mercoledì, Ottobre 14, 2026
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PRO IOWA STADIUM, KRAUSE NON SI ARRENDE E RILANCIA CON UN NUOVO RENDERING

(Gmajo) – Giovedì 27 agosto 2026, nel riportare la clamorosa notizia che la Città di Des Moines, attraverso una nota stampa, aveva comunicato ufficialmente di aver interrotto – dopo sette anni –  ogni trattativa con il Gruppo Krause a riguardo del progetto Pro Iowa Stadium, avevo ipotizzato che la mossa più che di una chiusura definitiva delle trattative, potesse essere una sorta di estremo ultimatum per far sì che fosse il Gruppo Krause a far fronte ai soldi ancora mancanti per poter effettivamente partire con l’opera.

Probabilmente non mi ero sbagliato se, esattamente la settimana dopo, giovedì 1° settembre 2026, attraverso il Business Record, si sarebbe appreso che “Il Comune e il Gruppo Krause continuano a delineare il futuro dello stadio di calcio”. L’autore del servizio, lo specialista Michael Crumb, redattore senior che si occupa di settoreimmobiliare, sviluppo urbano e trasporti, riferisce che “Il Comune afferma di poter sostenere il progetto edilizio del Krause Group nei pressi del futuro stadio di calcio “Pro Iowa”, previsto sull’ex sito industriale della Dico Inc., a condizione che il Krause Group accetti i termini dell’accordo proposto”. E qui, mi verrebbe da dire, casca l’asino, nel senso che lo stesso magazine racconta i retroscena che avrebbero portato alla clamorosa rottura del 26 agosto scorso.

L’annuncio del 26 agosto – riporta Business Record – è arrivato dopo settimane di comunicazioni di persona e via e-mail tra il Comune e il Krause Group, durante le quali le parti hanno continuato a negoziare i termini dell’accordo. Carrie Kruse, responsabile dello sviluppo economico del Comune, ha affermato che il Krause Group continuava ad apportare “modifiche significative e sostanziali” che il Comune non riusciva a superare. «C’era un divario di decine di milioni di dollari tra la nostra posizione sui termini e le modifiche che continuavano a richiedere. Abbiamo comunicato loro più volte che non vedevamo alcun motivo per proseguire le conversazioni o le
discussioni. Abbiamo dichiarato di essere disponibili al dialogo qualora avessero proposto soluzioni in grado di portarci a condizioni accettabili e raccomandabili per procedere».

L’articolo di Crumb prosegue con un dettagliato e circostanziato elenco di incontri infruttiferi che avevano preceduto la clamorosa rottura: “Kruse ha aggiunto che si sono tenuti incontri di persona a partire dai primi di agosto, tra cui una riunione del 18 agosto in cui il team del Krause Group e il personale comunale hanno discusso delle sfide che la città si trovava ad affrontare. Il Krause Group ha continuato a chiedere modifiche ai termini del pacchetto di incentivi. “Avevamo detto loro che, se avessero proposto piccole modifiche alle date o altre proposte che sostanzialmente rispettassero le stesse condizioni finanziarie, allora avremmo potuto discuterne, ma non è
mai stato così”, ha affermato Kruse.

In un’e-mail del 21 agosto, ottenuta dal Business Record, inviata dal City Manager Scott Sanders a Matthew McKinney, avvocato del Krause Group, era scritto che il Comune non intravedeva una via d’uscita. «È deludente che non siamo riusciti a trovare una soluzione che vada bene per entrambe le parti. Alla luce del vostro rifiuto delle condizioni inviate dal Comune, l’amministrazione non intravede alcuna possibilità di proseguire le discussioni». Nella stessa e-mail, Sanders ha citato le modifiche alla legge statale e le «pressioni finanziarie più ampie che gravano sul Comune», che rendono «più difficile» per l’amministrazione sostenere «progetti di questa portata». «I termini proposti che ci avete inviato non consentono al Comune di affrontare nessuna di queste sfide, come abbiamo discusso nel nostro ultimo incontro con voi».

In una risposta inviata via e-mail il 21 agosto, McKinney – riporta sempre il Business Record – ha affermato che il Krause Group «condivide la delusione» e sta continuando a lavorare per trovare una soluzione. «Prevedo che saranno in grado di discutere le possibili soluzioni nel fine settimana e che potremo ricontattarla all’inizio della prossima settimana». In un’e-mail di follow-up inviata alle 17:28 di martedì 25 agosto, McKinney ha comunicato a Sanders che il team di Krause aveva elaborato delle condizioni aggiornate che desiderava condividere con il personale comunale.
Sanders ha risposto a McKinney alle 22:25, comunicandogli che avrebbe avuto un incontro di lavoro con il Consiglio comunale la mattina di mercoledì 26 agosto e chiedendogli di inviargli i termini aggiornati prima delle 9:30, in modo da “poterli esaminare immediatamente con il personale”. «Le revisioni devono essere minime e non avere un impatto finanziario sulla città maggiore rispetto a quello previsto nei termini che abbiamo fornito», aveva affermato Sanders nella sua e-mail. McKinney ha inviato un’e-mail a Sanders alle 9:44 del 26 agosto con i materiali aggiornati e ha chiesto di poterli esaminare con il personale per rispondere alle domande. L’annuncio del Comune è stato pubblicato sul suo sito web quella mattina, anche se non è chiaro a che ora…

In una dichiarazione fornita al Business Record, il Krause Group ha indicato di non essere stato informato della decisione del Comune prima della pubblicazione dell’annuncio. «Il nostro team non è stato informato della decisione del Comune di interrompere le trattative con noi riguardo al progetto di sviluppo. L’abbiamo appreso tramite i partner di sviluppo e i media. Ciò è stato particolarmente deludente perché quel giorno eravamo stati in contatto con il Comune e avevamo appena inviato via e-mail una richiesta di incontro per discutere una nuova idea».

Il consigliere comunale Josh Mandelbaum ha dichiarato al Business Record di aver appreso della decisione di interrompere le trattative con Krause tramite una telefonata del sindaco poco prima che venisse diffuso il comunicato stampa. Sebbene la città stia affrontando difficoltà di bilancio causate dalle modifiche alla legislazione statale, egli ritiene che la città dovrebbe continuare a dialogare con il Krause Group per trovare una soluzione.
«Penso che dovremmo essere disposti a dialogare con i nostri partner e cercare di essere creativi se questi ultimi propongono approcci diversi che non sono mai stati presi in considerazione prima».

I punti di attrito tra il Krause Group e la Città di Des Moines, secondo la ricostruzione del Business Record, riguardano l’entità degli incentivi che il Comune può erogare attraverso il Tax Increment Financing a seguito delle modifiche legislative, nonché una clausola secondo cui il fondatore del Krause Group, Kyle Krause, dovrebbe coprire il deficit che si verificherebbe
qualora non venissero raggiunti determinati obiettivi. Il Krause Group ha inoltre modificato le date di completamento di alcune parti del proprio progetto, prorogandole in alcuni casi da due a cinque anni.
Kruse ha affermato che vi è inoltre disaccordo sul fatto che il Comune debba abbassare i canoni di locazione per compensare i costi di bonifica ambientale e continuare a fornire incentivi a copertura di tali costi.

«Deve essere l’una o l’altra cosa, non entrambe», ha dichiarato Kruse. «O forniamo incentivi per far fronte alle esigenze di bonifica ambientale oppure potremmo valutare una riduzione del canone di locazione per compensare parte dei costi ambientali, ma non entrambe le cose. Non è possibile fornire un doppio incentivo per lo stesso costo straordinario. È difficile prevedere un valore quando la tempistica subisce variazioni di anni: si sta cercando di prevedere le imposte future su un edificio futuro con aliquote fiscali future, quindi ci sono molte ipotesi che entrerebbero in quel calcolo e che rendono difficile fornire una cifra con un certo livello di accuratezza. Abbiamo presentato gli incentivi comunali che siamo ancora in grado di offrire, che si collocano nella fascia più alta di quelli che la città potrebbe mai concedere per qualsiasi progetto: se tali condizioni potessero essere concordate e soddisfatte, potremmo procedere. Abbiamo ancora 20 anni di incentivi TIF a disposizione. Disponiamo ancora di ingenti fondi che abbiamo stanziato a favore della Iowa Soccer Development Foundation per realizzare quel progetto».

L’ISDF, l’organizzazione senza scopo di lucro promotrice del progetto di costruzione dello stadio di calcio e della piazza, afferma che il progetto dello stadio “non verrà abbandonato”. “L’Iowa Soccer Development Foundation continua a intrattenere un dialogo attivo con le parti interessate al progetto a seguito della decisione della città di Des Moines di porre fine alle trattative con Krause+ relative alla riqualificazione di una parte dell’ex sito Dico”, si legge nel comunicato di ISDF riportato da Business Record che spiega che  Krause+ è la divisione di sviluppo del Krause Group.” La nota prosegue così: Tutti gli accordi dell’ISDF con la città rimangono in vigore, compreso un contratto di locazione per circa la metà del sito Dico, che si estende su 43 acri, i finanziamenti comunali destinati a coprire i costi di bonifica ambientale, un impegno di 1,5 milioni di dollari per la costruzione della Global Plaza e la sovvenzione di 7 milioni di dollari approvata dal consiglio comunale a dicembre. Lo stadio e la piazza sono stati concepiti come investimenti complementari a un progetto di sviluppo più ampio che trasformerebbe l’ex sito Dico, «creando un nuovo “Stadium District” e dando vita a una nuova e vivace destinazione all’aperto per Des Moines, a beneficio dell’intero Stato».

Jeff Lorenzen, presidente del consiglio di amministrazione dell’ISDF, stando al Business Record, ritiene che, sebbene lo stadio di calcio possa essere costruito indipendentemente dal progetto Krause, ha bisogno di tale progetto per garantire i finanziamenti necessari alla sua realizzazione: affinché il progetto vada in porto, è necessario raggiungere un accordo sullo sviluppo dell’area circostante lo stadio. L’ISDF sta continuando a collaborare con gli ingegneri alla progettazione dello stadio: sebbene fosse stato elaborato un rendering definitivo, si continua a lavorare per garantire che lo stadio rientri nel budget o lo superi di poco. «Non dobbiamo sovradimensionarlo, ma ottimizzarne il rapporto qualità-prezzo: avevamo definito una struttura di finanziamento basata su tutti gli elementi concordati, nell’ipotesi che la città avesse intenzione di portare avanti l’accordo di sviluppo con Krause. Eravamo arrivati al punto in cui ritenevamo di dover essere, quello era il nostro obiettivo, ed eravamo pronti a partire».

A tessere le interlocuzioni per il Gruppo Krause è la President e COO del Gruppo Helen Aboah: «L’elemento fondamentale del progetto è l’arrivo di una squadra sportiva femminile professionistica a Des Moines. La più grande opportunità di crescita in questo momento è rappresentata
dagli sport femminili e noi abbiamo la licenza per una squadra professionistica femminile. Il nostro piano non è cambiato. Il Krause Group intende ancora portare le nostre squadre a Des Moines per giocare a livello professionistico qui. Questo non è cambiato». Aboah, secondo il Business Record, ha affermato che comprende bene le sfide che la città sta affrontando per via delle modifiche alla legge statale sull’imposta immobiliare, ma afferma che è il Krause Group, e non la Città, ad assumersi il rischio dello sviluppo dell’area. «Ci costerà 18,5 milioni di dollari solo per arrivare al punto in cui si possa posare un mattone e costruirci sopra».

Come per il Tardini talora emerge l’idea di una possibile delocalizzazione, così anche per lo stadio del Pro Iowa la municipalità riflette su altre aree che possano ospitare lo stadio, che comportino meno difficoltà della prescelta. Del resto la stessa Capa dei Capi, pur senza svelate di chi si tratti, sostiene che anche altre città e altri promotori immobiliari hanno manifestato interesse per il progetto. Carrie Kruse, per contro, afferma che altri siti potrebbero risultare più convenienti per lo sviluppo a causa dei costi di
bonifica ambientale del sito industriale. «Ci sono molti siti di grandi dimensioni in centro che non rientrano nel programma Superfund e che potrebbero essere presi in considerazione. Abbiamo il Market District o altri parcheggi all’aperto in centro. Ci sono molti vantaggi derivanti dalla realizzazione di un progetto come questo su un sito Superfund. Prendere un sito che altrimenti sarebbe estremamente impegnativo e trasformarlo in qualcosa di straordinario sarebbe una cosa fantastica, ma è più conveniente realizzarlo in un luogo dove non si presentano tali difficoltà…».

“Se si osservano gli stadi costruiti in tutto il Paese che hanno riscosso grande successo – afferma Helen Aboah, riportata da Business Record – si nota che per raggiungerlo è necessario creare un ecosistema attorno ad essi: quindi, c’è lo stadio, con le squadre professionistiche femminili e maschili, ci sono gli hotel, i ristoranti, l’area pedonale. Si tratta di una comunità che si costruisce attorno a tutto questo. Quelli di maggior successo sono incentrati sulla comunità ed è proprio questo che stiamo proponendo noi”.

Sempre sul Business Record sono seguiti interessanti aggiornamenti venerdì 25 settembre 2026, ancora una volta a firma dello specialista Michael Crumb, a seguito della presentazione, il giorno precedente, durante un incontro con i rappresentanti della comunità, di un nuovo rendering del “Pro Iowa Soccer Stadium” che ospiterebbe una squadra maschile e una femminile della United Soccer League. Il consiglio di amministrazione dell’Iowa Soccer Development Foundation, che ha raccolto oltre 90 milioni di dollari per il progetto, tuttavia, ancora non lo ha approvato formalmente.

“La politica non dovrebbe interferire con gli sforzi volti a portare in città una squadra della United Soccer League”, ha affermato Kyle Krause, giovedì 24 settembre 2026 durante l’incontro informativo sui campionati USL, tenutosi nella sala conferenze della sede centrale dell’American Equity Investment Life Insurance Co. con i leader della comunità di Des Moines invitati per convincerli a sostenere il progetto. KK, come riporta Business Record, era affiancato da Jeff Lorenzen, amministratore delegato di American Equity, che ricopre anche la carica di presidente del consiglio di amministrazione della Iowa Soccer Development Foundation, l’organizzazione senza scopo di lucro che ha raccolto oltre 90 milioni di dollari per costruire uno stadio da 6.300 posti a sedere nel quale dovrebbero giocare una squadra maschile e una femminile della USL. Con loro anche Paul McDonough, presidente e amministratore delegato della USL.

Lorenzen, stando a quanto riporta il Business Record, ha detto che il progetto inietterà 8,9 miliardi di dollari nell’economia locale nell’arco di 20 anni, genererà 490 milioni di dollari di gettito fiscale lordo, creerà circa 6.800 posti di lavoro nel settore edile e oltre 2.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Il progetto soddisferebbe gli obiettivi di creare un quartiere urbano accogliente, un’offerta artistica e di intrattenimento inclusiva, un mercato redditizio per lo sviluppo, una città vivace all’aperto e una mobilità sostenibile e interconnessa. “Il quartiere dello stadio è quello che promuove ogni singolo obiettivo”, ha affermato Lorenzen. “Non c’è nessun altro investimento in discussione con questo tipo di effetto leva”.

Lo stadio proposto, come già riportato nei mesi scorsi da StadioTardini.it,  verrebbe costruito sull’ex sito industriale della Dico Inc., a sud-ovest del centro città. Lo stadio e lo sviluppo circostante rappresenterebbero un investimento di 600 milioni di dollari. Mentre l’ISDF si occuperà della costruzione dello stadio, Krause+, la divisione immobiliare del Krause Group, svilupperà il quartiere commerciale intorno allo stadio, che includerà alberghi, ristoranti e negozi. Il Comune e l’ISDF hanno raggiunto un accordo sugli incentivi, tra cui una sovvenzione di 7 milioni di dollari per lo stadio, ma le trattative con Krause+ si sono arenate il mese scorso dopo che il Comune ha interrotto le negoziazioni con il gruppo quando, secondo il Comune, Krause+ non ha accettato i termini di un pacchetto di incentivi offerto dal Comune.

Lorenzen, riferisce Business Record, ha rifiutato di commentare le trattative con il Comune, ma ha affermato che la piazza globale e il quartiere dello stadio sarebbero fondamentali per il successo dello stadio stesso. «Stanno collaborando attivamente per portare avanti il progetto. Abbiamo già i
finanziamenti e gli accordi necessari per l’area a sud di Dico, dove la Iowa Soccer Development Foundation ha un contratto di locazione con la città, quindi siamo ottimisti riguardo alla nostra posizione e all’ubicazione dello stadio di calcio. L’elemento che fungerà da catalizzatore per concretizzare il tutto è lo sviluppo dell’area circostante, poiché le due cose vanno di pari passo. Quando si ha uno stadio di calcio, è fondamentale avere intrattenimento e attività commerciali. È questo il motore che crea davvero la vitalità e l’entusiasmo attorno a qualsiasi stadio di calcio e area di sviluppo».

In una dichiarazione fornita al Business Record al termine della riunione, il sindaco di Des Moines Connie Boesen, che fa parte del consiglio di amministrazione dell’ISDF, ha affermato che la città ha negoziato con Krause+ per sette anni e che il gruppo ha continuato a chiedere alla città un maggiore sostegno finanziario per lo sviluppo dell’area circostante lo stadio.
Il punto cruciale è l’impatto che la nuova legge statale sull’imposta immobiliare sta avendo sui bilanci degli enti locali. La nuova legge limita al 2% la crescita delle entrate derivanti dalle imposte immobiliari. Per Des Moines, ciò comporta un deficit di bilancio di 12 milioni di dollari per l’anno fiscale 2028 e un ulteriore deficit di 5 milioni di dollari l’anno successivo. Boesen ha affermato che sarebbe fiscalmente irresponsabile da parte della città finanziare il progetto Krause+ all’ammontare richiesto.

Nella sua dichiarazione di giovedì, Boesen ha affermato:  «Il mese scorso la città ha presentato a Krause+ le sue condizioni definitive, che ritenevamo fiscalmente responsabili per la nostra città, tenendo conto dei nostri contribuenti e delle recenti modifiche legislative. Krause+ ha scelto di non accettare tali condizioni». Boesen ha aggiunto che la municipalità rimane impegnata a portare «sport e intrattenimento di alta qualità» in città. «Di conseguenza, sono state presentate opzioni alternative per portare il calcio professionistico a Des Moines. Stiamo facendo le dovute verifiche per esplorare le possibilità che queste nuove opportunità possono offrire alla nostra comunità».

Boesen, secondo Michael Crumb di Business Record, si riferiva ad una proposta presentata al Comune dalla Major League Soccer e dalla Hometown
Soccer Holdings per portare in città una squadra professionistica della MLS Next. I tentativi di contattare la Hometown Holdings giovedì sera non hanno avuto esito positivo; al termine della riunione, il City Manager Scott Sanders, che ha partecipato alla seduta, ha affermato che nulla è cambiato e che il personale comunale non sta negoziando con Krause+. Ha aggiunto che, affinché la situazione cambi, occorrerebbe presentare nuove proposte.

In un articolo pubblicato il 1° settembre, i funzionari del Krause Group hanno dichiarato che Kyle Krause rimane concentrato sullo sviluppo dell’area di proprietà comunale della Dico Inc. e desidera continuare a negoziare con la città. Krause, che insieme alla moglie Sharon ha contribuito con 23 milioni di dollari al progetto dello stadio, lo ha definito un «progetto di passione», durante la riunione di giovedì, citando il suo coinvolgimento nel
calcio come allenatore di tutti e cinque i suoi figli e il suo attuale ruolo di proprietario di una squadra. Ha citato l’impatto economico illustrato in precedenza da Lorenzen, affermando che il progetto rappresenta un’opportunità per trasformarlo in realtà. Ma altrettanto importante è il fatto che portare in città squadre maschili e femminili della USL potrebbe mostrare ai ragazzi e alle ragazze cosa è possibile realizzare.

«Possiamo realizzare tutto questo e infondere sogni e ispirazione nei bambini di tutto lo Stato dell’Iowa, e questo dovrebbe essere un motivo in più per cui vogliamo portare avanti questo progetto». Krause ha elogiato tutto il lavoro e le risorse impiegate per portare il progetto a questo punto. «E non possiamo permettere che la politica impedisca la realizzazione di un progetto fantastico».

Durante la sua presentazione, McDonough, amministratore delegato e presidente della USL, per la prima volta in visita a Des Moines, ha parlato di ciò che una squadra potrebbe significare per la città e ha citato esempi di altre città — tra cui Portland (Maine), Colorado Springs, Albuquerque e Boise (Idaho) — che ospitano squadre della USL in grado di attirare tra le 7.000 e le 10.000 persone a partita, aggiungendo che Des Moines sarebbe la sede ideale per una squadra della USL. «Ho fatto un giro e posso dire che questa è una città da USL. Stiamo assistendo a un vero e proprio boom degli stadi perché ci rendiamo conto dell’impatto che uno stadio può avere su una squadra e su una comunità». Una squadra della USL potrebbe attirare giocatori che potrebbero scegliere di giocare a Des Moines e mettere su famiglia. «Diventeranno pilastri della comunità per molti anni a venire, e questo è qualcosa di speciale». Avere una squadra della USL, poi, potrebbe essere significativo per i bambini e i tifosi della comunità, che instaureranno con i giocatori un legame diverso da quello che potrebbero avere con i giocatori delle
squadre delle leghe minori in altri sport.

«Avrete tifosi che verranno regolarmente perché avete una squadra che è stata creata appositamente e che ha scelto di venire a giocare per voi. Non sono solo di passaggio mentre cercano di scalare la classifica. Una squadra della USL contribuisce a creare un senso di orgoglio nella comunità, poiché la squadra è costruita appositamente per quella città. Le partite della USL vengono trasmesse dalla CBS e dall’ESPN. Tutto questo sta accadendo proprio per noi, e penso che, se la proposta non venisse approvata, sarebbe una delusione. Credo che la città perderebbe una grande opportunità».

Dell’endorsment di Paul McDonough, presidente e amministratore delegato della USL, ha scritto lo stesso Kyle Krause in un post su LinkedIn sempre del 25 settembre scorso: “Questa è una questione che mi sta particolarmente a cuore. Ieri sera abbiamo accolto a Des Moines – la città che chiamo casa – Paul McDonough, Presidente e CEO della USL. Sono cresciuto in Iowa. Ho cresciuto la mia famiglia qui a Des Moines. Qui ho allenato i miei figli. E per anni ho immaginato cosa avrebbe significato, per i ragazzi dell’Iowa, crescere con il calcio professionistico proprio dietro casa, invece di limitarsi a guardarlo in TV o a dover viaggiare fuori dallo Stato per viverlo dal vivo. Voglio che i ragazzi e le ragazze di tutto l’Iowa crescano guardando il calcio professionistico vicino a casa e credendo di poter un giorno scendere in campo anche loro. Per me è particolarmente importante che le giovani atlete possano vedere donne giocare a livello professionistico proprio qui in Iowa e capire che quell’opportunità è alla loro portata”.

Il dispaccio di Kyle Krause, prosegue citando la cestista Caitlin Clark: “Caitlin Clark ci ha mostrato quanto possa essere potente quel senso di possibilità. Creare maggiori opportunità per le donne nello sport professionistico è per me una priorità personale, nonché una parte fondamentale di ciò che vogliamo costruire qui. È proprio per questo che abbiamo scelto la USL. Essa offre a Des Moines l’opportunità di creare qualcosa di veramente nostro: una squadra femminile nella Gainbridge Super League, una maschile nella USL Championship e un club capace di integrarsi nel tessuto stesso di questa comunità. Abbiamo dedicato anni di lavoro, risorse e fiducia al progetto di portare il calcio professionistico in Iowa. C’è ancora molto da fare, ma il nostro impegno resta immutato. La presenza di Paul qui a Des Moines, per discutere di questa visione, ha reso l’obiettivo più concreto e vicino. Grazie a Paul per essere venuto in Iowa e grazie al presidente dell’ISDF, Jeff Lorenzen (CFA), per continuare a unire le persone attorno a questa iniziativa. Voglio che la prossima generazione di ragazzi dell’Iowa cresca nella convinzione che il calcio professionistico appartenga a questa terra; perché è proprio così”.

Pochi giorni prima di quella convention, Kyle Krause, sempre su LinkedIn, aveva parlato del progetto Pro Iowa Stadium: “Uno stadio dovrebbe offrire qualcosa anche a chi non acquista mai un biglietto per la partita. È questa l’ambizione che porto nel progetto Pro Iowa: creare una casa per il calcio professionistico, sia maschile che femminile, e un luogo capace di unire le persone ben oltre il giorno della gara. Per me, il fatto che entrambe le squadre condividano la stessa casa è fondamentale. Ragazze e ragazzi devono poter immaginare un futuro per sé in questo sport. Ma l’opportunità va ben oltre il calcio professionistico. Al di là delle partite, lo stadio e l’area circostante possono riunire le persone per concerti, eventi culturali e celebrazioni della comunità. Possono diventare un luogo dove famiglie e amici condividono esperienze, creano tradizioni e rafforzano il legame con la propria città.
Queste prospettive dovrebbero guidare la progettazione, la programmazione e la gestione del distretto dello stadio. Il successo commerciale è importante, così come la creazione di un valore duraturo per la comunità. L’obiettivo non è semplicemente avere lo stadio pieno il giorno della partita; si tratta di creare un luogo che sappia conquistarsi un ruolo nella vita della comunità e mantenerlo nel corso delle generazioni”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

11 pensieri riguardo “PRO IOWA STADIUM, KRAUSE NON SI ARRENDE E RILANCIA CON UN NUOVO RENDERING”

  • A me pare di comprendere che il comune non tratti più con krause e cerchi altri interlocutori. Dai vari articoli , al netto delle cialtronate , pare di comprendere che dopo sette anni di nulla, kk chieda di posticipare di altri 5 anni l’ esecuzione e la realizzazione del sogno delle nuove generazioni che coi suoi tempi diventerebbero vecchie. Sul capitolo costi aggiuntivi per bonifica non dico nulla ma anche qui , dopo sette anni ti rendi conto? Mah. Invece una cosa che mi colpisce è l’ idea di aggregazione che per gli americani debba svolgere lo stadio. Non credo che in Italia funzioni allo stesso modo. Bello vedere queste differenze. Magari un giorno sarà così anche da noi

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  • RinoneGandiniFansClub

    E’ il gioco delle parti

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  • I rendering non costano niente quindi sono perfetti per il gambe torte di quelli ne può fare e rilanciare a migliaia. Pagare Stefrezza e comprare Fazzini invece servono i borri veri e non virtuali e quelli mancano.

    Rispondi
    • È noto che strefezza non sia arrivato per non aver voluto kk pagare il cartellino. I costi di ingaggio erano già stati concordati a maggio col giocatore . Meglio diallo.

      Rispondi
    • Furbación

      Ti sarà daviso che i rendering non costano niente…

      Rispondi
    • giusto per caso .. io sono graphic designer, da piu’ di 10 anni lavoro con gli usa … il rendering costa 🙂 …. dalla manodopera ossia la progettazione in 3D dello stadio ed esterni … dipende dalla complessita’ ma se fatto bene ci metti settimane …. poi il rendering dipende se fai solo 1 immagine (1 frame) oppure 1 video tipo di 30 secondi ….

      ossia se il video e’ a 30 fps (frame per second) devi renderizzare 30 x 30 = 900 immagini … poi dipende da molti fattori pero’ se la scena e’ illuminata con texture a 6K per renderizzare anche solo 1 immagine ci metti anche 5-10 minuti …

      quindi fai 900 x 5 minuti = 4500 minuti ossia 75 ore con un PC valido per il rendering .. .non scherzo … poi ci sono quelli che fanno renderizzare alle render farm .. e li i tempi si abbassano … concludendo .. metti settimane di manodopera per realizzare il modello 3D in software grafici 3D tipo blender o cinema4d (e i grafici giustamente si fanno pagare bene) e poi metti tutta la corrente elettrica necessaria per far girare il pc che renderizza 75 ore …

      Parliamo di migliaia di euro … sto basso 5-10.000 euro …

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  • Se al cmò di dieci moine agh meta la pilasa allora lo stadio si fa se non ce la mette arvèdros. Mi pare che al nocciolo siamo sulla stessa linea anche nella microscopica Parigi. Faremo mica di nuovo le Società Partecipate Pubbliche ehhhh nooooo ehhhh.

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  • ForzaParma

    Nel frattempo il Bologna ha raggiunto l’accordo per la costruzione del nuovo stadio…stessa cosa per la Roma…e il Verona ha presentato ufficialmente il progetto per rifare daccapo il Bentegodi.
    Noi dormiamo…

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    • … piu’ che dormire e’ piu’ facile che non abbiano i neanche i 2 per far ballare una scimmia … kk incluso anzi soprattutto … 😏

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  • Ricordo sempre che KK cominciò nel 2005 a parlare di stadio nell’Iowa… 21 anni fa!!!
    E siamo ancora ai rendering…. là….. qui siamo ancora alle pec…
    Campa cavallo…

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