche il real Como.
Veeeeeeeeehhhhhhhhh vale 500 milioni vehhhhhh e non vincono neanche lo scudetto ahaahahahahahaa!!!!
Solite risposte senza costrutto.
Non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te.
Tutto quella cattiveria che proiette sugli altri ti si ritorcerà contro.
Apostolo Paolo come stanno i Corinzi, gli hai scritto recentemente?