E’ ESATTAMENTE QUESTO IL NATALE CHE VOLEVAMO VIVERE: L’EUROPA SULLO ZERBINO DI CASA E LA ZONA RETROCESSIONE GIU’ IN CORTILE

“Se il campionato finisse questa sera, il Parma sarebbe primo alle spalle delle sette sorelle. Volendo, anche questo è uno scudetto. Dunque non sarebbe il caso di farsi un giretto al mercatino per rinforzare la squadra in modo che sia messa nella condizione di inquadrare, con maggior precisione e più convinzione, le parti nobili della classifica?”

DSC00193BOLOGNA – nostro servizio – (Luca Russo) – Otto sono i punti che ci separano dall’Europa in tono minore (Euroleague). Undici quelli che ci permettono di disinnescare, almeno per il momento, l’incubo retrocessione. E, storico Spareggio del 2005 a parte, quattordici sono gli anni trascorsi dalla nostra ultima affermazione, in A, al Dall’Ara. Correva il primo Marzo del 1998: il Parma, ai tempi diretto da Carlo Ancelotti, seppe imporsi, in rimonta, sul Bologna che a fine anno finì in Intertoto. Di Stanic e Crippa le reti che ribaltarono l’iniziale vantaggio firmato da Paramatti. Oggi, come allora, i Crociati son stati lesti nel replicare immediatamente all’uno a zero siglato, in mischia, da Sorensen. Valdes, con un missile terra-aria scagliato dalla lunga distanza, ha ricucito lo strappo e Sansone, al quale ci risulta difficile ‘perdonare’ ciò che ha combinato un istante dopo il gol (perché andare a stuzzicare Diamanti invece che dirigersi sotto la curva e condividere coi tifosi la gioia per il 2-1?), ha messo la freccia. E’ esattamente questo il Natale che noi tutti avremmo voluto vivere: l’Europa sullo zerbino di casa e la zona retrocessione giù in cortile.

Continua la lettura all’interno

 

Inevitabile, per quanto appena detto, che sorga, spontaneo, un interrogativo: visto che la zona Euro è lì a due passi, non sarebbe il caso di farsi un giretto al mercatino (non quello di Natale, ma di riparazione) per rinforzare la squadra in modo che sia messa nella condizione di inquadrare, con maggior precisione e più convinzione, le parti nobili della classifica? Donadoni, in conferenza stampa, ci ha confessato che di mercato, almeno durante la pausa natalizia, non vuole saperne. Immaginiamo, e speriamo, che se ne occupino gli altri (Leonardi e Ghirardi, per intenderci). E non solo per puntellare una rosa che comunque ci sembra già piuttosto attrezzata per perseguire l’obiettivo minimo stagionale, il mantenimento della categoria, ma anche per sostituire chi, al momento, è sospettato di essere in partenza. Paletta? Così sembrerebbe. Il Napoli, bastonato dalla Disciplinare, che gli ha sottratto due punti e, per sei mesi, le prestazioni di Cannavaro e Grava, ne avrebbe bisogno come il pane. Il Parma visto all’opera nel capoluogo emiliano, un po’ meno. E non perché l’argentino sia diventato improvvisamente scarso o non degno di indossare la nostra casacca (anzi, ad avercene di elementi come lui!), ma per un’altra ragione: con un Santacroce in queste condizioni, che io reputo eccellenti se consideriamo com’era messo qualche tempo fa o, per andare ancor più indietro nel tempo, l’anno scorso, ed una difesa che ha imparato a prendere gol col contagocce, è lecito che Paletta resti incedibile così come lo è stato, ma non troppo, finora? Tanto per capirci: qualora il Napoli bussasse alla nostra porta con in mano una cifra vicina o superiore ai 10 milioni di euro, io, pur turandomi il naso, un pensierino alla sua cessione lo farei. Non ci è dato sapere quali saranno, in merito, le strategie del GhiLeo. Ma una considerazione voglio azzardarla: questo è il momento in cui il Parma può decidere se seguitare ad essere un serbatoio al servizio delle grandi, o se tentare di sedersi al loro tavolo. Un grande club, o perlomeno un club che ha intenzione di diventarlo in un futuro più o meno immediato, non può rivoluzionare la rosa ogni anno. Al contrario, deve apportarle migliorie di stagione in stagione, aggiungendole, campionato dopo campionato, qualcuno di buono a chi ne fa parte già da tempo. In questo
senso, la conferma di Paletta nel ruolo di guardiano della nostra area di rigore, sarebbe una prova, decisamente attendibile e significativa, delle buone intenzioni di Ghirardi. Che ha sempre sognato di costruire un grande Parma e che adesso ha l’occasione per gettarne quantomeno le basi, sempre che il centrale argentino non venga venduto o svenduto alla ‘concorrenza’. Intanto, Bologna ce la ricorderemo non solo per i tre punti conquistati con una rimonta del tipo di quelle che un tempo eravamo noi a subire. Ma anche per il modo in cui sono arrivati. Il Parma, amante e fautore (o presunto tale) del calcio propositivo, si è scoperto squadra di una freddezza quasi clinica. Sul piano della manovra, escluse quattro o cinque incantevoli serpentine di Belfodil (che, con le dovute precauzioni, allo scrivente sembra sempre più una mistione di Ibra e Benzema), c’è stato ben poco per cui stropicciarsi gli occhi. La differenza l’abbiamo fatta nel momento in cui il Bologna ce ne ha offerto la possibilità. Poche sono state le occasioni nitide che abbiamo avuto in canna. Ma le abbiamo sfruttate tutte, esibendo una precisione che spesso in passato ci è stata estranea. Del resto, anche il Bologna è pervenuto al gol alla prima vera occasione che gli è capitata sui piedi e giusto un attimo dopo il miracolo sfoderato da Pavarini in occasione dell’unica circostanza in cui ha dovuto sporcarsi i guanti. Della serie: chi di spada ferisce, di spada perisce. Buon per noi che di spade ne avessimo qualcuna in più del Bologna. A cui è andata di traverso la giornata no di Taider e Diamanti (anche se Pioli, rispondendo a questo mio appunto in conferenza stampa, ha affermato senza indugio che a suo avviso Diamanti è stato il migliore del Bologna), il quale, muovendosi un po’ troppo sul fronte offensivo, di riferimenti sicuramente non ne ha dati alla retroguardia del Parma, ma nemmeno ai suoi compagni di attacco, che raramente son riusciti ad innescarlo, preso come era dalla voglia di far la corte alla partita più che di mettersi al servizio della squadra. Nel Parma, detto dell’ottima prestazione del reparto difensivo e di un Belfodil efficace sia quando c’è da fare che quando c’è da disfare, convincenti le prove di Parolo, che di polmoni talvolta sembra averne quattro tanta è la foga con cui partecipa alle due fasi, e Marchionni, oggi molto più vocato al ruolo di interditore che a quello di rifinitore. Soddisfacente, e non solo per il gol da tre punti, la partita di Sansone. Il ragazzo, che Donadoni in conferenza stampa, a proposito della sua esultanza poco ortodossa, ha definito ‘per bene’, si è dato, in copertura come negli ultimi venti metri, senza risparmiare alcuna energia. Difficile quantificare le linee di passaggio avversarie che è riuscito a sporcare. Ma vi assicuriamo che sono state tante. E tanta è pure  la soddisfazione che proviamo consultando la classifica: se il campionato finisse questa sera, il Parma sarebbe primo tra le squadre non iscritte al club delle sette sorelle. Volendo, anche questo è uno scudetto. Luca Russo

3 pensieri riguardo “E’ ESATTAMENTE QUESTO IL NATALE CHE VOLEVAMO VIVERE: L’EUROPA SULLO ZERBINO DI CASA E LA ZONA RETROCESSIONE GIU’ IN CORTILE

  • 23 Dicembre 2012 in 15:16
    Permalink

    a me non risulta difficile perdonare Sansone per avere irriso Diamanti ! ANZI !!!!! Mi ha fatto godere il triplo !!!!!! Diamanti pallone gonfiato !

    Dents

  • 23 Dicembre 2012 in 18:49
    Permalink

    Diamanti avrà"guadagnato" una decina di calci di punizione metà dei quali inesistenti, protestava come un ossesso ad ogni occasione e se Sansone è andato ad esultargli in faccia avrà avauto le sue ragioni……smettiamola con questo perbenismo a corrente alternata… si è beccato il suo cartellino giallo legittimo, per me capisco più questo di chi si toglie la maglia dopo il goal…la maglia un gicatore dovrebbe averla tattuata sul torace (metaforicamente) quindi non toglierla MAI…Se ci mettiamo a "fare le pulci" a Sansone (uno dei più educati corretti leali e puliti della squadra) cadiamo nel ridicolo!!Comunque ha fatto bene Donadoni a toglierlo perchè sarebbe diventato oggetto di provocazioni col rischio di un'altro cartellino giallo!! Tanti auguri a tutti buon Natale ai tifosi veri e tanta pasta Fissan per chi ci vuole male!! Angioldo

  • 23 Dicembre 2012 in 19:01
    Permalink

    Caro Luca è Natale cerchiamo di essere tutti un po' più buoni, ma con tutta la buona volontà non riesco ad assecondare le tue valutazioni sulla opportunità di cedere Paletta nè concordo sulle prestazioni di Santacroce cui riconosco il gran merito di farsi trovare pronto al bisogno, ma ieri il vero Leader in difesa è stato Lucarelli (riportato nel suo ruolo), così come non posso assecondare le tue preoccupazioni per la difesa del Napoli (tra l'altro stanno cedendo Campagnaro ed Aronica)cui mi lega una franca antipatia (ampiamente condivisa) per il piagnina Mazzarri ed il cinepaettonaro presidente.Angioldo

I commenti sono chiusi.