IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / TROPPO PRUDENTI
(Riccardo Schiroli) – Alla fine del primo tempo di Udinese-Parma mi son detto che spesso avevo chiesto a Cata [Pecchia] di usare buon senso e realismo e varare un Parma più prudente e che la settimana prima mi ero compiaciuto dopo aver visto la prudenza mostrata dal primo Chivu contro il Bologna. Ecco, mi sono ridetto, forse Chivu mi ha preso un po’ troppo sul serio. Perché altro che prudente, che è stato il Parma visto nel primo tempo a Udine.
Per fare un parallelo, scavo nella memoria ed estraggo la squadra di calcetto che schierò il componente della mia Lega di Fantacalcio che ha eroicamente svolto funzione di addetto stampa di Cata negli ultimi 2 anni in un prestigioso torneo estivo anni ’90. E’ vero che il materiale umano a sua disposizione era quello che era (per dire, c’ero io come punta di riferimento), ma lui rinunciò completamente all’attacco.
Ha fatto un po’ lo stesso Chivu sabato scorso. E neanche in maniera troppo efficace, visto che Saion [Suzuki] lo ha salvato più di qualche volta. E non starei tanto a fare questione di moduli (meglio: sistema di gioco). La differenza la fanno più l’atteggiamento, l’attenzione e l’aggressività, della formuletta 3-4-3, 4-3-2-1 o quel che volete.
Adesso propongo un mio cavallo di battaglia. Se parliamo di “difesa a 4”, non dobbiamo contrapporla a quella “a 3”, ma dobbiamo nominare il sistema di gioco alternativo come “difesa a 5”. Se parliamo di “difesa a 3”, allora l’alternativa è “a 2”. Perché la differenza, alla fine, è sempre e solo l’accettare la parità numerica o meno. Se si vuole difendere bassi, insomma, bisogna rispolverare il vecchio libero e non raccontarci che stiamo giocando “con la difesa a 3”. Lo diceva il compianto Gigi Simoni. Lo diceva, in maniera più scoppiettante, il Trap un giorno in cui a Cremona intimò al direttore di questo sito: “Ma scusi, lei è in diretta? Complimenti, mi sta togliendo l’aria…”
Torniamo a Chivu.
“Nel primo tempo abbiamo sofferto la fisicità dell’Udinese, che ci ha messo tanta pressione. E’ mancata anche qualche palla in verticale. Abbiamo fatto fatica a uscire dal basso, abbiamo giocato sempre in orizzontale, palla all’indietro. Nel secondo tempo, invece, abbiamo avuto più coraggio, abbiamo alzato il baricentro, abbiamo messo più pressione.”
Chivu ha aggiunto “ripartirei da quello”. E in effetti, il Parma del secondo tempo ha fatto la sua partita e ha creato anche 3 occasioni da rete limpide. Padelli ne ha salvate 2 con eccellenti parate su Almqvist e Pellegrino. Per altro, nella chat della mia lega di Fantacalcio si fantasticava fosse il figlio del portiere che faceva la riserva ad Handanovic nell’Inter. Invece è proprio lo stesso Padelli, classe 1985.
A proposito di Pellegrino, ha tirato in porta più lui nel finale di partita con l’Udinese che Bonny nell’ultimo mese (se togliamo il rigore che ha segnato con il Bologna). Prendiamolo come un fatto promettente.
Non vorrei comunque che credeste a un Parma che ha dominato il secondo tempo. In realtà, l’Udinese ha avuto più volte la possibilità di segnare il 2-0. Thauvin, che ha fatto a fette la difesa del Parma per buona parte della serata, per fortuna al tiro è stato preciso solo sul calcio di rigore del primo tempo.
Il Parma avrebbe potuto pareggiare, ma l’Udinese ha onestamente più qualità. Per dire, uno come Lovric fa parte di una categoria alla quale non appartiene (sia detto con tutto il rispetto) nessun centrocampista del Parma.
La domanda comunque è: basterà questo Parma per raggiungere la salvezza?
L’Empoli ha guadagnato un punto (ma presumo che D’Aversa sia convinto di averne persi 2, visto com’è andata la partita di Genova) ed è a -1, il Cagliari e il Lecce restano 2 punti sopra.
Nel prossimo weekend il Parma ospita il Torino, il Lecce ospita il Milan, l’Empoli ospita la Roma e il Cagliari ospita il Genoa.
La settimana dopo il Parma va a Monza, mentre l’Empoli va a Torino, il Cagliari va a Roma e il Lecce a Genova.
Poi c’è una sosta e il Parma riprende con la trasferta di Verona (squadra che non abbiamo calcolato, ma che realisticamente dovrebbe rimanere in lotta per la salvezza fino alla fine) in un weekend che vede il Cagliari ospitare il Monza, il Lecce ricevere la Roma e l’Empoli giocare a Como.
Penso che la classifica di domenica 31 marzo sarà molto indicativa sulle possibilità che ha il Parma di mantenere la categoria. In aprile (Inter e Juventus in casa, Fiorentina e Lazio fuori) ci sono ottime probabilità di ottenere zero punti. Poi a maggio ci sono Como fuori e Empoli in casa, prima di un finale che non promette niente di buono con Napoli ed Atalanta. Riccardo Schiroli


La butto lì….e se provassimo a mettere Corvi in porta e Suzuki davanti alla difesa?….Almeno ha un minimo di visione di gioco nei rilanci. Certo si dovrebbe completamente disinteressare della fase difensiva o sono guai 🤣
Ovviamente è una battuta dettata dalla disperazione…😅
Trittico: le vedove di Pecchia (1), la poikilia di Chivu (2), un appello derogabile (3)
1) Le vedove di Pecchia
Le vedove di Pecchia, le più commosse e le più integraliste, ancora mostrano orgogliosamente i propri visi solcati da lacrime a dirotto e quelle prive di stille di pianto per abuso dell’esercizio dei dotti lacrimali o per ingannatoria afflizione… accompagnano le altre, (le più giovani) facendo tintinnare ampolle appese al collo stracolme di lucciconi o di acqua di rubinetto… Ma da dove viene questa liturgia, da dove trae ancora la sua forza e perché sussiste così tanta devozione verso il mago di Formia che al momento del distacco avvenuto alla 25° stazione, dopo 4 sconfitte consecutive, e col Parma geolocalizzato da 3 turni in zona retrocessione, predicava ancora una leggerezza divenuta sinistra, che sarebbe stato meglio chiamare “magrezza carenziale” (di punti, di gioco, e di entusiasmo)?
Fondamentalmente io credo che il culto per Pecchia sia stato un culto a prima vista.. nato nell’estate del ’22 quanto kk supportato da una efficace propaganda ha avuto buon gioco ad affidarci alle pratiche consolatorie di un avvocato colto e allenatore fresco vincitore del campionato minore. Le cose sono state fatte così bene che adesso per interrompere l’imbarazzante rito dei devoti non bastano neanche le dichiarazioni disincantate degli anchormen
Credo sia naturale fare paragoni
2) La poikilia di Chivu
Ora però alla guida della squadra c’è un signore, altrettanto colto e con un’illustre carriera da calciatore che possiede lo sguardo di chi non dovendo giocare con le parole potrebbe anche tacere e farsi ugualmente capire. Chivu si è assunto un compito sportivamente gravoso e ciononostante sta già raccogliendo risultati apprezzabili. In 2 partite contro squadre di categoria, abbiamo raccolto 3 punti, subito 1 solo gol su rigore casuale, assegnato perché una palla friulana ha colpito un nostro braccio non intenzionalmente disposto a chiudere traiettorie.. ma in traiettoria perchè costretto al corpo da un’articolazione presente da oltre 1000000 di anni…caratterizzata da una propria meccanica rotatoria che neanche il Padre-Eterno ormai potrebbe modificare, figuriamoci 2 giacchette nere (Basterebbe prendere una bambola gonfiabile…e verificare le posizioni consentite). Il neo-mister ha realizzato anche qualcosa che sembrava impossibile ovvero l’impermeabilizzazione della difesa (con o senza catenacci)…ma ne verificheremo la tenuta contro le davvero grandi. Infine, (ed è questo in verità il punto che dopo tante parole mi preme condividere), il signor Chivu ha portato quella poikilia apprezzata da poeti, democratici e semplici osservatori di partite, che consiste nella “varietà” di forme (in questo caso le forme sono i sistemi di gioco realizzabili anche nella stessa partita) e questo è un cambiamento epocale rispetto al mono-tema tattico del precedente conduttore.
X adesso ha fatto tanto con quello che aveva a disposizione, ma sicuramente non è la panacea a tutti i mali.
Hai ragione ma il cambio allenatore ormai era necessario e anch’io sono molto contento di quello che sta facendo. Per le altre correzioni purtroppo adesso è tardi
3) Un appello derogabile
Termino con un’ultima constatazione, fuori tema, un po’ criptica e forse non strettamente legata al Pecchianesimo cioè la “rivelazione dell’assenza” (sembra un ossimoro ma non lo è) del ministro esecutivo. Avrebbe dovuto per prima cosa interessarsi del calciomercato (invece ha preferito starne fuori o più verosimilmente non è stato invitato); una sera aveva anche promesso, a petto in fuori, di instaurare un dialogo diretto con i tifosi ma quella mascherata intenzione ovviamente non ha poi avuto seguito, come da manuale della scuola sabauda. Non ha neanche avuto il tempo di farsi fotografare almeno una volta a fianco del nuovo allenatore (che per me non ha personalmente partorito…). E’ riuscito invece, fino all’ultimo, a fare da testimone alle vedove di Pecchia. Da qui l’appello: cercasi Cherubini (non) disperatamente
Trittico:
1 D’ accordo, i misteri di “quella fede”
2 D’accordo, speriamo in conferme positive
3 D’accordo, ufficialità inutilmente anticipata?
Ciao Alessandro la tua domanda è delle cento pistole…io però direi che mentre alcuni si stanno già chiedendo perché il nuovo allenatore non sia arrivato prima, nessuno ancora si è posto il pensiero perché Cherubini sia arrivato solo adesso…..
Se sia effettivamente arrivato risulta ancora di difficile comprensione, che vi fosse nell’ ombra anche prima pare una realtà…le pistole della domanda diventano così duecento.
Desaparecido