DIARIO CROCIATO / GILARDINO E L’ATTACCO ALLA BERLUSCONI
(Gmajo) – La novità principale che, assieme al collega Gianni Barone, abbiamo riscontrato nella prima uscita di Alberto Gilardino sulla panchina del Parma, della quale abbiamo a lungo disquisito durante la nostra direttona post gara, è stato l’utilizzo del doppio centravanti, formula da noi definita “alla Berlusconi”, non tanto per omaggiare lo statista – cui è stato dedicato l’aeroporto di Milano Malpensa – a pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo 90° compleanno, quanto l’allenatore di calcio che era in lui, quello che ad Ancelotti diceva che aveva vinto grazie ai suoi schemi e che se la prese anche con l’allora CT Dino Zoff.
Secondo il Cavaliere, infatti, il vero attacco a quello a due punte: quello a tre, teoricamente più offensivo, in realtà non lo è mai, in quanto i due a supporto dell’unica (vera) punta, specie se sono esterni, diventa difficile annoverarli come veri e propri attaccanti, per cui, per essere offensivi sul serio bisogna schierare due centracco appaiati, un po’ come andava di moda negli anni ’90, quando si soleva scegliere un pingaglione, affiancato da uno più mobile e brevilineo.
Ebbene, il primo Parma di Gilardino, che alla corte del Berlusca era arrivato (già precedentemente prenotato e pagato) dopo averci trascinato alla salvezza nello Spareggio di Bologna (e speriamo che le vicissitudini che sovente accompagnano i mister, finita la luna di miele, non vadano mai a cancellare quella che era stata la mia più forte emozione vissuta da insider nel mondo del calcio), presentava siffatto attacco, composto dagli appaiati Nesta Elphege e David Romero (mai utilizzati assieme da Cuesta) che hanno dimostrato subito un ottimo affiatamento, avendo confezionato, il primo, gli assist per il gol del secondo (e anche della traversa di Carboni), il tutto in 45′ in cui si sono apprezzate ben quattro conclusioni nello specchio, bottino, niente male.
Avendo una certa penuria di uomini (6 nazionali, il punito Valenti, i soliti indisponibili dai piedi buoni, ma in infermeria, oltre a Delprato, che poi ci avrebbero spiegato non essere al 100% già da dopo la gara col Genoa, sicché non valeva la pena rischiarlo per un’amichevole, benché per gli schemi si sarebbe rivelato essenziale, visto che è stato dovuto utilizzare come braccetto Konate, poi spostato in mediana dopo i cambi di inizio ripresa, e Frigan riscaldatosi, poiché in distinta, ma non utilizzato per un affaticamento) va da sé che il primo Parma di Gilardino, in amichevole, non può che essere considerato lontano parente di quello che debutterà in campionato nell’anticipo di sabato 10 ottobre 2026, sperando di accendere le luci di San Siro ai danni dell’Inter.
La sensazione provata dagli spalti, tuttavia, è che proprio una delle poche certezze che si possa ricavare è quella dell’attacco bifronte, con Elphege e Romero che potrebbe essere confermato. Tutto il resto, invece, è ampiamente improbabile possa essere riproposto. Lascio in sospeso il ragionamento portiere poiché, con Daffara in Nazionale, Edo Corvi – peraltro con i gradi di Capitano – non poteva che essere confermato tra i pali, pur avendo perso un po’ di minutaggio (sinora era stato stakanovista assoluto), giacché nella ripresa gli è subentrato il secondo di giornata, ma terzo nelle gerarchie Simone Ghidotti. L’ipotesi che, anche per valorizzare un investimento della società, possa esser scavalcato da Daffara resta aperta. A proposito di portieri: nell’Entella, titolare era l’indimenticato Simone Colombi, che da queste parti ha ancora tante ammiratrici ed ammiratori.
Durante la nostra Anteprima Parma, avevo un po’ stimolato il nostro Gianni Barone, poiché era stato l’unico a sostenere, in questi giorni, che il Gila avrebbe potuto cambiare sistema di gioco, abbandonando la difesa a tre, preferita dal suo predecessore, per passare a quella a quattro. Come in tanti si aspettavano, alla fine il nuovo Maestro d’Orchestra, ex Primo Violino, ha, invece, effettuato una scelta conservativa, confermando, inizialmente lo schieramento (sebbene parecchio rimaneggiato per le ragioni di cui sopra) a tre centrali (in mezzo Carlos, con Konate e Ndiaye braccetti) e due laterali (con Carboni a destra e Valeri a sinistra), salvo, poi, a ripresa inoltrata, virare su quella a quattro, dopo l’uscita di Konate e l’ingresso di De Martis, 26′ st, con una difesa disposta con il primavera Chimezie, il neo entrato, coi galloni di Capitano Troilo, il confermato Carlos e Ndiaye.
In quel mentre lo schieramento avrebbe assunto la forma del 4-4-2, che potrebbe risultare alla fine la equa mediazione tra il 3-5-2 ed il tanto invocato 4-3-3. Almqvist, inizialmente schierato al centro dell’attacco con El Bilal Tourè, trovandosi non a proprio agio, sarebbe, quindi, stato dirottato sull’out destro (Carboni sulla fascia opposta), dove già anche nella passata gestione tecnica aveva dimostrato di fare danni agli avversari (sia dopo esser stato recuperato sul finire della precedente stagione che all’inizio della presente, sino al gol al Genoa, squadra che in estate lo aveva inseguito, senza riuscire ad accaparrarselo.
Ovviamente, difficilmente rivedremo il centrocampo di oggi, forte, si fa per dire, di Ordonez (rivedibile. Anzi no, speriamo di no…) che aveva ai suoi fianchi il redivivo idolo delle donne Benjamin Cremaschi (mandato in sala stampa per le seguenti indimenticabili parole, sintetizzare sul sito ufficiale: (“Sono contento per la partita di oggi. Abbiamo lavorato per una settimana con il nuovo allenatore e stiamo cercando di rispondere al meglio alle sue richieste. Oggi abbiamo fatto vedere tante cose positive, ma ci sono anche diversi aspetti sui quali possiamo ancora migliorare. Continueremo a lavorare per farci trovare pronti all’inizio del campionato e affrontarlo con tutte le nostre energie”) e Giovanni Fabbian.
E’ proprio in questo reparto, la mediana, che molti – Zurlini in primis – aspettano il ritorno di quelli che sanno dare del tu al pallone. Nicolussi Caviglia (Sierro, se vogliamo) e soprattutto Bernabé, il quale, stando al Gila, ha giocato in molti ruoli, ma che secondo lui può esprimersi al meglio solo in due. Quali? Non è dato a sapersi, ma dal momento che non predilige l’utilizzo di elementi tra le linee, supponiamo in mezzo al campo alla Pirlo. E Nicolussi-Caviglia? Boh. Vedremo se sorgerà qualche dualismo…
Durante il direttone finale, con Gianni Barone parlavamo, parlavamo, ma sulla chat on line del canale YouTube StadioTardini.it continuavano a chiederci se c’erano stati, col cambio del manico, miglioramenti, in chiave propositiva: oggettivamente sì, se si considerano le quattro occasioni in 45′ della funzionale coppia Elphege-Romero; viceversa, però, abbiamo avuto la netta sensazione che l’ex campione del mondo, attaccante, stia curando soprattutto i dettagli offensivi, ma, per quanto concerne i movimenti dietro, non mi pare ci sia la medesima attenzione. Se a questo sommiamo il motto coniato da Gilardino “Tutti insieme” che molto ricorda il “Tutti dentro” di Pecchia, si prospettano tempi duri per le formichine, con le cicale che cantano anche in ottobre…
Sempre quei curiosoni che ci stavano seguendo da casa, in particolare Io-Io, particolarmente interessato agli spifferi societari, voleva sapere da me quanto fosse solida la posizione di Pettinà. A mio modo di vedere il Diesse, a questo giro, potrebbe anche averla sfangata – nonostante lo scherzetto tiratogli l’anno scorso da Cherubini, che gli aveva attribuito la paternità della scelta dell’ora ripudiato Cuesta – anche se resta il fatto che ad inizio stagione nel suo compartimento sia stato inserito Federico Crovari (lasciamo perdere la definizione esotica Football Pathway Manager), fedelissimo del Plenipotenziario, arrivato in sua quota. Sicché: chi vivrà vedrà…
L’amichevole, si è disputata al cospetto di un centinaio abbondante di spettatori sui malandati spalti del campo centrale del Settore Giovanile del Mutti Training Center di Collecchio: attraverso il famoso form – sull’utilizzo del quale eravamo stati un po’ caustici poiché destinato ai più veloci a prenotarsi – non ci eravamo sbagliati nel pronosticare l’ingresso di non più di 20-30 persone.
Tra i vip abbiamo individuato il neo presidente del CCPC Bruno Bia: approfitto dell’occasione per porgere i migliori auguri di pronta guarigione al suo predecessore Angelo Manfredini, ricoverato per una polmonite, anche se stando ai bollettini che ci arrivano le sue condizioni sono in miglioramento.
La conferenza d’insediamento di Alberto Gilardino era stata preceduta dalla news del ritorno di Gabriel Paletta nello staff tecnico, dal quale era stato rimosso al termine della passata stagione e ora curiosamente reintegrato proprio in coincidenza con il mandato del successore di Carlos Cuesta Garcia. Ovviamente molto elevato il feeling con il ritrovato Nicola Pavarini…
Infine, a beneficio dei nostri dietologi (mitiche figure che temo non esistano) pubblico alcune immagini della degustazione di fine direttona, servitaci alle ore 15 dal gentilissimo e professionale personale in servizio al Bar Centrale (o Mauro) di Collecchio, che non ha esitato a riaccendere i fornelli per le orecchiette con sughi differenti per Gianni Barone (broccoli, che sono nella mia personale blacklist e salamino) e per il sottoscritto (classico ragout) e dolci (per la gioia del nostro super regista Ale Pongonazzo, virtualmente unitosi al nostro desco). Gabriele Majo
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Per me è l’ attacco alla….Cuesta
Ma è più buono Balogh o Indiaiè? Diallo o Cremaschi? Frigan o Benepippa? Veeeeeeeehhhhhhh Diallo veeeeeeehhhhhh Borussia Dormund veeeeeeeehhhhhhhh Friiiiiiiiiiiiigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaannnnnnnnnnnnnnn!!!!!!!
Attacco alla Berlusconi ma con le pezze al culo
Per ravvivare l’attacco ci sarebbe una soluzione pratica ed economica: fare tornare Cardinali dal prestito allo Spezia. Ho visto gli spezzini espugnare il Mapei Stadium con Cardinali assoluto protagonista. Corre, lotta e salta l’uomo. Cose che al Parma servirebbero parecchio da un esterno e che lui ha fatto per tutto il tempo trascorso in campo.
Lui, Kouda e Mikolajewsky sono molto più forti di gente che è ancora nel roster. Le scelte tecniche ultimamente sono state molto opinabili…