IL COLUMNIST di Luca Russo / Javier Tebas ha ragione: “Il calcio non può essere ridotto a un pugno di squadre”

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Javier Tebas è il numero 1 della Liga spagnola. E il 25 marzo scorso ha lanciato LigaSportsTv, piattaforma OTT per la trasmissione in streaming di eventi sportivi creata dalla Liga col valido proposito di offrire visibilità e risalto mediatico a discipline che in questo momento non riescono a ritagliarsene nemmeno un po’. Ma Javier Tebas è anche e soprattutto un convinto contestatore della  Superlega o SuperChampions che dir si voglia, rassegna al momento nemmeno allo stato embrionale ideata da alcuni membri della direzione dell’Eca con lo scopo di riformare l’attuale Champions League, che andrebbe ad affiancare i tornei locali e sarebbe così strutturata: posti fissi per le grandi storiche del calcio europeo e partite nei weekend, con la conseguente riduzione da 20 a 18 squadre degli organici dei campionati nazionali. Un’idea che il presidente della Liga non ha esitato a definire “una cattiva idea”, spiegando il perché in un’interessante intervista rilasciata a Filippo Maria Ricci de La Gazzetta dello tebas gdsSport. “Questa che propongono non è una riforma della Champions League, no. Questa è una nuova competizione alla quale hanno solo lasciato il nome di Champions League. È completamente diversa dall’attuale: posti fissi per le squadre storiche, partite nei weekend e soprattutto riduzione dei campionati da 20 a 18 squadre. Sono misure che comportano un contraccolpo immediato nei campionati nazionali: sensibile riduzione delle entrate per le squadre e quindi, conseguenza diretta, la riduzione degli stipendi dei calciatori e la perdita di posti di lavoro. Passare da 20 a 18 ridurrebbe di un 40% il volume d’introiti dei club di un campionato, perché si toglie spazio a una competizione per darlo a un’altra che è una nostra concorrente diretta. E questo a beneficio di chi? Dei grandi club. A me sembra che chi ha già 5 Ferrari in garage stia lottando per poter averne 8, mentre è nostro obbligo proteggere i club più piccoli e le federazioni più povere. Il calcio non può essere ridotto a un pugno di squadre. È la base del movimento che rende forte il nostro sport. E per questo non capisco il favore della Uefa a tale idea, l’ho già detto e lo ribadirò al presidente Ceferin”. Ragionamento che non fa una piega e di cui io in linea di principio sottoscrivo finanche la punteggiatura, specie nel passaggio in cui Tebas afferma che “il calcio non può essere ridotto a un pugno di squadre”. Giusto, ma amplierei il discorso e se ce l’avessi qui di fronte a me, mi piacerebbe chiedere al presidente della Liga se ritiene invece giusto che nel calcio la vittoria debba essere un’opportunità circoscritta a un pugno di club. Come per esempio accade in Champions, che premia sistematicamente le solite note, e ancor di più nei campionati nazionali, laddove negli ultimi anni il titolo è finito sempre ad una big, se si escludono i golpe, comunque molto più che isolati, di Leicester, Borussia Dortmund, Atletico Madrid e Montpellier. È vero che dare il via libera ad una competizione che faccia concorrenza a Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue1 rischierebbe di svilire l’appeal e la vendibilità di questi ultimi, sottraendogli risorse e visibilità. È vero che ridurre il numero di squadre iscritte ai tornei locali e variare la collocazione settimanale dei rispettivi match modificherebbe la struttura economica del calcio, mettendo in pericolo la sostenibilità dell’industria che ne è a monte e a valle. Ma le dittature di Real Madrid, Barcellona, Juventus, Bayern Monaco, Manchester City, Chelsea e Paris Saint Germain non stanno già sortendo il medesimo effetto? È nobile che ci si preoccupi di proteggere i club più piccoli perché è la base del movimento che rende forte il calcio. Ma ora come ora li si tutela nel modo giusto? Non mi pare, se per esempio il Chievo sa in partenza che il suo obiettivo stagionale non potrà essere che la solita striminzita salvezza. Il calcio non può essere ridotto a un pugno di squadre, dice bene Tebas, però nemmeno la vittoria dovrebbe essere un’esclusiva di pochi eletti. E invece di fatto, e purtroppo per chi sostiene un club che non siede al tavolo dei potenti, trionfano sempre i soliti, favoriti da un’architettura economico-politico-calcistica che allarga sempre di più il gap tra grandi e piccole, arricchendo chi ricco lo è già e impoverendo ulteriormente chi invece di risorse ne ha già poche. Un meccanismo che alimenta la noia e contribuisce al disamoramento degli appassionati nei confronti del pallone. Se io tifoso del Parma non posso nemmeno lontanamente sperare che quest’anno, il prossimo o il successivo ci dica bene e sia quello giusto per vincere qualcosa, alla lunga l’interesse per il gioco viene smorzato dalla monotonia di un esito sempre uguale a sé stesso. Ma salvare il giocattolo calcio si può, se realmente se ne ha la voglia. Sicuramente evitando che la Superlega diventi realtà. E, ancor più semplicemente, trasformando la via che conduce al successo da ztl a strada percorribile da chiunque. Anche un Parma deve poter avere la possibilità di competere per la vittoria finale. Come? In tal senso la NBA ha fatto e continua a fare scuola. Tra tetto salariale, mercato in entrata limitato per chi ha appena vinto e prime scelte riservate alle franchigie che invece hanno chiuso agli ultimi posti, nel basket d’oltreoceano c’è alternanza al potere e quindi speranza e potenziale gloria per tutti. Da quelle parti il concetto di grande storica non ha mai attecchito. Da qualche stagione la scena è tutta dei Warriors, ma prima ci son stati gli anni d’oro dei Bulls, il lungo dominio di Lakers e Celtics, la dinastia degli Spurs, gli acuti di Mavericks, Trail Blazers e Sonics, la favola dei Cavaliers, gli interregni di Pistons e Rockets, i fasti ormai lontani dei Knicks e insomma è come se l’albo d’oro della Serie A non fosse un’interminabile sequenza di Juventus, Inter, Milan, ancora Juventus, ancora Inter e ancora Milan con rarissime tracce di Lazio, Roma, Sampdoria, Napoli, Verona, Cagliari, Torino, Fiorentina e Bologna (per non spingersi troppo indietro nel tempo). Perché lì sì e qui no? Elementare: perché li sostanzialmente si concede a tutti l’opportunità di allestire o preservare una buona squadra e vince chi lavora meglio in sede di mercato e successivamente di assemblaggio; se lì paradossalmente perdere aiuta a vincere, da noi al contrario vincere aiuta a vincere e a mantenere il proprio posizionamento sul mercato, per cui se sei stabilmente ai vertici della classifica e ti qualifichi alle coppe con una certa frequenza hai più entrate, più liquidità per fare campagna acquisti e dunque più probabilità di rinforzare una rosa già valida. Chi invece perde, per sopravvivere deve vendere, ovvero smantellare quanto di buono si è fatto dodici mesi prima. E ricominciare da zero. Ribaltare questo trend è l’unica mossa possibile per restituire al calcio la credibilità e l’imprevedibilità necessarie perché continui ad essere lo sport più popolare del mondo. Luca Russo

11 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / Javier Tebas ha ragione: “Il calcio non può essere ridotto a un pugno di squadre”

  • 13 Aprile 2019 in 18:16
    Permalink

    la juve a perso con la spal il napoli con le mpoli decidono loro chi deve retrocedere ? il campionato cosi e falsato

  • 13 Aprile 2019 in 18:19
    Permalink

    spero che torni il cinese come presidente finche c era lui presidnente la suadra ha ottenuto promozioni continue e in serie a era a 14 ppunti dalla retrocessione !! appema l hanno defenestrato la squadra ha iniziato ad andare male mi tocco nelle zone basse quando vedo ………..

  • 13 Aprile 2019 in 18:22
    Permalink

    La juve ha venduto la partita, la spal è salva, adesso sono cazzi

    • 13 Aprile 2019 in 19:44
      Permalink

      Xké la Spal è salva? Ha un solo punto in più del Parma con una partita in meno da giocare.
      Ckn la rosa al completo (ma anche senza Inglese) non ho paura di nessuno se giochiamo come contro il Toro.
      In più a Bologna si vince.
      Sempre e solo forza Parma

  • 13 Aprile 2019 in 19:58
    Permalink

    È uno schifo… Decidono le big chi deve retrocedere….

  • 13 Aprile 2019 in 20:22
    Permalink

    Ti svegli adesso? Il mondo è così, vincono i più forti, non gnolare da vittimina.
    Se potessi faresti così anche tu, e alora tes szo

  • 13 Aprile 2019 in 20:42
    Permalink

    Noi arriviamo terz’ultimi o quart’ultimi
    In tutti i casi o arriveremo
    con
    un punto in più dell’Empoli
    un punto in meno dell’Empoli o a
    pari punti.
    Dietro tutte vincono
    Juventus e Napoli sembra facciano partite
    di allenamento ma sbaglio o avevo.letto che sennò
    non metteva ogni domenica la formazione migliore aveva delle
    penalizzazioni?
    Oggi addirittura nella Juventus c’erano
    3 della primavera.
    È ovviamente un campionato falsato
    D’altra parte con l’Empoli in casa sua eravamo stati
    3 volte in vantaggio e poi nel recupero….
    A Frosinone molli.come lumache abbiamo.preso il gol
    della sconfitta nel recupero facendocene fare dal
    FROSINONE tre che non aveva mai fatto a nessuno.
    GIUSTO ANDARE IN B
    Attualmente siamo.la squadra che più la meritiamo.
    D’altra parte noi con il Napoli con il Frosinone
    e con la,Lazio abbiamo giocato senza
    combattere senza palle 🍒 senza fame Vergogna
    Se perdiamo domani siamo spacciati.
    Non fatevi illudere ( sei punti) dal vantaggio
    che abbiamo sull’Empoli
    L’Empoli ha la squadra per vincere o male che vada
    pareggiare a Bergamo
    Ho visto giocare l’Empoli.
    Ora non ridete ma per me è una delle squadre
    più in forma del campionato.
    E vi chiedo di scusarmi ancora ma dietro
    tutte volano e non scommetterei un euro
    sulla salvezza del Parma se domani
    dovesse
    NUOVAMENTE perdere. ⚡ ⚡

  • 13 Aprile 2019 in 21:09
    Permalink

    CLASSIFICA FINALE

    Se domani perdiamo
    EMPOLI 39 😇

    PARMA 38 😈
    poi Frosinone e
    Chievo 😈 😈 In B

    Se domani pareggiamo
    PARMA 39 😇

    EMPOLI 39 😈
    poi Frosinone e
    Chievo 😈 😈 In B

    Se domani vinciamo
    Parma 41. 😇

    EMPOLI. 39 😈
    poi Frosinone e
    Chievo 😈 😈 In B

  • 13 Aprile 2019 in 21:17
    Permalink

    VELENOSO,
    PORTI sfortuna….
    Aiuto….

  • 13 Aprile 2019 in 21:39
    Permalink

    Dobbiamo ancora salvarci, eh. Io certi discorsi li lascerei stare fino a fine campionato.

I commenti sono chiusi.

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