LODI RICORDA: “QUELLA NOTTE QUANDO LEONARDI MI PORTO’ AD EMPOLI”. COSTA: “MIO PADRE E’ DI REGGIO, IO SONO DI REGGIO, PERO’ NON CREDO CHE QUESTI SIANO PROBLEMI” – Fotogallery presentazione
(gmajo) – Entrambi erano dei crociati predestinati. Se di Andrea Costa ce lo ha ricordato ieri papà Vilmo nella conversazione esclusiva concessa a stadiotardini.it (dopo il pessimo benvenuto al figliolo da parte di un tifoso su Facebook, proprio perché figlio di un sostenitore della Reggiana) svelandoci il particolare che avrebbe potuto arrivare lui anziché Cigarini, di Francesco Lodi è Pietro Leonardi a rimembrare il vecchio “ratto” quando nella notte lo portò all’Empoli, dopo che di fatto aveva era già stato preso dal Parma dopo un provino. Insomma, dopo una decina di anni, come lo stesso Plenipotenziario, ha sottolineato, è riuscito a riportare al Parma chi al Parma aveva sottratto.
E lo stesso Lodi ha confermato: “Io avevo fatto parte della rappresentativa Campania, quando giocavo al Napoli e avevo 11 anni, di lì feci un torneo in Umbria di cui i migliori sarebbero finiti al Parma. In quell’epoca mancava un terzino e quindi sono stato scelto come terzino sinistro, poi sono avanzato sulla fascia. Ho fatto anche abbastanza bene, ricordo anche quanti gol feci, e da lì venni preso dal Parma. Venni, anche al centro sportivo di allora, a fare allenamento. Ma una notte arrivò una telefonata che a mio padre non andava bene, e lasciai Parma di notte, e andai ad Empoli, come ha ricordato il direttore, venendomi a prendere a Napoli da casa”. Da allora è nato con Pietro Leonardi uno di quei rapporti stretti che lui indubbiamente sa creare, tanto è vero che Lodi ha ammesso che l’unico posto dove sarebbe andato era appunto Parma poiché c’era Leonardi. a proposito della pessima stagione del Catania dell’anno scorso era sostanzialmente perché la squadra che aveva sfiorato la Uefa l’anno prima si era imborghesita, erano cambiate un po’ di situazioni, ma soprattutto lo spirito che se si fosse ritrovato come nelle ultime giornate, forse magari si sarebbe anche salvata. Per quanto riguarda, invece, il fallimento a Genova, (“mi volete far fare polemica”) deriva soprattutto dal fatto che era stato scelto per il suo ruolo (davanti alla difesa) da Liverani, che lo aveva fortissimamente voluto, “ma dopo cinque giornate c’è stato un cambiamento ed è stato scelto un allenatore che di giocatori come me non ne aveva mai visti, perché faceva tutto un altro tipo di gioco, e infatti, avevo già messo in preventivo che avrei fatto molta fatica a Genova. Ho scelto di tornare a Catania dove sono stato bene (e già prima aveva fatto un peana all’ambiente siculo, nda), lo rifarei anche se ho preso tanti di quegli insulti. A Catania, come ho risposto prima, era successo che la squadra si era un pochino imborghesita, un po’ come tutto l’ambiente e questo ha fatto sì che la squadra retrocedesse. Però le ultime partite hanno dimostrato che quella squadra se avesse giocato con il coltello tra i denti come aveva fatto l’anno prima, quello del record, si sarebbe potuta salvare tranquillamente”.
Se Ciccio Lodi è un regista e qui, a dispetto che a Genova avrà un tecnico che indubbiamente lo saprà valorizzare poiché punta su quel tipo di giocatore, Andrea Costa è un difensore, prettamente centrale, anche se si è adatto a giocare, nell’arco della sua carriera, come terzino sinistro. E’ un eclettico, dunque, uno di quei calciatori intercambiabili di posizione che tanto piacciono a Leonardi (che ha raccontato un gustoso aneddoto al riguardo di un allenatore che aveva spostato a fare il terzino sinistro uno che era uno stopper: e tu fai lo stopper a sinistra, aveva detto questi al giocatore meravigliatosi per la posizione diversa dal solito) e a Donadoni. C’è da ricordare, tra l’altro, che Costa nella sua carriera aveva accusato un problema fisico che ne avrebbe in seguito un po’ minato le prestazioni in velocità sulla fascia, per cui sostanzialmente si candida da vice-Lucarelli, anche perché, come gli ha ricordato Sandro Piovani il capitano è un po’ su d’età. StadioTardini.it gli ha fatto riferimento alla pessima accoglienza su facebook (da noi stigmatizzata) da parte di un tifoso del Parma, per via della reggianità sua e soprattutto di suo padre: “Sì, mi ha riferito ieri l’ufficio stampa della intervista di cui non sapevo assolutamente nulla: l’ho letta ed è stata una intervista abbastanza tranquilla. Io sonio venuto qui pur sapendo delle mie origini, sapendo dove sarei venuto, e non lo ritenevo, e non lo ritengo tuttora, assolutamente un problema. Ho fatto questa scelta perché ritengo di essere arrivato in una società che può aiutarmi a migliorare ancora, e gli altri discorsi non li ho considerati. Mio padre è di Reggio, io sono di Reggio, però non credo siano problemi”. Come per Lodi anche per Costa i problemi a Genova – sia pure sull’altra sponda – erano personalmente derivati dal cambio di allenatore, con Mihajlovic che proprio non lo vedeva: “Probabilmente sarà stato il periodo: Mihajolovic era arrivato quando la situazione non era delle migliori. Si è provato a cambiare qualcosa, e io ero tra quei giocatori messi da parte, però alla fine le cose sono andate bene. E’ stato un periodo particolare, però era una cosa che ci poteva stare”.

