GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’ (LA NAZIONALE): “UN PUNTO FORSE DECISIVO”
(Gian Carlo Ceci) – Francia 1 – Italia 1. Con una buona prova gli azzurri, al termine di una partita noiosa e monocorde nella prima parte del confronto, bella e a tratti spettacolare nella ripresa, impongono a Parigi il pareggio ai vice Campioni del Mondo e portano a casa un punto che, in Nations League, potrebbe risultare decisivo per evitare i playoff.
Certamente solo i più ottimisti, dopo la sconfortante prova con il Belgio, potevano prevedere che l’Italia di Mancini sarebbe cresciuta come gioco e rendimento al punto da tenere testa, in trasferta, a una Francia con tanti campioni e individualità di assoluto valore che, davanti al pubblico amico, hanno brillato nella ripresa e costretto Donnarumma a cinque formidabili parate per evitare un pesante passivo.
Interventi che sono riusciti a tenere a galla gli azzurri capaci di contrarre efficacemente i francesi nel primo tempo che, impossessandosi della metà campo avversaria, hanno praticamente sempre comandato il gioco con una quasi continua pressione, pur difettando di incisività e penetrazione, tanto che non sono stati capaci di effettuare un tiro in porta, cosa riuscita invece agli azzurri due volte. In particolare al nono minuto, quando Kean, dopo un centro di Kayode, con la porta spalancata ha concluso male e debolmente, consentendo a Maignan di opporsi di petto e respingere in calcio d’angolo.
Si è vista un’Italia compatta, ben registrata fra i reparti, con capacità di palleggio, ottimamente disposta con un 4-3-3 molto mobile che, difensivamente, si avvaleva del rientro delle punte e che è riuscita, per un tempo, non a spegnere ma a far meno brillare le stelle francesi che si sono accese nella ripresa, creando grandi difficoltà agli azzurri.
Praticamente, dopo il rientro in campo, specie nei primi dieci minuti, i transalpini hanno aumentato il ritmo, velocizzato l’azione e l’undici di Mancini ha dovuto subire come mai prima, è andato in sofferenza e solo le grandi parate di Donnarumma (specie quelle effettuate dopo tre minuti, con un doppio straordinario intervento ravvicinato) hanno consentito di mantenere la parità.
Gli azzurri, imprevedibilmente, sono apparsi come stanchi mostrando uno strano ed evidente calo, se si considera che venivano dai quindici minuti dell’intervallo. Sempre in ritardo e con tanti contrasti persi, l’Italia ha molto stentato a contenere gli spunti dei singoli in blu, in particolare di Olise che, dopo tante occasioni fallite, ha portato in vantaggio la Francia non al termine di un’azione manovrata ma su punizione, con un imparabile tiro che ha accarezzato la parte inferiore della traversa.
Subito il gol, gli azzurri, anche per i cambi effettuati da Mancini, hanno reagito: sono riusciti progressivamente a equilibrare il gioco e, intensificando la pressione, hanno creato pericoli e problemi alla non molto solida difesa francese che è capitolata a metà tempo quando Bastoni, in pressing, sfruttando un errore di Da Cunha (che con sufficienza, sulla tre quarti, controllava male un disimpegno di Rabiot) rubava palla, avanzava trovavano un ampio varco e, cogliendo impreparata una allargata difesa che stava salendo con Maignan a centro area, dal limite, di sinistro, centrava la porta rimasta vuota, fra la disperazione dei francesi che, nel finale, chiudevano in dieci per l’espulsione (doppio cartellino giallo), di Upamecano.
Era il gol dell’uno a uno, un prezioso pareggio per un’Italia apparsa in crescita, che progredisce e fa ben sperare per il prossimo confronto di lunedì, a Bologna, con la Turchia. Gian Carlo Ceci
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