sabato, Ottobre 24, 2026
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PARMA, 5° STOP STAGIONALE: SORPASSO LECCE, SI SVEGLIA IL GENOA

(Vincenzo Bellino) – Con il successo della Lazio sul Cagliari (2-0) si chiude ufficialmente la decima giornata di Serie A. Un turno che ha visto confermarsi Inter e Milan, vincitrici contro Verona e Roma — quest’ultima superata in classifica dalle due milanesi, che si portano a una sola lunghezza di distanza dal Napoli capolista, fermato sullo 0-0 casalingo dal Como, che sbaglia anche un rigore con Morata.

Bene anche la Juventus, che infligge la prima sconfitta casalinga alla Cremonese (1-2) e regala a Spalletti il primo squillo sulla panchina della Vecchia Signora, così come il Bologna, che espugna il Tardini in rimonta (1-3) e si aggiudica il derby emiliano col Parma.

Ritrova il sorriso l’Udinese, vittorioso sull’Atalanta (1-0); in fondo alla classifica, il Lecce centra il secondo successo stagionale, sale a quota 9 punti e inguaia sempre di più la Fiorentina, che potrebbe anche cambiare guida tecnica nelle prossime ore.

Chi invece la guida tecnica l’ha già cambiata, seppur ad interim per il momento, con Criscito in panchina al posto del dimissionario Vieira, è il Genoa, che ottiene la prima vittoria in campionato, superando 2-1 a domicilio il Sassuolo.

Parma col peggior attacco della Serie A

Se dopo la sconfitta di Roma la situazione di classifica del Parma poteva ancora considerarsi, per certi versi, accettabile, all’indomani del ko casalingo col Bologna non è più così — sia per come è maturato il risultato, sia per i progressi delle dirette concorrenti.

Il gol lampo di Bernabè ha illuso i crociati, raggiunti al 17’ da Castro. La traversa di Britschgi, sul punteggio di 2-0, avrebbe potuto cambiare il copione della gara, ma il calcio è anche questo. L’infortunio di Estevez e l’ingresso di Sorensen contribuiscono a indirizzare il match sui binari felsinei: la mediana gialloblù perde la bussola e, da un passaggio impreciso del danese, nasce il contropiede che porta Ordonez a commettere fallo su Odgaard, rimediando così la seconda ammonizione e lasciando il Parma in dieci uomini.

Sul finire del primo tempo alza bandiera bianca anche Circati, l’ennesimo segnale di una serata storta, che conferma i limiti di una squadra che già fatica a costruire azioni pericolose in undici contro undici, figuriamoci in inferiorità numerica.

L’unico squillo della ripresa è di Benedyczak, che sbaglia la misura del tiro a tu per tu con Skorupski, graziando gli ospiti. Il Bologna ne approfitta e, a 20’ dal termine, passa in vantaggio ancora con Castro, complice un disimpegno difensivo imperfetto del Parma, simile a quanto accaduto all’Olimpico in occasione dell’1-0 della Roma.

Nel recupero arriva anche il tris di Miranda, che sorprende Suzuki con una gran botta di sinistro da posizione defilata: il pallone disegna una traiettoria perfetta e si spegne sul palo opposto, alla sinistra dell’estremo difensore giapponese.

“C’è delusione”, ha dichiarato in conferenza stampa mister Carlos Cuesta. Non basta: la delusione va trasformata in energia positiva, per provare a ribaltare una situazione di classifica che inizia a farsi critica. Con il successo del Genoa sul Sassuolo, il Parma diventa la squadra con il peggior attacco della Serie A.

Urge un cambio di passo già contro il Milan, atteso al Tardini sabato sera (20:45) e lanciatissimo dopo la vittoria sulla Roma. Il Pisa, con i propri mezzi, è riuscito a rallentare i rossoneri, mentre il Verona, nel lunch match di domenica, ha messo in grande difficoltà l’Inter. Nulla è impossibile, ma bisogna volerlo davvero. Vincenzo Bellino

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52 pensieri riguardo “PARMA, 5° STOP STAGIONALE: SORPASSO LECCE, SI SVEGLIA IL GENOA”

    • Secondo me il problema non è il progetto in sé (anche se oscuro…), ma le persone che KK ha chiamato a gestirlo questo progetto…. Vuoi comprare dei giovani? Bene, chiama qualcuno che sia competente! Di giovani forti ce ne sono, ovvio che se li fai cercare a uno che non è capace ti ritrovi in squadra Ordonez, Sorensen e Lovik…

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      • Ma perché c’è cosi paura a centrare il bersaglio grosso? Mi sembra come ai tempi del Berta perché nessuno osava afiorare Ghirardi.
        I dirigenti ed i collaboratori, validi o scarsi che siano, li ha scelti il proprietario, cui detta la propria linea o filosofia, funzionale o meno che sia

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        • Ha ragione al 100% infatti il bersaglio deve essere Kraus, anche se ritengo Lancom molto responsabile dello sfacelo e conoscendo certe dinamiche aziendali si tratta del classico dirigente che ha fatto il lavaggio del cervello al padrone. Ma cambia poco bisogna solo cacciare entrambi. Viceversa mi chiedo ancora cosa sia venuto a fare Cherucarli se non a pagarsi le rate del mutuo. Sta facendo una figura di merda colossale. In giro a parlare di rudo e femminile mentre la squadra affonda con una rosa imbarazzante messa su (formalmente) da lui. Col caso Oristagno che ormai è una roba imbarazzante e con i progetti stadio e collecchio che anche i cani sanno che non vengono dichiarati morti perchè i politici non possono farlo pena una figura di merda a loro volta. O sta traghettando una cessione verso una proprietà che gli consentirà di tornare a essere Cherubini con un minimo di dignità o la sua carriera finirà qui insieme al Fu Parma Calcio 1913.

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        • Nessuna paura, infatti ho scritto che il problema è nelle persone che KK ha chiamato, quindi vien da sé che la responsabilità è sua. Secondo me si puo’ portare avanti un progetto giovani, ma c’è modo e modo di farlo. Quello di KK è il modo sbagliato a giudicare dagli investimenti e dai risultati.

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          • Il problema è la filosofia, non gli esecutori. C’è da riflettere se uno come Cherubini viene condizionato dalla stessa, anziché lasciarlo libero di agire. Senza dimenticare la sovrastruttura di gruppo, altro bel problema per la governance, come già rivelò a suo tempo Martines…

        • Esatto. Questa gente vive con l’ansia perché parte dal presupposto che senza l’americano si debba ripartire dai dilettanti, quindi non sia mai a criticarlo, è sempre colpa degli altri. Quanti dirigenti sono stati cambiati in 5 anni ? Chi li aveva scelti ma soprattutto perché se ne sono andati? Chi ha imposto questa strategia allucinante? Chi è l’unico comune denominatore in 6 stagioni ? Ieri ho visto Parma Talk e appoggio in toto Majo e Matteo Ceresini, il quale ha anche detto una cosa molto significativa:” Qualcuno di voi sa che faccia abbia il nostro direttore sportivo?”. Nelle prime 5 stagioni, 1 retrocessione, 3 di B, una salvezza per Spirito Santo e cosa decide di fare , invece di rilanciare per tirarsi fuori dalla lotta, garantendo la competitività sportiva, la categoria ed i relativi introiti? Hanno abbassato ulteriormente il monte ingaggi, spendendo meno della metà di quanto incassato, e comprando giocatori che non hanno nulla di funzionale ma sono solo potenziali plusvalenze fra qualche anno ( se le fai ed in B non le fai ). Ma il dietrofront di Cherubini in 10 mesi, da progetto ambizioso a sperare di stare in A non vi puzza ? Cosa è cambiato in questi mesi ?

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          • In realtà la mancanza di critiche si ravvisa molto nelle testate giornalistiche di “regime”… Noi tifosi siamo invece molto critici sulla gestione di KK, in primis ovviamente per la mancanza di risultati e più in generale perché tutti gli anni siamo a fare figure di m…
            KK non è l’unico imprenditore che ha investito nel calcio quindi l’equazione paventata da qualcuno “via KK=fallimento” è una boiata. Noi abbiamo vissuto tempi molto bui ma il Parma ormai è nella storia del calcio italiano (ricordiamoci che siamo una delle squadre maggiormente titolate…)

            Direttore torno a lei per un dubbio: se per filosofia del presidente si intende la volontà di investire sui giovani non credo sia di per sé un errore. Mi ripeto dicendo che chi porta avanti questa filosofia non è in grado di farlo (sempre per colpa di KK che non sa scegliere gli uomini adatti o ne sceglie troppi oppure perché si immischia impedendo ai suoi dirigenti di lavorare).

            Comunque se il progetto di Davide di stalkerizzare i facoltosi ha successo risolviamo i nostri problemi!!

          • Per me la follia sta nella filosofia: come ogni integralismo, andrebbe smussato, ma i sottoposti (di livello piccolo, medio, grande) legano l’asino dove vuole il padrone, anche perché chi non lo fa (pur nell’interesse del padrone), ve lo dico per esperienza personale, poi viene rottamato… E gli esempi non mancano…

            Purtroppo, però, di solito quando si sbaglia, si cerca di imparare dai propri errori, ma quando c’è la presunzione o ubris, di credere di aver inventato la pietra filosofale, non ci si accorge della realtà…

      • Va analizzata la gravita’ della situazione attuale..ad ogni modo serve lucidita’ al di la di tutto non siamo ancora spacciato.il campionato di livello scarso ci offre la possibilita’ di rimediare.ad ogni modo il tasso tecnico offensivo della scquadra e’ davvero basso…e l allenatore e’ stata una scommessa.buona giornata

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    • Tifoso gialloblù.

      Il progetto di Krause
      Prendere giocatori stranieri sconosciuti
      e poi farli maturare ma se becchi un giocatore scarso sei fregato.
      Se invece come è successo per Leoni Sohm e Bonny se questi sono richiesti la vendita per Krause è certa anche perché Krause pensa solo ai soldi.
      Del Parma se ne frega
      La serie 🅱️; per me con simili giocatori è matematica.
      Ci siamo troppo indrboliyi

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      • Per funzionare a dovere, quella filosofia andrebbe migliorare in qualche importante dettaglio: primo, se paghi 10 quello che al momento vale 1 per poi tentare di rivenderlo a 15 ghe quel cal strusa (quindi le scommesse van fatte puntando poco, senza mettere cifre esagerate sul banco); secondo: in estate Cherubini ha svolto un ottimo lavoro fronte uscite, ma lui sa bene che le stesse vendite non gli avrebbero fruttato altrettanto, se il Parma non avesse mantenuto la categoria. Ora: se la squadra salvatasi all’ultima giornata si è indebolita, o comunque è cambiata del 50% dei propri effettivi, quali speranze potrà mai vantare? Quindi la serie A va salvata non solo per far godere voi tifosi, ma appunto per proteggere quella sostenibilità alla quale ora stanno tanto tenendo…

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        • Infatti è per quello che dico che dirigenti competenti (in ambito calcistico) possono anche portare avanti un progetto basato sui giovani, perché riescono a trovare chi costa poco ma ha veramente la prospettiva di diventare buono e valere molto in futuro. Da noi spendiamo cifre folli per Sorensen, Ordonez, Toilo….. Mi sembra evidente che chi sceglie quei giocatori a quei prezzi o è poco competente o peggio…

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  • Ma state ancora a parlare di calcio?Parite?Attacco e difesa? Con Troilo, Brischi, Indiaiè, Bernamè e Benepippa?Finchè ci saranno Kraus e Lancom il calcio qui non esisterà mai. Uniamoci e con un moto popolare spingiamo il magnate a tornarsene da dove è venuto. Ecco allora si potremo tornare a parlare di calcio

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  • E nel frattempo “Parma Calcio annuncia che Danilo Sciò entra a far parte del Club nel ruolo di Chief Revenue Officer, a partire dalla giornata di oggi.”
    Quindi siamo a posto direi no? Mi chiedevo come mai non avessimo il Chier Revenue Officer…anche perchè non ho idea di che c..zo di ruolo sia. Ma che lavòr

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      • Ah ok grazie… siccome la retrocessione è più che un ipotesi e di conseguenza i ricavi saranno solo sogni, praticamente non serve a una mazza, benedetta o no…

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        • Esatto!
          L’assurdità di questi inserimenti manageriali sta proprio nel fatto che sono completamente scollegati con la realtà e con i risultati.

          Arriva un esperto di Revenue e Business con esperienza all’Atletico Madrid? Ottimo.
          Ma se nel frattempo hai allestito una squadra che faticherebbe a salvarsi pure in Serie B, quali ricavi vuoi mai trovare?

          Lo stesso vale per l’australiano preso dal Tottenham.

          Ma dico io, se hai queste ambizioni internazionali, ma possibile che allora non sei in grado di comprare anche i calciatori e gli allenatori adeguati?

          Così mi sa tanto di un vorrei ma non posso. Una roba da miserabili e ignoranti cafoni.

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          • No, il problema è che crede alla bontà della propria filosofia, malgrado l’evidenza dimostri tutt’altro. E purtroppo, la salvezza della passata stagione, ha fatto credere nella bontà del proprio credo, esasperato all’inverosimile con l’ultima infornata…

      • Sbaglio o era un inserimento già definito da settimane?

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        • Trupo lo aveva anticipato qualche settimana fa, ma la ricerca era in atto da mesi se non anni

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  • Ma krause si sta rendendo conto che con la sua filosofia si finisce in serie b e che quindi non fa le plusvalenze? Che cherubini glielo dica

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    • Lancom gli ha detto che se anche andiamo in B le fa lo stesso e anzi spende meno

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  • Sciò spero sia benaugurante rispetto al lungoviso americano. Che gli sia fatto un bello sciò, raus, via, fuori dai coglioni. Siamo stanchi basta!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma poi cosa ci sta a fare ancora? A fare la B e fare la fine dello Spezia (a proposito richiamato Osso/Crisantemo)?

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  • Ma serve in una squadra di calcio un CRO?

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    • Serve come il pane chi ti assicura i ricavi. In una società di calcio come in una qualsiasi altra società.

      Questo, in generale, circa la figura professionale, senza voler entrare nei dettagli di chi già c’era e di chi è arrivato, ma in assoluto avere una professionalità che ti porta ricavi (specie se li porta davvero) non è solo utile, ma indispensabile.

      Venendo al Parma Calcio, però, le aspettative della proprietà sono elevatissime, non avendo ben compreso che stiamo parlando sì di una squadra dall’ormai vecchio blasone (gli allori sono tutti datati era Tanzi, e si capisce il perché), ha antica gloria internazionale, ma anche la serie A, una volta, era il campionato più bello del mondo. Insomma: aver comprato il Parma e credere di avere in mano il Manchester e cercarne gli stessi ricavi non è molto corrispondente alla realtà. Un po’ come credere che puoi fare 3.500 ml/anno di naming dal New Tardini (messo nel PEF), quando l’Atalanta ha raccolto quella cifra in cinque anni da Gewiss, che peraltro non ha rinnovato (passando alla maglia, con una riduzione, credo, del gettito).

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      • Ma allora la domanda è: siamo sicuri che KK sia un bravo imprenditore? No perchè se dopo 5 anni continua a fare le stesse cagate qualche dubbio ce l’ho. E se non ci arriva lui, possibile che delle 1000 figure di cui si contorna, nessuno e in particolare Cherubini, gli faccia notare che il progetto così come lo pensa sto personaggio non sta in piedi? Cherubini cosa ci sta a fare? Ha paura di essere silurato?E amen, non credo che faticherà a trovare un’altra sistemazione, ma deve cercare di farlo rinsavire prima che sia troppo tardi, altrimenti è notte fonda!

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        • Probabilmente è un bravo imprenditore ma in altri campi, in ambito sportivo mi sembra evidente che non lo è

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        • Secondo me glielo hanno fatto notare tutti salvo poi essere licenziati proprio per avergli rovinato il sogno dell’eredità ai nipotini.
          Cherubini sarà probabilmente il prossimo.

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        • Il grande management in una grande azienda, dove l’ego del capo non può essere limitato, serve solo ad avere un esercito di signorsi. Il Parma calcio mi sembra in questa situazione.

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          • 👍👍

  • Presidente un dirigente o pseudo tale costa al massimo 0,2 pali lordi annui. Un giocatore forte da A che fa la differenza costa 2 pali annui. Il magnate col viso lungo fa lo splendido assumendo dirigenti perché costa poco e avendo le pezze al deretano quello può fare.

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  • Ragioniamo in maniera imprenditoriale: io imprenditore decido di investire solo quando penso di poter avere un tornaconto ( mi pare giusto). Naturalmente, il mio tornaconto è di natura economica ossia investo per creare nuova ricchezza. Nel calcio, chi investe, lo fa a volte anche per altri motivi, ad esempio per un legame affettivo con la squadra o per veicolare la propria immagine o quella del proprio core business attraverso un fenomeno mediaticamente mostruoso, come appunto il calcio. L’americano ha avuto un ritorno d’immagine positivo? No. Aveva un legame affettivo con la città? Ovviamente no. Ipotizzando che da oggi non metterà più un centesimo nel Parma e che quindi il suo esborso resterà “solo e non oltre” i quasi 500 milioni, potrà mai recuperare almeno i suoi soldi ? No, assolutamente, perché il Parma non varrà mai quella cifra, visto anche il prezzo di brand superiori, con fatturati superiori, che valgono molto meno di 500 milioni. Infine, se andiamo in B, il valore della società calerà ulteriormente. Potrà non capire di calcio ma sicuramente ne capisce di investimenti, quindi la domanda è: perché non mette in vendita la società per evitare il rischio di ulteriori perdite sull’ investimento, soprattutto in caso di B ? Quale tornaconto ha nel restare ancora in questo business?

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  • Triple-sec

    Apologia del presidente e degobizzazione della squadra. Il Parma ha avuto un unico grande Presidente, Ceresini. Il migliore calcio però lo abbiamo giocato nell’era Tanzi ma poi abbiamo dovuto fare i conti con un abisso di negligenze, violenze, e malefatte che non hanno certo dato lustro alla città. Entrambi Parmigiani ma così diversi. Dai 7 siamo stati trascinati invece in un’impresa manageriale/sportiva di successo ma non rientrano nella categoria dei presidenti. Piuttosto andrebbero considerati imprenditori volonterosi che si sono dedicati a risolvere con la passione dei tifosi una situazione sportiva aporetica ma, in accordo alle loro dichiarate volontà, senza assumersi i rischi d’impresa. Poi è arrivato l’Americano (degli altri presidenti è inutile parlare). KK non è un uomo di sport, non comprende cosa significhi essere tifosi, viene da un’altra cultura ed è un imprenditore di seconda generazione di successo quindi ricco. Nella sua gestione ha introdotto già al secondo anno un approccio tecnologico basato integralmente sull’analisi dei dati e sugli algoritmi impiegati per trovare nuovi talenti. Purtroppo, i risultati, complessivamente, non sono stati soddisfacenti. E’ però una persona che paga gli stipendi e rispettosa delle regole… cioè non disposta agli illeciti sportivi, (cosa non da poco). Personalmente ho contestato il presidente quando ha dato il consenso o ha personalmente deciso (?) di escludere giocatori che del Parma erano diventati corpo (Jacoponi) o avevano dato un decisivo contributo alla Promozione (Cyp) o quando ha licenziato dirigenti validi (quali ad es Vaeyens e Galli) e ne ha accolto altri che come scudi umani offrivano il petto alle contestazioni (Pederzoli) e non per meriti manageriali in senso stretto. L’ho contestato anche quando ha comprato il titolo sportivo femminile (peraltro messo in vendita dalla federazione). Non ho condiviso neanche le (lecite) operazioni di marketing sportivo (Buffon) o quando si è affidato ad un DS in quarantena da quasi due anni (Cherubini). Il suo progetto imprenditoriale è stato invece contrastato da comitati, politica e troppa sicurezza di sé; il suo progetto sportivo dalla sua inesperienza. Detto questo, dimenticando il tragitto che ci ha portato ad oggi, se il Parma avesse solo qualche punto in più le contestazioni di cui adesso è bersaglio non sarebbero così vibranti o si ridurrebbero consistentemente. Personalmente sono abbastanza convinto che la soluzione sia però a portata di mano e credo che anche questa squadra, con gli interpreti nel ruolo giusto, 2-3 innesti a gennaio ed il recupero degli infortunati si potrebbe salvare. Il primo passo da fare sarebbe però quello di affidarla ad una solida guida tecnica, cosa che Cherubini potrebbe ostacolare (vista la paternità delle scelte di Cuesta Cutrone ed Oristanio). In tal caso sospendere il potenziario che non ha portato alcun contributo alla causa (a causa del guinzaglio o della sua incapacità a lavorare senza la rete di Agnelli e Paratici) sarebbe il male minore. Ma purtroppo difficilmente accadrà.

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    • Ciao, se gran parte del Tuo commento non solo è condivisibile, ma anche lucido ed apprezzabile, non altrettanto è per le tue affermazioni versus Cherubini, dettate, molto probabilmente, da una prevenzione per i suoi trascorsi juventini, piuttosto che da quella obiettività che mi piace avere e trovare in chi leggo. Ricorderai che non molto tempo fa, Ti diedi la mia disponibilità ad ospitare tuoi pezzi su StadioTardini, trovando le Tue analisi interessanti e dunque potenzialmente adatte a StadioTardini.it, ma su Cherubini Ti fai portare fuori strada appunto da questo evidente e palese sentimento anti-gobbo come da titolo.
      Credimi, conosco molto bene il Parma per averci lavorato dentro e per averlo comunque seguito sempre durante i lunghi anni della mia carriera e non credo di esagerare nel sostenere che il “Plenipotenziario” sia stata sostanzialmente l’unica scelta che mi abbia convinto del lustro Krause. Poi, va capito che, stanti le perentorie linea guida del proprietario, anche lui possa/debba fare quello che può, eppure, nonostante le palesi interferenze, ha fatto e sta facendo comunque molto per il club. Oltre che per se stesso, in quanto, al di là di auspicare che altri (i calciatori) reputino Parma una stazione d’arrivo e non di transito, è evidente e palese che stia cercando di sfruttare questa opportunità per tornare in pista e mettersi in mostra agli occhi di club di maggiore lignaggio rispetto all’odierno Parma Calcio. Vendere come ha fatto lui è impresa non da poco (apposta che può interessare), mentre sugli acquisti deve arrangiarsi accontentando KK e i suoi uomini (Lacome e Pettinà). Inoltre, anche lato corporate, per lui una novità assoluta, non ha fatto rimpiangere i predecessori, creando, come loro, interlocuzioni proficue con le istituzioni, ma come dicevo l’altra sera al Parma Talk il territorio non sono solo le istituzioni, ma anche il popolino e su questo punto latita. Dopo aver mostrato il petto, dicendo “ce penso io” dopo Parma-Lecce della scorsa stagione, non lo abbiamo più visto altrettanto motivato nell’incontrare i tifosi (che non sono solo quelli organizzati). In più, in casi di difficoltà abbastanza palesi come l’attuale, è bene metterci la faccia in modo franco, piuttosto che sfuggire. Non si può certo dire che non sia un presenzialista (e talvolta, per me, è sovra esposto) però, senza voler indulgere al paraculismo, dovrebbe mostrarsi più prossimo ai tifosi.

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      • Triple-sec

        Ciao Gabriele, questa è una risposta che mi fa piacere leggere per varie ragioni, perché giova al contraddittorio e perchè fare le veci di chi non può rispondere è lodevole. Con questo però non voglio dire che la mia scarsa considerazione di Cherubini sia stata voce dal sen fuggita. Concordo anche che gli si debba riconoscere che l’operazione Sohm sia stata un piccolo capolavoro mentre le altre trattative, forse più semplici, hanno portato significative entrate (ma questo ad un tifoso interessa relativamente). Ciò che più conta infatti, in particolare per formazioni non di prima fascia, senza budget milionari, dovrebbe essere la ricerca di preservare l’identità della squadra ed integrare le partenze (quest’anno troppe) con pochi, selezionati, acquisti. Purtroppo però se volessimo capire a chi attribuire tali oneri ed onori entreremmo in un ginepraio dove le responsabilità sono difficilmente rintracciabili (a differenza ad es della Fiorentina Americana) ma visto che Cherubini è il Plenipotenziario mi sembra corretto riferirsi a lui e, la consegna della squadra incompleta in alcuni ruoli, o l’acquisto last minute dei giocatori non è una buona pratica e non è riuscito ad evitarla. La nomina di Cuesta (che per carità non può essere la causa di tutti i nostri mali) ha però invece paternità certa e fin da subito si poteva prevedere che un ragazzo senza esperienza con dei secondi senza esperienza avrebbero avuto grandi difficoltà nel nostro campionato. Un azzardo incomprensibile (non credo di essere supponente ad affermarlo) compiuto da Cherubini. Non mi voglio però sottrarre alla Tua giusta sottolineatura e rimprovero riguardo ai pregiudizi. In generale però l’effetto delle “cattive condotte” non scompare tanto facilmente e non immediatamente diventa evangelicamente “bene”. Ci vuole un po’ di tempo

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    • Ale Pongonazzo

      Forse il germe del male risiede nell’ illusione da parte di qualcuno di essere il Billy Beane (KK) del calcio, sostenuto da quello che crede essere il Bill James (la maglietta tarocca col coccodrillino) del caso …ma il batti e corri è un po’differente dal calcio …come tutti gli sport tradizionali US …qualcosa accadrà…prima o poi …per forza…oppure no.

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      • Ottima citazione, credo che sia forse una delle cause del male. Ma solo pensare di poter paragonare lo sport come inteso oltre oceano e il calcio, non solo italiano ma europeo, è un peccato mortale se effettivamente condiviso dai nostri eroi.

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  • Siberianhusky

    Credo che alla base dei problemi del Parma ci siano errori sulle tempistiche di valorizzazione dei giocatori. Non tutti hanno le stesse capacità di adattamento in un nuovo ambiente e di apprendimento sufficientemente rapido, banalmente anche per via delle difficoltà di imparare una lingua che a scuola non avevano studiato.
    Per restare in Serie A occorre avere un forte nucleo di giocatori pronti da subito. Se non c’è…anche la crescita dei giovani presi in giro per il mondo con gli algoritmi ne risente in negativo.
    I ricavi dipendono poi dai risultati sportivi e una squadra eternamente nei bassifondi della Serie A non esercita molto fascino su sponsor e consumatori.
    In pratica il cane si morde la coda…
    Non a caso i risultati sono buoni con la Primavera, dove è possibile fare crescere i giocatori gradualmente e scadenti per quanto riguarda la prima squadra, dove il tempo di aspettare non c’è

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    • L’ultimo capoverso è l’esemplificazione di un mio cavallo di battaglia sovente ribadito su StadioTardini.it, ossia la Serie A italiana non è un campionato giovanile. Appunto nella cantera è fisiologico raccogliere frutti dopo adeguata maturazione, mentre nel massimo campionato, sia pure decaduto rispetto agli anni 80-90, devi essere pronto all’uso. Poi ci sono mille condizionamenti episodici che possono variare una stagione, ma se pronti via tenti la fortuna con scommesse ed azzardi, rischi di buttare tutto a carte quarantotto… La famosa filosofia aziendale, a mio avviso, non ha mai funzionato, perché dopo una retrocessione piuttosto ignominiosa per i numeri che l’hanno caratterizzata, sono serviti alcuni anni per risalire dove ci compete (anche se questo lo crediamo solo noi, ma non è per diritto divino), con una torre di babele che solo il vituperato Pecchia (è odioso vedere in quanti silacchino sul piatto su cui han mangiato) ha saputo, con tempi da settore giovanile, appunto, far maturare e diventare una squadra. Poi l’anno scorso la salvezza, una volta mandato via Pecchia (troppo innamorato del suo pecchismo) è arrivata con Chivu che ha fatto tutto il contrario di quanto era stato predicato in precedenza. in sostanza ci siamo salvati con l’abiura della filosofia. Poi, una volta salvi, ecco che torba la filosofia ad imperare…

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  • Celebrare uno perché paga gli stipendi è come celebrare me che non rubo, non scippo e non vado in giro a dare cortlate. È ridicolo. Allora celebriamo tutti i non delinquenti. Questa apologia di uno che ha distrutto il Parma calcio è ridicola stucchevole e grottesca dopo 5 anni di schifezza. Non mesi. Anni.

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    • Nel calcio è merce rara che si paghino stipendi, fornitori etc senza farsi compatire. E noi che da Parma ci siamo passati dovremmo, appunto, esser contenti di questo, visto che c’è chi si è rovinato o anche tolto la vita grazie ai pingoli lasciati a suo tempo dalla Parmalat del tuo Calisto o dal mirabile duo.

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      • Siberianhusky

        Appunto. Stiamo assistendo a una situazione surreale, la società è gestita con criterio sotto l’aspetto fiscale e contabile…e irrazionalmente su quello sportivo per quello che riguarda la prima squadra. Le giovanili e il settore femminile vanno bene. Nella Primavera si stanno valorizzando molti talenti, a mio parere Konate è già in grado di essere utile alla prima squadra a centrocampo…settore più che mai nevralgico per noi.
        Il progetto Krause non sta funzionando proprio dove nascono i ricavi, da imprenditore di successo dovrebbe avere l’elasticità per rivedere le sue posizioni…e italianizzare il roster. Cinque o sei stranieri bastano e avanzano, eccedere complica inutilmente il lavoro dello staff tecnico.

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        • Personalmente avrei da eccepire anche circa le gestioni di giovanili e femminili: nel primo caso, infatti, la Primavera 1 è stata conquistata dopo anni di tentativi andati a vuoto, malgrado fosse obiettivo dichiarato e malgrado le ingenti cifre spese (fuori mercato) per calciatori poi persi nel nulla.

          La femminile, poi, è stata un pozzo senza fondo, soprattutto per la scelta di acquistare il ramo d’azienda dell’Empoli (e qui correggo un altro lettore che diceva che era stata messo in vendita dalla Federazione, cosa che non corrisponde affatto al vero: anzi, la metodologia un po’ naif avita dagli emissari del club creò non pochi incidenti diplomatico-istituzionali con la FIGC, risolti poi in extremis) e per le spesi enormi effettuate per costruire un grattacielo senza fondamenta, subito caduto dopo il primo anno, con ignominiosa retrocessione, con salvezza di derelitte come Pomigliano e Sampdoria che non avevano un soldo bucato. Anche in questo caso, come con la maschile, il debito è stato saldato non immediatamente (cosa che era riuscita persino a Ghirardi tornato su subito con Guidolin, dopo la partenza flop con Cagni), bensì dopo due stagioni ed incredibili investimenti con squadre rifatte totalmente (anche se le calciatrici costano molto meno dei colleghi maschi).

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          • Siberianhusky

            Il mio discorso su giovanili e femminili circa i risultati sportivi riguardava il presente, non il passato.
            Per questo mi piacerebbe che anche la prima squadra maschile venisse gestita più razionalmente e che smettesse di essere una collezione di bandierine fine a se stessa.

          • Si, ma i risultati di oggi non fanno testo. Va analizzato un trend. 10 eondini non fanno primavera…

      • Averne di Calisto. Altro che quei 4 straccioni che picionano sul terzino destro da due anni. E fanno pure i finti magnati

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        • Davide, il mondo reale è qualcosa di diverso dal calcio: Calisto ha rovinato centinaia di persone, anche sul territorio: per cui non è certo un modello da seguire. Ci ha fatto vincere, abbiamo arricchito la bacheca: ma a che prezzo? Quindi evita di scrivere bestialità

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    • Triple-sec

      Forse dai troppe cose per scontate. Se avessi invece scritto kk è un buon presidente di calcio avresti ragione a lamentarti

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  • Triple-sec

    La mia minima moralia a Davide forse si è persa nell’albero delle risposte e per maggiore chiarezza ribadisco che Davide, forse dai troppe cose per scontate

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  • Buongiorno a tutti,e buongiorno Gianni.Volevo semplicemente rimarcare un punto,ossia: premesso che quei tempi d’oro in cui avevamo un certo Scala come mister e dietro a lui tutta un altra serie di persone e tecnici nell entourage che forse è impossibile ritrovare ai nostri giorni,ma’ la mia domanda è ,dopo 5 anni di presidenza, e se non vado errato speso sui 500 milioni per giocatori in giro per il mondo,ma’ davvero ancora si pensa che questa scommessa sui giovani assemblati a questa maniera,e dulcis in fondo affidata ad un ragazzo di 29 anni, possa portare a buoni risultati ?? Quanto tempo ancora ci vorra’ per vedere un minimo di gioco che ,a parte portare risultati da stare almeno a meta’ classifica ,ma’ anche per assistere ad un gioco piacevole,e un poco pimpante? e meno male che c’è solo il campionato…perché altrimenti altro che zombi si vedrebbero in campo…

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    • Mi sembra di assistere ad uno dei congressi ideologizzato del PD….. aaaaaaaaahh concretamente un allenatore che vince 1 partita, ne pareggia 4 e ne perde 5 dovrebbe essere esonerato. Puntare alle 10 sconfitte è masochismo. Nel 1977 ai salesiani OR.SA Cuesta non sarebbe diventato allenatore del Parma, e se scelto da Krause alla terza giornata lo avrebbero esonerato.

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